Pagine

martedì 31 marzo 2009

Le mani delle donne #1

parmurelu
parmurelu

Quando tempo fa pubblicai un post con un titolo uguale erano le massaggiatrici thailendesi che me l'avevano ispirato. E m'è venuto in mente quando ho fotografato in questi giorni che sono al paesello le dita veloci delle donne che intrecciavano foglie di palme per farne dei parmureli. Verranno portati dai bambini domenica prossima che sono le Palme. E mi ricordo quando ero io bambino che questo parmurelu veniva agghindato con caramelle e cioccolatini.

Sto un po' mischiando il sacro col profano rispetto alle mani femminili, ma non è così la femmina?

Penso che sia solo una consuetudine ligure questa dei parmureli. A Milano sono solo fronde di ulivi.

Dalle vostre parti com'è la tradizione, se tradizione rimane ancora?

parmurelu

lunedì 30 marzo 2009

Frittelle

frittelle
frittelle

Ieri, sotto una pioggia inclemente che sembrava più bagnata del solito, dopo aver superato i picchi dei druidi avvolti nelle nebbie, sono sceso a Ceriana dova l'amica Seve mi aveva invitato a una manifestazione di fresciöi (frittelle) cucinati secondo le antiche tradizioni del paese. Il tutto organizzato per raccogliere fondi per Find the cure, una onlus che opera in India e Africa.

Di tutte le ricette mi ha più colpito quella in cui la materia prima è fatta del minestrone avanzato dalla sera precedente con l'aggiunta di un uovo e un po' di farina per la pastella. Tempi in cui nemmeno una briciola avanzata andava sprecata.

Forse è superfluo dire che dalle mie parti questo tipo di cibo è particolarmente gustoso perché viene fritto nell'eccellente olio extravergine di olive Taggiasche.

La varietà di frittelle, dolci o salate, è molto variegata, a seconda delle regioni e anche delle stagioni. Avete forse da proporne qualcuna in particolare e magari anche col nome in dialetto?

frittelle
frittelle
frittelle

domenica 29 marzo 2009

Laura Tonatto

Laura Tonatto
Laura Tonatto ieri al teatro del Casinò di Sanremo

Sto scrivendo questo post con una mano sola. L'altra non è menomata, anzi, sta reggendo una dopo l'altra varie mouillette (messe sotto vuoto ieri sera) con gli effluvi che adesso vado a dirvi. Quello del mare che si immagina abbia sentito Alessandro Magno, quello abbinato al suonatore di liuto del Caravaggio, quello che si sprigiona dalla Venere del Botticelli, quell'altro che si respira in Madame Bovary, quello che circondava Eleonora Duse e quello infine che aleggiava nel ballo del Gattopardo di Luchino Visconti. Sono inebriato dunque, e c'è motivo.

L'amica Laura Tonatto, che ormai è diventata un grande naso a livello mondiale, ieri pomeriggio nel teatro del Casinò di Sanremo ci ha incantato tutti non solo con le fragranze che ha fatto distribuire in sala, ma con la semplicità nell'esporre il suo lavoro in giro per il mondo a esplorare odori.

Questo nostro senso, ritenuto per millenni nel mondo occidentale inferiore alla vista e all'udito, sta avendo una sua rivalsa in questi ultimi tempi, e può diventare, se non abbiamo una nostra autonomia di sentire, un mezzo in più per rinchiuderci nella gabbia omologata del potere olfattivo.

Di Laura avevo letto Storia di un naso che aveva scritto a quattro mani con Alessandra Montrucchio, anche lei presente sul palco, poi la conobbi in questa occasione e quest'estate ha fatto parte dell'allegra brigata nella performance del Barone rampante.

Probabilmente diventerà una mia vicina. Non di casa, di qualcos'altro.

Mi chiedo se questa mia sensibilità agli odori sia dovuta anche al cognome che porto. Voi a naso come state?

