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Visualizzazione post con etichetta Misteri. Mostra tutti i post
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sabato 28 gennaio 2023

Cannabis misteriosa

Cannabis misteriosa

Stavo passando e sono stato incuriosito da alcuni cartelli (cannabis) fuori da un locale di distributori automatici di prodotti vari. Così per curiosità sono entrato. E ho visto quello che vedete anche voi. Però non ho capito di che prodotti alla cannabis si trattino. Sono anche andato sul sito e nemmeno lì. Voi avete qualche idea?

Cannabis misteriosa

 

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martedì 27 aprile 2021

Come viene pagata Elena Ferrante?

Elena Ferrante e Beatrice
Sul numero di questa settimana di Robinson, inserto letterario de la Repubblica, c'è un lungo articolo di Elena Ferrante che affronta la figura di Beatrice, con i suoi risvolti femminili nel linguaggio di Dante.

Sapete tutti che Elena Ferrante è un fantasma dietro cui si nasconde un umano (uomo? donna? o addirittura coppia?) che ha scritto romanzi di successo planetario e quindi dagli incassi stratosferici.

Mi sono chiesto come e dove questo denaro possa essere versato a un fantasma. Rimanendo all'articolo, Elena  Ferrante ha emesso fattura? Spiegatemi per favore perché sono ignorante in materia.

sabato 6 marzo 2021

Pietre e nuvole di Liguria e...

Pietre e nuvole di Liguria

Pietre e nuvole di Liguria e... e là sotto non si vede ma c'è, oh se c'è!, il mare.

 

Aggiunta 08/03
C'è stato una specie di indovinello su Facebook per localizzare il luogo. Ha risposto per prima Fabrizia. Siamo a Lingueglietta, frazione di Cipressa (IM).



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sabato 20 febbraio 2021

Messaggi misteriosi

Robofobia

Girando per Milano mi imbatto ogni tanto in cartelli e adesivi come questi, che mi lasciano perplesso perché non ne capisco proprio il significato. E anche adesso, guardandoli, la mia perplessità rimane.

Non so voi.


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sabato 16 gennaio 2021

Un pizzico di mistero

Mistero sulla Martesana a MIlano

Si susseguono giornate di cielo terso a Milano. Da lassù la luce precipita, si inabissa, e ci restituisce riflessi tremolanti intinti in un pizzico di mistero. È il naviglio Martesana vicino a casa.

 

 

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giovedì 16 maggio 2019

Misuratevi la tensione

test di tensione

Milano, in via Piccinni

Pressione e colesterolo sono sotto controllo? Bene. Ma la tensione? Ve la siete mai misurata la tensione? Con questi tempi che sappiamo è un esame che si dovrebbe fare. Chissà come funzionerà mai questo misterioso marchingegno.

Aggiunta, 17 maggio
Ecco, adesso potete vedere chi sono questi tipi che propongono il test
Test di tensione



sabato 30 marzo 2019

Belzebù scornato

sant'ambrogio colonna del diavolo
Sono sicuro che se vi chiedessi se avete paura del diavolo tutti rispondereste di no. Alcuni poi nemmeno no direbbero ma esploderebbero in una sonora sghignazzata. Facile. Ma vorrei vedervi se Belzebù vi apparisse veramente con le corna il tridente e tutto l'armamentario. Vorrei proprio vedervi. Ebbene millanta anni fa si materializzò davanti a Sant'Ambrogio che da uomo temerario qual era lo affrontò in un corpo a corpo e lo sopraffece conficcandogli le corna nella colonna di epoca romana che vedete, situata proprio a sinistra della basilica a lui dedicata, qui a Milano. Quei due buchi ne sono la prova imperitura. Dicono che nelle leggende c'è sempre un fondo di verità. Chissà in questa.

Buona domenica.

sant'ambrogio colonna del diavolo
sant'ambrogio colonna del diavolo

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giovedì 11 ottobre 2018

Il mistero dell'emulo di Banksy

Banksy

Sapete tutti cosa è successo all'opera di Banksy nel momento in cui è stata venduta all'asta. Non vado nel merito se sia stata una furbata per farne accrescere il valore o un eccelso colpo di genio di un artista provocatore. Ora circola da qualche giorno la notizia ripresa da tutti i media che un possessore di una delle 600 copie dell'opera, valore sui 40.000 euro, imitando l'autore l'abbia distrutta a sua volta sperando nell'aumento della quotazione. Ma è rimasto con l'amaro in bocca. Quell'opera adesso non vale più un fico secco.

