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sabato 2 luglio 2022

Milano, gay pride a scrutinio segreto

milano gay pride pirellone
C'è voluta in Regione una votazione a scrutinio segreto per far apparire questa notte sulla facciata del Pirellone, sede del Consiglio regionale, i colori del gay pride che si e svolto nel pomeriggio.
Salvini, del tutto contrario, non di dà pace e sta dando la caccia ai franchi tiratori nelle sue fila 😃​😃​😃​
milano gay pride pirellone

 

QUI tutte le foto del sabato (425 post)

sabato 23 novembre 2019

Con Silvia Romano, per il diritto alla scuola in tutto il mondo

Con Silvia Romano, per il diritto alla scuola in tutto il mondo

Questa mattina il corteo  della Giornata dei diritti dell'infanzia organizzato dal Trotter, scuola di eccellenza della multietnica via Padova a Milano. Ma quest'anno è coinciso con un brutto anniversario. È un anno che Silvia Romano, ragazza di questo quartiere, è stata rapita in Kenya dove si trovava per un progetto umanitario in un piccolo villaggio. E da allora notizie contraddittorie e silenzi  ambigui. Noi tutti l'aspettiamo.

Silvia Romano

Con Silvia Romano, per il diritto alla scuola in tutto il mondo
Con Silvia Romano, per il diritto alla scuola in tutto il mondo
Con Silvia Romano, per il diritto alla scuola in tutto il mondo
Con Silvia Romano, per il diritto alla scuola in tutto il mondo

Con Silvia Romano, per il diritto alla scuola in tutto il mondoQUI tutte le foto del sabato (304 post).

sabato 12 settembre 2015

Milano, in diecimila alla «marcia degli scalzi». Centinaia di barchette di carta sul naviglio

Ieri sera, partenza alle 21, in diecimila da Porta Genova alla Darsena, con il varo di centinaia di barchette di carta nel naviglio. La "Marcia delle donne e degli uomini scalzi" di Milano, a sostegno dei migranti e dell'accoglienza in contemporanea con altre 80 città italiane. Sono 180 le associazioni che hanno aderito, tra cui quelle della comunità islamica.

Marcia delle donne e degli uomini scalzi

Marcia delle donne e degli uomini scalzi
Marcia delle donne e degli uomini scalzi
Marcia delle donne e degli uomini scalzi
Marcia delle donne e degli uomini scalzi
Marcia delle donne e degli uomini scalzi
Marcia delle donne e degli uomini scalzi
Marcia delle donne e degli uomini scalzi
QUI tutte le foto del sabato.

martedì 3 giugno 2014

Solidarietà a Erri De Luca

#iostoconerrideluca

Il 5 Giugno si aprirà a Torino il processo per istigazione a delinquere contro lo scrittore Erri De Luca che pubblicamente ha sostenuto le ragioni del Movimento No Tav della Val di Susa. Un incredibile bavaglio alla libertà di pensiero ed espressione in questo disastrato Paese.

«Se mi condannano per istigazione alla violenza non farò ricorso in appello. Se dovrò farmi la galera per avere espresso una opinione, allora la farò» ha detto lo scrittore.

In solidarietà con Erri, domani dalle 18 in poi, verranno letti brani delle sue opere nelle librerie sparse per l'Italia, e anche all'estero.

Sotto un elenco molto provvisorio.

