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Visualizzazione post con etichetta Musica. Mostra tutti i post
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sabato 19 novembre 2022

Non lo dire a nessuno

Non lo dire a nessuno

Stavo passando e questi manifesti hanno attratto la mia attenzione. Come non avrebbero potuto? E d'istinto ho subito pensato a chissà quale trovata pubblicitaria da svelarsi poi in un secondo tempo. Ma dopo qualche secondo mi sono dato una manata sulla fronte. Trovata si ma senza disvelamenti successivi, ché non c'è assolutamente niente da disvelare.


QUI tutte le foto del sabato (439 post).

sabato 28 maggio 2022

Banda degli Ottoni a Scoppio

Banda degli ottoni a scoppio

La Banda degli Ottoni a Scoppio questo pomeriggio all'anfiteatro della Martesana

E’ giunto il momento di festeggiare: siamo stati impegnati per quasi due anni a batterci contro un processo per “concorso in resistenza a pubblico ufficiale” intentato contro due di noi, membri della Banda degli Ottoni a Scoppio, per fatti accaduti durante una manifestazione. La sentenza in appello si è conclusa con la piena assoluzione perché “il fatto non costituisce reato”. Come promesso, intendiamo festeggiare questa vittoria e, con essa, ringraziare Per la Solidarietà Ricevuta. Durante tutta la durata del processo la banda non si è mai sentita sola, tanti amici, compagni di strade e anche lontani conoscenti si sono infatti stretti intorno a noi e ci hanno sostenuto con il loro tempo, il loro affetto e anche con i propri soldi, aiutandoci a sostenere le spese legali.

QUI le foto del trentennale. 

Banda degli ottoni a scoppio
Banda degli ottoni a scoppio
Banda degli ottoni a scoppio

Banda degli ottoni a scoppio
Banda degli ottoni a scoppio






 

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mercoledì 26 maggio 2021

Bob Dylan, Franco Battiato, la poesia

Nei giorni passati erano in primissimo piano su tutti i media due cantanti. Bob Dylan, premio Nobel per la letteratura, che compiva ottant'anni e Franco Battiato che a 76 anni ci aveva lasciato.

Mi sono fatto una domanda che aveva già una risposta purtroppo scontata: sarebbe stato loro dedicato un uguale spazio se fossero stati poeti?
 
Che la poesia, intesa nel senso classico di sole parole in versi, sia ai margini è evidente. Ma potrebbe scomparire per lasciare il posto ad altre forme artistiche che oltre alle parole si avvalgano anche di altri mezzi espressivi?

sabato 22 maggio 2021

Musica e danza nella nostra casa, MiTo classica aperta

Oggi pomeriggio musica e danza nella nostra casa a Milano. Molto apprezzata dagli spettatori

MiTo classica aperta, casa Berra Milano




MiTo classica aperta, casa Berra Milano



MiTo classica aperta, casa Berra Milano

MiTo classica aperta, casa Berra Milano

MiTo classica aperta, casa Berra Milano

MiTo classica aperta, casa Berra Milano
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venerdì 1 maggio 2020

Buon Primo Maggio

Certo che quest'anno il Concertone del Primo Maggio in piazza San Giovanni a Roma non sarà così. E chissà quando mai potrà ritornare nel modo che vedete.

Sia come sia buon Primo Maggio (compatibilmente).

sabato 4 maggio 2019

Concerto di violino in casa

Molto movimento oggi nella casa. Prima visite guidate allo studio di un fotografo e di uno scultore, poi concerto, e poi grande buffet olé. La stiamo rianimando questa antica abbazia.

Milano, concerto Mito
Milano, concerto Mito
Milano, concerto Mito
Milano, concerto Mito
Milano, concerto Mito
Milano, concerto Mito

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sabato 12 gennaio 2019

Patty Pravo, è lei non è lei

Patty Pravo tour 2019
 Certo che è lei. Andando avanti è sempre più... è sempre più... non mi viene la parola...