Il mistero è che la notizia ha fonte più che incerta. Non si sa il nome dell'incauto collezionista, e nemmeno se sia uomo o donna. E per giunta non si è vista la fotografia del quadro distrutto. Avanzo l'ipotesi che, fino a prova contraria, sia una fake news creata ad arte (siamo nel campo!). Del resto non si sa nemmeno chi si nasconda dietro lo pseudonimo Banksy. Visto le quotazioni delle sue opere non c'è che dire: il mistero paga.

Aggiunta 12/10
La moda dilaga

maglietta Banksy

sabato 30 settembre 2017

Il mio tetto

Non è una sineddoche, cioè la parte di un tutto, insomma della casa. Proprio il tetto volevo dire. Perché lì sotto c'è una soffitta, una grande soffitta, dove scopro ogni tanto curiosità della mia famiglia. Dovrei mettere ordine ma allora non ci sarebbe più gusto a scoprire... per esempio il coltellino intarsiato donato da un innamorato a mia nonna Bianca. Che bella sorpresa.


Buona domenica.


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sabato 1 aprile 2017

Milano, la Statua della Libertà sul Duomo

Penso che tutti voi abbiate visto il Duomo di Milano. Quasi tutti.

Però suppongo che nessuno, quasi nessuno, abbia notato questa statua, che non si trova confusa in mezzo alle altre su qualche guglia, ma in primo piano, al centro della facciata.

È "La Legge Nuova" scolpita nel 1810 da Camillo Pacetti. Secondo la leggenda, la figura femminile con il braccio alzato, la torcia in mano e quella corona di punte intorno al capo sarebbe stata presa a modello per la Statua della Libertà realizzata da Auguste Bartholdi nel 1885 per New York. Se sia vero o meno nessuno lo può affermare con certezza, è uno dei tanti misteri racchiusi in questa cattedrale.

Buona domenica.

Milano, la statua della libertà sul duomo
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sabato 5 marzo 2016

Le Alpi del mare

le alpi del mare
I tre baluardi che chiudono la val Nervia (dove sono nato e cresciuto) nell'estremo Ponente Ligure: Toraggio, Pietravecchia, cima Gray

Ho capito perché, dopo un lungo peregrinare tra le lande celtiche, i druidi, appena visto questo spettacolo della Natura, abbiano esclamato nella lingua che non era questa «Hic manebimus optime» e senza indugio messo opera alla costruzione del loro tempio lassù da dove ho scattato la foto che sembra di essere in cima al mondo. E voi non vi potete immaginare, a meno che non ci siate stati, lo spettacolo che si ha dietro le spalle: il meraviglioso scintillio del Mediterraneo sotto la luce abbagliante del Sole che solo qui crea riflessi di magia ipnotica.

Note tecniche: fotocamera Nikon FM2 e pellicola Kodachrome.

Buon fine settimana.



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mercoledì 10 febbraio 2016

Squilli fantasma

smartphone
Non sono un maniaco del cellulare o smartphone che dir si voglia. Posseggo un Samsung Galaxy S2 che molti definirebbero obsoleto e che invece per me fa bene, almeno fino ad adesso, il suo mestiere. Telefono, mando e ricevo sms, mi collego a internet, faccio foto, guardo l'ora, lo adopero come taccuino per appunti. Tutto con moderazione. Tanto per dire, oggi che siamo al 10 febbraio dall'inizio del mese ho adoperato 72 minuti per telefonate e ho ancora a disposizione 1855 MB su 2 Giga.

Però. Però in questi ultimi mesi ho ricevuto tre o quattro, tra notifiche di sms e cinguettii di WhatsApp a cui non corrispondeva il ricevimento di alcunché. E ho dato la colpa al sistema, senza indagare oltre.

