Pagine

giovedì 11 giugno 2015

Umberto Eco: «Con i social parola a legioni di imbecilli»

umberto eco

«I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli».

Umberto Eco ieri dopo aver ricevuto a Torino la laurea honoris causa in “Comunicazione e Cultura dei media”.

Non so voi ma io sono stradaccordo frequentandoli.

10 commenti:

  1. Ti rendi conto che con questo post hai fatto eco a Eco?

    RispondiElimina
  2. Ho sentito la notizia questa mattina, durante la rassegna stampa di Prima Pagina, Radio 3 a cura di Padellaro.

    Essere d'accordo con Eco, a primo impatto, è inevitabile.
    Poi mi dico che Internet somiglia a chi lo usa.
    Se lo usa un genio è geniale.
    Se lo usa un imbecille è imbecille.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. perfetto e vale anche per la fruizione

      Elimina
  3. Concordo con te Alberto, Eco ha ragione da vendere, i social sono diventati il ricettacolo di chi "non ha niente da dire".
    Mi riferisco alle trasmissioni televisive.
    A Mia Euridice posso dire che basta evitare di andare a leggere i post degli non sa cosa scrive e crede di essere il novello Manzoni.
    Quello che va di moda oggi non è il NOI, ma l'IO e credo di aver detto tutto.
    Buona serata Alberto ;-))
    Tina

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Concordo con te, Tina.
      Se incappo in qualcosa di insignificante o di idiota, semplicemente lo bypasso e non ci torno più su. Il problema che a volte si pone, però, è che in Rete chiunque può catturare attenzione e crearsi un "seguito".

      Sul tema di chi scrive senza averne né le capacità né il talento ho scritto e spiegato la mia opinione in molte occasioni. Un dilemma senza soluzione, a quanto pare.

      Elimina
  4. Metto in commento questo post.

    Non voglio trattenermi troppo a lungo su tutte le implicazioni della dichiarazione di Umberto Eco, sennò mi vengono le vertigini, e vado subito al punto. Dice l’illustre semiologo: «I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli». Commento a caldo: che stronzata! Argomentiamo.
    Chi — mi chiedo — metteva a tacere gli imbecilli? E come? E, ancora: chi impedirebbe a questo ipotetico silenziatore-da-bar ad agire anche sui social media? Ma, poi, è davvero così utile e saggio reagire alle cazzate di un imbecille? E perché? Arreca danno? E in che misura? E soprattutto: perché a un imbecille dovrebbe essere negato il diritto di parola?
    Beh, sì: troppe domande, è vero, e a nessuna provo a dare una risposta; il fatto è che la questione sollevata da Umberto Eco mi pare difettosa già in premessa, sicché rinuncio ad approfondirla. Dico solo che il bello di Internet è la sua anarchia. E in tale contesto, chiunque ha diritto di manifestare la propria irrilevanza, fesso o saggio che sia.
    Di fronte a Erostrato che, per passare alla storia, dava fuoco al tempio di Diana (e arrecava un consistente danno alla comunità – benché come diceva Lec, prima di condannare Erostrato vorrei aver visto il tempio di Diana in Efeso), ben venga chi si limita a portare in superficie le proprie idee, per quanto fesse siano, ché — al netto, questo è il danno — fa perdere al massimo solo pochi mega di traffico dati. Tutto qui.

    RispondiElimina
  5. è difficile valutare, forse ha ragione, forse a torto, o entrambe le cose

    RispondiElimina
  6. Molti in effetti pubblicano cose inutili.

    RispondiElimina
  7. amen! anche perché spesso questi imbecilli hanno anche un seguito e procurano un sacco di guai non perché dicano cose alla fin fine giuste ma perché gli imbecilli (seguitori) muovono il mercato e chi nel mercato ci lavora sta molto attento a queste tendenze.
    un caso eclatante è stato Nebo che a prescindere dallo stile e dal gusto è stato vittima proprio di questo fenomeno.

    RispondiElimina
  8. la rete è un ottimo strumento il problema come sempre è l'uomo che rovina tutto... per capire le dichiarazioni di Eco basta andare a vedere dei commenti a caso su Fb.
    Questo succede anche nella realtà, commenti stupidi si possono sentire anche sull'autobus, ma la rete amplifica tutto e soprattutto rende temerari i conigli che protetti da un finto nome fanno i fantastici.

    RispondiElimina