Buona domenica.

I manifesti del tour 2019 in piazzale Loreto a Milano
Patty Pravo tour 2019
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sabato 15 settembre 2018

Sogno o son desto?


Sogno o son desto mi sono detto appena svegliato dal suono dei flauti. E mi sono convinto di essere desto quando li ho visti dalla finestra nel giardino di casa. Erano due musicisti che la sera prima avevano suonato a un concerto nell'ambito delle manifestazioni musicali MITO e avevano dormito nella nostra casa.

Che bello svegliarsi la mattina così.

Buona domenica.

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sabato 6 maggio 2017

Concerto di musica antica dentro la mia casa (Mito)

mito settembre musica
mito settembre musica
Se Maometto non va alla montagna è la montagna che va a Maometto.
Questa volta sono io che mi metto nei panni del Profeta. Nel senso che da parecchio tempo non andavo a un concerto di musica antica e questo concerto mi si è presentato a casa questo pomeriggio, sotto l'antico portico. Pagine del ‘500 profano fra trascrizioni di madrigali e chansons.

Era uno degli eventi organizzato da MITOsettembremusica dove MITO sta per Milano Torino. Portico pieno, e poi anche un bel rinfresco.  Peccato per il tempo piovoso, che comunque non ha impedito a parecchi di farsi anche un bel giro nel giardino, tra ulivi palme corbezzoli sambuchi gelsomini rose melograni e... devo mettermi lì quanto prima a fare una mappatura completa delle piante.

Buona domenica.

mito settembre musica
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mercoledì 14 settembre 2016

Charles Aznavour: nel mio prossimo disco ci sarà una canzone su quando sarò vecchio

Charles Aznavour

"Nel mio prossimo disco ci sarà una canzone su quando sarò vecchio. Ho 92 anni, c'è ancora tempo."

Le donne
C'erano quelle che volevano uscire con un personaggio conosciuto e c'erano le altre. Ho incontrato tre altre e le ho sposate. Non sono mai stato un uomo da un'avventura al giorno. Il mio matrimonio con Ulla dura da cinquant'anni e non sono mai stato meno di cinque anni con le donne con cui ho vissuto. Non sono un seduttore. Lo è forse il mio personaggio. Non io.

La semplicità
Le persone mi vogliono bene. Vado a fare la spesa al supermercato, guido l'auto, non ho lo chauffeur. Vengo dal "popolo", non ho mai perso il gusto delle abitudini semplici, della normalità.

La timidezza e la pudicizia
Sono un timido. Mi metto a nudo solo sul palco e nelle canzoni. Per il resto sono molto pudico e vecchio stile, ma senza pregiudizi di  razza, religione, censo. Nella mia famiglia, di origine armena, ci sono ebrei, musulmani, protestanti, cattolici.

Una canzone può cambiare la vita?
Molto lentamente, ma sì. Le canzoni si infilano ovunque, entrano dalle finestre, da sotto le porte, dai fori lasciati dai chiodi.

Brani presi da un'intervista apparsa sull'ultimo numero de la Lettura.

sabato 27 febbraio 2016

Parole e musica


Milano, via San Calimero

Era un valzer, non saprei dire quale ma il ritmo era quello. E così mi son letto la scritta danzando dentro di me.

Buona domenica.



QUI tutte le foto del sabato.


sabato 9 maggio 2015

Trentennale della Banda degli ottoni a scoppio

Foto scattate sabato  scorso al Trotter nella festa molto bella per il trentennale della Banda degli ottoni a scoppio, presente in moltissime manifestazioni e iniziative non solo a Milano. Arrivate anche altre  9 bande vibranti sulla stessa lunghezza d'onda dall'Italia e dall'estero.

