Meglio premunirsi, ché non si sa mai

[ Cose serie, semiserie e decisamente facete ]

Foto da Wired
Millanta e più anni fa per una serie straordinaria e infinita di coincidenze si sviluppò sulla Terra la prima cellula di vita che per la sua stessa natura si riprodusse e poi si diversificò.
Fu possibile, ed è possibile, perché lassù brilla questa stella che ci dispensa generosamente tutto quello di cui abbiamo bisogno. E la Natura, che di questa vita è il regno che tutti racchiude, si è sempre più perfezionata con vari strumenti perché i doni del Sole siano usati al meglio, come le foglie che catturano la luce con la fotosintesi e la fanno propria.
È di questi giorni la notizia che Il professor Daniel Nocera del Massachusetts Institute of Technology è riuscito a produrre la prima "foglia artificiale" addirittura più efficiente di quelle in natura.
Lo scienziato ha presentato il suo progetto al 241esimo meeting nazionale della American Chemical Society tenutosi in California. Grande più o meno come una carta da gioco, la "foglia" del professore riproduce il processo di fotosintesi clorofilliana delle piante trasformando la luce del sole e l'acqua in energia. Ma con una sostanziale differenza: l'energia prodotta dalla foglia artificiale è 10 volte superiore a quella creata dalla fotosintesi naturale. Grazie al suo ulteriore sviluppo ogni casa del futuro potrebbe riuscire a produrre autonomamente l'energia elettrica di cui ha bisogno.
Mi pongo spesso una domanda oziosa, ma me la pongo comunque specialmente dopo quello che sta succedendo in Giappone. Se tutte le risorse impiegate nella ricerca per lo sfruttamento del nucleare fossero state indirizzate verso il solare a che punto saremmo adesso per suggere nella maniera più redditizia possibile il fiume inarrestabile di luce che la nostra stella emana?
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Alberto
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Debora Caprioglio
Non sono giorni di contentezza questi per Francesco Pionati, l'eroe. L'eroe a capo della crociata con lo scudo che si è battuto come un leone per dare i numeri al governo e permettergli così di tirare a campare e non di tirare le cuoia che era proprio lì lì.
Ma all'eroe non è stata data la medaglia, non dico d'oro, ma nemmeno di bronzo. E invece la medaglia d'oro, proprio d'oro, è andata a quel Romano, indagato per mafia in attesa di archiviazione, che scalpitava più di tutti dentro il caravanserraglio dei "Disponibili", pardon, dei "Responsabili" o di come cavolo si sono battezzati. Saverio Romano, neoministro dell'agricoltura, ad honorem mi viene da dire perché dovrebbe essere pratico più di tutti dei mercati delle vacche.
E allora al valoroso Pionati è venuta la tristezza ombrosa dei frequentatori di sacrestie e così per farsela passare guardate cosa ti combina. A rappresentare la sua Alleanza di Centro (alleanza?) per le prossime elezioni amministrative in Veneto ha messo Debora Caprioglio, mitica protagonista di "Paprika" di Tinto Brass. Allegria perdio! Che prima o poi qualche sottosegretariato verrà fuori come ha promesso il generoso nano.
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Roberto de Mattei
Le parole esatte pronunciate dai microfoni di Radio Maria a proposito del terremoto in Giappone sono state queste
Le grandi catastrofi sono la voce terribile ma paterna della bontà di Dio che richiama al fine ultimo della nostra vita. Se la Terra non avesse pericoli, dolori, catastrofi, eserciterebbe su di noi un fascino irresistibile e dimenticheremmo troppo facilmente che noi siamo cittadini del cielo. Le catastrofi sono i giusti castighi di Dio in quanto alla colpa del peccato originale si aggiungono le nostre colpe personali e quelle collettive, e mentre Dio premia e castiga nell’eternità, è sulla terra che premia o castiga le nazioni.
Dal 2004 il ruolo di vicepresidente dell’Ente (il CNR ndr) è ricoperto, per decisione dell’allora (e ora) Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, e su proposta dell’allora Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Letizia Moratti, di un candidato sorprendentemente fuori luogo: Roberto De Mattei, professore associato di Storia del Cristianesimo e della Chiesa alla privata Università Europea di Roma, presidente della Fondazione Lepanto, direttore del mensile Radici cristiane, dirigente di Alleanza Cattolica e consigliere del Vicepresidente del Consiglio Gianfranco Fini per le questioni internazionali.
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07:04
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Gli uomini si dividono in due grandi categorie. Quelli che fanno collezioni e quelli che non le fanno. Ne aggiungerei anche una terza. Quelli che dopo averne cominciate alcune e non averne poi curata nessuna hanno rinunciato del tutto a collezionare non importa che. Io appartengo a quest'ultima categoria di ignavi nella materia. Voi?



