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domenica 20 luglio 2008

Predicano bene e razzolano male, come sempre

papa benedetto xviImmaginatevi che un nostro presidente del Consiglio vada in Sicilia per una manifestazione antimafia. Immaginate anche il suo bel discorso e continuate a immaginare che alla fine si rifiuti di ricevere i rappresentanti dell'Associazione vittime della mafia. Che cosa direbbero i media e che cosa pensereste voi?

Ieri, in Australia, è successa una cosa del genere. Benedetto XVI, dopo un discorso antipedofilia riportato da tutti i giornali del pianeta, si è rifiutato di ricevere le vittime di questi turpi personaggi che fino ad ieri agivano indisturbati e protetti nel seno della chiesa. Così come aveva fatto ad aprile in America. Forse esporre al circo mediatico questi uomini e queste donne dalla gioventù rovinata proprio nella "Giornata mondiale della gioventù" avrebbe guastato un po' la festa osannante ma avrebbe anche fatto vedere che si vuol fare sul serio.

Cosa che non sembra. Dice Christina Mc Isaac, presidente di Broken Rites, Riti Spezzati, «Non basta pronunciare parole di rincrescimento. Il vero problema e rappresentato dalle manovre di insabbiamento che i vescovi hanno attuato per molti anni. Attualmente sono stati condannati in tribunale e incarcerati centosei sacerdoti e religiosi, ma sono migliaia i casi di cui ci stiamo occupando. Gli avvocati della Chiesa si battono affinché i risarcimenti equivalgano alla somma più piccola possibile. In questo modo si comportano come un'azienda, come una multinazionale e non come un'organizzazione etica e misericordiosa.»

Altroché misericordia, altroché pietà, altroché compassione, questi hanno una fifa boia che le casse delle varie Curie, così come è già successo negli Stati Uniti, vengano dissanguate. E la chiesa, alla faccia della povertà che predicava Gesù Cristo, senza denari non è più niente.

Aggiornamento 21 luglio
Il papa, prima di ripartire per l'Italia, ha celebrato una messa davanti a un piccolo gruppo di vittime degli abusi sessuali compiuti da esponenti del clero australiano. La cosa non era assolutamente prevista, tanto che nei giorni passati l'associazione "Papaboys" aveva preso posizione con una nota sulla protesta delle famiglie delle vittime degli abusi che avevano chiesto di essere ricevuti da Benedetto XVI e che avevano partecipato alla manifestazione "anti-Papa" in Taylor Square.

"Una riflessione - si legge nel testo diffuso in sala stampa a Sidney - va fatta, ed anche con coraggio: da due anni stavano preparando questa manifestazione di protesta, che andrà su tutti i giornali del mondo in contemporanea alle notizie della Giornata Mondiale della Gioventù". "Abbiamo avuto due anni di tempo - sottolinenano i Papaboys - per cercare la verità e decidere di incontrare queste persone che dicono di aver subito violenze da parte di religiosi, oppure, se fossero tutte macchinazioni e non ci fosse verità, c'era tutto il tempo per denunciarlo, ed a voce forte".

Evidentemente il malcontento che serpeggiava anche nelle file di questi giovani fedelissimi a papa Ratzinger ha preso per il collo gli organizzatori che sono riusciti in extremis a organizzare questo incontro.

QUI una interessante analisi.

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14 commenti:

  1. Nulla di nuovo sotto il sole... :-(

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  2. Non posso che concordare con tutto ciò che hai detto. Come sempre attento alla realtà che ci circonda. Ti faccio i miei complimenti, considerando che oramai era un pezzo che non visitavo il tuo blog (causa maturità), ma ora mi farà piacere seguirti regolarmente.

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  3. andiamo bene, la chiesa è più attaccata al danaro che alla misericordia, che nemmeno sa cosa sia!

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  4. Il lupo perde il pelo ma non il vizio..

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  5. Hai scritto così bene quello che pensavo che nel mio blog ho semplicemente messo un link al tuo articolo, Spero che per te vada bene.

    www.ortolani.net

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  6. Chissà cosa costano questi viaggi pastorali, questi eventi mediatici da superstar,con tutto l'apparato pomposo e rigidamente protocollare che si portano appresso.
    Questo papa della ragione sembra l' amministratore delegato di un'azienda.

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  7. ..... in quella bella casa del Signore anche le candele dell'altar maggiore....
    Papi e Re , Silvighni compresi.....

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  8. Ciao Alberto,
    ADNkronos ha appena battuto una notizia che ti smentisce:
    http://www.adnkronos.com/IGN/Cronaca/?id=1.0.2354282996

    In Vaticano leggono il tuo blog?

