Cesare Viviani
nel buio della notte
Quando una lama lo tagliò
non ci fu terrore
non ci fu dolore, per il fiore
fu come un improvviso colpo di vento
Cesare Viviani
Siena 1947
[ Cose serie, semiserie e decisamente facete ]
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Alberto
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Ecco una ragazza che ama le ragazze. Ma questa ragazza che ama le ragazze non ama le ragazze che non amano le ragazze che amano le ragazze. Questa frase è complicata ma meno della sua vita di studentessa omosessuale. L'omofobia porta all'esclusione, lottiamo insieme contro l'omofobia all'università.

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Etichette Diritti civili, Pubblicità, Società

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Alle otto di stamani quando sono passato davanti a questo manifesto incollato di fresco sul muro di cinta del parco Trotter a Milano ho avuto un sussulto. Credevo che i liberali, voglio dire quelli del Partito Liberale Italiano, fossero tutti morti.
E invece sono vivi e lottano insieme... azz, a momenti mi scappava. Già, assieme a chi lottano dopo che è cambiato il vento?
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Ringrazio Viviana per questo premio e ringrazio anche il criceto. Volete che uno che ha il mio cognome non abbia il fiuto per riconoscere la bestiola?
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Dice Freud che per liberarsi del complesso di Edipo prima bisogna uccidere il padre, poi bisogna mangiarselo e infine, per sollevare la coscienza dal peso insopportabile di questi due inqualificabili misfatti, chiedere perdono. Solo così si diventa adulti.
L'età per diventarlo ormai Bersani ce l'ha e quindi è arrivata l'ora di cominciare la procedura.
La foto l'ho mezza fregata al Russo.
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QUI la pagina originale.
Domanda. C'è qualcuno di voi che è capace a programmare in Flash (ActionScript)?
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Etichette Giochi, Tecnologie
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Totò Cuffaro
Il senatore dell'Udc Totò Cuffaro ha querelato in un sol colpo 4609 utenti di YouTube che avevano espresso la loro opinione sul video che avevano appena visto.
Il filmato, pubblicato sul sito due anni fa, si riferisce a un intervento dell'attuale senatore in una puntata di Samarcanda del lontano 26 settembre 1991.
In quell’occasione un giovane Cuffaro aveva accusato di "giornalismo mafioso" i cronisti e i magistrati presenti. L'intento, sbraitava, era d’infangare "la migliore dirigenza che la Democrazia cristiana avesse mai avuto in Sicilia".
Sul palco del Costanzo show, attaccato da Cuffaro, c’era quel Giovanni Falcone che da lì a poco sarebbe saltato in aria, vittima di 500 chili di tritolo posti sulla sua strada dalla mafia di Riina.
Totò fece poi carriera bussando alle porte giuste e trovando poltrone comode nei partiti che lo accolsero insieme al suo pacchetto di voti. Divenne anche Presidente della Regione Sicilia. Condannato il 18 gennaio 2008 nel processo di primo grado per le 'talpe' alla Dda di Palermo, festeggiò a cannoli siciliani quando si vide accusato "solo" di favoreggiamento "semplice" e non "mafioso" perché, tecnicamente, lui passava le informazioni ad un soggetto che le passava agli affiliati di Cosa Nostra, invece che fornirle direttamente. Questo è Cuffaro, detto Totò vasa vasa (bacia bacia).
Il video QUI
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Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L'indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. L'indifferenza è il peso morto della storia. L'indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l'intelligenza.
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Il Tribunale dei ministri ha archiviato le accuse contro Silvio Berlusconi di abuso d'ufficio e peculato per avere trasportato in Sardegna prostitute usando voli di Stato.
Adesso voglio proprio vedere chi oserà ancora affermare che questo Stato non è un bordello.
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Penso che magari parecchie di voi che seguite questo blog della moda ve ne freghiate. Potete fregarvene per quello che vi mettete addosso ma non potete chiudere gli occhi di fronte alle altre donne che vanno in giro con le ultime grida urlate dalle passerelle di questa primavera. E pian piano vedo apparire stivali di modelli disparati, adesso quasi solo nelle vie centrali, ma quando arriverà il freddo mi sa che questo genere di calzatura diventerà di largo uso.