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Etichette Fotografia, Milano, Società
Al glorioso liceo Parini di Milano un gruppo di insegnanti ha chiesto il trasferimento. Motivo: non sopportano più l'invadenza di alcuni genitori, che secondo i docenti in fuga sarebbero prodighi di consigli quanto di insulti e minacce.
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La domanda prima di porla a voi l'ho posta a me stesso e non ho trovato una risposta che mi desse anche una pur minima soddisfazione perché la mia coscienza non ammette ambiguità. Dove siamo dunque finiti noi pacifisti? Che forse ci sono cacciabombardieri "buoni"?
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Apricale (IM) - Scattata dal "Bar dei tarocchi"
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Etichette Ambiente, Fotografia, Liguria

La domanda è quasi retorica, almeno dal mio punto di vista. Questa guerra è stata scatenata per difendere le vite dei civili come è sbandierato nei comunicati ufficiali o per difendere invece gli interessi sugli idrocarburi che hanno in Libia gli attaccanti? Fermo restando che Gheddafi è un dittatore da abbattere e che i rivoltosi sono da difendere, quanti altri dittatori nel mondo sarebbero da buttar giù e i loro Paesi da bombardare?
C'è qualcosa di nuovo nell'ipocrisia dei nuovi conquistatori. In Iraq si era andati per esportare la democrazia con i risultati che poi s'è visto. Qui adesso la scusa è umanitaria. Chissà quale sarà il motivo del prossimo bombardamento, magari in uno Stato africano ricco di giacimenti di uranio che ormai ha raggiunto il picco dell'estrazione.
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Il bar Sky alla stazione Centrale di Milano
Una volta dalle mie parti si diceva che i calzolai andassero in giro con le scarpe rotte, per significare che gli artigiani, tutti e non solo i ciabattini, il lavoro lo dedicassero quasi essenzialmente agli altri e poco a se stessi.
Lo ammetto che il paragone è un po' tirato per i capelli ma d'istinto m'è venuto alla mente il vecchio detto quando ho notato lo schermo della foto.
Stamattina ero nel bar Sky della stazione Centrale di MIlano dove avevo appuntamento con un amico. Entrambi partivamo, ma lui per Venezia e io per la Liguria. Nei venti minuti che siamo rimasti lì non c'è stato verso di vedere un solo fotogramma, e a tratti appariva la scritta assenza di segnale.
Forse sarà una maldestra combinazione ma era così anche quindici giorni fa quando passai per prendere lo stesso treno. Ma proprio al bar di casa Sky? Che di segnali dovrebbe intendersi, e non tanto di quelli terrestri ma degli altri, quelli che piovono dai satelliti che navigano il cielo.
[Chiedo perdono alla graziosa cameriera che quando mi ha visto con la fotocamera, che non è proprio una Minox, mi ha gentilmente avvertito che era proibito fotografare. Lo dico per scusarla eventualmente con i suoi superiori, ché la foto l'ho scattatta di soppiatto.]
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Milano - Manifesti della fantomatica "Associazione dalla parte della democrazia"
Vladimir Putin alto in grado nel Kgb se ne intendeva di disinformazia, che quel servizio segreto aveva portato a livelli raffinatissimi. Disinformazia in russo, più banalmente disinformazione in italiano, è quel metodo subdolo, tipico delle barbe finte, di mischiare notizie vere a notizie false per creare confusione nella testa della gente. E' una definizione quella che ho dato di estrema sintesi perché all'atto pratico il polverone viene generato da una sventagliata di pallottole variegate.
Ora Putin è amico del Belusca, e io sono un maligno.
Ve li ricordate i manifesti che avevo pubblicato, sempre a firma di questa fantomatica "Associazione dalla parte della democrazia"? Però là il colore e tutto l'impianto rimandavano facilmente al Pdl. Adesso per aumentare il polverone si è saliti di un gradino nella disinformazia, e il colore da azzurro è diventato rosso, proprio come quello preferito dai "comunisti" nominati ancora ieri dal Cavaliere con la sua solita eleganza.
Ho detto che sono un maligno, e quindi la malignità è che il Vladimir abbia fornito al Silvio qualche agente segreto disoccupato specialista in provocazioni, e che questi mestatori di professione stiano rimestando. E se così è si faranno ancora sentire.
Le elezioni per il sindaco qui a Milano sono temute dal Cavaliere non più invincibile, e un'eventuale sua sconfitta rappresenterebbe un vento nuovo su tutto il Paese. Questa città, nel bene e nel male, ha sempre anticipato i tempi che poi sono diventati dell'Italia tutta.
