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mercoledì 16 novembre 2011

I trenta migliori insulti tra scrittori

Sono passati i bei tempi quando si sputacchiavano fra di loro gli scrittori, fino ad arrivare al limite del duello. E qualcuno, vigliacchetto anzi vigliacco proprio, arrivava a sbeffeggiare anche chi aveva fatto il suo stesso mestiere secoli prima, ormai inoffensivo nella reazione.

Se volete potete dire l'insulto che più vi è piaciuto, oppure quello che magari vi ha ferito, perché rivolto a uno scrittore che amate.

Ve l'immaginate oggi, rimanendo in questa piccola Italia, la Mazzantini che insulta Faletti che se la prende con Camilleri che spara a zero su Carofiglio che stronca Baricco che deride Tabucchi che... Non riesco proprio a immaginarmelo.


Gustave Flaubert
Gustave Flaubert

30. Gustave Flaubert su George Sands
Una muccona piena di inchiostro.

29. Robert Louis Stevenson su Walt Whitman
È come un grosso cane a pelo lungo, che appena sciolto il guinzaglio, dissotterra tutte le spiagge del mondo e ulula alla luna.

28. Friedrich Nietzsche su Dante Alighieri
Una iena che scriveva poesie sulle tombe.

27. Harold Bloom su J.K. Rowling (2000)
Come leggere Harry Potter e la pietra filosofale? Be’, intanto molto velocemente, e forse anche per arrivare alla fine. Perché leggerlo? M’immagino che se uno non si convince a leggere qualcosa di meglio, la Rowling dovrà bastare.

Vladimir Nabokov
Vladimir Nabokov

26. Vladimir Nabokov su Fëdor Dostoevskij
La mancanza di gusto di Dostoevskij, il suo monotono trattare di personaggi sofferenti di complessi pre-freudiani, il suo modo di sguazzare nelle tragiche sventure dell’umana dignità – tutto ciò è difficile da ammirare.

25. Gertrude Stein su Ezra Pound
Lui descrive villaggi. Sarebbe eccellente se tu fossi un villaggio, ma nel caso non lo fossi, allora non lo sarebbe.

24. Virginia Woolf su Aldous Huxley
Completamente rozzo, immaturo e oppositivo.

23. H.G. Wells su George Bernard Shaw
Un bambino idiota che strilla in ospedale.

Joseph Conrad
Joseph Conrad

22. Joseph Conrad su D.H. Lawrence
Sozzura. Nient’altro che oscenità.

21. Lord Byron su John Keats
Ecco qui la poesia di Keats piscia-a-letto, e tre romanzi da iddio sa chi… Non più Keats, vi supplico: scorticatelo vivo; se qualcuno fra voi non è disposto a farlo, lo dovrò fare io in persona: non c’è posto per quelle schifezze idiote nel genere umano.

20. Vladimir Nabokov su Joseph Conrad
Non riesco a sopportare lo stile negozio di souvenir di Conrad, le navi in bottiglia e le collane di cliché romanticizzati.

19. Dylan Thomas su Rudyard Kipling
Il Signor Kipling… rappresenta tutto ciò che in questo mondo canceroso vorrei fosse diverso.

18. Ralph Waldo Emerson su Jane Austen
I romanzi della Signorina Austen… mi appaiono volgari nel tono, sterili nell’invenzione artistica, imprigionati nelle noiose convenzioni della società inglese, senza genio, intelligenza, o conoscenza del mondo. Mai la vita è stata così costretta e angusta. Il problema principale è la mente dello scrittore è… la sua propensione al matrimonio.

17. Martin Amis su Miguel Cervantes
Leggere il Don Chisciotte può essere paragonato a una visita per un periodo di tempo indeterminato da un tuo vecchio parente, il più insopportabile, con i suoi acidi scherzetti, le sozze abitudini, le reminescenze inarrestabili, e vecchi amici tremendi. Quando l’esperienza è finita e i vecchi ragazzi si accomiatano alla fine, (a pagina 846 – la prosa si assottiglia molto senza interruzioni per i dialoghi) verserai lacrime davvero, non lacrime di sollievo o di rimpianto, ma d’orgoglio. Ce l’hai fatta, a dispetto di quello che il Don Chisciotte poteva farti.