Laura Tonatto e Alessandra Montrucchio
Laura Tonatto e Alessandra Montrucchio
Laura Tonatto profumi. Laura Tonatto è uno dei “nasi” più apprezzati del mondo. Inizia la sua attività studiando e lavorando con il maestro profumiere Hassan del Cairo. Nel 1993 Laura Tonatto ha curato a Torino la mostra “Aromatica”. Profumi di Laura Tonatto


sabato 28 marzo 2009

Ada Negri

Fiorita di Marzo

La fioritura vostra è troppo breve,
o rosei peschi, o gracili albicocchi
nudi sotto i bei petali di neve.
Troppo rapido il passo con cui tocchi
il suolo, e al tuo passar l'erba germoglia,
o Primavera, o gioia de' miei occhi.
Mentre io contemplo, ferma sulla soglia
dell'orto, il pio miracolo dei fiori
sbocciati sulle rame senza foglia,
essi, ne' loro tenui colori,
tremano già del vento alla carezza,
volan per l'aria densa di languori;
e se ne va così la tua bellezza,
come una nube, e come un sogno muori,
o fiorita di Marzo, o Giovinezza...


Ada Negri
Lodi 1870
Milano 1945


venerdì 27 marzo 2009

Milano - Villa Reale

Cartello villa reale - MilanoQuando ho visto questo cartello all'entrata dei giardini di Villa Reale a Milano sono rimasto un po' sconcertato. Ero con un'amica senza minori di dodici anni al seguito quindi non potevamo entrare. Occhiute guardie non se ne vedevano e così abbiamo eluso il divieto.

Dopo due passi siamo arrivati nel prato che vedete. Non immaginavo che in pieno centro si potesse trovare una simile oasi di pace. Solo bimbetti con le mamme o le tate. Già, ma quali bimbetti? Che le mamme di Quarto Oggiaro, della Barona o del Giambellino non è che prendono la carrozzina e attraversano mezza città per venirsene fin qui. Tutti figli di ricchi che abitano nella zona di lusso, e mi è sorto il sospetto che quella limitazione all'entrata l'abbiano fatta apposta per loro.

Non eravamo gli unici irregolari. Altri due, uno qui, uno là, solitari, li ho visti nel boschetto intenti a leggere. Posto giusto. Potrebbero allargare l'entrata anche a quelli che entrano con un libro sottobraccio. Che tanto loro non disturbano.

A proposito di posti per leggere per me il massimo è essere seduti sull'erba con la schiena appoggiata a un albero. Voi avete preferenze?

Aggiunta 28/3
QUI potete vedere il cartello in metallo a fianco di quello in carta che ho pubblicato con tutto il regolamento.

[clic sopra per ingrandire]
villa reale - Milano
Milano, Villa Reale col giardino

 villa reale - Milano
Milano, Villa Reale, il laghetto

Technorati Tags:

mercoledì 25 marzo 2009

Berlusconi ferroviere

berlusconi ferroviere

WilliSteve & Astucha

Technorati Tags:

Magritte - Il mistero della Natura

Magritte

Spinti da un possente vento marzolino, quasi volando, siamo entrati ieri pomeriggio, io e Astucha, a palazzo reale per vedere la mostra "Magritte - Il mistero della Natura". Il volo è continuato per un'ora e mezzo all'interno delle sale. Picchiate, cabrate, virate, avvitamenti. Paradossi , contrapposizioni, negazioni. Tutto un mondo oltre.

Quando poi si è in due uno indica all'altro correnti ascensionali che non aveva captato e il pensiero fantastico di nuovo prende quota euforico di veleggiare in arie rarefatte mai respirate prima.

Grande mostra, grande pittore. Siamo usciti leggeri come piume. Astucha mi ha anche scattato una foto di fronte a un'installazione.

Magritte

martedì 24 marzo 2009

Angelo Bagnasco

cardinale bagnascoNon ce l'ha fatta più a tacere e ieri è sbottato. Il cardinale Angelo Bagnasco capo dei vescovi italiani se l'è presa coi media che deridono il suo di capo, papa Ratzinger, per tutta una serie di decisioni, di prese di posizioni e di dichiarazioni. A dir la verità a essere critici sono molto di più i media stranieri che quelli nostrani, e non parliamo poi dei nostri politici che in questi ultimi tempi hanno abbassato senza ritegno le braghe rispetto al Vaticano.

