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giovedì 30 dicembre 2010

La morte del prossimo - Luigi Zoja

Per millenni un doppio comandamento ha retto la morale ebraico-cristiana: ama Dio e ama il prossimo tuo come te stesso.
Alla fine dell'Ottocento Nietzsche ha annunciato: Dio è morto.
Passato anche il Novecento, non è tempo di dire quel che tutti vediamo? È morto anche il prossimo.

La società retta da due pilastri non ha avuto più equilibrio da quando uno è crollato. La morte di Dio ha svuotato il cielo. Ma niente resiste al risucchio del vuoto. Lo spazio celeste è stato riempito con l'assunzione dei miracoli della scienza e dell'economia fra le divinità, con l'elevazione alle stelle del desiderio personale. Troppo spesso si dimentica che desiderare significa proprio questo: smettere (de-) di affidarsi agli astri (sidera), farne a meno, sostituirsi al cielo.

La globalizzazione è ben lontana dall'essere solo un evento economico. È uno sconvolgimento morale. Ogni giorno ci sta sotto gli occhi una tragedia del mondo: la fame, il ritorno di malattie devastanti, i drammi climatici, le stragi dimenticate. Ciò che merita la nostra compassione e richiederebbe il nostro amore è sempre più evidente, ma anche sempre più lontano, sempre più astratto: manca di profondità come gli schermi che ce lo comunicano. La globalizzazione dell'amore potrebbe essere una nuova esaltante conquista, ma è, al tempo stesso, profondamente innaturale. Quell'arricchimento che l'informazione ci consegna, essendo inflazionato e astratto, contribuisce anche alla scomparsa di solidarietà che vorrebbe combattere.


La morte del prossimo - Luigi Zoja






Luigi Zoja

La morte del prossimo

Einaudi

Mi scuso se a qualcuno non ho fatto o contraccambiato gli auguri ma dove sono adesso ho problemi di collegamento e di navigazione. Non è detto che un giorno o l'altro salga lassù sul colle Tramontina dove è situato il traliccio che mi fa rimbalzare col contagocce i bit per appendervi la bandiera dei pirati informatici.


mercoledì 22 dicembre 2010

Ecco il Berlusca da prendere a pugni

Berlusconi sempreinpiedi


Trecento pezzi in pochi giorni. Stanno andando alla grande le vendite di questo Berlusconi "sempre in piedi" ideato e prodotto dall'Extreme Design con sede a Prato. Un sacco da boxe gonfiabile con la caricatura del premier. Se lo si colpisce cade solo per qualche istante e subito si rimette in piedi pronto a riprendersi un altro pugno.

Alto un metro e mezzo, dopo aver riempito la base d'acqua e averlo gonfiato come un palloncino, è pronto per l'uso.

Che ne dite?


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martedì 21 dicembre 2010

Lasceremo i palazzi del potere nella solitudine della loro miseria

Questa è la lettera che gli studenti di Roma hanno mandato alle autorità come richiesta di autorizzazione. Bravi ragazzi.

Alla c. a. Sindaco di Roma Gianni Alemanno
Alla c. a. Questore di Roma Francesco Tagliente
Alla c. a. del Prefetto di Roma Giovanni Pecoraro

Oggetto: La nostra richiesta di autorizzazione

Con la presente gli studenti e le studentesse della Sapienza comunicano alle autorità che il giorno 22 dicembre sfileranno per le strade di Roma.

Apprezziamo davvero la vostra apertura al dialogo che in queste settimane si è manifestata ripetutamente e in vari modi: dalle centinaia di denunce per manifestazione non autorizzata, agli arresti immotivati, alla costruzione di una “zona rossa” permanente e in continua espansione.

Siamo molto lieti di tanta premura nel volerci proteggere, tenendoci lontani dai patetici teatrini e compravendite di parlamentari, che avvengono ormai come consuetudine dentro Montecitorio e Palazzo Madama.

Potete stare tranquilli: la politica istituzionale si è già allontanata dai noi e dal resto della società molto tempo fa. Sono proprio i nostri cortei e i nostri blocchi stradali ad aver riportato la politica vera nelle strade e nelle piazze, dall’università a tutta la città.

Per il movimento studentesco il corteo spontaneo è da anni la vera pratica con la quale far vivere e rendere visibile il diritto di manifestare, la voglia di partecipare e prendere parola sul nostro futuro.

Proprio per questo motivo il 22 lasceremo i palazzi del potere nella solitudine della loro miseria e andremo nella altre zone della città, per parlare con chi come noi è inascoltato da quegli stessi palazzi.