Adesso vengo a scoprire che quei suoni me li sono sognati, e trasecolo. Insomma come se avessi sentito le voci. E scopro quindi che sono affetto da "ringxiety". Daniel Kruger, ricercatore della Univeristy of Michigan ha studiato il fenomeno sulle pagine della rivista Cyberpsychology, Behavior, and Social Networking, ed è arrivato alla conclusione che a restare più spesso vittima di queste chiamate fantasma sarebbe chi soffre di una speciale forma di ansia da attaccamento (o attachement anxiety), che rende particolarmente insicuri nelle relazioni interpersonali.

Per adesso questi squilli sono molto rari ma se si dovessero intensificare dovrò andare dallo psichiatra?



sabato 31 ottobre 2015

La nuova enorme chiesa di Scientology a Milano

Quando qualche anno fa sbarcarono a Milano quelli di Scientology si accontentarono di un modesto scantinato in via Torino. Conservo scatti effettuati a quel portoncino con gli inviti a entrare là dentro. Poi il loro lievito di sintesi chimica fece effetto su un'umanità senza più alcuna bussola a cui aggrapparsi e quindi crebbero gli adepti e si trasferirono in una sede più grande in via Lepontina, zona Farini. Me questa macchina da guerra ha continuato a fare vittime proseliti, e quindi la necessità di trovare un posto adeguato.

Oggi verrà inaugurata questa "chiesa" che vedete in viale Fulvio Testi, con annessi e connessi. Quasi diecimila metri quadrati, cinque piani, 258 finestre, un ampio parcheggio sotterraneo con almeno sessanta posti auto. Un complesso di quattro immobili che sul mercato ha un valore che si aggira tra i 25 e i 30 milioni di euro. Evidentemente per Scientology, che come tutte le sette ha i suoi lati molto foschi e molto inquietanti, la crisi economica non esiste.

Buon fine settimana.

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martedì 3 marzo 2015

Renzi, l'elicottero e l'auto blu fantasma, un giallo

Ormai è diventato un tormentone questa storia dell'elicottero su cui volava Renzi costretto ad atterrare in un capo di calcetto. Ho letto da più parti che dopo qualche minuto è potuto proseguire per Roma su un'auto blu. Ma nessuno, almeno per quanto ho visto, ha dato informazioni da dove si sia materializzata, quasi contestualmente all'atterraggio, questa automobile. Avete qualche idea in merito? Io no.

mercoledì 13 novembre 2013

Altroché scie chimiche

Altroché scie chimiche, esse se ne stanno in cielo, mentre stavolta dal cielo sono arrivati fili misteriosi. Il fenomeno (fenomeno?) si è verificato a Milano ieri e anche in altre parti d'Italia nelle settimane passate. Io non ho visto niente ma un mio amico, che è tutto il contrario di un visionario, ha visto. All'ora di pranzo mi ha chiamato che nevicavano fili bianchi appiccicosi, abbastanza inquietanti.

Telefonate allarmate ai vigili, ai carabinieri, alla polizia. Si è messa in azione la Scientifica e il nucleo batteriologico chimico dei vigili del fuoco che hanno prelevato qua e là campioni della misteriosa sostanza.

La spiegazione più plausibile del fenomeno l'ha data il Wwf: «Si chiama "spider ballooning", sono filamenti di ragnatele dei ragni in migrazione che si lasciano trasportare dal vento per colonizzare nuovi territori».

Sono più che sicuro che i talebani delle scie chimiche troveranno altre "verità" sul mistero.

mercoledì 4 aprile 2012

«Si attesta che il signor Enrico De Pedis...»

Si attesta che il signor Enrico De Pedis nato in Roma - Trastevere il 15/05/1954 e deceduto in Roma il 2/2/1990, è stato un grande benefattore dei poveri che frequentano la basilica ed ha aiutato concretamente a tante iniziative di bene che sono state patrocinate in questi ultimi tempi, sia di carattere religioso che sociale. Ha dato particolari contributi per aiutare i giovani, interessandosi in particolare per la loro formazione cristiana e umana.

Questa lettera ufficiale del Vaticano, scritta 32 giorni dopo la morte violenta avvenuta per mano dei suoi ex-complici dava la patente di grande benefattore a De Pedis e quindi luce verde per la sua sepoltura nella basilica di Sant'Apollinare. Illustre criminale, boss della banda della Magliana, specializzato in omicidi, traffico di droga, usura, per la Chiesa era stato un cristiano esemplare.