Angelo Bagnasco però non entra nel merito delle questioni. Soprattutto in quella che forse è la più emblematica del trend attuale della Chiesa. Quella della riammissione nel gregge dei ribelli vescovi lefevbriani. E non sto parlando dei deliri di Williamson, ma del fatto che gli scomunicati sono rientrati nella comunione senza essersi pentiti di alcunché. E fra i vari alcunché c'è il rifiuto in toto del Concilio Vaticano II che aveva aperto le porte al sociale e che sembrava portare una ventata di rinnovamento religioso nel pachiderma della chiesa cattolica. Questi ribelli integralisti sembrano avere non poche simpatie e seguaci occulti all'interno delle gerarchie. Dei reconditi pensieri del papa non posso sapere. Posso tuttalpiù presumere.

domenica 22 marzo 2009

Luciano Lutring

Luciano Lutring
Luciano Lutring foto Alberto Cane ©

Io andavo in giro con una Smith & Wesson della polizia canadese senza pallottole. Certe volte per fare il ganzo facevo finta di sparare. Pim, pam, pum, il rumore lo facevo con dei petardi schiacciati sotto gli stivali. Andavo a ballare, giravo su una vecchia Cadillac nera, facevo il macho, quando stringevo una ragazza invece di farle sentire il canarino le facevo sentire la pistola. Ero un sognatore.

Un giorno mia zia Vittoria mi chiese di andare a pagare una bolletta alle poste. Io andai. Ma l’impiegato era lento e detti un pugno sul bancone. Nel movimento si vide la pistola che portavo sotto la cintura. L’impiegato si spaventò, credette che fosse una rapina e mi consegnò i soldi. Io pensai: “È così facile?”. E me ne andai col bottino. Due milioni all’epoca, bei daneé. La benzina costava 75 lire, il caffè 20, il giornale 15. Con i miei amici, andammo con la Cadillac al mare. Rubavamo i portafogli alle ragazze che si tuffavano per fare il bagno e lo lasciavano nelle macchine sotto il tappetino. Li chiamavamo “volini”, colpi al volo. A noi ci chiamavano “la banda del Settebello” perché tra tutti eravamo sette.

Poi una sera vedemmo una Mg con due farlocche svizzere e gli rubammo le valigie. Ma io mi innamorai di una delle due, Yvonne, e le ridetti le valigie. Colpo di fulmine. La sposai 40 giorni dopo. Yvonne era un’entreneuse. A quei tempi le entreneuse erano gran signore. Si presentò da mia madre con tacchi da 13 centimetri, truccata, capelli lunghi, guanti fino a qua. Mia madre aveva il cappellino con la veletta. Le prese un colpo. Ero fidanzato con una ragazzina di quartiere, la Giannina. Quando le mettevo le mani sotto la gonna c’aveva le mutande fatte con l’uncinetto, ti pungevano, sembravano un antifurto. Rob de mat. A me piacevano le calze di seta, le giarrettiere. Comprendi quello che dico? Ero un sognatore, sognavo la Mangano, la Pampanini.

Da un'intervista a Claudio Sabelli Fioretti. Da leggere tutta, che è uno spasso.