Vogliamo però interloquire con chi ha detto, in questi giorni, che bisogna ascoltare il nostro disagio, perciò domani una nostra delegazione porterà una lettera al Presidente Napolitano.

Vi inviamo questa richiesta di autorizzazione e vi chiediamo: siete disposti a garantire il diritto di manifestare?

Gli studenti e le studentesse della Sapienza in mobilitazione

via

Regali

La maggior parte dei regali oggi è più bella fuori che dentro.

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lunedì 20 dicembre 2010

Biglietto di auguri di Calderoli

Biglietto di auguri di Calderoli - L'Italia rovesciata

Quello che vedete è il biglietto di auguri mandato in giro dal ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli e reso pubblico dal deputato del Pd Jean Leonard Touadì.

Chissà se, appena lo riceveranno, Alemanno&Polverini saranno disposti a un'altra cena di riappacificazione coi lumbard. Tanto pagliacciata più, pagliacciata meno. Ma può anche darsi che provocazione dopo provocazione a qualcuno il cibo, polenta o abbacchio che sia, cominci ad andare di traverso.

E l'anno nuovo, come sapete, è il centocinquantesimo dell'Unità d'Italia.

sabato 18 dicembre 2010

Un banano a Milano

Banano a Milano

Forse qualcuno si ricorda della foto sopra che pubblicai assieme ad altre il mese di settembre e si riferiva a un banano piantato nel giardino qui a Milano i primi di agosto.

Ora la situazione è come la vedete. La foto sotto è del 9 dicembre e quelle più giù le ho appena scattate. Cosa dite, non c'è più nessuna speranza?

Banano a Milano
Banano a Milano
Banano a Milano

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venerdì 17 dicembre 2010

È caccia senza quartiere

Quelli della LIPU se ne devono fare una ragione, anche perché in questa, di caccia, non ci sono più regole mentre alcune rimangono ancora in quella agli uccelli.

È permessa la doppietta, ma anche l'automatico, e le cartucce poi tutte, caricate a palla o pallettoni non importa. Trappole con esche subdole, e uccellagione con vischi vari, compreso quello per i topi. Non ci sono specie protette.

Per adesso sono stati impallinati un Thurdus philomenos (nome volgare Massimo Calearo), uno Sturnus pellegrinus (nome volgare Domenico Scilipoti), un Serinus canaria (nome volgare Bruno Cesario), una Vulpes vulpes (nome volgare Catia Polidori), una Gallinula querquerula (nome volgare Mara Grazia Siliquini).

Hanno queste specie di animali un sentire in comune che sa di follia: sono contenti di essere stati catturati, e adesso che vengono infilati sugli spiedi cantano in coro nella maniera sguaiata dei pazzi la loro libertà.

È aperto il gioco. A me e anche a voi, a individuare le nuove specie, ce ne saranno ce ne saranno, che verranno fatte fuori. Liberate la fantasia e date fondo al latinorum.

giovedì 16 dicembre 2010

Roma, le violenze della polizia. Videoshock



Sia ben chiaro, io non difendo in nessuna maniera i manifestanti violenti in quella situazione. Vorrei vedere adesso però se su questi altri violenti filmati a Roma il 14 aprono un'inchiesta. Che sarebbe doverosa.

Scaricatevi il video perché non è detto che rimanga su youtube.

Aggiornamento ore 18.54
Il questore Tagliente ha disposto un'inchiesta interna per queste immagini. Il contenuto del video verrà passato al setaccio. E la questura spiega che una volta identificati i poliziotti responsabili saranno adottati "i successivi provvedimenti del caso". Vedremo cosa succederà.


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mercoledì 15 dicembre 2010

La repubblica del pallottoliere

Pallottoliere

Su su, almeno oggi sorridiamo, e poi domani si vedrà. Me lo fate questo sorriso?

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lunedì 13 dicembre 2010

Hic manebimus optime

"Hic manebimus optime", traduco non alla lettera ma al senso, che amplio anche un po' per dare respiro al concetto:
"Dopo tanto girovagare siamo arrivati in questo posto meraviglioso e qui ci fermeremo a vivere felici".

Era così per i romani, lo fu poi anche per tutti quelli che nei secoli erano arrivati finalmente a trovare il loro sole la loro luna e le loro stelle.

Succede che noi moderni non abbiamo più un posto dove "Hic manebimus optime", e mi chiedo se questo luogo esista ancora sulla Terra ed esista ancora chiaro dentro di noi come aspirazione.