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Milano, corso Buenos Aires, scattate ieri pomeriggio
Quando ieri sono passato in questa sempre trafficatissima via, per l'occasione (quale occasione? che non ho chiesto) sgombra da automobili, la situazione di un teatrino di burattini allestito alla buona ha costretto la mia fretta, anche se ben motivata, a darsi una calmata. E così ne sono venuti fuori questi scatti e alcune considerazioni.
Sì, ci sono per i bambini, per i loro passa-tempi (il trattino non è un refuso), playstation e nintendo e televisione a gogo, ma questi spettacoli di burattini, ingenui se volete a confronto di quello che ci tocca vedere, hanno ancora la loro bella presa coinvolgente che li proietta nei mondi fantastici della tradizione popolare e fiabesca.
E che dire poi che in epoca di raggi laser sempre più potenti e realtà virtuali sempre più vicine al reale nella loro finzione abbiano ancora un grande fascino su grandi e piccini i fuochi artificiali sparati in spettacoli pirotecnici di antichissima storia.
Che il nostro freddo vivere abbia bisogno del calore d'altri tempi?

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L'Aquila - Berlusconi ieri alla caserma di Coppito
Sberleffo. Dice il vocabolario ""Gesto o smorfia di scherno". E che scherno sarebbe quello che il signor B. ieri si è fatto fare dai ragazzi su sua richiesta? Niente, tutto finto per una sceneggiata che di giorno in giorno si fa sempre più moscia e che provoca risate finte solo nella claque ruffiana.
Sembra il signor B. voler mettere le mani in avanti come a scacciare l'incubo che lo tormenta. Ma questo incubo prima o poi diventerà realtà e allora il signor B. non avrà più bisogno di sollecitare qualcuno a schernirlo per scherzo, che sarà un diluvio d'irrisioni vere per troppo tempo trattenute. Preparatevi e pensate pure a quello che vorreste combinargli per sfotterlo una volta per tutte il nano.
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Ad ucciderlo sono stati in quattro e almeno uno era un suo compagno di partito, iscritto come lui al Pd di Castellammare. Nuova e sconcertante sorpresa nella vicenda di Gino Tommasino, il consigliere comunale stabiese assassinato il 3 febbraio scorso. Catello Romano, fermato sabato scorso dalla squadra mobile di Napoli con l’accusa di aver fatto parte del commando omicida fino a ieri era un tesserato del Pd. La tessera l’aveva ricevuta nello stesso circolo di Tommasino, quello di corso Vittorio Emanuele. Dopo la rivelazione del quotidiano locale Metropolis, Romano è stato espulso dal collegio regionale dei garanti, d’intesa con il segretario regionale Tino Iannuzzi ed il commissario provinciale Enrico Morando.
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Ignazio La Russa, ministro della Difesa
La notizia è uscita stamani sul Times e sta facendo il giro del mondo.
In Afghanistan, 10 soldati francesi sarebbero stati uccisi in un agguato nella zona dove i servizi segreti italiani pagavano “mazzette” ai talebani. E queste "mazzette" le pagavano per non subire attacchi.
Il quotidiano inglese cita, tra le sue fonti, i servizi segreti Usa che, riporta l'articolo, "sarebbero rimasti sbalorditi ascoltando le intercettazioni telefoniche" in cui gli 007 italiani "compravano anche militanti nella provincia di Herat con decine di migliaia di dollari".
L'esercito francese, ingannato dalle "usanze" italiane, al momento di insediarsi nell'area (descritta dalle forze italiane ai media come un esempio riuscito di "operazione fatta col cuore e con la testa") fece una valutazione del rischio totalmente errata considerando la zona "pacifica".
Il ministro della Difesa Ignazio La Russa che quando è in mezzo ai militari, memore del suo passato (passato?) fascista, bofonchia ad ogni capoverso la parola "onore" dovrebbe cominciare anche a prendere in considerazione "il disonore".
Naturalmente il ministro nega, e mentre scrivo sento alla radio i suoi sproloqui e dice che querelerà (barzelletta ormai più che stantia) il Times.