16. Charles Baudelaire su Voltaire
Mi sono annoiato in Francia – e la ragione principale è che tutti assomigliano a Voltaire… il re degli imbecilli, il principe dei superficiali, l’anti-artista, il portavoce delle portinaie, il padre Gigogne dei redattori del “Siècle”.

15. William Faulkner su Ernest Hemingway
Non risulta aver adoperato mai parola che costringesse il lettore a consultare il dizionario.

Ernest Hemingway
Ernest Hemingway

14. Ernest Hemingway su William Faulkner
Povero Faulkner. Davvero crede che i paroloni suscitino forti emozioni?

13. Gore Vidal su Truman Capote
È in tutto è per tutto una casalinga del Kansas, pregiudizi compresi.

12. Oscar Wilde su Alexander Pope
Ci sono due modi per disprezzare la poesia: uno è disprezzarla, l’altro è leggere Pope.

11. Vladimir Nabokov su Ernest Hemingway (1972)
Per quanto riguarda Hemingway, lo lessi la prima volta agli inizi degli anni Quaranta, qualcosa su palle, tori e campane*. L’ho detestato.

10. Henry James su Edgar Allan Poe (1876)
Provare entusiasmo per Poe è segno di uno stadio di pensiero decisamente primitivo.

9. Truman Capote su Jack Kerouac
Quello non è scrivere, è battere a macchina.

8. Elizabeth Bishop su J.D. Salinger
L’ho odiato [Il giovane Holden]. Mi ci sono voluti giorni per leggerlo, una pagina alla volta, con cautela, imbarazzandomi per lui a ogni frase ridicola. Come hanno potuto permetterglielo?

7. D.H. Lawrence su Herman Melville (1923)
Nessuno riesce a essere più buffonesco, sgraziato e sentenziosamente di cattivo gusto come Herman Melville, persino in un grande libro come Moby Dick… Uno sforzo immane. Ma c’è qualcosa di finto. Ed è Melville. Oh Dio, quando il solenne asino raglia, raglia raglia!

6. W.H. Auden su Robert Browning
Non credo che Robert Browing fosse molto bravo a letto. È probabile che la moglie non lo amasse poi tanto. Russava e aveva delle fantasie sulle dodicenni.

5. Evelyn Waugh su Marcel Proust (1948)
Sto leggendo Proust per la prima volta. Roba davvero scadente. Penso avesse qualche disordine mentale.

4. Mark Twain su Jane Austen (1898)
Non ci guadagno nulla a stroncare libri, e non lo faccio a meno che non li odii. Spesso ho provato a scrivere di Jane Austen, ma i suoi libri mi fanno diventare matto a tal punto che non riesco a nascondere la mia furia al lettore; perciò devo fermarmi ogni volta che comincio. Tutte le volte che leggo Orgoglio e Pregiudizio mi viene voglia di disseppellirla e colpirla sul cranio con la sua stessa tibia.

Virginia Woolf
Virginia Woolf

3. Virginia Woolf su James Joyce
[L’Ulisse è] l’opera di un nauseabondo studente universitario che si schiaccia i brufoli.

2. William Faulkner su Mark Twain (1922)
Uno scribacchino che in Europa non sarebbe stato considerato nemmeno di quart’ordine, e che ha agghindato qualche vecchio schema letterario di provato successo con la giusta dose di regionalismo** per affascinare i superficiali e i pigri.

1. D.H. Lawrence su James Joyce (1928)
Dio mio, che olla podrida*** è James Joyce! Nient’altro che avanzi, torsoli di citazioni bibliche, e tutto il resto cotto nel brodo di una deliberata, giornalistica lascivia.