Ieri sera all'enoteca "La ligera", che in milanese vuol dire la mala, e dove se no?, incontro con Luciano Lutring a raccontare la sua vita. Saletta pienissima di fans di questo ex bandito doppiamente graziato (dallo Stato francese e da quello italiano) per meriti artistici e letterari. Un'ora e mezza tirata di ironia e autoironia, fra ripetuti applausi, che si è snodata lungo tutta la "carriera" di questo rapinatore solitario fuori dagli schemi classici della "banda". Era la prima volta che lo vedevo da vicino. Fisico e verve da attore consumato, un artista in ogni senso. Mi ha fatto venire in mente questo post di Lara dove si parla dei bivi della vita che non hanno segnaletica. Sì, quelli che imboccano le strade maestre del nostro futuro non si sa mai dove ci potranno portare. Va da sé che questo discorso vale per quelli che vivono e non per quegli altri che si lasciano vivere, ché questi ultimi i bivi li imboccano per inerzia.

sabato 21 marzo 2009

Gianni Rodari

Filastrocca di primavera

Filastrocca di primavera
più lungo è il giorno,
più dolce la sera.
Domani forse tra l'erbetta
spunterà qualche violetta.
Oh prima viola fresca e nuova
beato il primo che ti trova,
il tuo profumo gli dirà,
la primavera è giunta, è qua.
Gli altri signori non lo sanno
e ancora in inverno si crederanno,
magari persone di riguardo,
ma il loro calendario va in ritardo.


Gianni Rodari
Omegna 1920
Roma 1980


giovedì 19 marzo 2009

Via Fausto e Iaio

targa Fausto Iaio

Ieri sera sono andato al presidio che ogni anno si tiene in via Mancinelli a Milano per ricordare l'assassinio da parte dei fascisti di Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci, Fausto e Iaio. Sono passati ormai trentuno anni da quell'efferato episodio di cui parlai ampiamente l'anno scorso.

Una richiesta al Comune di intitolare quella via ai due ragazzi è stata fermamente respinta. Così sotto lo sguardo distratto di un tenente dei vigili, pardon della polizia locale, è stato fatto un atto di forza, piccola forza. E stata attaccata questa targa accanto a quella regolare della via.

Non so quanto tempo potrà rimanere lì, ma sono realisticamente pessimista, visto l'aria che tira.

Technorati Tags: , ,

mercoledì 18 marzo 2009

Il papa «Il preservativo aggrava il problema dell'Aids»

vignetta su papa e preservativi - WilliSteve & Astucha
WilliSteve & Astucha

Sorride la primavera, anche a Milano :-)

primavera a Milano
Milano, piazza Argentina [clic sopra per ingrandire]

La Natura, si sa, fa il suo corso indipendentemente da noi. O meglio nonostante noi. E proprio in questo periodo, nelle città affogate nel ferro e nel cemento, fa capolino dalle fessure strette e striminzite della terra mortificata che sta sotto la colata che vi abbiamo spalmato.

Come è per tutte le cose esse si apprezzano di più quando sono scarse e se ne sente la mancanza. Mentre la campagna si sta avviando a essere tutto un tripudio di fiori sgargianti la città timidamente sorride qua e là. Benvenuto sorriso.

C'è forse qualcuno tra di voi che ha adoperato le faccine prima dell'avvento di internet quando ci parlavamo con le BBS? E ancora, oltre allo ZTerm per PC qualcuno in quel periodo ha adoperato Telefinder per Mac?


martedì 17 marzo 2009

Mi ha linkato un sito pornografico

marylin un po' particolareNon passa giorno che minimo una decina di visitatori arriva a questo blog da Google con le parole "donne grasse" o simili. Non credo che siano degli ammiratori dell'arte di Botero (guardate la foto che gli feci). Le visite adesso si sono impennate, e così, dopo un'occhiata alle statistiche, mi sono accorto che quel post che inserii nel 2006 è il primo della lista a essere linkato in questa pagina di un sito pornografico. Mai più mi sarei aspettato.

Il post con le foto è questo.

Non è vero quindi che a tutti piacciono magre.

lunedì 16 marzo 2009

Smettetela di litigare

primavera a Milano
Manifesto 6x3 in via Padova a Milano [clic sopra per ingrandire]

Smettetela di litigare e cominciate a prendervi a botte. Poi arrivo io che sono la colomba della pace e rimetto tutto a posto. Un piccolo premio me lo darete?

domenica 15 marzo 2009

Consumare meglio, consumare meno

consumare meno, consumare meglio

Sono stato ieri (FieraMilanoCity) alla 6ª edizione di "Fa’ la cosa giusta", fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili: un percorso attraverso il meglio dei prodotti, delle iniziative e delle associazioni "verdi". Cinquecento stand distruibuiti in 20 mila metri quadrati, 250 volontari, ristoranti bio, spettacoli e 110 tra convegni, approfondimenti e laboratori pratici. Con una sezione speciale, tutta dedicata alla casa che risparmia.

