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martedì 30 giugno 2009

Italia < > America

Bernard Madoff

Il signor Bernard Madoff, americano, che vediamo sopra nella foto segnaletica, è stato condannato ieri a 150 anni di carcere dopo sei mesi circa dall'arresto. Non sarà una gran consolazione per chi ha perso tutto a causa sua, ma almeno in galera c'è.

Il Signor Callisto Tanzi, italiano, sotto, è stato condannato, per la vicenda del crac Parmalat a una pena di dieci anni per i reati di aggiotaggio, falso dei revisori e ostacolo alla Consob. Magra, magrissima soddisfazione per la giustizia e per gli oltre 100000 risparmiatori che avevano sottoscritto le obbligazioni del gruppo. Infatti Tanzi potrà sicuramente usufruire di due tre anni di sconto pena grazie all'indulto. Inoltre sul processo pende il rischio prescrizione. Anzi alcuni filoni come quello relativo all'aumento di capitale di Parmalat Brasil ( particolarmente importante perché l'aggiotaggio era evidente) sono già andati in prescrizione grazie alla legge ex Cirielli che dimezza i tempi per gli incensurati.

È facile prevedere che Tanzi in galera non ci andrà.

Callisto Tanzi

lunedì 29 giugno 2009

Mi scrive il vicesindaco di Milano

Milano - Degrado piazzale LoretoHo ricevuto poco fa una email dal vicesindaco di Milano, l'onorevole Riccardo De Corato. Era una risposta al post che avevo pubblicato venerdì 19 giugno sul degrado del verde a piazzale Loreto con tanto di foto eloquenti. L'email era accompagnata da una lettera che De Corato aveva inviato il 24 giugno al settore competente e che vedete sotto. Naturalmente ringrazio il vicesindaco di questa sua disponibilità. Pochi ringraziamenti merita invece l'assessore competente Maurizio Cadeo, che fotografai QUI con tanto di pettorina di Lega Ambiente, che non si è degnato di due righe di risposta. Politica dello struzzo, eh! Staremo a vedere adesso che cosa succede.

24 giugno 2009

Rif. n. 4882/09/ec


Egregio Ing. Luigi VIGANI
Direttore Settore Tecnico Arredo Urbano e Verde
Via Zubiani, 1
20161 MILANO

p.c. Egregio Signor Alberto CANE



Oggetto: Area a verde in Piazzale Loreto.


Si trasmette, in allegato, documentazione pervenuta da parte di un cittadino in merito alle condizioni di degrado dell’area verde in oggetto.

Si invita pertanto a voler verificare la situazione evidenziata e a voler adottare i provvedimenti necessari al ripristino del decoro nella località.

In attesa di cortese riscontro si porgono cordiali saluti.

Il Vice Sindaco
On. Riccardo DE CORATO


Contro la povertà

contro la povertà
Milano. Scattata ieri nella stazione Duomo del metrò.

Vi si può leggere
Fai pressione sui potenti del G8 perché si impegnino contro la povertà.
I Capi di Stato e di Governo stanno per riunirsi al G8, non perdiamo questa occasione, uniamo anche noi le forze. Esercitamo su di loro tutta la pressione possibile perché rispettino gli impegni presi per eliminare la povertà, per raggiungere gli Obiettivi del Millennio e perché agiscano contro i cambiameti climatici. Visita il sito www.gcap.it e aderisci alle iniziative della Coalizione Italiana contro la povertà: più saremo e più forte sarà la nostra pressione.


Pubblico l'immagine anche per un altro motivo. Dal vivo è visibile per sette secondi, poi appare il profumo di un noto stilista, poi il bikini di una nota stilista, poi un cono al cioccolato, e poi di nuovo questa che vedete contro la povertà.

La campagna contro la povertà nel mondo mi sembra che, in mezzo a tutto il resto, assuma le sembianze di un qualunque prodotto da vendere.


sabato 27 giugno 2009

Traduzione di latino

Papa Ratzinger - Benedetto XVI

Non sto parlando della traduzione che hanno affrontato ieri i ragazzi della maturità ma di quella che sta facendo sudare sette e più camice al gruppetto di monsignori che sono intenti a tradurre in latino l'ultima enciclica del papa.

Benedetto XVI ci tiene molto a questa lingua morta tanto che col Motu Proprio l'aveva resuscitata, non so con quanto successo, nella recita della messa. E un mio amico d'infanzia, che è un cattolico integralista come pochi, assieme ad altri adepti ci ha pure fatto un sito, messainlatino.it.

Questi monsignori stanno sudando perché sono colpevolmente indietro nel lavoro e ormai l'uscita della nuova enciclica di papa Ratzinger, che era prevista per questo lunedì, la prima a carattere sociale, dal titolo Caritas in veritate, slitterà a data da destinarsi "a causa delle difficoltà con la traduzione in latino, e la complessità del testo", si sussurra in Curia.