Domanda. Nel caso che questi pagamenti ai talebani fossero accertati, visto che laggiù vige il codice militare di guerra, gli ufficiali pagatori colpevoli di connivenza col nemico, che di questo si tratta, verrebbero fucilati?
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14:05
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Paola Binetti
La signora che vedete, unica nel PD, ha votato ieri con la maggioranza per affossare la legge sull'omofobia.
Donna tutta di un pezzo di ghiaccio, come è d'uso tra i membri numerari dell'Opus Dei di cui fa parte, dorme su una dura tavola di legno, come lei stessa ha ammesso e pratica la mortificazione corporale indossando un cilicio sulla coscia e autoflagellandosi con un frustino di corda chiamato tradizionalmente "disciplina".
Se la cacciano via dal PD, che adesso la misura è veramente colma, dovrebbero farlo a calci in culo, tanto lei ci prova gusto. E scusatemi il linguaggio ma sono veramente fuori dei gangheri.
Un cilicio
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09:52
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La chiesetta di San Bernardo ad Andagna
Continua il mio girovagare nell'entroterra ligure alla scoperta di arte antica poco conosciuta. Ieri, assieme alla mia amica del Louvre, ad Andagna, frazione di Molini di Triora, proprio sotto il paese delle streghe.
Lei aveva preso appuntamento col parroco e quando siamo entrati in chiesa, la messa ormai giunta al termine, stava annunciando ai fedeli che il sabato successivo non ci sarebbe stata nessuna funzione perché sarebbe andato alla celebrazione del settantenario di un matrimonio. Ohibò, settantenario.
Dopo le riprese di un pannello molto antico (primi Quattrocento) che quasi sicuramente faceva parte di un polittico scomparso, siamo saliti alla chiesetta di san Bernardo a documentare gli affreschi.
E qui, come da altre parti mi è capitato, ho rivisto un mistero. Molte figure, ancora integre nel corpo, hanno il viso completamente cancellato. Qualcuno potrebbe fare ipotesi.
Abbiamo mangiato in un ristorante nei paraggi che per carità di patria non nomino. Nel menù c'era anche il cervo, e ho chiesto da dove arrivasse. E' stata appena aperta la caccia, mi si è risposto da parte della proprietaria. Non ho insistito per non farla arrossire. Da queste parti cervi non ce ne sono mai stati, non solo a memoria d'uomo, ma a memoria di documenti, almeno che io sappia. E così abbiamo scelto funghi.
Sono i miei antenati, poveri in canna, che ci hanno lasciato questi dipinti che ammiriamo ancora dopo cinque secoli. Ci hanno lasciato questi dipinti e una natura quasi intatta che li inghirlanda. Mi chiedo quale mai eredità possiamo noi lasciare alle generazioni che verranno.
Particolare del pannello nella chiesa di Andagna.
Particolare di affresco quattrocentesco nella chiesetta di San Bernardo di Andagna.
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14:33
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Certo, caro Obama, che quei mattacchioni lassù di Stoccolma un bello scherzetto te lo hanno combinato.
Quando tu dicesti che non avresti ricevuto il Dalai Lama te lo potevi ancora permettere, ma adesso? Adesso hai fatto dietrofront e lo hai fatto qualche giorno prima della nomina ufficiale a difensore mondiale della pace. Che qualche uccellino ti abbia avvisato?
Chissà quei suscettibili di cinesi a cui voi americani dovete molti soldi come la prenderanno. Ma vai tranquillo che ve ne impresteranno ancora perché non sanno proprio dove metterli e ormai siete tutti nella stessa barca.
Che per una volta la realpolitik abbia preso il posto di una politica dei diritti umani? Beata mia ingenuità.
QUI quando fotografai il Dalai Lama a Milano nel dicembre del 2007.
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13:25
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Ieri quando ho visto questo 6x3 nella stazione Repubblica della linea 3 del Metrò sono rimasto interdetto. Sedicenni muniti di tessera elettorale? Ma a quanti anni la danno?
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Astucha & WilliSteve
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Milano, via Montenapoleone - Una lunga fila di finte Cinquecento adoperate come vasi per alberi.