Dopo 4 giorni l'allora Vicario della diocesi di Roma, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il cardinale Ugo Poletti, rilasciava il nulla osta per la tumulazione all'interno della basilica di Sant'Apollinare. Il 24 aprile la salma di De Pedis venne qui traslata dal cimitero del Verano e le chiavi del cancello furono consegnate alla vedova, Carla De Pedis.

Ora, dopo il can can generato da più parti per la presunta relazione della vicenda con il rapimento di Emanuela Orlandi (non è la prima volta che si tira fuori questo legame) è probabile che la salma verrà traslocata altrove, magari di notte e nella maniera più segreta possibile. Non è che qualcuno chieda con forza a chi di dovere oltretevere come mai fu dato quel credito di onestà specchiata e spirito di abnegazione fuori del comune a un pluriomicida? Figuriamoci.


venerdì 11 novembre 2011

L'equazione da un milione di dollari - Marcus du Sautoy

11 11 11 11 11

Forse avrete già capito che questi cinque undici significano che oggi è l'undici di novembre del 2011, e che questo post è stato pubblicato alle undici e undici minuti. Una combinazione, niente più, o altro?

C'e chi ai numeri non crede, c'è chi ci crede e c'è anche chi li dà. Alcuni li danno nel senso che qualche rotella gli è andata fuori posto e altri li danno proprio, ai boccaloni, che li comprano per vincere al lotto o per sapere se la fidanzata li ama. Non so voi, se ci crediate o meno, e se volete dite la vostra.

Nel 2010 fu pubblicato in italiano questo eccellente libro, "L'equazione da un milione di dollari", di curiosità matematiche, alcune semplici, altre un po' più complicate. Quest'anno è uscito anche in edizione economica. Di seguito due di queste interessanti storie.

Per quale ragione a una specie americana di cicala piace il 17?
Nelle foreste del Nord America c'è una specie di cicale dal ciclo vitale davvero curioso. Per 17 anni, le larve di questi insetti vivono sotto terra senza fare praticamente nulla se non nutrirsi delle radici degli alberi, finché a maggio del diciassettesimo anno, raggiunto lo stadio adulto, emergono in massa in superficie (fino a un milione per acro) per invadere la foresta.

Le cicale cantano per attrarre potenziali compagni; tutte assieme, fanno tanto rumore che spesso gli abitanti sono costretti ad abbandonare le proprie case per l'intera durata di questa invasione. Bob Dylan fu ispirato e scrisse la sua canzone Day of the Locusts quando sentì la cacofonia delle cicale che emergeva dalle foreste di fronte a Princeton, dove si trovava per ricevere una laurea honoris causa dall'università nel 1970.

È rarissimo che una di queste cicale emerga dalla terra un anno prima o dopo.
Per un matematico, il lato più curioso di questa faccenda è rappresentato dalla scelta del 17, un numero primo. È per un caso fortuito che queste cicale hanno scelto di trascorrere un numero primo di anni nascoste sotto terra? Pare di no. Esistono altre specie di cicale che rimangono sotto terra per 13 anni, altre per 7; tutti numeri primi.



Cezanne e le forbici
Il gioco della morra cinese viene spesso usato per arrivare a una conclusione in una serie di dispute, dai litigi in cortile alle battaglie nei consigli di amministrazione. È celebre il caso di come due case d'aste, Sotheby's e Christie's, abbiano risolto una controversia sul diritto di mettere all'asta una collezione di dipinti di Cezanne e van Gogh ricorrendo a una singola mano di sasso-carta-forbici.

Le due case avevano a disposizione un weekend per decidere la mossa che avrebbero compiuto.

Senza badare a spese, Sotheby's assunse un gruppo di analisti di matematica col compito di mettere a punto una strategia vincente: gli esperti conclusero che, trattandosi di una questione di fortuna, una scelta valeva quanto l'altra, e optarono così per la carta. Christie's, invece, si limitò a chiedere alla figlia undicenne di un dipendente che mossa avrebbe fatto. «Tutti danno sempre per scontato che l'altro giocherà sasso e, di conseguenza, scelgono carta. Quindi provate con la forbice» fu la risposta della ragazzina. E Christie's vinse il contratto.