Delle molte foto che ho scattato pubblico queste due. La prima, che può dar adito a facili ironie, quasi inevitabili quando si parla di cacca, ci fa vedere come anche dal rifiuto per eccellenza si può ricavare qualcosa di utile.

La seconda perché mi ha fatto venire in mente che devo andare al consorzio agrario a comprare un po' di semi di canapa da seminare nel mio orto appena è il tempo. Dell'uso della canapa nella mia terra in tempi passati ne parlai QUI.

Voi in quanto a consumare meglio e a consumare meno come state?

consumare meno, consumare meglio

sabato 14 marzo 2009

Kenneth White

Viatico per una passeggiata

Avverto un'esitazione crescente anche solo a nominare i luoghi che mi "parlano", come si dice, di più. Infatti, vengono a malapena riscoperti, a volte, angoli abbandonati dagli antichi abitatori e messi da parte, che già, con le migliori intenzioni del mondo, li si riempie di rumori, di discorsi, di sport e di "installazioni" artistiche ben lungi dal valere il loro silenzio, la loro distanza.

È bene tuttavia, incontestabilmente, per uscire dalla patologia ambientale, prendere un nuovo contatto con i luoghi, i paesaggi, realizzare un nuovo incontro tra lo spirito umano – il corpo-mente umano – e la terra.

La domanda è: come?

Innanzitutto, cos’è un luogo? Questa domanda ce la si pone fin dagli esordi del pensiero occidentale. Ecco la risposta di Aristotele (nel libro IV della Fisica): "È difficile dire cos’è esattamente un luogo. Il luogo è una cosa, ma ha anche una potenza. È inoltre evidente che all’interno del luogo vi è un altro luogo, e così all’infinito".

E poi, cos’è un essere umano? L’essere umano si è creduto molte cose: fatto a immagine di Dio, padrone della natura, portatore dell’ideale. Preferisco dire semplicemente: abitante della Terra. E mi piace la definizione che comincia ad aver corso nella biologia più recente: quella di un "sistema aperto" la cui "grammatica" interna non è separata dalla sintassi dell’universo.

Senza essere minimamente tentati di "fare i filosofi", una lunga camminata meditativa, nella quale le piste del pensiero si uniscano ai sentieri della sensazione, può condurre a spazi non codificati, inediti.

E poi, senza assolutamente "fare i poeti", si può cercare di dire ciò che si è visto, lo spazio nel quale si è penetrati. Ho trovato che la forma più propria a questo genere di contesto è l’haiku giapponese, basato su un gioco delicatissimo fra il fenomeno presente e il tutto che ci circonda. Ecco perché ho proposto, anni fa, quella che ho definito la passeggiata-haiku, consacrata all’ecologia della mente, alla filosofia naturale e alla conservazione durevole del mondo:

Quel tanto di dolcezza
perché al prugnolo un fiore
dopo l’altro si schiuda.

Non fosse per il verso,
invisibili gli aironi
nel mattino di neve.

Dove il sentiero termina
tutto si rassomiglia:
odore di biancospino selvatico.


Buon percorso, buona passeggiata!


