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mercoledì 13 febbraio 2019

Salvini sta con gli esorcisti contro Virginia Raffaele

Tutto nasce dalla performance al Festival di Sanremo in cui la conduttrice e comica reinterpreta "Mamma" di Beniamino Gigli " fingendosi un vetusto e malandato grammofono. In uno dei suoi momenti di malfunzionamento, Raffaele esclama per cinque volte la parola "Satana", come a far intendere che il grammofono sia stato posseduto.

Apriti cielo, pardon apriti inferno. "Inaccettabile che il palco di Sanremo si trasformi in un inquietante pulpito da cui per ben 5 volte viene invocato il nome di Satana" si legge in un articolo sul sito In Terris diretto dall'esorcista don Aldo Buonaiuto . E Salvini su Facebook ha prontamente scritto di condividere e capire le preoccupazioni espresse dal sacerdote. Ah già, dimenticavo. Vi ricordate di quando Famiglia Cristiana aveva lanciato l'allarme "Vade retro Salvini"? Ci feci un post. Ridete, ridete, e se fosse vero che Salvini è proprio posseduto da satana o diavolo o belzebù che dir si voglia?

matteo salvini facebook

sabato 9 febbraio 2019

La verginità non è più una virtù

La verginità non è più una virtù

Se ne inventano una più del diavolo questi commercianti per accalappiare clienti.

Buona domenica.


Scattata in un mercatino a Milano.




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mercoledì 6 febbraio 2019

San Remo non esiste

Sanremo

SAN REMO non esiste. Con grande dispiacere dei produttori discografici che lo avranno eletto a loro patrono, un santo di nome Remo nel calendario non c'è.

C'è però un San Romolo. Nella Riviera di Ponente, terra di paradossi, è finita che il nome di questo venerato vescovo di Genova, vissuto verso il V secolo e regolarmente canonizzato, si trasformasse progressivamente da San Römiru a Sanrömu e Sanrèmu per un fenomeno abbastanza frequente nei dialetti liguri, per il quale una parola che ha l'accento sulla terz'ultima sillaba tende ad accorciarsi, come in asene > asen > ase 'asino'. Di conseguenza, Romolo è diventato Remo, che è come dire, andando alla mitologia classica, un discreto equivoco.

San Romolo fu probabilmente nativo dell'estremo Ponente, e come vescovo operò la conversione, a quanto pare, dei cittadini dell'originario stanziamento romano di Villa Matutia, dove adesso sorge la città. Da qui la dedica del territorio al suo nome, che ebbe poi i cambiamenti ai quali si accennava. Di conseguenza, per rispondere a una "vexata quaestio", è senz'altro meglio scrivere Sanremo, come nell'uso ufficiale, che non San Remo, forma che accredita l'esistenza di un Remo canonizzato.

Ah, per la cronaca, San Romolo comunque c'è ancora, è un grazioso villaggio in collina che ha mantenuto la forma originale del nome mentre la sua "marina" assumeva quello attuale. Probabilmente fu il primo insediamento nella zona, e quindi ha mantenuto la "vera" denominazione. San Romolo, il vescovo, è festeggiato il 13 ottobre.

Grazie Fiorenzo Toso 

Ah, quanti ricordi di scorribande estive ho di San Romolo, il grazioso villaggio sopra Sanremo. Scorrazzavo allora su un Benelli, che tuttora conservo.

sabato 2 febbraio 2019

Ci si guadagna la vita come si può


Milano, piazza Duomo

Ci si guadagna la vita come si può.
Il musicante andino e il rider europeo.


Buona domenica.



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