

In quest'estate un po' strana, strana per me e non chiedetemene il motivo che non lo so, ho vissuto per fortuna alcuni giorni che non ti fanno rimpiangere il tempo che passa perché arrivi alla sera arricchito di quello che hai visto.
Uno di questi è stato ieri, assieme a Pia, Annamaria e Paolo, in visita al santuario di Rezzo a fotografare gli straordinari affreschi del Quattrocento. Ne pubblicherò alcuni incredibili, penso inediti, nei prossimi giorni.
Ma la sorpresa, mezza sorpresa, perché già me l'avevano descritta, è stata la conoscenza con la guardiana di questo santuario, che non se ne sta con le mani in mano, ma accudisce un gregge di 300 capre da cui ricava degli ottimi formaggi (una quindicina di qualità). Barbara Saltarini, che tra l'altro è nipote di Renato Rascel, fa parte di quelle donne che hanno fatto scelte di vita totali, senza mezze misure o tentennamenti e che sprizza simpatia contagiosa.
Abbiamo mangiato con lei e Candido, il suo aiutante, all'ombra del grande edificio, su tavoli di legno grezzo che tanto piacciono a me.
E poi, nei controluce del sole riflesso dal Mediterraneo laggiù in fondo, abbiamo continuato il viaggio di ritorno non per la strada più breve. I nostri «Oooh» di meraviglia al superamento di un passo (san Bernardo, san Bartolomeo, Oggia, per citarne alcuni) e all'apparire di nuovi scorci si sono succeduti fino alla nostra valle Nervia.
Sono ligure, ma questa mia terra non finirà mai di stupirmi.



