Siamo felici e anche un po' emozionati
Anche un po' emozionati
Adesso
fra le prime cose
bisogna ridare
il sorriso
a questa città
perché
da troppo tempo
la gentilezza
non abitava
più qua
Piazza Duomo
è un tripudio
[ Cose serie, semiserie e decisamente facete ]
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Alberto
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Etichette Milano

Ieri sera, mentre in piazza Duomo andava avanti il concerto per Pisapia sotto la pioggia, ad un certo punto è apparso questo arcobaleno. Poi, erano esattamente le 20.47, spostatomi verso la galleria Vittorio Emanuele, addirittura due che vedete nella foto sotto.
L'arcobaleno annuncia il bel tempo dopo la tempesta. Non dico altro.
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Stasera tutti in piazza Duomo.
Intanto Gigi D'Alessio che doveva cantare ieri per la Moratti ha dato forfait, e chissà cosa tireranno fuori oggi o domani per motivare la decisione del cantante. A proposito, le persone in piazza secondo gli organizzatori erano 40mila, 5 mila per la questura. Qualcosa vorrà pur dire quando la polizia non avalla più le bugie macroscopiche del partito al governo.
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Da due settimane 7 ragazzi hanno scelto di privarsi della loro libertà e vivere rinchiusi in un rifugio a Roma come se fosse esplosa una centrale nucleare. Sono al chiuso con porte e finestre sigillate, non hanno insalata, latte, formaggio, carne o pesce freschi. Solo Internet per comunicare.
www.ipazzisietevoi.org
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Etichette Battaglie civili, Nucleare

Claudio Scajola
Vengono dunque fuori dai file con tutte le "donazioni" che Anenome faceva alcune voci singolari, oltre naturalmente alle altre somme di ben altra consistenza.
Scajola
100 euro, 05/08/2004
Rimborso frullatore per il ministro
Cardinale Sepe
23 euro, 03/12/2003
Rimborso torta pranzo
Monsignor Francesco Di Muzio
5000 euro, 11/12/2008
per l'indulgenza di una «benedizione»
105 euro, 07/07/2008
profumo
Monsignor Franco Camaldo
(mondano cerimoniere del papa)
3250 euro, 7/04/2007
conto meccanico riparazione fuoristrada
Bertolaso
120 euro, 31/08/2oo4
riparazione tv
150 euro, 08/05/2008
Lavanderia
MISERABILI
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Etichette Corruzione

Fiore e boccioli del kiwi
Domenica scorsa ho portato Virginia Libera a vedere il ciliegio che piantai l'anno che nacque. È la prima stagione che si presenta carico di frutti, adesso ancora acerbi perché di varietà tardiva. Se matureranno a dovere potremmo allora organizzare una festicciola.
Oltre al ciliegio, in questa bella fascia d'orto che Paolo coltiva, c'è anche un grande albicocco, una reine-claude, e quattro piante di kiwi di cui avevo già parlato, e ripubblico la foto del frutto assieme all'immagine del fiore e dei boccioli che ho scattato qualche ora fa.
Iulia aveva pubblicato la ricetta di un risotto con kiwi, e avevo commentato che avremmo provato con quelli della prossima raccolta perché gli ultimi, ahimè, erano finiti.
Ritorno a Milano per tuffarmi in queste roventi giornate che mancano al ballottaggio.
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Bisogna nascerci. Non è sufficiente ma bisogna nascerci per fare il bibliotecario. E Marino Cassini, l'amico Marino che viene dal mio stesso paesello dell'estremo Ponente ligure, Isolabona, c'è nato con la natura del catalogatore. I libri sopra ogni cosa, ma poi anche francobolli e figurine Liebig e poi ancora parole da scoprire o incasellare nei vari giochi di enigmistica che crea.
Mercoledì scorso ho fatto una salto da Milano a Genova per fotografarlo nel suo regno che ha fondato, ed erano quel giorno quarant'anni esatti, e poi diretto: la biblioteca internazionale per la Gioventù De Amicis situata in quello splendido posto che sono i Magazzini del Cotone sul porto.