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La nascita
Carnevale 1985. Facemmo qualche tentativo di fare musica insieme perché volevamo caratterizzarci politicamente, ma senza la retorica di sinistra ormai inaccettabile ai più, durante il carnevale che vedeva per il centro di Milano decine di migliaia di persone animate da uno sfogo, in quegli anni ottanta, di un edonismo più medioevale che reganiano.
Il pretesto fu un elicorno tutto scassato che suo zio regalò a Danilo. Lo rimettemmo un po’ in piedi. Si era già provato all’Oasi (cantina-centro sociale di Quarto Oggiaro) io (tromba) e Kai col trombone di suonare insieme, Riccardo aveva appena cominciato col sassofono, Enrico suonava la chitarra elettrica come una rock star ma con una staticità ed un look che cozzavano con l’immagine con cui ci si rappresenta quel tipo di musica, arrivò alle prime prove con un banjo, Kevin, oltre al liuto suonava il flauto, per la ritmica proponemmo al fratellino di Flavio di occuparsene. Massimiliano aveva sedici anni ma ballava molto bene, gli costruii un tamburo con un vecchio bidone della Esso (sic) (influenza Schwartz!) e una pelle da rullante tesa con delle corde.
Il fatto di venire da «nazioni» diverse, di essere comunisti, anarchici, e molto internazionalisti, che in quel periodo ci facevamo girare il disco della ‘liberation music orchestra’ sulle canzoni della guerra di Spagna, ci portò a travestirci da banda delle «brigate internazionali». Uscita bella, pesante per le nostre labbra che non conoscevano la difficoltà di suonare camminando, ma bella.
In questo carnevale-sfogo un po’ folle si ammiccava, si solidarizzava, si mostrava che si poteva essere di sinistra senza essere perdenti, neanche vincenti certo ma almeno ci si divertiva, ci si ubriacava, si suonavano le nostre canzoni in modo un po’ sgarruppato ma con grande dignità. (pierre)
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L’elicorno me lo diede l’Enrico, un fotografo per il quale lavoravo, effettivamente amico di mio zio. non mi pagava, ma mi regalò, in cambio del mio lavoro, tutta una serie di oggetti di cui via via si liberava, praticamente si svuotava la cantina. Ricordo che arrivarono mobili, vasche d‘acquario, vecchie fotocamere sovietiche e anche l’elicorno, rotto in vari pezzi, che l’Enrico, evidentemente influenzato dal film blow up, si era comprato in qualche mercatino. Chissà, se avesse comprato un’elica d’aeroplano, forse oggi gli ottoni sarebbero una pattugli acrobatica. (Danilo)
(da facebook)
Il sito

banda degli ottoni a scoppio
banda degli ottoni a scoppio
banda degli ottoni a scoppio
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banda degli ottoni a scoppio
banda degli ottoni a scoppio

mercoledì 7 gennaio 2015

Pino Daniele, un po' di silenzio

Spero che almeno oggi le indecenti polemiche su Pino Daniele si tacciano. Almeno oggi. Anche se so che ormai la decenza ha abbandonato questo Paese a cui continuiamo a voler bene perché ha generato uomini come lui.



NESSUNO saprà mai se la decisione di celebrare i funerali di Pino Daniele prima a Roma e poi a Napoli (e solo dopo, diciamo così, le pressioni popolari) rispecchi veramente la sua volontà. Comunque sia, colpisce il piccolo incidente diplomatico post mortem tra un napoletano compassato e silenzioso (silenzioso e musicista: l’ossimoro è solo apparente) e la sua meravigliosa, difficile città. Senza la quale la musica di Daniele sarebbe stata impensabile; ma dentro la quale ribollono umori e atteggiamenti in grado di triturare, ingoiare e infine digerire qualunque differenza e qualunque distanza, e figurarsi la delicata, ammirevole misura che aveva quel bluesman pallido, dalla voce danzante e femminea.