Che forse invece non sappiamo più quello che vogliamo?

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venerdì 10 dicembre 2010

Nobel per la pace alla sedia vuota

Sedia vuota del premio Nobel per la pace Liu  Xiaobo

E adesso chi spiegherà ai cinesi che una sedia vuota si nota molto di più?

Il premio Nobel per la Pace 2010 assegnato al dissidente cinese Liu Xiaobo è stato posto sulla sedia vuota sul palco del palazzo Municipale di Oslo dal presidente del comitato Nobel Thorbjoern Jagland. Consiste in un diploma e in una medaglia d’oro.

Sedia vuota del premio Nobel per la pace Liu  Xiaobo

I leghisti imparano da Maometto

È un po' questa la situazione in tutta Italia, specialmente nei piccoli paesi e di più ancora quando l'ordine del giorno ha solo le voci grigie delle scadenze burocratiche: i pubblici consigli comunali sono senza pubblico. Nessuno che si degni di andare a godersi lo spettacolo.

Così Gianangelo Bof, sindaco leghista di Tarzo in provincia di Treviso, ha avuto la fulminazione come il Profeta. Se la montagna non va a Maometto è Maometto che va alla montagna, ha pensato. Ed è passato subito all'azione inviando lettere ai titolari dei pubblici esercizi, bar e ristoranti, per chiedere la disponibilità dei locali dove poter svolgere il consiglio comunale.

E per dare al posto una qualche parvenza di ufficialità si porterà dietro da appendere al muro il gonfalone, il ritratto di Napolitano e il crocifisso.

Non mi è dato sapere se durante la seduta verrà sospesa la somministrazione di bevande alcooliche. Penso di no. Perché (sono dei diavoli questi qui) di fronte a una delibera strampalata potranno sempre trincerarsi dietro la scusa che avevano alzato un po' il gomito.

giovedì 9 dicembre 2010

Generatore automatico di reati sessuali per arrestare Assange

Fate il refresh della pagina per ottenere un nuovo reato sessuale. Se vi piace potete incollarlo nei commenti. Ma sarebbe bello, una volta capito il meccanismo, che mi suggeriste un pezzo di frase da inserire.

Il codice js da metilparaben.


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mercoledì 8 dicembre 2010

Salone del libro usato

Milano - Salone del libro usato
Milano - Salone del libro usato
Milano - Salone del libro usato
Milano - Salone del libro usato

Non sono un bauscia come quelli descritti dal Russo, e quindi niente ponte, né lungo né corto: sono rimasto in città dove non mi annoio mai. A dirla tutta non so proprio cosa sia la noia. Ieri qui a Milano era festa, e fra le altre cose ho fatto un salto al Salone del libro usato arrivato alla sesta edizione.

Magari non compro niente ma mi piace girovagare fra questa carta stampata e usata e poi toccare pagine lette da chissà chi e chissà in che luogo dove aleggiano fantasmi di lettori che si confondono con i personaggi delle trame. E se uno ha sensibilità avverte nell'aria improbabili dialoghi danzanti.

Poi m'è venuto in mente che più di una volta ho sacrificato libri. È stato nei traslochi, quando si fa la cernita di quello che ci si porta con noi e di quello che ci si butta alla spalle come per chiudere un periodo. Oggetti certo, ma sono i libri che creano più dubbi per stabilire questo sì e questo no.

Anche a voi è capitato per qualche motivo di aver mostrato pollice verso contro volumi e di esservene poi liberati senza pietà? E che fine hanno fatto?

L'architetto che quest'anno ha progettato il salone dovrebbe essere condannato ai lavori forzati in Siberia. Ma come si fa? Metà salone con gli stand dei numeri pari e l'altra metà con i numeri dispari. Una follia. Me lo hanno anche confermato, che era una follia, al punto info. Ai lavori forzati anche perché non conosce il coefficiente di leggibilità, come nella mappa. Se lo faccia spiegare da qualche designer che sa il suo mestiere.

Milano - Salone del libro usato
Milano - Salone del libro usato
Milano - Salone del libro usato
Milano - Salone del libro usato

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martedì 7 dicembre 2010

Matteo Renzi da Berlusconi ad Arcore

Vignetta su Andrea Renzi che è andato a trovare Berlusconi ad Arcore

Non metto in discussione che il sindaco di Firenze vada dal premier, anche se di parte politica avversa, per ricordargli le promesse più volte fatte e mai mantenute (ti pareva) riguardo alla sua città. È nei suoi diritti-doveri. Metto in discussione il posto (perché a casa del nano e non in un luogo istituzionale?) e il momento (proprio adesso che sta scivolando giù dall'asse di equilibrio?).