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  9. Non mi smentisce, quando io ho scritto la cosa non era ancora avvenuta. E si erano lamentati per questo anche i papa boys. Decisione dell'ultima ora visti i cori di protesta.

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  10. Grandioso il post.
    Spero di non aproffittarne troppo facendo un copia incolla di questo articolo arrivatomi per mail e molto illuminante.
    Ciao

    Meglio stare zitti
    Scritto da Vania Lucia Gaito
    giovedì 17 luglio 2008


    Altro giro, altra corsa. Il Papa vola in Australia e ripropone un copione già recitato negli Stati Uniti. E anche in questo caso, già sull'aereo dà la stura alle dichiarazioni, con i giornalisti lì pronti a raccogliere ogni parola. Argomento? Il solito: i preti pedofili. Novità? Sì, una esternazione di Ratzinger che definirei illuminante: il sacerdozio è incompatibile con la pedofilia.

    E i giornalisti lì a scrivere. Tant'è che l'hanno riportata tutti i giornali, questa dichiarazione papale. E nessun giornalista ha detto: "Scusi, sa, ma finora mica era compatibile! Eppure i preti pedofili si sprecano! Per non parlare di quanto sia incompatibile con la legge!". Io me lo sarei aspettato, un commento così. Fossi stata lì, io lo avrei detto. Invece nulla. Forse non è previsto dal protocollo Vaticano far presente al Pontefice che sta dicendo una castroneria.

    E, a riprova, è interessante un provvedimento emanato dal governo...

    del Nuovo Galles del Sud, dove si svolgeranno gli eventi più importanti della Giornata Mondiale della Gioventù: disturbare le manifestazioni, o anche solo infastidire i partecipanti potrebbe costare caro, fino a un equivalente di circa 3.500 euro. Cosa si intende per disturbare? Anche mettersi una maglietta con la scritta "Il Papa si sbaglia: usate il preservativo". Ma l'Australia, considerata il Paese meno religioso al mondo, non è l'Italia. E il comitato "No al Papa" si è subito mobilitato: due attiviste, Amber Pike e Rachel Evans, sono state portate in tribunale, colpevoli di aver diffuso materiale relativo all'uso del preservativo. E il tribunale, che non essendo un tribunale italiano è veloce nell'emettere sentenza, ha subito messo in chiaro che limitare la libertà di parola è incompatibile (quello sì) con i diritti fondamentali dell'uomo e con le leggi dello Stato. Quindi le due ragazze sono state rilasciate, e con tante scuse.

    E, continuando sulla falsariga di quanto avvenuto negli Stati Uniti, ad accogliere Ratzinger c'era anche il cardinale George Pell, massimo esponente della Chiesa australiana e accusato di aver coperto i preti pedofili. Diversi preti pedofili. Ma in particolare, hanno molto da ridire le vittime di un sacerdote di Ballarat, Gerald Francis Ridsdale, che sta scontando 19 anni di carcere per aver abusato di 49 bambini, anche se sembra che le vittime siano oltre un centinaio.

    Risdale, che oggi ha 74 anni, apparteneva alla diocesi di Ballarat, a 120 chilometri da Melbourne negli anni in cui, sostiene la Broken Rites (l'associazione australiana delle vittime dei preti pedofili), vi era una "radicata cultura degli abusi sessuali nel clero, come dimostrato dai casi portati in tribunale negli anni Novanta".

    Gerald veniva da una famiglia di forte matrice cattolica, lasciò la scuola a 14 anni e si impiegò come contabile. Fu in quel periodo che prese coscienza dell'attrazione che provava per i ragazzini. Tuttavia, incoraggiato da un sacerdote, decise di entrare in seminario. Dopo un periodo di studi tra Melbourne, Genova e Dublino, fu ordinato sacerdote a Ballarat nel 1961. E, praticamente da subito, cominciarono gli abusi. Dagli anni Sessanta al 1993, anno in cui fu arrestato, Ridsdale fu spostato di parrocchia in parrocchia; i trasferimenti, qualche volta, arrivavano appena dopo qualche settimana dal suo insediamento. Così per oltre trent'anni.