Questo aneddoto serve solo a mostrare che non è sempre vero che la matematica vi dà un vantaggio.





Marcus du Sautoy

L'equazione da un milione di dollari

Rizzoli


Dal calcio all’arte passando
per le cicale, tutti i segreti
dei numeri e dell’universo.
Perché non c’è niente
di più concreto
di un’astratta equazione.




Che cos’hanno in comune i fulmini, i broccoli e il mercato azionario? Perché Beckham ha scelto la maglia numero 23? Perché il più grande numero primo che sia mai stato scoperto fino a oggi – un numero di quasi tredici milioni di cifre – prende il nome da un monaco del XVII secolo? Nella Quinta di Beethoven c’è un messaggio in codice? Ma soprattutto: come mai il nostro pianeta non è una ciambella? Per rispondere a tutte queste domande, e a molte altre, non occorre essere un indovino o un tuttologo, ma un matematico. “Lo strumento più potente mai creato dagli esseri umani per orientarsi nel mondo selvaggio e complesso in cui viviamo è la matematica” scrive infatti Marcus du Sautoy. E, guidandoci con competenza e humour alla scoperta della regolarità che scandisce l’ordine della natura, ci dimostra che la vita è un’equazione: dai quadrati magici all’algebra da casinò, dai segreti dell’ISBN alla lettura crittografica del pensiero, dal corner di Wayne Rooney al metodo per falsificare un quadro di Pollock, dall’aritmetica dei chicchi di riso agli istinti assassini degli icosaedri. Questo libro raccoglie con un contagioso gusto dell’esplorazione curiosità, aneddoti e molti giochi ideati da Marcus du Sautoy per permettere al lettore di cimentarsi con le maggiori menti matematiche del passato. Perché anche dietro un piccolo rompicapo può celarsi un grande enigma come l’ipotesi di Riemann, il problema irrisolto che vale un milione di dollari. E perché “la matematica è il cuore di tutto ciò che vediamo e facciamo”.


venerdì 18 marzo 2011

La disinformazia della Struttura Delta

Milano - Manifesti della fantomatica "Associazione dalla parte della democrazia"

Vladimir Putin alto in grado nel Kgb se ne intendeva di disinformazia, che quel servizio segreto aveva portato a livelli raffinatissimi. Disinformazia in russo, più banalmente disinformazione in italiano, è quel metodo subdolo, tipico delle barbe finte, di mischiare notizie vere a notizie false per creare confusione nella testa della gente. E' una definizione quella che ho dato di estrema sintesi perché all'atto pratico il polverone viene generato da una sventagliata di pallottole variegate.

Ora Putin è amico del Belusca, e io sono un maligno.

Ve li ricordate i manifesti che avevo pubblicato, sempre a firma di questa fantomatica "Associazione dalla parte della democrazia"? Però là il colore e tutto l'impianto rimandavano facilmente al Pdl. Adesso per aumentare il polverone si è saliti di un gradino nella disinformazia, e il colore da azzurro è diventato rosso, proprio come quello preferito dai "comunisti" nominati ancora ieri dal Cavaliere con la sua solita eleganza.

Ho detto che sono un maligno, e quindi la malignità è che il Vladimir abbia fornito al Silvio qualche agente segreto disoccupato specialista in provocazioni, e che questi mestatori di professione stiano rimestando. E se così è si faranno ancora sentire.

Le elezioni per il sindaco qui a Milano sono temute dal Cavaliere non più invincibile, e un'eventuale sua sconfitta rappresenterebbe un vento nuovo su tutto il Paese. Questa città, nel bene e nel male, ha sempre anticipato i tempi che poi sono diventati dell'Italia tutta.



domenica 3 ottobre 2010

Potrebbe essere l'inizio di un thriller, e invece è tutto vero, capitato a me

Mercoledì sera, esattamente alle 22 e quattordici m'è suonato il telefono.
«Pronto»
«Pronto, qui la polizia»
Non me l'aspettavo, proprio non me l'aspettavo.
Ero anche un po' stanco. E adesso quella telefonata, a quell'ora.