Che questa "complessità del testo" derivi da un gran numero di parole che non hanno un corrispettivo in latino, tipo "disoccupati, precari, cassintegrati..." e che quindi questi prelati si stiano arrovellando per crearne di nuove nella lingua dei Cesari?

Eccone alcune che fanno già parte del latino "moderno".
navis glacifraga (nave rompighiaccio), segmentulae (tagliatelle), mensa dapifera (self service), biduum festivum (weekend), tapetillum (scendiletto), amaruli (amaretti), percussionalia (la batteria musicale), maxiemporium (supermercato), gumminflatum (gommone), undulum (il dondolo), oculones (guardoni, sì, sì, proprio quelli là), clusura tractilis (chiusura lampo), nubeculati libelli (fumetti), diploma autocineticum (patente di guida), suffragium decretorium (ballottaggio), percontatatio (intervista).

venerdì 26 giugno 2009

La maturità ai tempi di Facebook e Twitter

Ieri primo giorno delle prove di maturità per cinquecentomila studenti. Tema di Italiano. Facile prevedere che molti avrebbero scelto il saggio breve "Social Network, Internet, New Media", e difatti così è stato: uno studente su tre proprio questo tema ha scelto.

Ora questi lavori sono da correggere e valutare. Non riesco a capire come possano farlo certi (quanti?) professori che Facebook lo conoscono solo per sentito dire o per aver letto qualche articolo, che twitter lo hanno sentito nominare solo in questi ultimi tempi con la rivolta in Iran e che friendfeed non sanno nemmeno cosa sia.

Si limiteranno a correggere gli errori di ortografia e di sintassi senza entrare nel merito dei ragionamenti su cose a loro semisconosciute?

giovedì 25 giugno 2009

Tombini Art a Milano

Tombini d'autore, Milano
Tombini d'autore, Milano

Non sarebbe male pensare ogni tanto quando si cammina in un bosco alle radici che sotto di noi in un intrico apparentemente labirintico portano acqua e cibo alle piante che vediamo in superficie.

E non sarebbe nemmeno male pensare quando si cammina in città all'intrico di cavi che nel sottosuolo metropolitano trasportano il flusso continuo di dati che ormai sono alla base di buona parte della nostra vita.

Non so se un'analogia del genere sia venuta in mente agli organizzatori di una mostra molto particolare che è visibile da un po' di giorni dalle parti di via Tortona a Milano. Trenta tombini realizzati da 16 street artist in un'esposizione dal titolo «Sopra il Sotto» ideata per festeggiare i 10 anni di Me­troweb, la società che con oltre 5 mila chilometri di cavi in fi­bra ottica ha reso Milano la città più cablata d'Europa.

Interpretare il tema della rete, usando come tele piattaforme in ghisa da incastonare nell'asfalto, è il compito affidato agli autori dei tombini-quadro. Sedici gli street artist selezionati dal curatore Davide Giannella, con la direzione artistica di Gisella Borioli: 108, 2501, Abbominevole, Bo130, Dem, El Gato Chimney, Faust, Luze, maba, Microbo, Ozmo, Pho, Santy, Sten&Lex, Ufo5.

Tombini d'autore, Milano
Tombini d'autore, Milano
Tombini d'autore, Milano
Tombini d'autore, Milano
Tombini d'autore, Milano
Tombini d'autore, Milano

mercoledì 24 giugno 2009

Erba di San Giovanni (Hypericum perforatum)

Erba di San Giovanni - Hypericum perforatum

Questa mattina sono andato a colpo sicuro. Sapevo dove avrei trovato parecchie piante di Erba di San Giovanni (Hypericum perforatum e anche scacciadiavoli), lassù nel dirupo assolato della mulattiera in disuso e anche un po' franata. E difatti c'erano, ma ormai "passate". Solo pochi petali ancora che pare mi dicessero «siamo rimasti per te, per le tue foto».

Per il resto le piante erano in perfetta forma per donarci i portenti medicamentosi . Non solo i petali si usano infatti per ricavare l'olio medicinale, ma tutto il rametto, per infusione di un mese circa.

Nella tradizione veniva adoperato come cicatrizzante e antireumatico, recentemente si è scoperta una suo principio antidepressivo, e quindi quel nome di scacciadiavoli se lo merita proprio tutto. E proprio per scacciare gli spiriti maligni mia nonna Bianca ne aveva sempre appeso un po' sopra il comò.

Migliore pianta di questa dedicata al santo di oggi non poteva esserci. San Giovanni che prima battezza Gesù Cristo e che poi finisce decapitato per i voleri capricciosi di una ballerina del ventre, ancorché figlia di potenti.

Le radici cristiane dell'Europa? Ecco, anche queste.

Erba di San Giovanni - Hypericum perforatum

Il fiore è circa 12 millimetri.