Qualche giorno fa il sindaco di Milano Letizia Moratti ha presentato allo stato maggiore del Pdl, riunitosi a casa sua, una brochure trionfalistica con i risultati ottenuti dall'Amministrazione e silenzio naturalmente su tutti i molti fallimenti o su quei progetti demagogici che erano solo dettati dalla necessità del consenso. Il depliant (quattordici paginette formato 21 per 15, carta riciclata a colori) che di fatto è il primo passo per la sua ricandidatura, verrà mandato a tutte le famiglie e già la polemica infuria "la Moratti fa propaganda con i nostri soldi".
Il 10 gennaio del 2008 pubblicai un post col manifesto di cui vedete la miniatura e avevo fatto facile ironia sul mantenimento delle promesse che facevano
Pianteremo 500.000 nuovi alberi in città e daremo vita ad altri 9 milioni di mq di verde pubblico. Realizzeremo 8 Raggi Verdi, collegando il centro con le periferie, per formare un grande anello di parchi e giardini lungo 72 Km: così tutti i milanesi potranno raggiungere uno spazio verde in pochi minuti.


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Ieri mattina appuntamento con gli amici a Cadorna, stazione delle Ferrovie Nord. Prima a Como e poi, dopo sette minuti di un battello navetta a Villa Erba a Cernobbio a visitare l'Orticolario.
Tre ore buone immersi nelle piante, da ammirare e anche da annusare. E per me anche da fotografare. Ma non nelle condizioni migliori di luce e di ambiente. E non può mancare lo sconosciuto saputello che ti dà consigli non richiesti per una inquadratura migliore e che tu fulmini con un'occhiata.
In questi casi il ritorno a Milano, che sapete tutti quel è che riguardo alla natura, ti viene sempre un po' triste. E mi consolo appena con queste immagini.




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Nella vita di ognuno ci sono delle linee temporali di spartizione. Un prima e un dopo, determinati da qualche fatto, da noi deciso o accaduto al di fuori della nostra volontà. Può essere un matrimonio, la nascita di un figlio, la perdita di una persona cara, un tracollo economico, un divorzio. Avvenimenti miliari questi che reinstradano l'esistenza, nel bene o nel male .
Ci sono però anche piccoli fatti che determinano cambiamenti non epocali e che però hanno la loro importanza nel vivere quotidiano di un individuo. Fra questi lo smettere di fumare.
Quando il 3 di aprile, sei mesi fa, decisi che era arriva l'ora di smettere, non sapevo sinceramente a cosa sarei andato incontro. E, a essere franchi, non avrei scommesso su di me un baiocco. Non ho adoperato niente, non ho letto il libro di Allen Carr molto citato nel post, eppure da allora quei due pacchetti di sigarette sono così come li ho lasciati.
Si, è chiaro, ci ho messo la volontà di farcela, e ho avuto incoraggiamenti, non solo formali (grazie Viviana), ma forse quello che ha determinato il tutto è l'inconscio mio, mio ma sempre inconscio, che ha deciso di dire basta a un vizio che ormai non mi dava più quasi nessun piacere. Roba da tossici insomma.
Ribadisco comunque qui che non romperò mai i coglioni a quelli che fumano, e come potrei io che ho fumato una vita?, e non farò l'evangelista dello smettere di fumare. I fumatori pentiti integralisti non li ho mai potuto sopportare, volete forse che diventi uno di loro? Ognuno faccia quello che crede.
Intanto a casa gli innumerevoli posacenere sono stati messi da parte, e gli accendini, anch'essi innumerevoli, anche perché avevo il vizio di rubarli agli amici, sono in una bella scatola dipinta a mano.
Non sono fuori, lo so, il rischio di ricascarci è sempre dietro l'angolo, e quando sarà trascorso un anno e faremo la festa, ne riparleremo. Almeno un anno devo resistere.
A un anno ho fatto un altro post.
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Alberto
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Magari poi non andate né lì ne là, ma se per pura ipotesi domani la blogfest (Riva del Garda) fosse in un quartiere della vostra città e la manifestazione sulla libertà di informazione (Roma) fosse in un altro quartiere, in contemporanea, voi dove scegliereste di andare. Non è una domanda da niente, lo capite, almeno se sapete cosa sono queste due manifestazioni.
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