Ero dunque arrivato alla stazione Centrale verso le diciannove, e prima di prendere le mie cose, che son sempre le stesse, uno zaino e un piccolo trolley, avevo controllato come d'abitudine se avevo con me quei tre oggetti che sono come delle appendici inseparabili quando sono in viaggio: il portafogli, le chiavi, il cellulare. E, perdìo, quest'ultimo non mi risultava. Avrebbe dovuto essere nella tasca interna del giubbotto che avevo sistemato sulla mensola sopra la mia testa. E anche dopo un esame più accurato eseguito perquisendomi davanti e dietro e di lato, perdìo, proprio non mi risultava. Avevo allora guardato dietro i sedili e anche sotto sdraiandomi sul pavimento dello scompartimento. Niente di niente. Si sarebbe potuta fare la prova di chiamare, per sentire un eventuale squillo, ma ormai tutti i passeggeri erano scesi e così feci anch'io e mi avviai verso la metropolitana più interdetto che incazzato.

In questi casi uno si aggrappa a qualcosa. E io mi ero aggrappato al fatto che l'ultima telefonata l'avevo fatta dalla casa in Liguria, e quindi mi infilai nella speranza che lo avessi lasciato là. Appena arrivato al mio numero fisso chiamai più volte. Suonava, suonava a vuoto e quindi mi ero quasi convinto che proprio là fosse, su quel tavolinetto in cucina dove lo lascio di solito, e mi immaginai anche il musetto perplesso di Tigre a sentire quelle musichette ripetute. Non so perché ma non avevo voluto coinvolgere nessuno ad andare a verificare, anche se qualcuno si era offerto.

Ora, si sa, la sfiga si tira dietro altra sfiga. Dovevo scrivere per l'indomani un post e avevo bisogno della mail che mi aveva mandato Gian Paolo ma era stata scaricata su un portatile al momento non disponibile. Quindi dovevo mettermi in contatto con lui, ma come facevo se avevo solo il numero del telefonino? Dovete a 'sto punto sapere che tutta la rubrica presente sulla sim l'avevo salvata, ma salvata, maledizione!, proprio su quel portatile al momento non disponibile. Quindi non mi rimaneva come ultima risorsa che mandare un'altra mail all'amico per venirmi in aiuto, e gliela mandai subito e scrissi anche di questa disavventura.

Mi chiamò poco dopo e, sorpresa, sorpresona, mi diceva che questo benedetto cellulare non lo avevo dimenticato nella casa in Liguria ma al momento era nelle mani di una straniera non ben identificata che era in viaggio verso Genova e lo avrebbe consegnato alla polizia ferroviaria di quella città. Lo aveva contattato perché aveva visto quell'ultima telefonata fatta dalla Liguria e che era diretta proprio a lui.

Trasecolai, e anche dopo, quando si fece viva la polizia con la telefonata, di cui parlo all'inizio, dove dicevano che il mio cellulare era in mano loro. Finalmente al sicuro.

Così ieri mattina ho fatto un salto a Genova e mi si è presentata la fortunata combinazione di trovare negli uffici proprio l'agente che era di turno mercoledì sera, e proprio lui mi aveva avvisato. Tre moduli da riempire a mano con la spiegazione di tutta la vicenda. Ma il pc? Non mi faccia dire niente, questo è l'unico modulo non informatizzato, e tra l'altro non esiste nemmeno più la carta carbone. Metto tre firme e poi finalmente apre la busta. Sì, è lui. Era stato spento, lo accendo subito e comincia la mitragliata di sms di tutti quelli che non mi aveva trovato raggiungibile in questi giorni.

E allora mi viene spontaneo da domandare:
«Ma questa straniera chi è, ha un nome, un recapito? Ché vorrei ringraziarla, il minimo»
«No, non sappiamo chi è, è arrivata di fretta perché doveva prendere un altro treno, e non abbiamo avuto modo di identificarla, in casi del genere il regolamento non lo prevede»
«Potrebbe almeno descrivermela?»
«Sì, sì. Bionda, molto carina, di un Paese dell'Est, ma non saprei dire quale. Sulla trentina»
«Vestita come?»
«Jeans e un giubbetto di pelle nera».