L'anno scorso parlai dei fuochi e dell'acqua di San Giovanni. Da leggere.

lunedì 22 giugno 2009

Il bue

buoi

Fu il bue. Anche il cavallo, ma fu soprattutto il bue a dare all'uomo un aiuto essenziale alla diffusione massiccia dell'agricoltura. Toro castrato, conservava da una parte la forza primitiva per tirare l'aratro e il carro, e dall'altra aveva trasformata l'irruenza pericolosa in mitezza proverbiale cantata dai poeti. Animale praticamente scomparso per l'uso cui era nato viene tuttora allevato come carne da macello e quindi non è più lui anche se il nome è rimasto.

Foto scattate stamattina in un recinto con un centinaio di buoi nei pressi del mio paesello in Liguria.

buoi
buoi

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sabato 20 giugno 2009

Fratelli Muratore

fratelli muratore

Ormai inscindibili, sono la memoria storica, anche se non unica, dell'ambiente culturale che animò l'estremo Ponente ligure nei decenni passati. Mi piacerebbe girare un video su di loro perché quello che hanno da raccontare è una miniera di pepite curiose.

La foto l'ho scattata ieri sera a margine dell'incontro letterario a San Biagio "Guido Seborga: scritti, immagini e lettere" di cui parlerò in un altro post.

Spero che nemonemo e Matteo scrivano qui qualcosa di interessante su di loro. In caso contrario la prossima volta che mi incontrano sono...

Ma i fratelli sono conosciuti dai tanti che mi leggono da quella mia natia porzione d'Italia. Dite. dite...


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venerdì 19 giugno 2009

Lo squallore di piazzale Loreto a Milano

Milano - Piazzale Loreto
Milano - Piazzale Loreto

Come succede in altre città d'Italia anche a Milano il verde pubblico di parecchie piazze viene curato dagli sponsor. Il Comune è sollevato da un onere e la società che sponsorizza fa la sua bella figura. Ma una bella figura non mi sembra faccia questa telemilano.tv che non so nemmeno cosa sia e cosa, e il suo sito, che sono andato adesso a vedere, è una scatola vuota.

Dalle foto vi potete rendere conto dello stato di abbandono in cui si trova attualmente piazzale Loreto, storica piazza dell'Italia repubblicana . Cespugli di piante varie completamente rinsecchiti e pure secco il roseto, molto esteso, che vedete in varie immagini. Piazza questa dalla massima visibilità, essendo attraversata ogni giorno da non so quante migliaia di macchine.

In casi del genere, quando lo sponsor non ottempera ai suoi doveri, dovrebbe intervenire il Comune e nello specifico l''assessorato all'Arredo, Decoro Urbano e Verde, sulla cui poltrona siede attualmente quel fusto di Maurizio Cadeo. Hanno forse qualcosa da dire a loro discolpa in quell'assessorato? E non sarà mica il solito scaricabarile all'italiana?

Intanto di rimando mi viene in mente quel famoso manifesto dove il Comune prometteva di piantare cinquecentomila alberi in città. Altroché cinquecentomila alberi, qui non sono nemmeno capaci di dare un po' d'acqua a un cespuglio di rose.

Milano - Piazzale Loreto
Milano - Piazzale Loreto
Milano - Piazzale Loreto
Milano - Piazzale Loreto

giovedì 18 giugno 2009

L'Iran e le donne

Rivolta in Iran

Più di un anno fa pubblicai una notizia che mi aveva lasciato stupito. In Iran, uno Stato dove si lapidano ancora le adultere, il numero delle studentesse universitarie aveva superato di gran lunga quello dei loro colleghi maschi. Il 65 per cento. Erano il 37 per cento nel 1997, l'anno in cui fu eletto il presidente riformatore Khatami. È a lui che si deve l'inizio della liberalizzazione. Nelle varie analisi che ho sentito in questi giorni su quello che sta succedendo solo una volta ho sentito accennare, ed era una donna, all'importanza della componente femminile nella rivolta.

Mi autocito. Concludevo quel post,che vi consiglio di andare a vedere, così "Che il movimento femminista occidentale rimasto incompiuto, nonostante i roghi in piazza dei reggiseni e tutto il resto, venga riattizzato con altri approcci e altri metodi da donne in chador?" E aggiungo, anche da noi, con le ragazzine mussulmane che crescono assieme alle nostre e che difficilmente, diventate donne, si assoggetteranno alle regole arcaiche che hanno costretto le loro madri sempre in un angolo.

Rivolta in Iran
Foto da boston.com

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mercoledì 17 giugno 2009

Il saluto fascista del ministro Michela Brambilla



Quando era stato diffuso un fotogramma che la ritraeva col braccio teso nel saluto fascista alla recente festa dell'Arma dei Carabinieri la Michela Brambilla se n'era uscita «Fa ridere soffermarsi sull'angolazione del mio gomito».

Adesso, che è stato reso pubblico questo video dove il ministro di questa repubblica saluta romanamente in maniera inequivocabile, tace. E sono curioso di sapere quale giustificazione si darà.

martedì 16 giugno 2009

Immigrati, fuori dai giardinetti

È inammissibile che anche in alcune zone di Milano ci siano veri e propri assembramenti di cittadini stranieri che sostano nei giardini pubblici, a ogni ora del giorno e della notte, come avviene per esempio ormai da qualche giorno in piazza Oberdan.