Una superficie di 2.500 mq, 64.000 libri, di cui 7.000 del fondo storico (tra cui l’ intera raccolta del Corriere dei Piccoli), quasi 2.000 tra cassette e dvd, 250 videogiochi, un migliaio di CD, un’ampia collezione di giornalini per ragazzi e di riviste per insegnanti e genitori. Acquista annualmente circa 1.500 libri e altri 1.000 ne riceve dalle case editrici.
Visitatissima da scolaresche e da genitori con figli credo sia unica in Italia. Purtroppo (ci avrei dovuto pensare in tempo) non mi è stato permesso fotografare bambini. Sarebbero state "le foto".
Marino Cassini è un vulcano. Lo sta a dimostrare la bibliografia, che tra libri, racconti, poesie, articoli, occupa ben 18 pagine. Potete vederla QUI (file pdf).

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"Gli oggetti devono essere utilizzati. Le persone devono essere amate. Peccato che la nostra società faccia proprio il contrario".
Da questo assunto un padre di famiglia e imprenditore di successo, appassionato di surf, passeggiate, animali, il californiano di San Diego Dave Bruno tre anni fa provò ad adattarsi per un anno a una vita con soli cento oggetti. Forse non immaginava che dal suo gesto pratico di sottrarsi al consumismo sarebbe nato negli Usa un vero e proprio movimento.
Oggi la sua reazione al desiderio di comperare cose è raccontata, tra consigli pratici e aneddoti interessanti per vivere una vita più ricca di significato, in un libro appena tradotto in italiano.
Cosa dite? Si parte anche noi? Sarebbe bello cominciare con le pulizie di primavera viste con occhio nuovo, e pure con occhio nuovo guardare quelle offerte speciali e tutti gli altri ammiccamenti della società dello spreco che certe volte ci inducono a comprare oggetti che non useremo mai.
Dave Bruno
La sfida delle cento cose
Tecniche nuove
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Etichette Libri



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Etichette Fotografia, Ladri di bellezza
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20/5/2011 ore 23.42
La scorsa settimana nei giorni di mercoledì e giovedì la piattaforma Blogger è andata in tilt per una trentina di ore, tanto che i post e i relativi commenti di quel lasso di tempo sono spariti. Alcuni sono poi ricomparsi ma il mio no. Ripubblico perciò tale e quale il post, rammaricandomi della perdita di una ventina di commenti. Per la cronaca l'ho recuperato da feedburner.
21/5/2011 ore 9.01
M I R A C O L O, i commenti sono riapparsi.
**********************************
Si apre oggi la ventiquattresima edizione del Salone del Libro di Torino.
Nel centocinquantenario dell'Unità d'Italia hanno compilato una lista dei libri più significativi di questo secolo e mezzo. Come tutte le liste piacerà ad alcuni e meno ad altri. Sarebbe bello che indicaste da uno a tre libri a cui siete particolarmente legati. E se per caso non c'è nella compilation dite il titolo voi. Io la mia scelta l'ho fatta, ma per non influenzare nessuno la dirò dopo un po' di risposte (si spera).