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13:59
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Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello!
Dante Alighieri (Purg. 6 - 76,78)
Saranno oggi vagonate e vagonate di retorica, una fra le cose che al massimo odio perché la retorica tradisce la storia trasformando i fatti in leggenda ed edulcora il presente con melassa di sentimenti posticci. Poi domani chi s'è visto s'è visto, e ammutolite le fanfare si ritorna alla triste realtà di una nazione allo sbando. Però, proprio perché non si dica in giro che sono di legno, o ancora peggio di pietra, o peggio del peggio che non sono un patriota (eh, eh), ho fatto anch'io la mia parte di bravo italiano e ho attaccato un piccolo tricolore alla casetta di campagna.
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Il Ministero dell'Istruzione insieme all'Ufficio scolastico della Regione Lazio ha organizzato e finanziato una giornata per l'orientamento degli studenti delle classi quinte di tutta la regione che si è svolta ieri.
Udite, udite. I ragazzi, 5000, sono stati caricati su 100 pullman e portati al Santuario del Divino Amore dove si è svolto il convegno che si è concluso allegramente, dopo il pranzo gentilmente offerto dalla Gelmini, con un musical della Star Rose Academy (Accademia di spettacolo delle suore Orsoline) e poi con una messa-spot celebrata da don Enrico dal Covolo, rettore della Pontificia Università Lateranense.
Non mi è dato sapere quanto sia costato tutto ciò.
La prima pagina della circolare inviata dal ministero dell'Istruzione ai dirigenti scolastici
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12:54
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Dopo i giorni delle battaglie vincenti, delle passioni, dei morti, delle conquiste di città e territori, e un Gheddafi che ci appariva come un pugile suonato, sembra che in Libia le sorti della rivolta siano adesso quanto mai incerte.
Alle dichiarazioni di Obama, Sarkozy, Cameron, non è seguito alcun fatto concreto per aiutare la resistenza armata al regime.
La domanda è semplice semplice. Nella malaugurata ipotesi che il Colonnello riconquisti Bengasi e riprenda il controllo del Paese, il trattato italo-libico che il sulfureo La Russa aveva detto essere sospeso verrà di nuovo ripristinato? E il governo andrà a Tripoli in pellegrinaggio a cospargersi il capo di cenere?
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12:58
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Nei 150 anni della sua unità, l'Italia, al prezzo di tanto sangue, è riuscita a darsi una sola vera e grande patria: la Costituzione antifascista. Le altre patrie, proclamate nel tempo, prima, dopo, e durante il Fascismo, sono state piccole, miserabili e anche funeste.
Questa Costituzione, come ben sapete, è sotto tiro da una banda di criminali al potere che hanno l'appoggio di una parte obnubilata del popolo italiano. Proprio come lo era quella parte che inneggiava isterica nelle piazze a Mussolini.
C'è un'altra parte del popolo italiano, preferisco chiamarli cittadini, che cerca di opporsi a questo sfregio che la "patria" sta subendo, e che ieri è scesa in cento piazze.









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12:56
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Ma con quale impudenza Benedetto XVI nel suo nuovo libro, "Gesù di Nazaret", presentato ieri in pompa magna, può fare diventare la frase del titolo una chiave di volta del suo ragionamento?
La riporto per esteso «Gesù ha realizzato un distacco della dimensione religiosa da quella politica, distacco che ha cambiato il mondo».
Con quale impudenza, lui che oltre a essere il capo spirituale del cristianesimo cattolico è rimasto l'unico re assoluto del mondo occidentale, con i suoi principi che chiamano cardinali, con i suoi ambasciatori sparsi per il mondo che chiamano nunzi apostolici? Con le sue ingerenze continue negli affari degli Stati, e non parliamo del nostro di Stato, dove deborda senza più un minimo di resistenza da parte di una classe politica a cui ormai hanno sgusciato la spina dorsale.
Con quale impudenza? Lui e tutti i suoi predecessori che hanno riunito, quasi sempre con le armi, quello che Gesù aveva separato.
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Qui sotto pubblico il ritaglio di un articolo uscito ieri su Repubblica (pagina 57) a firma Nello Ajello, uno dei giornalisti storici del quotidiano. È la cronaca di quello che si svolse a Parigi il 9 marzo del 1861, e fa parte di un rubrica sul Risorgimento. Vedete la parola che ho sottolineato. Vi quadra?