Kenneth White
Gorbals (Scozia) 1936


giovedì 12 marzo 2009

Quasimodo, a cinquant'anni dal Nobel

Salvatore QuasimodoQualche ora fa, Marco Grassano ed io eravamo a casa del figlio di Salvatore Quasimodo, Alessandro, qui a Milano. Non era una semplice visita di cortesia, eravamo lì per chiedere al figlio del grande scrittore e poeta l'autorizzazione a pubblicare una lunga serie di inediti nel cinquantenario del Nobel. Permesso accordato senza alcun problema. L'idea è di Marco che mi ha coinvolto in questa bella avventura, che comunque vada sarà tutta da raccontare. Vi terrò informati.

mercoledì 11 marzo 2009

Cartoline criptate

cartolina

Sono arrivato da qualche ora a Milano e fra la posta ho trovato questa cartolina un po' enigmatica. Dall'altra parte, che non pubblico per motivi di privacy, non mia ma di quell'altra, c'è un collage. Una fotocopia di una vecchia foto in bianco e nero con sopra incollato il viso bello con le lunghe chiome corvine della mia amica giornalista con cui i rapporti da qualche tempo si sono raffreddati. Ci sono altre allusioni che non dico. Dopo un giro di telefonate ho scoperto che altri amici hanno ricevuto cartoline simili con riferimenti un po' maliziosi alla loro vita.

Evviva che c'è qualcuno (ma chi è?) che ama ancora scherzare.

Tra l'altro m'è venuto da pensare che, a parte Silvano, che puntualmente mi manda cartoline da qualunque parte del mondo in cui va, non ne ricevo quasi più.

Voi? I vostri amici ve le mandano ancora o sono ormai solo e-mail e sms?

lunedì 9 marzo 2009

Bocciolo di pesco

bocciolo di pesco

Sono andato questa mattina in campagna ad annusare la primavera. Visto che gli effluvi delle piante erano quasi impercettibili mi sono sdraiato carponi per essere più vicino al fermento ormonale che sottoterra si sta scrollando dal letargo invernale per fiorire nell'adolescenza che ogni anno si rinnova. Ma il mio naso, che non è quello sublime dell'amica Laura, ha captato solo poche e tenui molecole olfattive. La stagione è in ritardo e la linfa va a rilento.

Qualche fiore qua e là, come un settimino che non ha visto l'ora di venire al mondo. Per il resto gli alberi sono ancora nudi. Solo perché ho avuto una dritta sono riuscito ad arrivare a questo pesco in un luogo aprico che aveva qualche raro bocciolo. A trovarlo, e ci sono in giro, mi sarebbe piaciuto un mandorlo, il più precoce di tutti ad agghindarsi di petali, ma così non è stato.

Ritornerò in queste terre fra una ventina di giorni, e allora, se il nostro astro ci sarà stato propizio, sarà tutta una ghirlanda.

Il bocciolo del melograno QUI, quelli degli ulivi QUI.

domenica 8 marzo 2009

Liguria segreta da "non" scoprire

Ligutria da non scoprire
[clic sopra per ingrandire]

Sono figlio del razionalismo occidentale che mi ha instillato la curiosità della conoscenza ma non mi ha tolto la capacità dello stupimento propria dei bambini, dei primitivi, dei semplici. Forse un po' di bambino. un po' di primitivo, un po' di semplice è rimasto dentro di me e non me ne dolgo.

Questa mattina, assieme all'amico Marco Cassini e al fotografo Sandro Libra, siamo andati a stupirci e anche a incantarci nel luogo che vedete. La rappresentazione della realtà col mezzo fotografico tante volte è una banalizzazione del soggetto ritratto. Quando poi si tratta di paesaggio rendere quel che si prova ammirando dal vivo un'armonia della Natura Madre è difficilissimo.

La collinetta ricoperta di querce spoglie era un luogo di antichissimi culti di cui niente si sa. Ma non solo le grandi pietre (non visibili nella foto) sono rimaste a testimonianza di questo passato molto remoto, è l'atmosfera magica che questo posto emana, come di estraniamento incantato dalla contingenza del nostro presente, e che mai e poi mai i pixel del vostro monitor potranno trasmettervi.

È uno dei santuari che noi Liguri interni ci teniamo stretti e segreti, come le gioie dentro lo scrigno che questa nostra terra ci ha donato.

sabato 7 marzo 2009

David Maria Turoldo

O giorni miei...

