Il SÌ

Il sì solennemente pronunciato ieri dai due della foto non cambierà di una virgola la nostra vita.
Invece il sì, anzi i sì, dei referendum del 12 giugno potranno cambiarla.
Buon primo maggio.
[ Cose serie, semiserie e decisamente facete ]

Il sì solennemente pronunciato ieri dai due della foto non cambierà di una virgola la nostra vita.
Invece il sì, anzi i sì, dei referendum del 12 giugno potranno cambiarla.
Buon primo maggio.
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Alberto
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08:19
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Per una serie di casi fortuiti concatenatisi poi tra di loro ho incontrato in questi giorni donne e uomini con cui ho passato gli anni verdi della mia vita.
Non è che ci fossimo persi completamente di vista, io sapevo del loro presente e loro del mio, così che le nostre conversazioni si sono incamminate di filato verso gli episodi dei nostri vent'anni e dintorni, con molte risate e qualche sospiro.
Chi mi segue sa che quasi mai ho raccontato, e ne avrei oh se ne avrei, storie e storielle di quei tempi perché ho il fondato timore di far scivolare il blog in un'atmosfera di nostalgia mielosa, anche se presumo, perché lo vedo dai commenti ai post di questo argomento, che a tanti sarebbero di gradito interesse.
Parecchie volte mi farebbe anche comodo, e forse sarebbe anche salutare, chiudere gli occhi davanti alle continue schifezze quotidiane e trovare rifugio in quei tempi di musica amore politica sogni. Ma, come ho testé detto, il pericolo è di rifugiarsi nel proprio passato e perdere di vista il presente, rincoglionendosi.
Mi viene a 'sto punto da chiedermi se ai ragazzi di oggi, una volta adulti, sarà data la nostalgia. Nostalgia di questi tempi? Possibile?
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Alberto
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Nato ad Imperia il 2 maggio 1918, morto in Val Pennavaira (Savona) il 27 gennaio 1944, medico chirurgo. Medaglia d'oro al valor militare alla memoria.
Attivo antifascista sin dal 1940, Cascione si era laureato a Bologna nel 1942. L'anno dopo, mentre stava crescendo la sua fama di medico sensibile e generoso, "U megu" (il dottore), fu alla testa, insieme alla madre, delle manifestazioni popolari ad Imperia per la caduta del fascismo. Ciò gli valse il carcere, governava Badoglio, sin quasi all'armistizio.
Con l'8 settembre, raccolto con sé un piccolo numero di giovani, Cascione organizzò in località Magaletto Diano Castello la prima banda partigiana dell'Imperiese. Le azioni vittoriose contro gli occupanti e contro i fascisti si alternavano all'assistenza che quel giovane medico - "bello e vigoroso come un greco antico", com'ebbe a descriverlo Alessandro Natta - prestava ai montanari delle valli da Albenga ad Ormea. Fu proprio la sua generosità di medico a tradire Cascione. In uno scontro con i fascisti, in quella che si ricorderà come "la battaglia di Montegrazie", i partigiani catturano un tenente e un milite della Brigate nere, tal Michele Dogliotti. I due prigionieri rappresentano un impaccio e, dopo un sommario processo, si decide di eliminarli. Interviene "U megu": «Ho studiato venti anni per salvare la vita di un uomo e ora voi volete che io permetta di uccidere? Teniamoli con noi e cerchiamo di fargli capire».
Così i due fascisti seguono la banda in tutti i suoi spostamenti. Cascione si prende particolarmente cura di Dogliotti, che è piuttosto malandato, e divide con lui le coperte, il rancio, le sigarette. A chi diffida e tenta di metterlo sull'avviso replica: «Non è colpa di Dogliotti, se non ha avuto una madre che l'abbia saputo educare alla libertà». Passa circa un mese e il brigatista nero fugge.
Pochi giorni dopo, Dogliotti guida alcune centinaia di nazifascisti verso le alture intorno ad Ormea, che sa occupate da unità garibaldine. All'alba la battaglia divampa dal versante di Nasino di Albenga. "U megu", con i suoi, tenta un colpo di mano per rifornirsi di munizioni. Il tentativo fallisce. Cascione, gravemente ferito, rifiuta ogni soccorso e tenta di coprire il ripiegamento dei suoi uomini. Ma due di loro non se la sentono di abbandonarlo e tornano indietro: Emiliano Mercati e Giuseppe Castellucci incappano nei fascisti. Mercati sfugge alla cattura; Castellucci, ferito, è selvaggiamente torturato perché dica dov'è il comandante. Cascione, quasi agonizzante, sente i lamenti del suo uomo seviziato, si solleva da terra e urla: «Il capo sono io!». Viene crivellato di colpi.
Il 27 aprile 2003, sulle alture alle spalle di Albenga è stato inaugurato un monumento, dedicato alla pace e alla resistenza ligure, in memoria di Felice Cascione, che a suo tempo, tra l'altro, scrisse le parole dell'inno partigiano "Fischia il vento". La stele, opera donata dallo scultore tedesco Rainer Kriester, era stata sfregiata, tre giorni prima dell'inaugurazione, da neofascisti che avevano anche tentato inutilmente di scalzarla dalle fondamenta.
dal sito dell'A.N.P.I.
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Etichette Storia

