oltre il valico in fondo
una città fortificata,
e stormi di aquiloni
yamaji kite
muko joka ya
tako no kazu
una città fortificata,
e stormi di aquiloni
yamaji kite
muko joka ya
tako no kazu
Tan Taigi
??? (Giappone) 1709
??? (Giappone) 1771
E' uscito un libretto a cura de C.I.D. (Centro Iniziativa Donne di Sanremo) che narra le vicende drammatiche di tre donne accusate di stregoneria. Lo ha scritto la brava Rossella Masper con notizie attinte nell'archivio della diocesi di Ventimiglia. Pubblico ampi stralci, che riguardano il processo di Petrinetta Boeri di Isolabona.Circa anni dodici andò a casa nostra Ottobono Viciano [genero dell'accusata] e dice: "Oh Benedetta la nostra galina ha fatto in casa vostra delli ovii" et io gli risposi di no et esso Viciano diceva de si dicendo: "Se non me li dai te costeranno cari". E di puoi quando fui uscita di casa venne la moglie del detto Vitiano e Petrineta, sua madona dicendome se gli volevo agiutare a lavare un poco di caneva et io lo agiutai et detta Petrineta mi dette delli miconi quali aveva preso in casa di sua figliola, et li mangiai e da poi che hebbi mangiato detti miconi mi venne il rantico che non potea parlare e stetti giorni otto con detto male
Io sono statta chiamata qui per causa di molte cativa lenghe che m'hanno accusato per faturera, ma io non lo son e così mi prometto per quel Creator che me ha mandato al mondo.
Nega, nega tutto. E visto che si difende dalle accuse viene rinchiusa nelle prigioni.
Io non voglio prender in modo alcuno la difesa di detta Petrinetta mia moglie, che se sarà ritrovata innocente starà bene, se altrimenti sarà castigata.
Io non voglio altrimenti pigliar la diffesa di detta mia suocera perché se sarà innocente sarà liberata e se no sarà castigata et così dico et protesto.
Io ho fatto morire doi creature, una fi9glia di mia figlia chiamata Brigida che non era salvo doi giorni che era batezata e così guastandola li strinsi il collo così che non visse più salvo doi giorni, et ve venne una fantasia in testa che me ne persuasi con dir poi che questa creatura non era nata ai suoi giorni, levala, levala da stentare.
L'altra poi è un figliolo di Bartolomeo, figlio bastardo di mio marito del cui nome non me recordo, che essendo io andata a vederlo a casa sua me venne la tentazione e con il linsolo ne toccai la faccia et così fra poco tempo morì.
Poi dico di aver fatto rompir il collo a' un asino di Pigna che era dal ponte di Bonda che con una testata lo precipitai, et quel giorno e in quell'hora era in mia compagnia il diavolo in forma di ombra che me disse: "Butta giù quel asino" et io per paura che non me battesse così feci, poi tre anni sono in ancora feci rompere il collo a una crava di Antonio Cane.

Questo post trae lo spunto da un articolo uscito su un giornale locale "La Riviera" diffuso nella Riviera dei Fiori. In un articolo si sosteneva che qualcuno mi aveva querelato per quello che avevo scritto sul blog. Era una bufala, anche perché non c'era proprio niente da querelare, che poi il giornale è stato costretto a smentire. Vedere la vicenda in questo post.


di Maria Pia Viale
Dal binomio Liguria-Piemonte deriva immediatamente il concetto di Pallone Elastico. Spesso i conoscitori di questo gioco si saranno chiesti perché è prevalentemente presente soltanto in queste due regioni italiane e, per giunta, in parte di esse. La risposta giace nella storia, allorchè, durante il Risorgimento, l’Italia si alleò con la Francia per fronteggiare l’avanzata della Prussia. Per tre anni i Francesi mantennero l’alleanza e la loro presenza sul territorio italiano, esattamente nelle regioni più limitrofe alla loro nazione, ovvero il Piemonte e la Liguria.
Copio dal sito culturaglobale perché mi sembra un'interessante iniziativaBiglietto
lasciato prima di non andar via
Se non dovessi tornare,
sappiate che non sono mai
partito.
Il mio viaggiare
è stato tutto un restare
qua, dove non fui mai.


Voi che avete un gatto lo sapete. Poltrona, sedia, sotto la sedia, armadio, sopra, sotto, sgabuzzino tra i secchi, dentro la doccia, affacciato alla finestra, prima una, poi l'altra e l'altra ancora. Se poi avete un giardino non ne parliamo. Il mio, che vedete nella colonna di destra, gira nei carugi e quindi l'orizzonte aumenta.


La lettera non l'ha firmata solo Rocco Buttiglione, senatore dell'UDC, ma anche la senatrice Albertina Soliani, prodiana emiliana, in rappresentenza di un folto gruppo di parlamentari e l'hanno indirizzata ai senatori-questori.
Quando facevo le elementari la penultima pagina dei quaderni aveva stampata la tavola pitagorica. Un quadrato con dodici caselle per lato, chissà poi perché dodici e non dieci, che conteneva tutte le possibili moltiplicazioni fra le prime dodici cifre. E bisognava saperle tutte, al volo, senza tentennamenti. Per alcuni una tortura. Imparare quelle tabelline era uno sforzo di memoria continuo. Ma uscivano da quella scuola che sapevano far di conto col solo ausilio del proprio cervello. Qualche tempo fa ho provato a fare, così per scherzo, le stesse domande ad alcuni ragazzini. Un disastro. Non so se per tutti sia così, ma non c'è dubbio che c'è stato in linea generale un arretramento.

Cinquant'anni fa, alla fine del 1957, dopo sette titoli mondiali, la Moto Guzzi lasciava le corse. Fu l'incapacità a capire e quindi a seguire i nuovi tempi in veloce cambiamento che fece decidere all'azienda di rinunciare alle competizioni.

