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martedì 30 luglio 2019

Trenitalia tiene nascosti i dati dei ritardi


Da una parte c’è Trenitalia. Dall’altra c’è Trenit, startup che ha sviluppato un’app scaricata su oltre 3 milioni di smartphone che fornisce in tempo reale i dati relativi ai treni che ogni giorno percorrono le ferrovie italiane. E in evidenza i ritardi che questi treni spesso accumulano.

Ora Trenitalia questi dati non vuole che siano pubblici. Probabilmente si vergogna a mostrare che la puntualità non è proprio il suo forte. E così ha intentato causa alla startup per l'uso che ha definito illeggitmo dei suoi dati. Primo effetto la sospensione del servizio e attualmente l'impossibilità di scaricare l'app, almeno dai device con Android. Ricordo che Trenitalia è una società del gruppo Ferrovie dello Stato. Evviva la trasparenza.




11 commenti:

  1. Da quanto ho letto, sembra che Trenit (app che ho usato spesso e che mi piace molto) sia stata accusata di sfruttare i dati Trenitalia per guadagnare soldi attraverso i banner.
    La legge vieta di utilizzare informazioni gratuite per creare applicativi che permettano ai gestori di guadagnarci su.

    Poi: spero che Trenit torni in funzione perché l'app di Trenitali fa pena e funziona male.

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  2. Ci sono altre app - decine, a quanto mi risulta - che fanno esattamente la stessa cosa. Quanto a trenischifo, il suo sistema per considerare i ritardi: da 1 a 9 minuti, nessun ritardo; da 10 a 14, 5 minuti; così via fino alla fascia da 20 a 24 che viene considerata come 15 minuti; sopra i 25 minuti (ma anche ore) si contano 20 minuti; in più, truschina allungando artificiosamente sulla carta i tempi di percorrenza su certe tratte facendo in modo che un treno in ritardo si trovi automaticamente a ricuperare cinque o dieci minuti, perché comunque ci mette meno. Ecco come trenischifo inganna la gente e gli organi di stUmpa. E se trenischifo vuol farmi causa per queste parole, che vengano!

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  3. In che mani siamo!! E voleva pure Alitalia... ma ci rendiamo conto? Non ho parole... bha

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  4. io credo che ci sia un accanimento verso il sistema ferroviario italiano

    non è vero che all'estero i treni funzionino chissà come e a livello comparativo i nostri treni (anche il trasporto locale) bel rapporto costi benefici il loro lo fanno. con 5 euro fai una tratta di 60/70 km di regionale. in auto, se per caso è un tratto autostradale, ti costa due o tre volte di più e non è detto che tutto sia in discesa (pensiamo ad un Varese - Milano fatto alle 7.30 del mattino)

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    1. I paragoni con altre realtà sono spesso inopportuni; ogni paese deve guardarsi le proprie ferrovie, non giustificarsi col solito "Gli altri sono peggio". Vero che per fare un esempio in Italia si schiantano due treni all'anno e in Germania due alla settimana; ma le nostre ferrovie devono badare a eliminare anche quei due schianti all'anno e non giustificarli dicendo che i tedeschi sono peggio. Le nostre ferrovie hanno anche i loro lati positivi, certo: cerchino di migliorarli ulteriormente e facciano in modo di non dico eliminare, perché sarebbe impossibile, ma almeno ridurre al minimo possibile i disagi che causano ai viaggiatori, abituali o meno; forse l'azione contro Trenit è dovuta, perché di app scatafasciate di pubblicità come quella ne ho viste poche, e quindi ci lucrano un pelino troppo; ma oltre alle azioni legali contro i pesci piccoli il gruppo RFI metta anche in campo le opportune professionalità per limare i difetti, eliminando (e qui si può) i ritardi, tanto per dirne una.

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    2. Concordo sul fatto che non si possano fare paragoni ma, volendoli fare, occorrono dati diversi e completi da raffrontare. Per sapere come sono i servizi ferroviari di casa nostra bisognerebbe sentire che ne pensano i pendolari, ascoltare le lamentele sui disservizi, i mancati avvisi, i ritardi, le soppressioni, i guasti di cui poco si parla. Anche ascoltare le voci dei parenti delle vittime degli incidenti ferroviari può essere illuminante.
      Non credo si possano paragonare il numeri di incidenti ferroviari fra paesi... se da noi, per esempio, viaggiano 10 treni al giorno e nel paese X 4000 è ovvio che quest'ultimo sarà svantaggiato da una statistica dei meri numeri mentre, forse, non è così.
      Un saluto.

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    3. Do io la risposta da pendolare: oltre al mio commento più sopra, potrei citare treni perennemente sottodimensionati - o addirittura della dimensione giusta, ma (in caso di treno a 2 carrozze) con la carrozza dietro perennemente sprangata e i pendolari costretti ad ammassarsi in quella davanti; potrei citare soppressioni di cui si viene a sapere a treno già soppresso; potrei citare carrozze sfasciate dai vandali (a cui il personale ha evidentemente lasciato campo libero strafottendosene) e mai riparate; potrei citare stazioni in cui non sai su che binario è il tuo treno finché non è arrivato e sta per partire, con conseguenti corse pazze continue da un binario all'altro magari con bagagli pesanti al seguito; potrei citare l'estrema scortesia del personale, che magari lascia lì su una banchina i passeggeri sotto il maltempo perché per qualche loro regolamento assurdo ti dicono che non possono aprire il treno fino a un minuto prima della partenza; potrei citare l'impianto di climatizzazione che funziona regolarmente solo su mezzo treno, e ha due stati, acceso e spento, quindi in metà del treno vai arrosto d'estate e ti congeli d'inverno mentre nell'altra, quella dove l'impianto funziona, vai al punto di fusione d'inverno e ti surgeli d'estate; potrei citare le orecchie da mercante che fanno i dirigenti delle ferrovie di fronte a tutte le lamentele di cui sopra, dato che a loro l'unica cosa che importa è che i passeggeri paghino biglietti o abbonamenti e fine della storia.
      (Quanto al paragone citato da Hopis, sono d'accordo con lui che i paragoni non sono opportuni, ma aggiungo i miei 2 centesimi - falsi, bucati - alla questione: per la Ccccccermania il confronto è impietoso per i crucchi, perché da loro circolano più o meno tanti treni come da noi.)

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  5. Nelle "Partecipate"la trasparenza e una chimera.
    Ciao fulvio

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  6. Peccato, l'app è davvero meglio di quella ufficiale o del sito fs

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  7. Avevo letto la notizia su Wired e lì non si faceva cenno alla pubblicità. Così l'ho presa com'era. Devo dire che prendo da una vita il treno Milano-Ventimiglia e viceversa. Adesso si chiama Intercity, prima rapido. Che sia arrivato in orario non mi ricordo. Mi ricordo invece che prima rimborsavano il biglietto (o almeno una parte) se aveva un ritardo di oltre la mezz'ora. Adesso per avere il rimborso il ritardo deve essere oltre un'ora.

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  8. Svolgendo un servizio pubblico, sono tenuti a fornire i dati.

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