* in originale il gioco di parole “bells, balls and bulls”.
** in originale “local color”, movimento letterario americano.
*** piatto della cucina povera spagnola.


La lista è presa da Archivio Altari che vi consiglio vivamente di andare a vedere.

44 commenti:

  1. peccato che l'Alighieri Dante non abbia potuto rendere la pariglia a quel fascistoide di nietzsche.

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  2. Perfide. Tutte.
    Due mi son piaciute più delle altre:
    quella del battere a macchina
    quella del disseppellire la Austen per usarne la sua stessa tibia come corpo contundente.

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  3. Nessuno mi ha "ferito", nemmeno quelli contro i miei preferiti, anche perché amo l'arte dell'insulto e odio la suscettibilità permalosa. Al massimo un po' di divertito imbarazzo nel vedere un autore che stimo o che amo insultarne un altro che stimo o che amo, come nei casi di Nabokov/Dostoevskij e Nietzsche/Dante... Però devo dire che alcuni sono davvero rozzi e grossolani, e che ho trovato perticolarmente stupidi e insulsi quello della Bishop su Salinger e quello di Henry James contro Poe. In generale, quelli meno fantasiosi mi paiono quelli delle femmine contro i maschi: sembrano più che altro bacchettate di acide maestrine...
    Il più acuto, manco a dirlo, mi sembra quello di Oscar Wilde su Pope.
    Sugli italiani di oggi, per questa volta, passo, o dovrei mettermi in concorrenza con gli insultatori da te elencati... :)

    Gran bel post, amico!

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  4. La più caustica, che io conosca, non viene dalla letteratura ma dalla musica. Si narra che quando Rossini uscì dalla prima della Sinfonia Fantastica di Berlioz, alla richiesta di cosa ne pensasse lui rispose: "Meno male che non è musica!"

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  5. Alcuni sono indubbiamente azzeccati, certo. Altri esprimono il gusto personale del commentatore. Quello di Nietzsche su Dante è insensato, perché la Commedia - prescindendo dalle sovrastrutture teologiche di cui la sovraccaricano soprattutto certi esegeti - è grande poesia. Me ne sono accorto leggendo Montaigne: il pensatore francese cita tanti autori, da Ovidio a Virgilio a Lucrezio a Properzio fino a Tasso ed Ariosto, ma quanto riporta una terzina dantesca, ti accorgi che la citazione sta una buona spanna sopra tutte le altre.
    Gli altri al di sopra di tutti sono Omero (e qualcuno dei lirici graci arcaici) e Shakespeare, che nelle opere maggiori ha immagini esemplari. Eppure c'è anche chi ha da ridire sull'uno e sull'altro.

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  6. La "olla podrida" è lo stesso - anche come significato letterale - del francese "pot pourri".
    Leggere, poi, di Lawrence che accusa Joyce di lascivia fa venire in mente il corvo che disse al merlo "come sei nero!". O forse intendeva "lessive", detersivo...

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  7. Dimenticavo: ho trovato particolarmente stronzetto Faulkner contro Hemingway (anche se di quest'ultimo non ho mai amato il cazzonismo torer-pugilistico da gay represso). Uno capace di annoiarti per trenta pagine nel descrivere della gente che non riesce a guadare un fiume, aveva proprio bisogno che dopo di lui arrivasse uno capace di dire: "Tentarono di guadare il fiume ma la piena li travolse. PUNTO".

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  8. Difficile che Nietzche fosse "fascistoide" visto che è morto una ventina d'anni prima dell'avvento del Fascismo.
    Al massimo potremmo dire il contrario, cioè che il Fascismo era "nietzcheoide".

    Io penso che gli scrittori scrivono, non devono per forza essere particolarmente simpatici. Probabilmente diversi di loro avevano personalità problematiche.

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  9. @ zio scriba

    Anche gli insulti tra omosessuali (Gore Vidal e Truman Capote) sono piuttosto acidelli anziché no. Posto che, secondo me, scrivono bene tutti e due.