Lo ha dichiarato oggi il capodelegazione della Lega Nord in giunta regionale lombarda, e assessore al Territorio, Davide Boni.


Dopo la "legge anti kebab" varata dal Pirellone, dopo la sortita del leghista Matteo Salvini, che chiedeva posti riservati per i milanesi sul metrò siamo arrivati adesso ai giardinetti riservati ai soli indigeni. Con quale mezzo verranno sciolti questi assembramenti? Interverranno le ronde? E poi una volta sciolti si metterà il filo spinato ai giardinetti onde evitare ulteriori invasioni?


lunedì 15 giugno 2009

Malva (Malva silvestris)

malva - Malva silvestris
Ogni anno è diverso. Dipende dalla temperatura, dipende dalle piogge abbondanti o scarse, mi piace anche pensare dipenda dagli astri. Ogni anno è diverso nelle varietà di piante selvatiche che dalla primavera cominciano a rianimare i prati, le radure e il sottobosco.

Lo sanno bene quelli che devono difendere dall'invasività della natura i terreni coltivati. Una volta prepondera la fastidiosa gramigna, un'altra la leggera avena folle (nel mio dialetto avenåsu), un'altra ancora l'appiccicaticcio Solananum nigrum (nel mio dialetto vareghin), e chi più ne ha, a seconda dei territori e dei terreni, più ne metta.

Questo pistolotto introduttivo per dire che quest'anno nel giardino della casa qui a Milano c'è una simpatica invasione di piante di malva (Malva silvestris, nel mio dialetto vårmå) mai viste prima, e ormai è una vita che abito qui. Arrivate chissà da dove sono fiorite tutte assieme, bei cespuglietti color... malva appunto (codice del background di questo post #E0B0FF). Quando parlai della vitalba dissi che era un bel nome da dare a una bambina e anche malva non sarebbe male a mio parere.

Chi tra le mie lettrici (e perché no, lettori) in questo periodo ha comprato qualche capo di abbigliamento di questo colore o tinte simili? QUI c'è la gamma dei malva.

La malva ha delle importanti proprietà terapeutiche e va raccolta in piena fioritura e perfettamente essiccata all'ombra. Fin dai tempi più antichi è molto diffuso l'unguento della foglia santa, come veniva comunemente chiamato.
Si prepara con tre parti di malva fresca che si fanno bollire con quattro parti di burro, finché l'acqua contenuta nella pianta non sia completamente evaporata. questo unguento viene applicato alla sera sul viso dopo che questo sia stato perfettamente pulito e cura egregiamente le prime rughe o la pelle troppo ruvida. Se invece la pelle è ricoperta di croste, se è infiammata da eruzioni, se è dolorante per qualche puntura di insetto od ustionata da qualche acido; se, ancora, si hanno dei dolorosi paterecci alle dita, se gli occhi sono infiammati dalla polvere o dal freddo, se si accusano ulceri in bocca, afte o le gengive dolgono per qualche dente cariato, ecco al servizio della nostra salute la modesta ma efficacissima malva.
Si usano tutte le parti, pianta, foglie e fiori, che si fanno bollire lungamente in acqua e si applicano sotto forma di un caldo cataplasma sulle parti dolenti. Ottimo anche l'infuso di malva che si prepara versando su di un pizzico abbondante di malva secca un bicchiere di acqua bollente.
Si beve due volte al giorno quando si è afflitti da tosse stizzosa, da catarro bronchiale, da infiammazioni all'intestino o da fastidiosi bruciori alle vie urinarie. Questo infuso, inoltre, può servire ottimamente per lavacri interni o per clisteri calmanti. Un rimedio molto efficace e completo contro tutti gli stati infiammatori sia dei bronchi, che dell'intestino, che delle vie urinarie lo si può trovare in una tisana dagli effetti emolienti e calmanti. Si prepara bollendo un pugno di malva e tre cucchiai di zucchero in un bicchiere d'acqua. Si cola e si spreme accuratamente, aggiungendo al liquido tiepido così ottenuto due cucchiai di succo di limone e un albume d'uovo sbattuto a neve. Di questa tisana se ne prende una tazzina più volte al giorno ed avrà degli effetti veramente miracolosi.

Da QUI
malva - Malva silvestris

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domenica 14 giugno 2009

Farse

Tra la continua farsa nostrana (inutile dire di chi) e la farsa che il colonnello Muammar Gheddafi ha inscenato in questi giorni su più palcoscenici della nostra capitale non saprei quale scegliere. E non saprei nemmeno dire quali delle due si merita di più questo nome di farsa appunto. Voi?

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Sandra Maria Cane

sandra caneHo ricevuto tre mail e due telefonate dove mi si chiedeva se Sandra Maria Cane, detta Sandy, italoamericana di colore militante della Lega e diventata sindaco di Viggiù, sì, proprio quello dei pompieri, fosse mia parente.