1862
Paolo Giacometti, La morte civile
1866
Massimo d’Azeglio, I miei ricordi
1868-1869
Giuseppe Rovani, Cento anni
1869
Igino Ugo Tarchetti, Fosca
1871
Vittorio Bersezio, Le miserie del signor Travetti
1872
Paolo Mantegazza, Fisiologia dell’amore
1873
Graziadio Isaia Ascoli, Proemio all’«Archivio glottologico italiano»
1875
Paquale Villari, Lettere meridionali
1876
Cesare Lombroso, L’uomo delinquente
1877
Olindo Guerrini (Lorenzo Stecchetti), Postuma
1877
Vittorio Imbriani, Fame usurpate
1879
Paolo Valera, Milano sconosciuta
1881
Giovanni Verga, I Malavoglia
1882
Renato Fucini, Le veglie di Neri
1883
Camillo Boito, Senso
1888
Eduardo Scarpetta, Miseria e nobiltà
1890
Emilio De Marchi, Demetrio Pianelli
1891
Pellegrino Artusi, La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene
1894
Federico De Roberto, I viceré
1895
Antonio Fogazzaro, Piccolo mondo antico
1901
Luigi Capuana, Il Marchese di Roccaverdina
1907
Sibila Aleramo, Una donna
1910
Marino Moretti, Poesie scritte col lapis
1911
Guido Gozzano, I colloqui
1912
Carlo Dossi, Note azzurre
1913
Clemente Rebora, Frammenti lirici
1913
Giovanni Papini, Un uomo finito
1913
Grazia Deledda, Canne al vento
1914
Giovanni Boine, Il peccato
1914
Dino Campana, Canti Orfici
1915
Renato Serra, Esame di coscienza di un letterato
1916
Vilfredo Pareto, Trattato di sociologia generale
1919
Federigo Tozzi, Con gli occhi chiusi
1920
Camillo Sbarbaro, Trucioli
1920
Emilio Cecchi, Pesci Rossi
1921
Umberto Saba, Canzoniere
1921
Giuseppe Antonio Borgese, Rubè
1924
Piero Gobetti, La rivoluzione liberale
1925
Ada Boni, Il talismano della felicità
1926
Margherita Sarfatti, Dux
1928
Pietro Martinetti, La libertà
1929
Giacomo Debenedetti, Saggi critici
1930
Giovanni Comisso, Giorni di guerra
1930
Corrado Alvaro, Gente in Aspromonte
1930
Mario Praz, La carne, la morte e il diavolo nella letteratura romantica
1932
Delio Tessa, L’e el dì di mort, alegher!
1933
Ignazio Silone, Fontamara
1934
Aldo Palazzeschi, Sorelle Materassi
1935
Roberto Longhi, Officina ferrarese
1936
Vincenzo Cardarelli, Poesie
1938
Emilio Lussu, Un anno sull’altipiano
1938
Alba De Céspedes, Nessuno torna indietro
1939
Gianfranco Contini, Esercizi di lettura
1939
Delio Cantimori, Eretici italiani del Cinquecento
1940
Riccardo Bacchelli, Il mulino del Po
1940
Dino Buzzati, Il deserto dei Tartari
1940
Lirici greci, tradotti da Salvatore Quasimodo
1941
Altiero Spinelli-Ernesto Rossi, Manifesto di Ventotene
1942
Americana, a cura di Elio Vittorini
1945
Carlo Levi, Cristo si è fermato a Eboli
1946
Vasco Pratolini, Cronache di poveri amanti
1947
Eduardo De Filippo, Filumena Marturano
1947
Anna Banti, Artemisia
1948
Ernesto De Martino, Il mondo magico
1949
Curzio Malaparte, La pelle
1949
Vitaliano Brancati, Il bell’Antonio
1951
Mario Soldati, A cena col commendatore [La giacca verde; Il padre degli orfani; La finestra]
1951
Andrea Zanzotto, Dietro il paesaggio
1951
Attilio Bertolucci, La capanna indiana
1952
Lettere di condannati a morte della Resistenza Italiana
1953
Mario Tobino, Le libere donne di Magliano
1953
Anna Maria Ortese, Il mare non bagna Napoli
1953
Silvio D’Arzo, Casa d’altri
1953
Mario Rigoni Stern, Il sergente nella neve
1954
Giuseppe Prezzolini, L’italiano inutile
1954
Giovanni Testori, Il dio di Roserio
1954
Goffredo Parise, Il prete bello
1955
Eugenio Garin, Cronache di filosofia italiana
1955
Norberto Bobbio, Politica e cultura
1956
Giorgio Bassani, Cinque storie ferraresi
1956
Luigi Einaudi, Prediche inutili
1956
Sandro Penna, Una strana gioia di vivere
1956
Ennio Flaiano, Diario notturno
1956