Serbiamo ancora memoria — purtroppo — dei funerali del povero Mario Merola, una bolgia atroce, sguaiata, che pareva confezionata dagli odiatori di Napoli con un perfido montaggio dei luoghi comuni che la imprigionano. L’augurio di chi ama Napoli è che la difficile gestione dei funerali di Pino Daniele, quali siano le ragioni che l’hanno motivata, serva a ragionare un poco su certe sregolatezze emotive, i decibel di troppo, le lacrime in eccesso. Pino era napoletano fino al midollo e il suo sostanziale e ricercato esilio, in vita come in morte, è l’ultimo regalo fatto a Napoli. Non un’offesa, un dono. Un invito al silenzio, quel silenzio che ai funerali — non solo a Napoli — non esiste più.

Michele Serra
L'amaca di oggi

martedì 21 gennaio 2014

Per seduzione non per comando

Quando Abbado, minuto, pallidissimo, già minato dalla malattia, arrivò negli studi della Rai, l’orchestra della Scala lo accolse con un caldo applauso. Era un applauso di amicizia e di ricongiunzione: non lavoravano insieme da molti anni. Non c’era pubblico. Era la prova generale. Placato l’applauso dei professori calò un grande silenzio, anomalo in uno studio televisivo, più simile a una fabbrica che a un teatro. Ero a pochi metri dal maestro, emozionato e muto come l’intero personale dello studio di Che tempo che fa. Impressionava la sproporzione fisica tra l’imponenza della grande orchestra e la figura quasi incorporea del direttore.

Quando dalla chiostra degli strumenti cominciò a sprigionare la musica di Beethoven (terzo movimento del Concerto numero 3 per pianoforte e orchestra, Daniel Barenboim al pianoforte), fissai Abbado per avere conferma, da così breve distanza, dell’idea titanica del direttore demiurgo che doma e ammaestra il caos. Vidi un uomo di indicibile compostezza, dai gesti brevi e delicati, che in pochi secondi aveva stabilito con l’orchestra un rapporto intellettuale prima che fisico. L’esatto opposto — pensai — dell’animoso direttore di Prova d’orchestra di Fellini. Abbado dirigeva per seduzione, non per comando.

Michele Serra
L'amaca di oggi

E il pensiero m'è andato in maniera sacrilega a chi dirige la politica. Ma del sacrilegio mi sono pentito subito.

giovedì 24 novembre 2011

La versione di Vasco - Vasco Rossi



Vivere significa poter scegliere. Chi non sceglie si sottopone alle scelte degli altri.
S. Kierkegaard


Ognuno ricorda le cose alla sua maniera, ognuno un po' se la racconta.
Io sono stato franco. Con questo libro di dichiarazioni forse si capirà di più la mia versione...

La realtà, a vederla bene, è dura, non sempre giusta, ma io la prendo come una sfida e dico sempre: andiamo a vedere fino in fondo. Questo è ciò che ci fa essere uomini, andare avanti nonostante tutto, anche se intorno la realtà ti fa schifo.

Una volta Pino Daniele mi ha detto: «In questo mestiere le donne ti possono schiacciare». Per questo ho scelto una compagna fuori dal giro: temevo la sindrome Yoko Ono.

Mio padre era socialista e non essere schierato in quegli anni con i comunisti o i preti non pagava a Zocca.

Nella comune teatrale di Bologna ho scoperto Bakunin e gli anarchici.
Non quelli che mettono le bombe, ma uomini migliori, liberi, talmente responsabili che non c’è più bisogno di uno Stato che ti detti le regole.

Io vengo dai cantautori, ho cominciato a scrivere ai tempi di Guccini, Dalla, De Gregori, De André. Cercavo di far canzoni come quelle, naturalmente non riuscivo a farle così belle, perché non avevo quel linguaggio. Poi ho iniziato a scrivere canzoni particolari... La prima è stata "Ogni volta". L’ho scritta una mattina, ero sul letto, dovevo ancora dormire e secondo me ho cominciato proprio a delirare... quando l’ho finita ero convinto che fosse una canzone che capivo solo io. Poi l’ho fatta sentire e ho avuto la meraviglia che la gente capiva perfettamente. Così ho trovato il mio stile.