Rispondo pubblicamete. No, non è mia parente. Però sarebbe interessante sapere quali giri abbia fatto questo cognome abbastanza singolare per arrivare fino a lei. Non è detto che un giorno o l'altro le telefoni.

sabato 13 giugno 2009

La ballata della piccola piazza - Elio Lanteri

Perché ti allontani
dalla piccola piazza?…
Ed io andrò molto lontano,
oltre i monti, vicino alle stelle,
con il mio cuore antico di bambino,
maturo di leggende,
con il berretto di piume
e la sciabola di legno.

F. Garcia Lorca
Balada de la placeta (1919)

Ero un po' ansioso venerdì 29 maggio. Forse ansioso è esagerato ma un po' di formicolio l'avevo. E come si fa a rimanere calmi e impassibili quando sai che la sera rivedrai dopo più di vent'anni un amico con cui hai condiviso momenti molto importanti della tua vita? Che quell'amico, quando l'hai visto l'ultima volta, aveva già superato i sessanta e che quindi adesso è oltre gli ottanta. Che quell'amico lo rivedrai perché presenta un suo libro, a te parso bellissimo, che narra la tua terra (la vicenda si svolge a Dolceacqua) attraverso gli occhi nemmeno troppo ingenui di un bambino di sette anni durante la lotta partigiana che fa da tenue sfondo .

E poi l'ho visto Elio, e lui ha visto me, e l'abbraccio che ci ha stretto è di quelli che non si scordano più. E poi nella presentazione ha parlato di tutto e quasi niente del romanzo. Il tutto era il fertile mondo culturale che negli anni Sessanta nutriva le anime sensibili del Ponente Ligure e della contigua Francia. Raccontava Elio queste cose nel Centro Polivalente "Le Rose" a san Biagio della Cima e Francesco Biamonti faceva capolino a ogni paragrafo del discorso. Elio e Francesco del resto erano attorniati, occasione forse non più ripetibile, dalla ghenga di amici dello storico bar Irene di cui già raccontai.


Elio Lanteri e Marino Magliani
Elio Lanteri e Marino Magliani che ha curato l'editing del romanzo.

Nicò amava la valle, per lui non c'era altro mondo. Mi diceva a volte passandomi il braccio attorno: «È benedetta questa valle, nell'antichità ci ha cagato un santo di passaggio, guarda, grandi abeti lassù, nei boschi di Furcuin, castagni e pascoli sulle pendici di Prearba, dalle cime scendono torrenti d'acqua per irrigare gli orti, guarda bene, c'è tutto nella nostra valle.»


La ballata della piccola piazza - Elio Lanteri

Elio Lanteri

La ballata della piccola piazza

Transeuropa



Qui potete scaricare il primo capitolo
(pdf, 94 KB)



venerdì 12 giugno 2009

Guardia nazionale italiana

stemma guardia nazionale italiana
Stemma della guardia nazionale italiana

Le ronde e parentado vario adesso hanno dei concorrenti. Guardate cosa dicono questi concorrenti sul loro sito ufficiale.
La Guardia Nazionale Italiana è un Ente non governativo di volontariato il quale a differenza della Guardia Nazionale Padana (braccio operativo della Lega Nord, che nasce ed opera in chiave secessionista e quindi contro la Costituzione della Repubblica, l'ordine costituito, la sicurezza pubblica e lo Stato) si adopera al fine della salvaguardia dell'integrità Nazionale e per la Sicurezza dello Stato, della Costituzione e del Popolo Italiano.


Fatevi un giro sul sito e poi riferite se volete. Il mondo va a rotoli, ma il Bel Paese rotola di più.

divisa guardia nazionale italiana
Divisa della guardia nazionale italiana

elmetti guardia nazionale italiana
Elmetto della guardia nazionale italiana


Aggiornamento ore 14.08

Le ronde neofasciste debuttano domani a Milano. Proclami contro la Lega.

Franco Pennello
Ronde contro ronde. Camicie nere contro camicie verdi. Questo lo scenario cui potrebbero diventare protagoniste le città del Nord Italia da domani. Il 13 giugno è, infatti, la data nella quale sarà presentata la Guardia nazionale italiana, l'organizzazione di volontari che si prefigge di pattugliare le strade delle città in applicazione del disegno di legge sulla sicurezza del governo Berlusconi, che per l'appunto prevede il concorso di "associazioni di cittadini non armati" al presidio del territorio.
Come ha anticipato ieri il sito Peace Reporter, la Guardia nazionale italiana ha un Comandante generale, il colonnello dei carabinieri in congedo Augusto Calzetta, e un Presidente nazionale, il giovane ex alpino Maurizio Correnti.