Grazie per la vignetta Franco.

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lunedì 6 dicembre 2010

Notizie che non lo sono o forse sì

In questi giorni il dottor Marco Belelli è stato eletto all'unanimità nuovo segretario radicale di Genova e Savona. Cosa c'è di curioso e straordinario in questo fatto che è la normale routine di un minuscolo partito? C'è che il dottor Marco Belelli è conosciuto ai più come il "Divino Otelma".

Divino? Che i radicali siano diventati credenti?

Notizia vista qui.

domenica 5 dicembre 2010

Il tempo colorato

Orologi colorati
Milano, piazzale Cadorna, dicembre 2009

Ho aspettato un anno a pubblicare la foto che vedete sopra e adesso spiego il perché.

È una delle installazioni che facevano parte del LED (Light Exhibition Design), prima edizione del 2009, e consisteva di questo gruppo di orologi colorati in piazzale Cadorna più numerosi altri piazzati nelle strade. Ne avevo visto nelle vie adiacenti alla suddetta piazza e poi parecchi in corso Buenos Aires e non è escluso anche da altre parti.

Dopo le feste natalizie dell'anno scorso quelli del gruppo sono stati tolti mentre quelli per le strade sono rimasti, e mi piacerebbe sapere il perché. Ne vedete alcuni sotto, fotografati in questi giorni che non sono il massimo della leggibilità avendo sfondi scuri, ma chissenefrega, l'importante che qualcuno paghi lo spazio pubblicitario, molto visibile, posizionato sul palo di sostegno.

E così chiedo all'assessore all'Arredo e Decoro Urbano Maurizio Cadeo, quello che ha fatto togliere le insegne multietniche in via Padova e pure quello che ha creato il caos di questi giorni con piazza Duomo che ha rischiato di diventare un suk natalizio (e del tutto non se l'è scampata con la boutique di Tiffany sotto l'albero) dicevo chiedo: «Non è che ci sia un inghippo caro assessore? Non è che al posto del Comune questa pubblicità la incassi qualcun altro? Siamo cattivi, anzi proprio malvagi a pensare una cosa simile, ma cosa ci vuol fare è la nostra natura, e quindi a fugare ogni dubbio, a noi e anche a quegli altri che ci hanno messo la pulce nell'orecchio, ce lo dica che i soldi di questi spazi che prima non esistevano li incassa palazzo Marino e non qualche impostore. Ce lo dica, ce lo dica».

Orologi colorati

Visto che ci sono e che magari a qualcuno interessa pubblico la lista dei colori e i loro abbinamenti.

Viola Riflessivo - Armonioso
Giallo Attivo - Energico
Arancione Dinamico - Scattante
Verde Equilibrato - Razionale
Bianco Eterno - Istantaneo
Rosso Stressante - Frenetico
Blu Pacifico - Calmo
Grigio Malinconico - Nostalgico


sabato 4 dicembre 2010

Titos Patrikios



Due poesie


Nessun verso può rovesciare i regimi
avevo scritto anni prima
e ancor oggi me lo rinfacciano.
Ma i versi assolvono alla loro funzione
mostrano i regimi, dicono il loro nome
anche quando cercano di abbellirsi
di rinnovare un poco la vetrina
di cambiare denominazione e insegna.
I versi, anzi, qualche volta sorprendono
i leader in posizioni inattese
sicuri che nessuno li veda
con le mutande ingiallite e aperte
prima d’indossare le brache o i pantaloni
con gambe ossute e pantofole stracciate
prima d’infilarsi le scarpe o gli stivali,
la pancia debordante prima di tirarla in dentro
per abbottonarsi la giacca militare civile
con la dentiera lasciata nel bicchiere
prima di riprovare lo storico discorso,
con la pappagorgia e le guance pendule
prima di alzare il mento volitivo
prima di guardare, perennemente giovani, al futuro.
I versi non rovesciano i regimi
ma certamente vivono più a lungo
di tutti i loro manifesti.


***



I simulacri e le cose

Non ci aspettavamo che accadesse di nuovo
eppure è di nuovo nero come la pece il cielo,
partorisce mostri di oscurità la notte,
spauracchi del sonno e della veglia
ostruiscono il passaggio, minacciano, chiedono riscatti.
Non temere Lestrigoni e Ciclopi...
non temere, diceva il poeta,°
ma io temo i loro odierni simulacri
e soprattutto quelli che li muovono.