Si apre oggi a Genova Euroflora 2011.
Riporto dal sito
La decima edizione della rassegna si annuncia come un invito a riscoprire le ragioni profonde di una pacifica convivenza tra gli uomini che, nel convinto rispetto per le diversità dei popoli e delle culture, ne esalti soprattutto i valori che uniscono. Tra questi, il rispettoso stupore per la bellezza della natura di cui fiori e piante, con i loro colori e profumi, sono simbolo. Occasione di dialogo nel Mediterraneo e, da qui, nel mondo intero.
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13:03
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Etichette Natura

Avete cominciato tutti, cari soci di ladrocini, volando alto. Io volerò basso.
Allora, la vista l'udito il tatto e poi l'odorato e il gusto che sono stretti parenti. Mi soffermo proprio su quest'ultimo, donde "Si può mangiare la bellezza?".
[continua]
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Etichette Ladri di bellezza
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Gola di Gouta, alta val Nervia (IM)
(12 settembre 2010)
Credevo fosse una piccola mania, quella cioè di chiedere ai miei interlocutori al telefono da altre città italiane e di più anche da altre distanti latitudini e longitudini «Ma che tempo fa lì da voi?». Non solo, anche sms inviati ad amici ed amiche quando mi trovo in situazioni meteorologiche strane per il periodo. E viceversa, messaggini che ricevo certe mattine, per dirne una, che mi informano di quale tipo di vento stia tirando nella Riviera dei Fiori e che temperatura ci sia.
Credevo fosse una mia piccola mania e invece facendo mente locale mi sto accorgendo che la mania, grande o piccola, è generalizzata. E allora ecco perché il titolo della trasmissione "Che tempo che fa"; ecco perché tra il serio e il faceto tutti i giorni quei due marpioni di Lauro e Sabelli di "Un giorno da pecora" chiedono ai partecipanti che tempo faccia dove si trovano, e lo chiedono anche all'ospite in studio, che è il colmo del pleonasmo ridicolo; ecco perché in questi ultimi dieci anni lo spazio delle previsioni del tempo in tv è triplicato (fonte vidierre); ecco perché i siti di meteorologia sono cliccatissimi, e compagnia cantante.
E allora in questo mondo dove la stragrande maggioranza dei lavori è indipendente dal fatto che piova o ci sia il sole (non era così nell'Italia contadina) come mai tutto questo interesse per le aree cicloniche e anticicloniche? Come mai? Anche quando il giorno dopo non si andrà a fare un déjeuner sur l'herbe ma stancamente ci si recherà in un ufficio o in una fabbrica.
Ditemi, ha preso anche voi il tempo che farà?
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Un video caricato su Youtube mostra Vittorio bendato e ferito.
Vittorio Arrigoni è stato rapito oggi a Gaza. I sequestratori apparterrebbero a un gruppo islamico salafita che, in questo filmato minaccia di ucciderlo se entro 30 ore, a partire dalle ore 11 locali di stamane (le 10 in Italia), il governo di Hamas non libererà detenuti salafiti.
Un funzionario della Farnesina, contattato da PeaceReporter, ha affermato che l'unità di crisi sta verificando l'attendibilità del video caricato su Youtube. La notizia è arrivata al ministero degli Esteri italiano tramite fonti giornalistiche.
via PeaceReporter
Il blog di Vittorio (che è anche nel blogroll)
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Etichette Esteri

Visto che la notizia uscita sulla carta stampata e sul web non è stata smentita allora è proprio vero che Letizia Moratti spende per la sua campagna elettorale 50 milioni di euro. Per la cronaca, nel 2006, quando fu poi eletta, spese 6 milioni.
«Ma son soldi suoi, della sua famiglia» abbaiano rabbiosi i suoi militonti ai vari gazebo. Ora ditemi se i ricchi buttano i soldi dalla finestra, oppure se per ogni scudo che scuciono ne vogliono poi almeno due indietro.
Ma il nocciolo vero sta nel fatto, a mio parere, che bisognerebbe mettere un tetto alle spese di queste campagne, altrimenti, come di fatto già è, la lotta si fa impari. Anche se non è sempre detto.
Rimanendo in tema. Sono ritornato ieri a Milano dopo una settimana e nella cassetta delle lettere ho trovato, non richiesto, il libro che la signora Letizia sta inviando a tutti gli elettori. Sono 160 pagine di panzane scritte dai ghostwriter mercenari assoldati all'uopo per questa battaglia decisiva, tanto che il nano verrà parecchie volte a darle manforte. Lo sa bene. Se perde Milano vuol dire che aria nuova comincia a circolare per il Paese ormai ridotto a una mefitica camera a gas.
Dicevo delle panzane. Ne cito una per tutte. Quella sul verde in città dove nel libro si fa un resoconto delle cose fatte più che lusinghiero, della serie chi si loda si imbroda. E allora appunto ripubblico per la terza volta questo manifesto fotografato nel gennaio del 2008 con le promesse completamente disattese, e non è detto che non ne faccia un volantino da attaccare in giro. Perché i blog sono belli e buoni, ma tanta gente che gira per le strade manco sa cosa sono.
Se volete vedere bene cosa c'era scritto sul manifesto QUI.
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13:52
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Nella campagna che ho sopra il paesello (ne ho già diverse volte parlato) dimorano alberi da frutto di varie specie che adesso, a scaglioni, s'infiorano. Tra queste piante due mi sono particolarmente care, questo melo (e se seguite il link capirete il perché) e un grande pero di cui potete sopra vedere i fiori. In basso invece i fiori sono quelli del ciliegio che è nel giardino di Gian Paolo a Vallecrosia.
Ieri sulla prima pagina de La Stampa si poteva vedere una foto della fioritura dei ciliegi in Giappone. Su quell'isola è uno spettacolo memorabile che ogni anno si ripete: il tripudio della bellezza che genera vita. Solo che nell'immagine sul quotidiano in primo piano erano ritratti uomini e donne e bambini con le mascherine. Massimo emblema della Natura bifronte, che dà con generosità, ma che può anche togliere, senza preavviso alcuno.
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11:41
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Etichette Natura