Pure l’aquila imperiale
Ma soprattutto ha una divisa che ricorda le squadracce fasciste: camicia grigia (inizialmente era prevista kaki) con cinturone e spallaccio neri, cravatta nera, pantaloni grigi con banda nera laterale nera, basco o kepì grigio con l'aquila imperiale romana simbolo della Gni. Il loro equipaggiamento completo prevede elmetto, anfibi neri, guanti di pelle e una grossa torcia elettrica di metallo nero. E al braccio portano una fascia nera con la "ruota solare" (comune a molte formazioni neonaziste), simbolo del Partito nazionalista italiano, il “nuovo” che sta dietro alla Guardia nazionale italiana.
I paramilitari del colonnello Calzetta e le camicie grigie del Pni debutteranno ufficialmente fra due giorni, il 13 giugno, a Milano, al numero 5 di via Chiaravalle, angolo via Larga, in occasione del congresso nazionale del Movimento sociale italiano - Destra Nazionale di Gaetano Saya, che nella sua pagina internet personale si dichiara "l'ispiratore politico" della Guardia nazionale italiana.

Saya estimatore di Silvio e nemico di Fini
Estimatore di Berlusconi e acerrimo nemico di Fini, Saya, che dopo il recente scioglimento di Alleanza nazionale è rimasto l'unico depositario del simbolo dell'Msi di Almirante, è il sedicente ex agente segreto della Nato e del Sismi, ex massone che già nel 2003 provò a creare un gruppo paramilitare di “camicie grigie”, e che nel 2005 venne arrestato per l'oscura vicenda dei “servizi paralleli”, nella quale Saya risultò avere rapporti con i vertici degli apparati di sicurezza dello Stato, in particolare con i servizi segreti militari.

Pena di morte per profittatori e politicanti
Il programma politico del Pni prevede, tra le tante cose, la pena di morte per "gli usurai, i profittatori e i politicanti", la lotta "contro il parlamentarismo corruttore", la creazione di "un forte potere centrale dello Stato" e di "camere sindacali e professionali", il diritto di cittadinanza e l'accesso alle cariche pubbliche "solo per chi è di sangue italiano", lo stop a "ogni nuova immigrazione di non-italiani", l'immediata espulsione forzata di "tutti i non-italiani che sono immigrati in Italia dopo il 31 dicembre 1977", il divieto di pubblicazione di "giornali che contrastano con l'interesse della comunità" e l'abolizione di tutte le organizzazioni e istituzioni "che esercitano un influsso disgregatore sulla nostra vita nazionale".

Chiamatemi come volete, ma non fascista
Intervistato da Peace Reporter, però, Saya non si definisce fascista: “La Guardia nazionale italiana non c'entra niente con il fascismo. Io stesso non sono fascista. Sono di destra, sono un conservatore, un nazionalista: chiamatemi come volete, ma non sono fascista. Io mi considero un cittadino fedele, un difensore della Costituzione del 1948, sulla quale ogni membro della Guardia nazionale italiana dovrà giurare”.

"Il vero pericolo sono i leghisti"
Anzi dice di non individuare negli immigrati il primo problema dell'Italia. Per Saya il vero pericolo per la nazione sono i leghisti di Umberto Bossi, le cosiddette camice verdi: “Gli immigrati sono l'ultimo dei problemi. Per noi il vero pericolo per l'Italia è rappresentato dai secessionisti della Lega Nord. Loro sì che sono contro la Costituzione!
Loro che vogliono distruggere la nostra unità nazionale, che offendono continuamente i simboli della nostra patria, che creano impunemente governi provvisori secessionisti e arruolano gente nella formazione anticostituzionale della Guardia nazionale padana. E' questa gente che dovrà fare i conti con la nostra Guardia nazionale italiana: se vedremo un leghista che brucia un tricolore lo faremo arrestare! Che la Lega stia attenta a dove va. È per contrastare la Lega nord che alle prossime elezioni ci presenteremo al Nord con il Partito Nazionalista Italiano”.
Ma il ministro degli Interni Maroni, gran promotore delle ronde, che ne pensa?

Ultimo aggiornamento: 12/06/09

da il salvagente


Un po' off topic ma non tanto
Il leader libico mostra una foto sulle vergogne storiche dell'Italia. La stessa linea di El Pais.
via


giovedì 11 giugno 2009

Autarchia

scarpa padania
Padania scarpa della Lega

Interamente realizzata con pellame di vitello proveniente da animali allevati, macellati e conciati in Italia secondo le normative EU.
Il modello la lavorazione e la produzione sono stati eseguiti in Italia.
La fodera è in pelle, il sottopiede in cuoio
e la suola in gomma.
Questo prodotto è 100% PADANO.
categoria tempo libero uomo

Numeri disponibili
da 37 al 45

Sovvenzione
Euro 99.00
(comprese spedizione postali)

La foto e il testo qui sopra li ho presi dal sito ufficiale della Lega dove queste scarpe sono in vendita. Lo vedete, "questo prodotto è 100% padano" è un tentativo un po' maldestro di autarchia che in tempi di globalizzazione, piaccia o non piaccia, lascia il tempo che trova . A meno che nella Padania crescano gli alberi della gomma (suola) e vi siano anche vaste piantagioni di cotone (lacci). La Lega inoltre, ad evitare le malelingue che già parlano di Romania e Cina, dovrebbe dire in maniera chiara in che azienda della Padania queste scarpe vengono prodotte.