    @ Lorenzo

    Il gallerista e organizzatore milanese Peppino Ghiringhelli invitava i critici d'arte ad accontentarsi delle opere evitando di conoscere gli artisti di persona, per evitare cocenti delusioni.

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  10. Come si fa a dire - secondo la critica di Auden - che Browning non era tanto bravo a letto, dal modo di scrivere? Che attinenza c'è? Le dodicenni sono anche quelle come la Lolita di Nabokov (che con l'ossessione di Humbert Humbert ci giocava e la collegava a quella di Lewis Carroll, eccetera), e potrebbero essere un gioco letterario.
    Dire "quello scrive versi sulle ragazzine, ergo non scopa bene" è una sciocchezza.
    E uno che scrive versi sui travestiti?
    E Marrazzo?
    E i versi di Niki Vendola?

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  11. Ho sghignazzato leggendo il 10, il 9(ma a me Kerouak piace molto)e il 4 che mi fa ridere ogni volta che ci penso...
    L'ho presa in questo modo, scusa, perchè questo post oltre essere intelligente e 'sfizioso' mi ha messo di buon umore.

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  12. Una bellissima antologia. Alcuni giudizi risultano proprio aberranti e insulsi, troppo per riuscire a ferire (vedi Conrad su Lawrence, particolarmente azzeccata la scelta di mettere a corredo la foto dell'insultatore, anzi "insulsatore"...)

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  13. Se a qualcuno interessa, tweeter di Mario Monti:
    http://twitter.com/#!/palazzochigi

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  14. ahah, divertentissimo...concordo con zio scriba: acidello faulkner, nonostante anche io non ami particolarmente hemingway...
    a me spiace quando sento dire che Cèline era un antisemita...e da un cubano (forse reinaldo arenas) ho letto (mi pare) che garcia marquez (i cui romanzi li trovo piacevolmente narrativoni) è un colliso con qualche politicante/regime...non mi ha ferito ma mi ha fatto pensare. E invece mi ha infastidito molto sentir parlare male di Saramago da parte della chiesa e di Berlusconi (che vabbè, non son certo poeti). Perché il Vangelo secondo Gesù, ecco, probabilmente è il mio romanzo preferito.

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  15. L'hanno già detto, ma io sono venuta a scriverlo e lo ripeto: che bel post, Al!
    L'insulto che in assoluto mi ferisce di più fra quelli letti è quello indirizzato a Dante Alighieri :-(

    g

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  16. non so se mi hanno "ferito" di più gli insulti rivolti ad alcuni miei scrittori preferiti o gli insulti che alcuni miei scrittori preferiti hanno rivolto ad altri

    ci vedo una bella dose di invidia comunque

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  17. gli insulti sono come le scorregge, puzzano un istante poi svaniscono e si disperdono nel circostante cazzeggio generale. ultimamente hanno insultato Starnone, credo per la sua posizione contro il Berlusca, ricordo anni addietro interventi contro Tabucchi..spesso i libri sono meglio dei loro autori.
    Maistretu

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  18. Bella questa, molto curiosa!

    Mentre scorrevo la lista, mi dicevo: "Nessuno insulterà Melville!" Poi è arrivato D.H. Lawrence, dimostrando implicitamente che dall'insulto e dalla critica acida o garbata che sia, nessuno si può salvare.

    Mi piacerebbe vedere una lista di insulti di contemporanei sui contemporanei. Ma non con gli italiani, perché sarebbe troppo facile! ;-)

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  19. Ma quanto mi è piaciuto leggere qui. E anche "là" !!
    Certo che di cattiva e livida invidia ce n'è sempre stata tanta in giro!
    Alcune critiche sono anche condivisibili...altre assolutamente solo cattiverie pure.
    Ai giorni nostri stanno tutti noiosamente zitti...sarebbe divertente leggere nei pensieri...