La vita è come un’onda che ti trascina e ti trasporta... Poi però raggiunge la riva e sembra morta. Invece no: si rinnova!.. Così io ho dichiarato conclusa la mia straordinaria attività di rockstar... Ho finito una corsa che mi ha portato alla vittoria... Adesso cambio forma, cambio mira. Mi lancio in una sfida nuova. Alzo la posta. Sta per nascere un Vasco nuovo, inedito, ancora più libero, più vivo e più solo... Ancora più folle, temerario... e scomodo.



In libreria da oggi.
I proventi della vendita andranno al Gruppo Abele di don Luigi Ciotti.

Chiarelettere, collana Reverse, pp. 200, euro 14.00

giovedì 29 ottobre 2009

Bersani e "La canzone popolare"

Adesso, da segretario, riprenderò "La canzone popolare" di Ivano Fossati, che fu la colonna sonora della stagione dell’Ulivo, perché allora c’era un movimento di riscossa civica che va recuperato.
Pierluigi Bersani

Non mi è dato sapere se l'autore stia saltando dalla gioia, all'idea.
Inoltre, dovrà pur prestare il suo consenso, o no? Che vuol dire "Riprenderò"? Non è mica roba sua.



Ivano Fossati
Ivano Fossati al concerto di Dolceacqua (IM) nell'agosto del 2006

La Canzone popolare
Ivano Fossati

Alzati che si sta alzando la canzone popolare
se c'è qualcosa da dire ancora
se c'è qualcosa da fare
alzati che si sta alzando la canzone popolare
se c'è qualcosa da dire ancora
ce lo dirà
se c'è qualcosa da imparare ancora
ce lo dirà.

Sono io oppure sei tu
che hanno mandato più lontano
per poi giocargli il ritorno
sempre all'ultima mano
e sono io oppure sei tu
chi ha sbagliato più forte
che per avere tutto il mondo tra le braccia
ci si è trovato anche la morte
sono io oppure sei tu
ma sono io oppure sei tu.

Alzati che si sta alzando la canzone popolare
se c'è qualcosa da dire ancora
se c'è qualcosa da fare
alzati che si sta alzando la canzone popolare
se c'è qualcosa da capire ancora
ce lo dirà
se c'è qualcosa da chiarire ancora
ce lo dirà.

Sono io oppure sei tu
la donna che ha lottato tanto
perché il brillare naturale dei suoi occhi
non lo scambiassero per pianto
e invece io, lo vedi da te
arrivo sempre l'indomani
e ti busso alla porta ancora
e poi ti cerco le mani
sono io, lo vedi da te
mi riconosci, lo vedi da te.

Alzati che sta passando la canzone popolare.

Sono io sono proprio io
che non mi guardo più allo specchio
per non vedere le mie mani più veloci
né il mio vestito più vecchio
e prendiamola tra le braccia questa vita danzante
questi pezzi di amore caro
quest'esistenza tremante
che sono io e che sei anche tu
che sono io e che sei anche tu.

Alzati che si sta alzando la canzone popolare.

Alzati che sta passando la canzone popolare
se c'è qualcosa da dire ancora
ce lo dirà
se c'è qualcosa da chiarire ancora
ce lo dirà
se c'è qualcosa da cantare ancora
si capirà.


lunedì 3 agosto 2009

La potenza della scala pentatonica


World Science Festival 2009: Bobby McFerrin Demonstrates the Power of the Pentatonic Scale from World Science Festival on Vimeo.

Bobby McFerrin dimostra la potenza della scala pentatonica, con la partecipazione del pubblico, durante la manifestazione "Note & neuroni: alla ricerca del Coro xxx", dal Festival mondiale della Scienza 2009, 12 giugno 2009.

Per adesso, come vedete dalle tre x, non ho trovato una traduzione decente alla parola "common" in questo contesto, magari voi. Il codice embed del video è stato rilasciato solo in questi giorni.