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mercoledì 10 giugno 2009

L'Europa e il mondo

Gli USA con Obama hanno voluto riaprire il fortino in cui si erano asserragliati dopo l'attacco alle torri gemelle, e le recenti posizioni del Presidente verso il mondo mussulmano ne sono una palese dimostrazione. Una politica che guarda avanti e affronta con coraggio le sfide della Storia.

In India, la più grande democrazia del mondo e Paese in grande espansione, alle recenti elezioni ha vinto alla grande Sonia Gandhi del Partito del Congresso che si opponeva al nazionalismo indù, conservatore, rappresentato dal partito Bharatiya Janata.

In Europa, come sappiamo, c'è stata una virata a destra. Il Vecchio Continente ben si merita questo aggettivo perché della vecchiaia ha tutte le caratteristiche: visione ristretta e corta del futuro, paura del cambiamento e più in generale paure di ogni tipo su cui hanno fatto presa le propagande politiche, nostalgia di quando era il centro del mondo, e adesso non più, come nostalgia della giovinezza. E quando una nazione o un conglomerato di nazioni diventano nostalgici e guardano più dietro che avanti le giovani generazioni sono già fottute. Questa è la svolta a destra che va be oltre la sconfitta della sinistra e delle formazioni partitiche.

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lunedì 8 giugno 2009

Democrazia, libertà, votazioni

Manifesto camicia di forza

Un amico mi ha inviato oggi allegato a una mail questo manifesto che era affisso per le vie di Milano un po' di anni fa.

Per la cronaca io a votare ci sono andato e ho votato, nel senso che la scheda non l'ho lasciata intonsa e nemmeno l'ho annullata con facezie varie.

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domenica 7 giugno 2009

Qui pro quo

Non so se questo "qui pro quo" sia il titolo più adatto per quello che vado a raccontare, se ne avete un altro da proporre scrivetelo e se siete blogger vi linko.

Firenze. Quest'anno la campagna per l'elezione del sindaco è stata particolarmente calorosa, tanto che anche candidati minori si sono prodotti in numeri plateali. Stefano Di Puccio, numero quindici della lista Renzi, si è fatto notare con una mongolfiera, dalla quale ha poi srotolato uno striscione: vota Di Puccio. Riccardo Sarra, consigliere uscente di An e candidato Pdl, ha tappezzato per mesi la città di stendardi attaccati ai lampioni, e poi anche "vele", e poi anche manifesti 6x3. Dario Nardelli del Pd ha noleggiato cinque furgoni elettrici.

La cosa più curiosa, a dir poco, è successa a Giovanni Donzelli del Pdl. La tipografia gli ha recapitato migliaia di "santini" con il suo nome da una parte, mentre sul retro, anziché i candidati a lui abbinati nei vari quartieri ha trovato scritto "Li Avete". In precedenza la tipografia aveva chiesto a Donzelli quali nomi dovessero essere scritti sul retro e la risposta era stata "Li avete". I tipografi hanno eseguito.

santino elettorale

I titoli a questo post degli amici blogger

Presa per il culo

...ed ora ve li tenete

Bella!

Il cliente ha sempre ragione!

Si stanno gettando le basi a qualcosa di indecoroso!

Quel tipografo è un genio!

Grandi tipografi...

Uomini di parola

Tipografi di eccellente professionalità

Prego l'indirizzo del tipografo, penso che lo sposerò

Uomini di parola
Qui pro quo è una locuzione latina che nel periodo medievale veniva usata per segnalare un semplice errore di copiatura: lo scambio di lettera.

L'espressione Qui pro quo stessa fornisce un chiaro esempio di questo tipo di errori: qui pro quo significa, letteralmente, qui (pronome relativo nel caso nominativo) al posto di quo (ablativo).

Nell'italiano colloquiale e letterario, l'espressione qui pro quo è ancora molto usata nel significato più esteso di "equivoco", "scambio di persona o cosa".

sabato 6 giugno 2009

La sua ultima gioia fu un uliveto

Nico Orengo ai giardini Hanbury
Nico Orengo, giardini Hanbury, 3 luglio 2004

Mercoledì Nico, presenti i soli familiari e gli amici più cari, è stato sepolto nel piccolo cimitero dei Ciotti, lassù a strapiombo su quel mare che aveva tanto amato.

Riporto questo ricordo di Giuseppe Conte, tratto dal numero uscito stamattina di Tuttolibri. Se volete scaricare la pagina cliccate sull'anteprima. Io non ho ancora l'animo giusto per scrivere qualcosa.