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  20. Istruttivo. Adesso, ad esempio, ho un motivo in più per giustificare la mia spiccata antipatia verso Nietsche (Dante! Il mio Dante?! Come ha osato, il gaglioffo?!) e la mia spiccata simpatia per Oscar Wilde. Ma Amis… parliamone, amico, sii serio: ti pare di poter insultare qualcuno in nove righe? Quello si scoccia e alza i tacchi dopo le prime dieci parole. Certa gente il dono della sintesi non sa proprio cosa sia! :-)

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  21. mi meraviglia che nessuno abbia detto niente di Moccia...

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  22. Ho letto migliaia di libri di vari scrittori ma da illetterato quale sono non potrò mai permettermi di esprimere un qualsiasi giudizio su nessuno di loro.

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  23. Bellissime e causticissime queste battute :-)

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  24. Sono una migliore dell'altra. Qui in Francia sta tornando di moda tra avversari politici. In particolare modo, visto che dovrebbe essere il più temibile avversario di Sarkozy nel 2012, sul socialista Hollande.
    E' stato definito da Melenchon (estrema sinistra) un "capitano di pedalò" e da un UMP (il partito di centro destra dell'attuale presidente) "Babar", il re degli elefanti nei fumetti. Ha fatto però due errori. Il primo che Babar risolve sempre i problemi che gli si presentano ed il secondo paragonando Sarkozy a Asterix (molto attivo) dimenticando la statura di quest'ultimo e non so se sia stato apprezzato il paragone visto che il suo "capo" usa le scarpe rialzate, come Berlusconi, del resto. Buona serata Alberto.

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  25. Ma sono disgustosi! Del resto, essendo scrittori, non hanno fatto fatica a mettere insieme parole e frasi le più sprezzanti e offensive possibili. Brutta razza!
    Ma molto divertente il tuo post e originalissimo.
    E ora vado a vedermi l'Archivio Altari.

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  26. Gli scrittori sono persone come tutti noi con le stesse identiche emozioni, invidie, gelosie che proviamo noi ogni giorno per il collega che riscuote più successo di noi, per ciò che non comprendiamo, per tutto ciò per cui non abbiamo Sim-patia. C'è da dire che quando uno parla, ciò che dice dice più di lui che su ciò di cui intende parlare. Trovo nietzschianamente "umane, troppo umane" queste citazioni; aggiungerei come a me particolarmente odiose le zaffate di veleno dei suoi stessi colleghi subito dopo l'attribuzione del premio nobel a Eugenio Montale e le ancora peggiori aperte critiche per il nobel a Dario Fo (meritatissimi entrambi).
    Ciao

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  27. @ Garbo

    Non fu contestato (da qualcuno) il Nobel a Montale, bensì quello a Quasimodo, quando, dopo la notizia, uscì sul Corriere un articolo di Emilio Cecchi (ispirato proprio da Montale) col titolo: "A caval donato...".
    Per Dario Fo il discorso è lungo, non sulla persona, degnissima e capacissima, ma sul tipo di produzione. La satira è senza dubbio importante come momento di dissacrazione del potere, ma è un genere troppo legato al luogo e al momento per avere un respiro internazionale ed essere proiettata nel tempo. Leggiamo ancora Eschilo, Sofocle ed Euripide (con più o meno partecipazione), ma Aristofane ormai non ci fa più ridere, se non quando fa la parodia delle tragedie che conosciamo o di qualche filosofo che ci è noto.
    Shakespeare ci può dire ancora molto, un po' meno Molière (almeno a me).
    A qualcuno piace ancora molto l'Orlando furioso, a molti meno la Secchia rapita. E così via.
    Parlando di Montale, possiamo leggere ancora con profitto "Ossi di seppia". Ma cosa dicono a chi non ha vissuto gli anni Sessanta e Settanta opere come "Settimo, ruba un po' meno", "La signora è da buttare" o "L'operaio conosce 300 parole, il padrone 1000: per questo è lui il padrone" (da un po' di tempo, cioè dai "mitici" anni Ottanta, è vero il contrario: è il dipendente a sapere, spesso, molte più parole del padrone, ma il padrone continua a comandare e magari a fare figure da cioccolaio, o a farle fare al Paese)?