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07:02
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Ci sono voluti cent'anni, ma alla fine anche le ultime vittime rimaste ignote per tutto questo tempo hanno adesso un nome. Fu un disastro gravissimo che sconvolse New York e tutta l'America, sia per il numero dei morti, 146, 129 donne e 17 uomini, che per la modalità con cui si generò.
La Triangle Waist Company, una fabbrica di tessuti che occupava gli ultimi piani di un palazzo che ancora oggi si affaccia su Washington Square, teneva chiusi a chiave i lavoratori perché non abbandonassero il loro posto di lavoro. Quando l'incendio divampò, manco a parlarne di sistemi di allarme, e le scale antincendio logore crollarono subito. Pochissimi si salvarono. Sessantotto operaie si gettarono nel vuoto per sfuggire alle fiamme. Sei corpi carbonizzati non poterono essere riconosciuti e furono seppelliti in una tomba comune nel cimitero di Evergreens a Brooklyn.
Adesso, dopo cent'anni, grazie a Michael Hirsh, che si era appassionato a questa vicenda quando aveva scoperto che una delle vittime (Lizzie Adler, rumena, 24 anni, aveva vissuto nel suo stesso edificio) ogni corpo ha un volto un nome una storia. Per quattro anni ha rincorso con tenacia ogni singola traccia, anche minima, di quei sei miseri resti ed e riuscito a ricomporre i loro vissuti.
Max Florin, russo, 23 anni, che i genitori in un annuncio su un giornale speravano vivo "ma che impazzito dal dolore vagasse smarrito per la città". Poi cinque donne. Dore Evans, 18 anni, russa anche lei, Faiga Resnik, ucraina, lavorava in fabbrica da soli due giorni. E le tre italiane. Maria Giuseppa Lauletti, vedova siciliana con cinque figli piccoli. Josephine Cammarata, siciliana anche lei, di 18 anni, che avrebbe dovuto sposarsi di lì a qualche giorno. Concetta Prestifilippo, 18 anni, che ha una discendente, Christine, che si commuove a sentire la storia di questa sua antenata fino ad ora per lei sconosciuta.
Per la prima volta, oggi, in una cerimonia pubblica, tutte le vittime, saranno ricordate per nome, una per una, senza lacune.
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[clicca sopra]
Mentre scrivo hanno già percorso la tappa di oggi, Carpi-Fossoli di cinque chilometri, invece ieri era più lunga, Modena-Carpi di 21,7 chilometri. Ieri la parola era acconsentire, oggi è buio.
Partiti il 15 febbraio da Borgo San Dalmazzo (CN) arriveranno ad Auschwitz il primo maggio. Sono due attori di teatro e un musicista, a cui si aggregano durante le tappe accompagnatori occasionali, che stanno ripercorrendo il viaggio del "Trasporto numero 8" di cui parlai QUI (foto del memoriale). È il tragitto che nel '44 fecero 26 ebrei deportati proprio da Borgo. Solo due si salvarono.
Sono 1913 chilometri che il piccolo gruppo "Passodopopasso" conta di coprire a piedi in 76 giorni attraverso l'Italia, l'Austria, la Repubblica Ceca e la Polonia.
Li si può seguire in diretta sul sito viaggioadauschwitz.com che vale assolutamente la pena visitare. Si può suggerire una parola che serva a conservare quello che è stato, si può mandare anche una cartolina con un semplice ciao.
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Milano, corso Buenos Aires. Negozio di Calvin Klein. Scattata ieri
No, no, io non dico niente. Siete voi che dovete dire, se volete, ché da dire ce n'è, oh se ce n'è.
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Ne elenca dieci Roberto Saviano di queste cose nella prefazione al libro "Vieni via con me" che esce oggi e che sarà presentato dall'autore questa sera, ore 21, alla Feltrinelli di piazza Piemonte, qui a Milano.
Ce ne sono, in questa lista, di grandi, universali per così dire, su cui quasi tutti possono essere concordi, e poi ce ne sono di quelle piccole, rispetto all'assoluto, ma che nella mente e nel cuore di chi le ha sono il viatico indispensabile per proseguire nel cammino accidentato di dubbi.
Anni fa fotografai una scritta su un muro e delle innumerevoli che ho fissato questa mi è rimasta di più, diceva «Gli uccelli in gabbia cantano la libertà, gli uccelli liberi volano». Forse sta tutto qui, che ci diamo dei motivi perché abbiamo il mal di vivere, e se "vivessimo" motivi non ce ne daremmo.
E quindi sarei contento se tutti voi mi diceste che non ci avete mai pensato perché fino ad adesso avete solo vissuto, e sarebbe bellissimo. Se invece i motivi ve li siete dati potete dirli, anche solo uno.
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Alberto
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