Quando lo incontrai per la prima volta, tanti anni fa, Nico Orengo mi affascinò per come si divideva tra un rigore intellettuale torinese, alla Calvino, e una grazia incantata tutta sua, aristocratica e apparentemente svagata. Era un poeta, e la Liguria, l'estremo lembo della Riviera di Ponente, era la sua innamorata da lontano. E da vicino. Perché qui si sentiva a casa, tra i saraghi della costa e il coniglio con le olive dell'entroterra. Mi sembrerebbe improprio parlare soltanto di leggerezza per Nico: le sue bellissime Cartoline di mare, per esempio, rimarranno a testimoniare anche un forte impegno etico a favore della natura, del paesaggio, e dunque dell'uomo. L'ultima volta che l'ho sentito al telefono, mi ha detto che aveva comperato un uliveto e che avrebbe fatto l'olio. Ci resterà l'olio dorato delle sue parole. Che il suo spirito riposi al frusciare delle foglie di quegli antichi alberi tanto amati.
Giuseppe Conte


Tuttolibri - Ricordo di Nico Orengo

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venerdì 5 giugno 2009

Spessore

obama

Ho letto e sentito sui vari media che il discorso tenuto ieri da Obama all'università del Cairo è stato di notevole spessore. Concordo, sullo spessore. Quando le parole e le catene che le legano hanno il peso giusto per catturare prima la ragione e planare poi sul cuore vuol dire che sono ritornate al loro significato primitivo. Parole come pietre. Nel bene e nel male.

Da noi in Italia di questi tempi invece lo spessore non esiste più. La velina, le veline, di fatto, oltre a qualche millesimo di millimetro non vanno, tanto che le parole scritte su di loro risultano trasparenti, evanescenti come fantasmi. L'incantatore ha incantato buona parte di questa nazione con parole di nulla che hanno fatto presa sul nulla di tanti cervelli svuotati, forse arresi, forse sfiniti, forse vigliacchi o avvigliaccati. Sarà molto difficile risalire la china e riappropriarsi di nuovo dello spessore della parola che è poi lo spessore della vita. Molto difficile.

lunedì 1 giugno 2009

Ricevo mail...

Questa mi è arrivata ieri, e penso valga la pena pubblicare.

Ciao Alberto,

beh, sono solo quasi quarant'anni che non ci vediamo ma poco importa, come dicono alcuni filosofi:TUTTO E' ILLUSIONE.

Pia, la mia cara compaesana, mi ha dato l'indirizzo del tuo blog che ogni tanto visito e che mi pare veramente interessante.

Sono in Messico da quasi 19 anni, da 14 mi dedico all'insegnamento della lingua e cultura italiana e organizzo un piccolo cineforum all'Istituto Botticelli a Cuernavaca, Morelos.

Ho impressi indelebilmente alcuni fotogrammi: tu con la barba e i capelli rossi che dici che devi uscire, tua madre Malvina con uno splendido sorriso che mi offre la sua mitica torta con sopra lo zucchero a velo, tuo padre Pio che sposta gentilmente la "caschetta" blu per grattarsi la testa e passarsi una mano sulla fronte, la tremenda scala per salire a casa vostra e la magnifica vista del ponte dalla cucina, MI PAREVA DI TROVARMI IN UN CASTELLO!!!

Ti invio l'avviso che ho diffuso agli amici italiani in occasione del tour del documentario "13 pueblos", per vedere il trailer inserire in youtube "13 pueblos".

Cari saluti.

Andrea il nipote di Flurindu u Batarelu e di Renzo.


Carissimi tutti,

ho il piacere di comunicarvi che il documentario messicano "13 pueblos en defensa del agua, el aire y la tierra", che ha già vinto 8 premi dei quali 7 internazionali e al quale ho partecipato come consulente ai sottotitoli in italiano nonché come comparsa, effettuerà un tour in alcune città italiane.
Saranno presenti il regista Francesco Taboada Tabone (di madre siciliana), Fernanda Robinson (fotografa e produttrice brasiliana) e Saul Roque (rappresentante dei 13 pueblos indiani dello stato di Morelos).

PROGRAMMA:

31 MAGGIO: FIRENZE. DIBATTITO E PROIEZIONE DEL VIDEO DURANTE LA FIERA TERRANATURA, ORE 14.

01 GIUGNO: AMIATA. DIBATTITO E PROIEZIONE DEL VIDEO, ORE 20:30.

03 GIUGNO: TORINO. DIBATTITO E PROIEZIONE DEL VIDEO, ORE 21.

04 GIUGNO: TRENTO. " " " " " " "

05 GIUGNO: TUENNO (TN) " " " " " " "

06 GIUGNO: ROVERETO (TN) CENA INFORMALE CON LA GENTE IN LOTTA PER RESTITUIRE L'ACQUA AL SERVIZIO PUBBLICO.

Per maggiori informazioni www.yaku.eu

Per vedere il trailer: inserire "13 pueblos" in youtube

Vi invito a diffondere questo messaggio agli interessati soprattutto residenti o vicini alle città dove si svolgeranno le attività.

Se qualcuno di voi desidera ricevere una copia omaggio per diffonderla il più possibile, è sufficiente che invii il suo indirizzo direttamente a me e nei limiti del possibile cercheremo di accontentare tutti.

Un caro saluto.

Andrea.


Ciao Andrea, a parte alcuni particolari, tutto torna. E per certe cose i tuoi ricordi sono più nitidi dei miei.