Temo quanti si arruolano per salvarci
da un inferno che aspetta solo noi,
quanti predicano una vita corretta e salutare
con l'alimentazione forzata del pentimento,
quanti ci liberano dall'ansia della morte
con prestiti a vita di anima e corpo,
quanti ci rinvigoriscono con stimolanti antropovori
con elisir di giovinezza geneticamente modificata.

Come una goccia di vetriolo brucia l'occhio
così una fialetta di malvagità
può avvelenare innumerevoli vite,
"inesauribili le forze del male nell'uomo"
predicano da mille parti gli oratori,
solo che i detentori della verità assoluta
scoprono sempre negli altri il male.
"Ma la poesia cosa fa, che cosa fanno i poeti"
gridano quelli che cercano il consenso
su ciò che hanno pensato e deciso,
e vogliono che ancora oggi i poeti
siano giullari, profeti o cortigiani.

Ma i poeti, nonostante la loro boria
o il loro sottomettersi ai potenti,
il narcisismo o l'adorazione di molti,
nonostante il loro stile ellittico o verboso,
a un certo punto scelgono, denunciano, sperano,
chiedono, come nell'istante cruciale
chiese l'altro poeta: più luce. °°
E la poesia non riadatta al presente
la stessa opera rappresentata da anni,
non salmeggia istruzioni sull'uso del bene,
non risuscita i cani morti della metafisica.
Passando in rassegna le cose già accadute
la poesia cerca risposte
a domande non ancora fatte.

° C. Kavafis: Itaca
°° J.W.Goethe: Mehr Licht!


Traduzione di Nicola Crocetti



Titos Patrikios
Atene, 1928


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venerdì 3 dicembre 2010

Letizia Moratti apre la sua campagna elettorale

Milano - La Moratti apre la sua campagna elettorale
Oggi

Quando tre anni fa pubblicai il manifesto che vedete sotto immaginandomi una scena surreale per come la signora era arrivata a promettere le mille e una notte e i giardini pensili di Babilonia concludevo il post così
«Tanto questi manifesti dureranno qualche giorno, verranno subito ricoperti da altri, chi vuoi che se li ricordi?» E no, caro sindaco, c'è questo blog a ricordartelo se queste promesse impossibili non verranno mantenute.

Ieri pomeriggio m'è subito venuto in mente quando ho visto il sei per tre che vedete sopra, uno dei tanti che sono stati appiccicati in città con tutte le varie mirabolanti imprese concluse dalla signora sindaco e che aprono di fatto la sua campagna elettorale. Di quei 500.000 alberi, dei raggi verdi e di tutto il resto promesso cosa s'è visto?

Cara Letizia, ci sarà tempo e modo di sventolarti sotto il naso questo manifesto. E se qualcuno di Milano vuole il file ad alta risoluzione me lo chieda, perché noi blogger siamo anche qui per tenere la memoria (pur se breve) di questa ormai smemorata città.


Tre anni fa
Milano - La Moratti promette 500.000 alberi
Dice il manifesto
Il comune di Milano protegge i suoi cittadini con un piano di intervento per la salute e l'ambiente. Pianteremo 500.000 nuovi alberi in città e daremo vita ad altri 9 milioni di mq di verde pubblico. Realizzeremo 8 Raggi Verdi, collegando il centro con le periferie, per formare un grande anello di parchi e giardini lungo 72 Km: così tutti i milanesi potranno raggiungere uno spazio verde in pochi minuti.


mercoledì 1 dicembre 2010

Mamma che allatta

Bernardino Luini, primi anni Cinquecento (tavola olio e tempera) - Madonna che allatta il bambino
Bernardino Luini, primi anni Cinquecento (tavola olio e tempera)

Ieri pomeriggio tardi. Siedo sulla 56 che mi porta a casa accanto a una giovane madre col suo bambino. Dopo qualche fermata mi accenna un soffice sorriso e comincia ad allattare.

Alla scena ognuno su quest'autobus multietnico ha la sua reazione. Vedo sudamericani ciarlieri, cinesi indifferenti, arabi enigmatici, italiani con lo sguardo appena girato altrove.

Anche il più bell'atto d'amore non a tutti appare uguale, e per alcuni dovrebbe essere compiuto in privato.

Ma perché?