World Science Festival

domenica 19 luglio 2009

I mammiferi e la nostra specie

Madonna

Sono sempre più convinto che la specie umana della classe dei mammiferi stia subendo una mutazione più che un'evoluzione in senso darwiniano. Trasformazione culturale del rapporto tra i sessi che potrebbe diventare una trasformazione genetica.

Quello che Madonna sta mettendo in scena sui palchi d'Europa non è altro che questa mutazione.

Meriti musicali a parte della popstar che non metto assolutamente in discussione.

Foto da Lameduck.

Papatrac, guardate, guardate, che è tutto da ridere.

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domenica 1 marzo 2009

È un mondo difficile

Tonino Carotone
Tonino Carotone fotografato ieri sera nel concerto che chiudeva il "Milano clown festival"
foto Alberto Cane ©


Il carnevale si è chiuso questo martedì e mercoledì è incominciata la quaresima, anche se per parecchi la quaresima delle astinenze era già cominciata e purtroppo non finirà a Pasqua. A Milano però per motivi storici spiegati qui è invece finito ieri e si è proprio chiuso stanotte con le note ska di Tonino Carotone e le parole più che mai attuali "È un mondo difficile: vita intensa, felicità a momenti e futuro incerto".

Bella e coinvolgente questa manifestazione, arrivata alla quarta edizione di Milano clown festival che richiama artisti da tutto il mondo e che anima per alcuni giorni il quartiere milanese dell'Isola che si sta avviando, malgrado le resistenze degli abitanti, a una ristrutturazione selvaggia che distrugge alla radice la sua identità storica.

Leoparden-Olga
Leoparden-Olga della Scuola di Circo Nazionale Boema. Una forza della natura per far abbracciare tra loro gente sconosciuta e far cadere le barriere.

La giustizia divina
C'è un'usanza nella mia vallata ligure di continuare il carnevale anche nel mercoledì delle Ceneri, e il mio paese è un po' il centro di raccolta di questa gente festaiola. Ormai ha perso tutta la forza trasgressiva contro la chiesa che aveva nei tempi passati quando l'inizio della quaresima rappresentava un taglio netto con quei giorni antecedenti di depravazioni e promiscuità, mal sopportati e concessi per forza di cose come valvola di sfogo annuale alla carne.

Si chiama scürotu questa tradizione, e ho sempre sentito dire che il nome derivi da scürää, che vorrebbe dire raschiare il fondo del barile, ovverosia far fuori tutti gli avanzi dei bagordi. Ma qualche anno fa mi trovai a Borgosesia, in Piemonte, in mezzo a uno scûrot, sempre nel mercoledì, e lì l'origine del nome era chiara. Tutti vestiti di scuro, in lutto, perché stavano facendo il funerale al carnevale. Visti i rapporti stretti che esistevano tra Liguria e Piemonte nei secoli passati questa etimologia mi sembra più verosimile.

Correva il 1887, e quell'anno, come si sente in una intervista registrata che feci ad un uomo quasi centenario che mi raccontò cose sentite da suo padre, lo scürotu era stato particolarmente partecipato e anche più creativo del solito. Cinquanta uomini, forse anche donne, vestiti da vescovi si erano incontrati e avevano gozzovigliato con altre persone provenienti dai paesi vicini tutti mascherati da musulmani. E nella piazza del mio paese avevano stretto una santa alleanza inneggiando all'amore e al vino.

All'alba la terra tremò. Forti scosse si succedettero con violenza. Bussana, un paesino sopra Sanremo, fu completamente distrutta. A Bajardo crollò la chiesa che seppellì tutti i fedeli che erano riuniti per la cerimonia delle Ceneri. Nei carugi in discesa il sangue colava a fiotti. Si salvarono solo i miscredenti che erano nelle strade fregandosene della quaresima, della Pasqua e di tutto il resto.

Io non credo, ma certo che per quelli che credono capire la giustizia divina è davvero dura. Ah già, dimenticavo. E' un mistero.