    Gli abusi avvenivano all'interno della chiesa, nel presbiterio (la casa parrocchiale), nell'auto del sacerdote, in casa delle vittime, durante gite, e nei giorni festivi con il sacerdote. Molestò un bambino e sua sorella poche ore dopo il funerale del loro padre. Spesso gli abusi avvenivano durante la confessione, e Ridsdale provvedeva anche all'assoluzione. Molti reati si sono verificati prima e dopo la celebrazione della Messa, prima di comunioni, cerimonie, matrimoni e funerali. Molte delle vittime sono stati chierichetti. Uno di essi è stato ancora vittima di abusi sessuali presso l'altare, quando la chiesa era vuota e chiusa, dopo la Messa.

    A metà degli anni Sessanta, Ridsdale trascorse un periodo a Mildura, sotto la supervisione di monsignor John Day, uno dei più feroci pedofili nella storia della Chiesa. Altri trasferimenti, altre parrocchie, fino ad arrivare, nel 1971, a Ballarat. Alcune delle vittime denunciarono alla curia gli abusi subiti, tuttavia non furono presi provvedimenti, se non spedire il sacerdote a fare qualche seduta di psicoterapia, per poi assegnarlo ad una nuova parrocchia, dove tutto ricominciava da capo.

    Alla fine del 1971, Ridsdale fu assegnato alla parrocchia di San Alipius, come assistente del parroco. Nel 1973, arrivò un altro sacerdote, padre George Pell. I due sacerdoti condivisero perfino la casa, per un lungo periodo ed è assolutamente improbabile che Pell non fosse a conoscenza degli abusi commessi dal suo collega, soprattutto perchè la scuola parrocchiale (dove anche Ridsdale insegnava) era un vero e proprio covo di pedofili: padre Robert Best, padre Edward Dowlan, padre Fitzgerald, padre Stephen Francis Farrell, tutti in seguito condannati per abusi sessuali.

    Il 27 maggio 1993, molte parrocchie e molti abusi dopo, il tribunale di Melbourne aprì un processo a carico di Ridsdale, per aggressione sessuale ai danni di nove ragazzi. Il sacerdote fu accompagnato in tribunale e sostenuto da George Pell, che nel frattempo era divenuto vescovo ausiliario. Non c'erano invece nè vescovi nè sacerdoti a sostenere le vittime. Ridsdale fu condannato, ma uscì di prigione dopo appena tre mesi, "sulla parola". Un mese dopo, la Broken Rites aprì una linea telefonica alla quale potevano rivolgersi le vittime degli abusi sessuali commessi dai sacerdoti. L'associazione fu l'anello di collegamento tra le vittime e la polizia, che riaprì le indagini su Ridsdale.

    E, come accade in questi casi, il vescovo Ronald Mulkearns chiese al Papa la riduzione del sacerdote allo stato laicale, ottenendola immediatamente.

    Il 19 gennaio 1994 si aprì il nuovo precesso, ma stavolta non c'era alcun vescovo a sostenere Ridsdale. Fu condannato a 19 anni di carcere per un numero impressionante di abusi sessuali. E contestualmente fu aperta una nuova indagine, denominata Operazione Arcadia, al fine di stabilire le responsabilità del vescovo Mulkearns. Il rapporto Arcadia stabilì che il vescovo era a conoscenza delle "molestie" ma non fu in grado di provare che fosse a conoscenza degli abusi veri e propri, pertanto non fu possibile procedere. Tuttavia il rapporto Arcadia circolò, e meno di un anno dopo il vescovo si dimise. Al suo posto fu nominato George Pell.

    Il 6 agosto 2006, il tribunale di Melbourne aprì un nuovo procedimento a carico di Ridsdale, per altri abusi fino ad allora non denunciati. Fu condannato ad ulteriori 4 anni di carcere. Il giudice Bill White criticò la Chiesa cattolica per non aver preso seri provvedimenti, dopo aver saputo della condotta di Ridsdale, e soprattutto per non aver mostrato alcuna compassione per le vittime. Trasferire Ridsdale di parrocchia in parrocchia aveva solo dato la possibilità, al sacerdote, di continuare liberamente ad abusare dei bambini.

    In una conferenza stampa, il cardinale Pell ha affermato: “Una vita senza Dio e modelli sbagliati di famiglia, sessualità e matrimonio sono i pericoli da cui dobbiamo mettere in guardia i giovani”.
    Se almeno Ratzinger sapesse scegliere delle compagnie più credibili, forse qualcuno sarebbe anche disposto a credere alle sue scuse, alle sue esternazioni, alla sua vergogna. Ma stando le cose così come stanno, non sarebbe meglio stare zitti?

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  11. "In Vaticano leggono il tuo blog?"
    Chi lo sa. Le vie del Signore sono infinite.

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  12. Paola grazie molte. Ciao.

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