Edoardo Sanguineti, Laborintus
1957
Il breviario dei laici, a cura di Luigi Rusca
1957
Guido Piovene, Viaggio in Italia
1957
Luciano Bianciardi, Il lavoro culturale
1959
Giorgio Caproni, Il seme del piangere
1959
Ottiero Ottieri, Donnarumma all’assalto
1959
Santo Mazzarino, La fine del mondo antico
1959
Achille Campanile, Il povero Piero
1960
Giovanni Macchia, Il paradiso della ragione
1960
Mario Luzi, Il giusto della vita
1960
Gaetano Salvemini, Memorie di un fuoriuscito
1960
Carlo Cassola, La ragazza di Bube
1961
Raffaele La Capria, Ferito a morte
1962
Piero Chiara, Il piatto piange
1963
Alberto Arbasino, Fratelli d’Italia
1963
Luigi Meneghello, Libera nos a Malo
1963
Giulio Bedeschi, Centomila gavette di ghiaccio
1963
Tommaso Landolfi, Rien va
1963
Natalia Ginzburg, Lessico famigliare
1963
Luigi Malerba, La scoperta dell’alfabeto
1964
Giorgio Manganelli, Hilarotragoedia
1964
Giuseppe Berto, Il male oscuro
1964
Alberto Bevilacqua, La Califfa
1965
Alberto Asor Rosa, Scrittori e popolo
1965
Vittorio Sereni, Gli strumenti umani
1965
Renzo De Felice, Mussolini il rivoluzionario
1966
Giovanni Raboni, Le case della Vetra
1967
don Lorenzo Milani, Lettera a una professoressa
1968
Beppe Fenoglio, Il partigiano Johnny
1969
Dario Fo, Mistero buffo
1969
Lalla Romano, Le parole tra noi leggere
1969-1984
Rosario Romeo, Cavour e il suo tempo
1971
Paolo Villaggio, Fantozzi
1972
Carlo Fruttero & Franco Lucentini, La donna della domenica
1974
Paolo Volponi, Corporale
1974
Elsa Morante, La Storia
1975
Vincenzo Consolo, Il sorriso dell’ignoto marinaio
1975
Gianni Brera, Storia critica del calcio italiano
1976
Lidia Ravera-Marco Lombardo Radice, Porci con le ali
1976
Carlo Ginzburg, Il formaggio e i vermi
1977
Luciano De Crescenzo, Così parlò Bellavista
1977
Salvatore Satta, Il giorno del giudizio
1980
Pier Vittorio Tondelli, Altri libertini
1981
Gesualdo Bufalino, Diceria dell’untore
1984
Aldo Busi, Seminario sulla gioventù
1985
Antonio Tabucchi, Piccoli equivoci senza importanza
1985
Maria Bellonci, Rinascimento privato
1985
Gianni Celati, Narratori delle pianure
1986
Claudio Magris, Danubio
1988
Carlo Maria Cipolla, Allegro ma non troppo
1988
Roberto Calasso, Le nozze di Cadmo e Armonia
1990
Sebastiano Vassalli, La chimera
1990
Marcello D’Orta, Io speriamo che me la cavo
1990
Dacia Maraini, La lunga vita di Marianna Ucrìa
1992
Giorgio Bocca, Il provinciale
1994
Susanna Tamaro, Va’ dove ti porta il cuore
1994
Giovanni Paolo II, Varcare la soglia della speranza
1994
Andrea Camilleri, La forma dell’acqua
1994
Alessandro Baricco, Oceano mare
1998
Tiziano Terzani, In Asia
2000
Giuseppe Pontiggia, Nati due volte
2001
Niccolò Amanniti, Io non ho paura
2002
Giorgio Faletti, Io uccido
2005
Sandro Veronesi, Caos calmo
2008
Paolo Giordano, La solitudine dei numeri primi
2008
Margaret Mazzantini, Venuto al mondo
2010
Pietro Citati, Leopardi
A mo' di totem, ogni scrittore dei «magnifici quindici» è rappresentato da un oggetto. Collodi da un pinocchio in legno, Nievo da una camicia garibaldina, De Amicis da un banco di scuola, Ungaretti da un elmetto della Prima guerra mondiale, Montale da un osso di seppia, Levi da una tela per divise da deportato, Guareschi dalla bici di don Camillo, Calvino dalla sagoma di Cosimo fra le fronde, Tomasi dal vestito da ballo della Cardinale nel Gattopardo di Visconti, Pascoli da un calesse, Gadda da un sidecar Guzzi rosso amaranto.
Aggiunta
Ho commesso una leggerezza inserendo solo il link ai «magnifici quindici», e invece avrei dovuto mettere l'elenco di questi superlibri che completano la lista. La metto adesso.