È fresco di stampa il primo volume della collana "Instant Book" della casa editrice Chiarelettere. Che dell'instant, questa collana, ha il fatto di pubblicare testi di parecchio tempo fa ma ritornati più che mai attuali. Apre Antonio Gramsci con questo "Odio gli indifferenti", raccolta di articoli pubblicati all'incirca cent'anni fa. Mi son preso la licenza di estrapolare da questi scritti alcuni brani e poi giudicate voi cosa è cambiato da allora ad adesso.

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Alberto
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13:31
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E così, belli belli, sono passati due anni da quel 3 aprile del 2009 quando non credendoci nemmeno io decisi di smettere di fumare dopo una vita ad aspirare nicotina e tutte le sostanze annesse. Ho mantenuto la promessa che avevo fatto di non rompere le balle a quelli che fumano perché quasi sempre i fumatori pentiti diventano dei tritamaroni, e quindi a casa mia, se non dà fastidio ad altri, chi vuol fumare fuma.
QUI il primo post "smettere di fumare", molto visitato (grazie google) e con parecchi interventi, poi QUI e QUI.
E allora a 'sto punto mi piacerebbe sapere se voi fumate, se non avete mai fumato, se avete fumato e poi smesso, se avete fumato e poi smesso e poi ripreso. Così faccio queste quattro categorie e metto i vostri link sotto una di esse. Potrebbe essere un motivo per conoscerci un cicinin in più.
Mai fumato
Ross
Marco
Nico
Giulio
Iulia
Mara
Newmoon
Rebissu
Tisbe
Fumo
Rouge
Francesco
Zac
Scorfano
Enrica
Adriano
Zan
Filo
Tarkus
Tina
Cristiana
Ho smesso
Saam
Roby
Runner
Maresco
Sara
River
Giacy
Winckelmann
Pia
Ambra
Stefania
Gianni
Tullix
Vittorio (ma anche quinta categoria)
Rosa
Duck
Fausto (ma potrebbe essere anche la prima categoria)
Trippi
Sileno
Berica
Diego
Antonio
Claudio
FrammentAria
Ho smesso e poi ho ripreso
Giovanna
Marco
Gians
Du
Alice
Lili
Lara
Me ne spipazzo una ogni tanto
Zio
Polly
Maistretu
Enzo
Carlo
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12:51
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Mah! Aumentano di giorno in giorno queste mie esclamazioni di stupore dubbioso, certe volte ad alta voce, che non trovano soddisfazione alcuna. Di fronte a un'immagine del genere di cui è tempestata Milano mi accorgo che gli strumenti per interpretare questo mondo dove pur vivo mi si sono spuntati e non funzionano più. Forse voi che avete la mente più snella della mia potete aiutarmi.
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Etichette Milano, Pubblicità, Società

Il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha mandato a fare in culo il presidente della camera Gianfranco Fini nell'aula di Montecitorio, lo sapete tutti. Un atto del genere non ha precedenti nella Repubblica Italiana.
Ora, dopo che il Pd ha chiesto le dimissioni, che Bossi è sbottato in «Meglio se stava zitto», che Scajola sta affilando i coltelli per pugnalarlo alle spalle al momento giusto, siamo adesso tutti in attesa del castigo ufficiale. Il fatto è che c'è una specie, più che una specie, di conflitto di interessi perché chi deve decidere il castigo è proprio l'offeso e cioè il Gianfri.
Ma allora perché l'onta di questa offesa non si lava come una volta con quei bei sistemi che tra i fascisti erano parecchio diffusi (e spesso il motivo era una donna)?
Ci si trova uno dei prossimi giorni alle cinque del mattino, dietro il convento delle Carmelitane scalze, con i padrini il dottore e tutto l'ambaradan occorrente per un duello al primo sangue. E dopo la prima goccia di questo sangue pace (armata) fra i due. Pensateci. Ne parlerebbe tutto il mondo e voi rimarreste nella storia.
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