Solo a sera m'è dato
assistere alla deposizione
della luce, quando
la vita, ormai
senza rimedio, è perduta.

Mio convoglio funebre
di ogni notte: emigrazione
di sensi, accorgimenti
delle ore tradite, intanto
che lo spirito è rapito
sotto l'acutissimo arco
dell'esistenza: l'accompagna
una musica di indicibile
silenzio.

Invece dovere
ogni mattina risorgere
sognare sempre
impossibili itinerari.


David Maria Turoldo
Coderno 1916
Milano 1992


venerdì 6 marzo 2009

Città, case, memoria

Torino - McDonald's
Torino, McDonald's in old style torinese

Come avevo scritto sono stato ieri a Torino per la presentazione di "Islabonita" di Nico Orengo. Malgrado il tempo inclemente ne ho approfittato per fare un giro in questa città dove ho abitato per cinque anni. E allora m'è balenata un'idea. Perché non cominciare a fotografare i portoni di tutte quelle case che sono state il rifugio della mia vita per almeno un mese? Sono parecchie, sparse qua e là, e devo ancora fare il conto, ma pensando a queste abitazioni forse riaffioreranno allo stato di coscienza momenti sepolti, mai più rivisitati, forse rimossi.

Girando dunque ieri per Torino, tra viette e piazzette, di una cosa mi sono reso conto. Che in questa città, al contrario di Milano, alita tangibile ed è alimentata con cura la memoria del passato. È un baretto in boiserie e ottone, un'erboristeria con le cassettiere dell'ultimo Ottocento, una cartello indicatore smaltato bianco e blu, un portone in ferro battuto, una serie di mansarde restaurate a regola d'arte che tanto mi ricordano Parigi.

Scrivo queste note su un treno che corre su binari assediati da cumuli di neve e che, superato lo spartiacque della valle del Po, si butterà giù verso la Riviera in una discesa ripida e tortuosa fra gallerie rintanate e ponti aerei. Le inserirò appena arrivato a casa in Liguria.

Ritorno, per finire, al discorso delle case. Voi quante ne avete abitato?

Torino - Galleria di Porta Palazzo
Torino, galleria di Porta Palazzo

giovedì 5 marzo 2009

Aspettando la primavera

Milano - Chiesa rossa
Milano, chiesa rossa di Crescenzago

Ho fatto questa foto ieri sera proprio davanti a casa e qualcuno mi ha tenuto l'ombrello per riparare la fotocamera dalla pioggia che è venuta giù senza sosta tutto il giorno.

Sto partendo per Torino dove stasera alle 18 verrà presentato Islabonita. Poi passando per la neve di Limone scenderò in Liguria dove spero di trovare cieli blu e boccioli impazienti di aprirsi alla luce. Se così sarà non mancherà qualche bella immagine.

Ci sentiamo da là.

mercoledì 4 marzo 2009

Acclamazione

gianni alemannoGianni Alemanno se n'è uscito in questi giorni con una proposta che mi sa del donchisciottesco. Che al prossimo congresso del Pdl il suo leader venga eletto a scrutinio segreto. Dimentica, o fa finta di dimenticare, il finto candido Alemanno che quel partito esiste ed è fondato solo sul carisma del suo capo non discutibile. Che per rimanere tale non ha bisogno di essere eletto ma solo acclamato tra gli osanna dei suoi lacché in estasi.

E dire che il capo più carismatico del pianeta, rappresentante di Dio in terra, per salire al trono, malgrado lo Spirito Santo vegli dall'alto, deve uscire da un'urna che più segreta non si può, e i cui risultati, fumata nera, fumata bianca, sono seguiti con trepidazione dai fedeli di tutto il mondo.

Qualcosa deve essere andato storto nell'unzione del nano da parte del Signore. Non santo è diventato ma diabolico, carismatico ma diabolico.

lunedì 2 marzo 2009

Tirate scarpe

scarpe da clown

Quando sabato ho fotografato questo paio di scarpe che stavano per essere infilate da un clown pronto ad andare in scena m'è venuto in mente quel post sulle scarpe in faccia, e questo tipo mi era sfuggito dall'elenco. E dire che mi sembrano proprio fatte apposta per essere tirate contro qualcuno.