1867
Ippolito Nievo, Le confessioni di un ottuagenario
1880
Carlo Collodi, Le avventure di Pinocchio
1886
Edmondo De Amicis, Cuore
1891
Giovanni Pascoli, Myricæ
1919
Giuseppe Ungaretti, Allegria di naufragi
1923
Italo Svevo, La coscienza di Zeno
1925
Eugenio Montale, Ossi di seppia
1929
Alberto Moravia, Gli indifferenti
1947
Primo Levi, Se questo è un uomo
1948
Giovannino Guareschi, Don Camillo
1957
Italo Calvino, Il barone rampante
1957
Carlo Emilio Gadda, Quer pasticciaccio brutto de via Merulana
1958
Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Il Gattopardo
1980
Umberto Eco, Il nome della rosa
2006
Roberto Saviano, Gomorra
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Etichette Libri

La copertina è di Libereso
Fresco di inchiostro è un libro questo dal doppio valore. Il suo contenuto naturalmente, ma poi anche lo scopo per cui è stato stampato.
Curato da Marino Magliani e Achille Maccapani, è una raccolta di 24 fiabe scritte da altrettanti autori liguri, tanti amici miei. Una piccola antologia rivolta ai più piccoli e anche agli adulti che oltre a divertire si propone di sostenere il progetto di adozioni a distanza a Santo Domingo della Comunità di San Benedetto al Porto di Genova di don Andrea Gallo a cui saranno devoluti tutti i diritti d’autore. Le fiabe sono ambientate in Liguria e sono state illustrate da diversi artisti, alcuni affermati, altri alle prime esperienze.
Pubblico tre incipit
***
La geometria del pollo
Come ogni giorno all'ora di pranzo, Renzo si trovava ordinatamente allineato, esattamente lì, in attesa del pasto. Nè una posizione in avanti nè una indietro, in paziente attesa. Per chi non lo sapesse, Renzo è un pollo, nel senso di giovane Gallus Gallus domesticus. Anche tutti gli altri si trovavano lì, davanti alla mangiatoia, chi a destra e chi a sinistra, in attesa che il fattore rovesciasse il cibo dal lato destro della mangiatoia e lo facesse poi scorrere verso sinistra con il solito bastone. Per Renzo e per i suoi simili “il posto nella fila” era ormai un concetto chiaro, ma solo poche settimane prima, appena arrivato nell'aia, Renzo aveva dovuto lottare e faticare per capire quale fosse "il suo posto".
Anche i polli lo sanno. L'ordine di beccata è un affare di fondamentale importanza e rappresenta visivamente lo stato sociale e la gerarchia di ognuno all'interno della piccola società pollesca: chi becca per primo è il capo, chi becca per ultimo è lo sfigato, e tra questi due estremi si snocciola l'intero popolo del pollaio
***
Il paese delle finestre aperte
Il paese si pigliava il sole lungo l'isobara.
Era perduto sulla mezzacosta, randagio nel golfo degli olivi. Una trentina di case in tutto, una mezza dozzina arroccate intorno alla piazza della chiesa, un sentiero sterrato ad unirle in corona.
Un uomo cieco parlava seduto sugli scalini dell'oratorio mentre le donne passavano sulla strada verso i campi. Era un agosto di pioggia, di pomeriggi lenti e temporali improvvisi. Il cieco se ne stava sotto l'estradosso della facciata e prendeva l'aria nella schiena, li dove la corrente arrivava d'infilata. Era un vecchio pazzo che aveva perso gli occhi durante una guerra, non si era mai sposato e non aveva nessuno. Solo le sue storie e la sua cecità.
La bambina si avvicinò in silenzio, si fece accanto a lui. Si chiamava Morgana, non era come gli altri bambini, non era venuta per stuzzicarlo, la riconosceva dal profumo. Era la figlia del fornaio. Sapeva di focaccia e grano.
Morgana aprì la carta e srotolò una forma di pane all'uomo. L'uomo la odorò, era ancora calda di forno. Poi ringraziò la bambina e rinfoderò il dono nel cesto di vimini che teneva davanti a sè. L'uomo iniziò a raccontare senza che lei lo chiedesse.