Sobbalzo e cerco di non darlo a vedere. Una ragazza così, ma proprio così, era seduta al mio fianco, e il giubbetto nero lo aveva sistemato sopra il mio, anch'esso nero, e me lo aveva anche chiesto (le uniche parole scambiate, e avevo sentito un accento slavo) dato che tutte le mensole erano occupate. E poi ci fu solo un sorriso scaturito spontaneo e scambiato all'arrivo.

C'era un'ultima curiosità da risolvere, e di fronte a una risposta affermativa certe combinazioni si sarebbero raggomitolate in un mistero fitto di inquietudine.
«Non ha sentito se aveva addosso un profumo particolare?»
«Mi dispiace proprio, ma non sento quasi gli odori, una malformazione, per fortuna non era un impedimento alla visita medica per entrare in polizia».

Ancora adesso non so decidermi se questa risposta mi è arrivata come una delusione o come una liberazione.

Nelle due ore di viaggio che le sono stato vicino, mentre armeggiava con destrezza col suo iPhone e io dormicchiavo, m'è penetrato un misto di lavanda selvaggia, di muschio bianco, di gelsomino dry con sentori sullo sfondo di felci bagnate. Mai sentito prima, da identificarla meglio del DNA suo.

Osservo adesso questo cellulare che lei (lei chi?) ha avuto tra le mani. Forse ha lasciato una traccia bioelettronica dentro i circuiti. E lì non basta essere hacker per scoprirlo, bisogna essere prima druidi (ciao Paola) e poi anche hacker, proprio come me. Ma se scoprirò qualcosa me la terrò stretta.

Tutto assolutamente vero. Ne fa fede la testimonianza di Gian Paolo Lanteri e la polfer della stazione Principe di Genova.

martedì 21 settembre 2010

"Tanzi è indegno", revocato il titolo di cavaliere

"Tanzi è indegno" revocato titolo di cavaliere.

Aspettiamo di leggere anche «"Balducci è indegno" revocata l'onorificenza di gentiluomo del papa».

Ma mi sa che dovremo aspettare invano visto che un altro gentiluomo, Herbert Batliner, è ricercato in Germania per riciclaggio, ed è sempre al suo posto. Però questi gentiluomini, eh! Cominciate a leggere che sembra un thriller.

"Nelle segrete stanze della finanza vaticana più “oscura” non c’è solo il caso di Angelo Balducci, figura chiave del sistema Anemone e degli affari sporchi con la politica: se si scava più a fondo si scopre che il club più esclusivo del mondo, quello dei Gentiluomini di sua Santità, nasconde altre inquietanti verità, che portano a chiedersi come mai Ratzinger, a distanza ormai di cinque anni dall’inizio del suo pontificato, non abbia fatto pulizia negli oscuri meandri della finanza off-shore che prospera all’ombra dello Ior, dell’Apsa (Amministrazione Patrimonio Sede Apostolica), di Propaganda Fide e di molte società partecipate dal Vaticano. Raztinger, infatti, ha portato alla guida dello Ior un banchiere dell’Opus Dei, Ettore Gotti Tedeschi, inquisito (e poi prosciolto) per il caso Parmalat e molto legato a Gianmario Roveraro, centrale nella quotazione di Parmalat e ucciso poi da strani killer, e il Vaticano sta coprendo una serie di situazioni ancora più strane, che hanno radici lontane ma che presentano analogie col caso Balducci."
[continua]

Aggiornamento ore 13.04
Ior, indagato Gotti Tedeschi. Sequestrati 23 milioni di euro la Repubblica
Il provvedimento legato a violazioni delle norme anti-riciclaggio Corriere della Sera

A questo punto cambio mestiere e divento mago preveggente.

Aggiornamento 22 settembre, ore 12.52
Mi ero dimenticato e solo ora m'è venuto in mente che ho letto in questi giorni la recensione di un libro fresco di stampa "Denaro e paradiso", autori Ettore Gotti Tedeschi e Rino Cammilleri. La tesi è che il denaro non è più sterco del diavalo come fin qui si era creduto, La prefazione è (toh, chi si rivede) del cardinale Tarcisio Bertone. Il mondo è piccolo, ma in Vaticano è ancora più piccolo.