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  28. Povera zia Jane, cosa ha fatto di male per meritarsi una tibiata in testa?
    Sto leggendo "la vita di Charlotte Bronte" . Anche lei disprezzava zia Jane.
    Senti cosa scriveva al suo editore: ... Miss Austen essendo priva di di sentimento, priva di poesia, forse è dotata di buon senso, aderisce al reale più che al vero, ma non può essere grande.
    Perché le piace così tanto Miss Austen? Questo suo punto di vista mi lascia perplesso. Non avevo letto orgoglio e pregiudizio prima di aver letto queste sue parole: mi sono procurato il libro, e cosa vi ho trovato? L’accurato ritratto di un viso comune, un giardino chiuso da alte staccionate e accuratamente coltivato, con bordure impeccabili e fiori delicati, ma nessuno schizzo di una brillante, vivida fisionomia, nessun scenario di aperta campagna, non aria aperta, non azzurre colline, nessun bel ruscello. Non mi piacerebbe davvero vivere con le sue signore e i suoi gentiluomini, nelle loro eleganti ma appartanti dimore.

    E dire che a me piacciono tanto entrambe!

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  29. @ Popinga

    Rivista la lite tra Busi e Bellezza (alla presenza di un seccatissimo Arnaldo Bagnasco, originario della frazione Fontanelle del Comune di Dernice) confermo quanto ho detto sopra, cioè che gli insulti tra omosessuali sono particolarmente acidi.

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  30. Hai doppiamente ragione, Alberto, il nobel contestato fu quello di Quasimodo e non quello di Montale (citavo a memoria e la memoria talvolta inganna) e sulla satira ci sarebbe molto da discutere: se è o non è attuale, se colpisce fatti, accadimenti e persone specifiche o caratteri universali che possiamo ritrovare intorno a noi magari a 2500 anni di distanza.
    Ciao

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    1. Il grande critico del Nobel a Quasimodo fu Ungaretti.

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  31. Arrivo in ritardo, ma comunque in tempo per godermi questo gustosissimo post. Nessuno degli insulti mi ha particolarmente ferito (nessuno ha toccato i miei autori preferiti), ma mi ha irritata molto il giudizio di Faulkner su Hemingway (autore per cui ho avuto una grande passione adolescenziale, poi esauritasi velocemente e senza strascichi): come se uno scrittore si misurasse dalla difficoltà o dalla preziosità dei termini che usa. Visione assai limitativa e superficiale della ricchezza di una prosa.
    Saluti, Alberto!

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  32. Bellissimo questo post! Sicuramente il commento che mi è piaciuto di più è quello di Wilde su Pope "Ci sono due modi per disprezzare la poesia: uno è disprezzarla, l’altro è leggere Pope".

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  33. Ho letto il post con molto ritardo. Bellissimo. Complimenti.
    Cesidio

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  34. Somigliante a questo http://www.archiviocaltari.it/2011/10/18/i-30-insulti-piu-caustici-della-storia-della-letteratura-prima-parte/

    Se volete inediti c'è questo blog
    http://loltreuomo.blogspot.com/2012/01/quiz-intellettuale.html

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  35. Grazie, post delizioso!

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  36. Post assolutamente divertente, sopratutto per gli amanti della letteratura..chi avrebbe mai immaginato un comemnto così severo di Nietzsche a Dante( che io considero intoccabile assieme a Shakespeare, Eschilo e, nel romanzo, Flaubert, Stendhal, Kafka e Joyce) oppure di Nabokov al sommo Dostoevskij??? Noi comuni mortali non possiamo permetterci certi giudizi, loro si1

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  37. A Tolstoi non piaceva Shakespeare, Nabokov detestava Thomas Mann e Faulkner e per criticarli li mise insieme come Falknermann, eccetera eccetera.

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