***
Il lupo dagli occhi che brillano
C’era una volta nella campagna di San Pietro, sopra Sanremo, un lupo nero.
Veramente era un pastore belga. Aveva un pedigree molto nobile perché discendeva da una famiglia di conti austriaci. Lo aveva preso il papà di Tino per tenere lontani i malintenzionati dalla grande casa rossa posta in cima alla vallata.
Il papà si chiamava Franco ed amava il figlio Tino come un occhio in più.
Aveva un nome così perché era minuto di costituzione, anzi così esile e tutt’ossa da riuscire ad infilarsi tra le sbarre di certe finestre forgiate in ferro battuto.
Il ferro poi non sembrava tanto ferro perché in quella vallata tutti avevano l’abitudine di smaltarlo con la vernice. Allora le case sembravano veramente facce con occhi e bocche che squillavano al sole.
A parte quelle con la vernice nera che apparivano un poco più tristi ma neanche tanto se il nero era bello brillante. Era una vallata di colori accesi come il sole sull’acqua. Soprattutto quando irrompeva d’estate in mezzo ai rovi e faceva saltare il verde della campagna fino al cielo.
Certi mesi di giugno capitava magari che piovesse, ma quando la pioggia si dirigeva verso il nord per dare finalmente spazio all’estate, il verde sembrava ribollire tanto era fitto. Era una vera bellezza e Tino ne era il re.
Una prima presentazione sarà il 17 maggio al liceo Aprosio di Ventimiglia, poi ne seguiranno altre che sono in via di definizione.
Gli autori: Giorgio Amico, Fabio Beccacini, Bruno Bianchi, Valentina Bosio, Gabriele Virgillito Cassini, Marco Cassini, Chiara Daino, Sira De Guglielmi, Stefano Delfino, Enzo Ferrari, Dino Gambetta, Ino Gazo, Riccardo Gorlero, Raffaella Gozzini, Laura Guglielmi, Mara Pardini, Alberto Pezzini, Giovanna Profumo, Massimo Raineri, Giacomo Revelli, Marco Scullino, Viviana Spada, Aldo Trucco, Maria Pia Viale.
Le illustrazioni sono di: Magda Bernini, Marco Cassini, Tiziana Di Cicco, Monica Di Rocco, Silvia Ferrari, Massimo Galleano, Massimo Gilardi, Libereso Guglielmi, Stefano Gurnari, Ksenja Laginja, Andrea Pisano, Daniela Rossi, Camilla Traldi, Aldo Trucco, Cesare Viel.
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07:34
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Queste umili piantine che ho fotografato nei giorni scorsi hanno tutte una cosa in comune. Qualcosa di grande.
Ecco cosa hanno in comune
Le risposte giuste sono quelle di c.e.g di Gimmi e di Giulio. Sono tutte piante che si sono trovate a forza un interstizio per venire alla luce tra l'asfissiante erba sintetica, falsa più di Giuda. Per la precisione le foto sono state scattate nell'aiuola (aiuola?) antistante la Coop di via Palmanova a Milano.

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Alberto
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Etichette Natura

Vi ricordate di quel post "Facce di merda"? E vi ricordate di quella specie di morra che il mio amico Ivano Orrao ed io ci eravamo inventati? A turno si butta giù il pugno e si urla il nome di una faccia di merda. E' arrivata l'ora di aggiornare la lista di queste facce, e quindi il gioco si fa sempre più interessante. Come si dice più? Ah già, ridere per non piangere. Ha forse un limite l'indignazione?
C’è chi, come Bruno Cesario, negava: «non mi hanno offerto nulla». Neanche un posto da sottosegretario? «Ma va, ho fatto il conto: se a ognuno che passa al Pdl dovessero dare un posto da sottosegretario ce ne vorrebbero 20, e 5 da ministro». Insomma, «Nessuna offerta, sono io che porto acqua ai mulini dei partiti».
Chi, al contrario, non aveva timore di ammettere: «Mi faccia ministro, anche sottosegretario può andare», diceva Aurelio Misiti, rivolto in preghiera al Cavaliere. «Se non gli garba mi nomini delegato al governo. Ma prima si presenti con i soldi» per il Mezzogiorno: «Venti miliardi di euro e passo con lui».