Meglio cominciare dunque la settimana con leggerezza e così vi propongo questo gioco. Contro chi le tirereste? Che poi facciamo la classifica. Non è detto che per forza deve essere un politico. Può essere un personaggio televisivo, un collega di lavoro, un vicino di casa, una/o ex, insomma qualcuno che vi sta veramente sulle balle per quello che dice e quello che fa. Potete tirarle anche a più persone.

Technorati Tags: , , ,

domenica 1 marzo 2009

È un mondo difficile

Tonino Carotone
Tonino Carotone fotografato ieri sera nel concerto che chiudeva il "Milano clown festival"
foto Alberto Cane ©


Il carnevale si è chiuso questo martedì e mercoledì è incominciata la quaresima, anche se per parecchi la quaresima delle astinenze era già cominciata e purtroppo non finirà a Pasqua. A Milano però per motivi storici spiegati qui è invece finito ieri e si è proprio chiuso stanotte con le note ska di Tonino Carotone e le parole più che mai attuali "È un mondo difficile: vita intensa, felicità a momenti e futuro incerto".

Bella e coinvolgente questa manifestazione, arrivata alla quarta edizione di Milano clown festival che richiama artisti da tutto il mondo e che anima per alcuni giorni il quartiere milanese dell'Isola che si sta avviando, malgrado le resistenze degli abitanti, a una ristrutturazione selvaggia che distrugge alla radice la sua identità storica.

Leoparden-Olga
Leoparden-Olga della Scuola di Circo Nazionale Boema. Una forza della natura per far abbracciare tra loro gente sconosciuta e far cadere le barriere.

La giustizia divina
C'è un'usanza nella mia vallata ligure di continuare il carnevale anche nel mercoledì delle Ceneri, e il mio paese è un po' il centro di raccolta di questa gente festaiola. Ormai ha perso tutta la forza trasgressiva contro la chiesa che aveva nei tempi passati quando l'inizio della quaresima rappresentava un taglio netto con quei giorni antecedenti di depravazioni e promiscuità, mal sopportati e concessi per forza di cose come valvola di sfogo annuale alla carne.

Si chiama scürotu questa tradizione, e ho sempre sentito dire che il nome derivi da scürää, che vorrebbe dire raschiare il fondo del barile, ovverosia far fuori tutti gli avanzi dei bagordi. Ma qualche anno fa mi trovai a Borgosesia, in Piemonte, in mezzo a uno scûrot, sempre nel mercoledì, e lì l'origine del nome era chiara. Tutti vestiti di scuro, in lutto, perché stavano facendo il funerale al carnevale. Visti i rapporti stretti che esistevano tra Liguria e Piemonte nei secoli passati questa etimologia mi sembra più verosimile.

Correva il 1887, e quell'anno, come si sente in una intervista registrata che feci ad un uomo quasi centenario che mi raccontò cose sentite da suo padre, lo scürotu era stato particolarmente partecipato e anche più creativo del solito. Cinquanta uomini, forse anche donne, vestiti da vescovi si erano incontrati e avevano gozzovigliato con altre persone provenienti dai paesi vicini tutti mascherati da musulmani. E nella piazza del mio paese avevano stretto una santa alleanza inneggiando all'amore e al vino.

All'alba la terra tremò. Forti scosse si succedettero con violenza. Bussana, un paesino sopra Sanremo, fu completamente distrutta. A Bajardo crollò la chiesa che seppellì tutti i fedeli che erano riuniti per la cerimonia delle Ceneri. Nei carugi in discesa il sangue colava a fiotti. Si salvarono solo i miscredenti che erano nelle strade fregandosene della quaresima, della Pasqua e di tutto il resto.

Io non credo, ma certo che per quelli che credono capire la giustizia divina è davvero dura. Ah già, dimenticavo. E' un mistero.