C’è chi ha sparato a zero. Come Daniela Melchiorre: Berlusconi è un campione di «illiberalità» e «scarsa democraticità», «come ai tempi del fascismo». E le sue leggi non sono molto meglio. La legge sullo stalking? «Illiberale». Quella sulle intercettazioni? «Un doppio bavaglio inaccettabile per qualsiasi democrazia». Lo scudo fiscale? «Scandaloso, inefficace e irresponsabile». E il processo breve: un «inganno», una legge «contra multitudinem».
O Riccardo Villari: il Cavaliere «curi la sua pervicace intolleranza al contraddittorio», tuonava. Le sue sono «false promesse e proposte azzardate» che hanno procurato un «danno enorme» al Paese. Del resto, «l’unica cosa che accade sistematicamente di governo Berlusconi in governo Berlusconi sono gli attacchi della destra alla libertà di informazione e al pluralismo». Il Cavaliere, che con i suoi insulti «degrada il dibattito politico». Lui, «ridicolo e spudorato» com’è. O com’era, evidentemente
E poi ci sono i nuovamente innamorati. Quelli che la storia era finita, ma è ricominciata. Finiani per un attimo: usciti dalla porta, sono rientrati dalla finestra. Come Luca Bellotti, Catia Polidori e Roberto Rosso. Di tutti e tre si ricordano le memorabili performance a Perugia, alla convention di Futuro e Libertà. «Quella promessa per cui ero entrato all’inizio di Forza Italia non è stata mantenuta: non si è fatta la riforma della giustizia, ma soltanto leggi ad personam», confessava Rosso. «Non si è fatta la legge sul fisco, ma soltanto piccoli provvedimenti e condoni. Non si è fatta la riforma della scuola e della sanità». «Oggi non siamo chiamati solo a vivere un momento, a cogliere l’attimo», profetizzava Polidori. Poco più di un mese dopo, dalle prospettive strategiche è passata agli adii.
Ma il più severo era Bellotti: «Noi non prendiamo ordini da Capezzone! E fortunatamente nemmeno da Cicchitto! E nemmeno da Bondi, un ex Pci!», ammoniva, e questa «è la dimostrazione che non tutti gli italiani sono comprabili».
dal nichilista
Vi prego di non fare commenti da querela, perché se uno ha la faccia di merda non vuole sentirselo dire, anche se è la schietta verità.
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Alberto
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12:14
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Etichette Politica

Anni fa pubblicai un post con lo stesso titolo, ma allora pensavo alle cose utili che quelle mani potevano fare più che alle cose belle. Oddio, c'entravano anche le cose piacevoli, perché l'argomento mi si era innescato dall'apertura di un salone di massaggi thailandesi vicino a casa.
[continua su ladri di bellezza]
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Alberto
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09:08
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Etichette Arte, Ladri di bellezza

Le due foto sono state scattate da un passante la sera del primo maggio e il palazzo è quello del commissariato di polizia Città Studi, zona Porta Venezia. Per la precisione la stanza al secondo piano dove è appesa la bandiera con la croce celtica è quello dell'Uigos, l'ufficio politico.
Alla richiesta di spiegazioni da parte di alcuni abitanti della zona, dal commissariato avrebbero risposto che si è trattato solo di un atto goliardico (sic) e la bandiera è stata rimossa. Il vicequestore aggiunto Maurizio Cusano ha precisato che il vessillo era quello sequestrato ai fascisti di Forza Nuova.
Sia come sia, mi chiedo: se non ci fossero state queste immagini che hanno indignato parecchi, quanto sarebbe rimasta?
Intanto la questura di Milano ha disposto accertamenti sulla vicenda. Ci scommettete che non ne sapremo più niente?
Notizia vista dal Russo
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Alberto
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07:33
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Al mattino c'è una radiosveglia che mi interrompe il sonno, se non sono già sveglio. E cinque minuti dopo che si è innescata viene trasmesso il radiogiornale. Così, ieri alle sette, ho appreso la Notizia.
Sono rimasto allibito e non ho esultato. Io pensavo che fosse già morto.
In tutta sincerità mi piacerebbe sapere come avete reagito quando l'avete saputo.
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Alberto
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