Roma: Casetta Rossa spa, Via Giovanni Battista Magnaghi, 14, (06 8936 0511), Carmen Iovino, Sergio Palumbo;
Roma: Refugee ScART, "I Rifugiati leggeranno "Solo andata" di Erri De Luca, Via Montagnola 39;
Montecelio (Rm), Piccolo Teatro dei Sassi, Compagnia Degli Innamorati Erranti; 
Piacenza: Libri d'altri tempi Book Bank, Mecgele Dabergami;
Castiglione delle Stiviere (Mn) Libreria MR Libro, Via Garibaldi 6, Antonella Auzino;
Brescia Caffè Letterario di Brescia (Francesca Garioni, Gianluigi Bergognini e Barbara Favaro ) con la collaborazione di Claudia Capra. In arrivo la locandina;
Como, Libreria Feltrinelli, Via C. Cantù 17;
Rieti, Libreria Gulliver, Ines Millesini;Bologna, Libreria Trame, Via Goito 3 c, Alessandra Gruppioni e Chiara Burani;
Modena: Emily Bookshop;
Napoli:
Libreria Dante & Descartes, Piazza Gesù Nuovo, 14 (081 4202431) Giancarlo Di Maio;
Libreria di U'; Via Consalvo Carelli 19 (Vomero), Valentina Castellano;
Libreria L'Ibrido, via Nilo 29 (081 55 20 798) Roberto;
Il Mantegno, Vineria, Piazzetta Nilo 19, Gigi Esposito;
Evaluna, Caffè Letterario, Piazza Bellini, Lia Polcari;
Libreria Berisio, Via Port'Alba, Rosaria De Angelis;
Avellino: Libreria L'Angolo delle Storie, Fosso S. Lucia 4 (0825 628256) Consiglia;
Benevento: Cinema San Marco, Elide Apice;
Aversa: Letti Sfatti e Associazione Bianca D'Aponte all'AUDITORIUM Bianca D'Aponte, Letti Sfatti Sfatti;
Salerno: Gianni Sciancalepore da definire lo spazio;
Matera: a Casa Cava, Titti Santabarbara;
Potenza: Libreria Ubik, Via Pretoria, Luca Rando;
Bari: Mariella Soldo da definire lo spazio;
Grumo Appula: Il Presidio del Libro, Maria Amoruso;
Barletta: Concerto di testi Libreria Cialuna, Via Nazareth 24, Cosimo Damiano Damato;
Isole Tremiti: al Cafè Wine RA ORA, Lettura pubblica per Erri De Luca,
Sant'Agata di Militello, Messina: Libreria Francesco Zuccarello, via Generale Liotta Aurelio 19, (0941 702748), Claudio Masetta Milone;Cagliari: in preparazione...;
Genova, Mauro Milani...;
Torino: Libreria Feltrinelli Piazza C.L.N. 51, Bibiana Rizzo;
Milano:
Libreria del Mondo Offeso, Corso Garibaldi 50, Laura Ligresti (02 365 20 797);
ISPA Istituto Sperimentale di Psicodinamica Applicata Via G.Giacomo Mora, 11 A
FRANCIA, Lyon, Grande Giusi Aliperta, mercredi 4 juin Atelier de création libertaire 1er ore 19;
INGHILTERRA, London Mercoledì 4 giugno alle ore 18.30 in UTC+01 L'orecchietta - Coffee Shop & Restaurant a London, United Kingdom


mercoledì 15 gennaio 2014

Lega ignobile

lega negritudine kyenge

Non si nascondano dietro il diritto di cronaca i leghisti. Il fatto di aver pubblicato, e di continuare ogni giorno a pubblicare sul loro foglio, le uscite pubbliche del ministro Kyenge è una chiara istigazione al razzismo, viste anche tutte le belle espressioni che le sono state rivolte da "eminenti" rappresentanti del Carroccio. Non le si contesta tanto la linea politica ma il fatto di essere "negra", come dal titolo sopra, pubblicato oggi dalla Padania.

Il nuovo segretario del movimento, Matteo Salvini, lo vedrei bene col cappuccio del ku klux klan. La mutria ce l'ha. Oh se ce l'ha, e sempre di più.

giovedì 27 giugno 2013

I nostri occhi dal cielo

Piccolo e bianco, il drone vola sopra Istanbul e riprende la folla sottostante. Fino a che la polizia lo abbatte con una schioppettata, parodia della contraerea, e il volo è spezzato.Il breve filmato (ripreso il giorno 11 di giugno in piazza Taksim) è un impeccabile documento della stupidità del potere. Se l’intenzione – si suppone – era impedire riprese indesiderate dei disordini in corso, l’abbattimento del drone, a sua volta ripreso da decine di altri occhi elettronici, ottiene l’effetto opposto: quelle immagini stanno facendo il giro del mondo, amplificando la sensazione che sotto quel drone si stesse dispiegando una ottusa brutalità repressiva. Vedere quell’occhio giocattolo cavato a forza dalla sua orbita è simbolicamente odioso tanto quanto vedere, come spesso capita, certe manone che oscurano certe telecamere. L’illusione (arcaica) che solo il potere possa osservarti, mentre tu non puoi osservare lui, non regge più politicamente né tecnologicamente. Il drone di Istanbul è la miniatura (alla portata di molti) dei fantasmagorici e costosissimi droni in dotazione agli eserciti. Vederlo abbattere è solo uno stimolo pubblicitario in più: subito ci si chiede dove si comperano, a Istanbul e non solo, quei bellissimi droni bianchi.
Michele Serra
L'amaca di oggi


Quello che riprendeva la telecamera dal drone

L'abbattimento

domenica 15 aprile 2012

Ricordando Vik



A un anno dalla scomparsa.

Altri hanno preso il testimone. Oltre 1500 persone da tutto il mondo stanno cercando in queste ore di imbarcarsi negli aeroporti dei loro paesi per raggiungere Tel Aviv e manifestare la loro intenzione di entrare in Palestina, nell'ambito della missione di solidarietà internazionale Bienvenue en Palestine.

continua sul blog in aggiornamento di Ross.

martedì 8 febbraio 2011

Domenica 13 febbraio le donne scendono in piazza

Quest'anno sembra che le mimose fioriscano prima, ma sono mimose un po' incazzate. La prossima domenica, 13 febbraio, si annuncia come una giornata di festa e di lotta per le donne italiane.

Se non ora quando

il blog dove potete trovare le informazioni per le manifestazioni e per firmare la petizione.



Riporto dal blog dell'amica Skip
«Noi donne comuni, poco divinamente belle o divinizzate, siamo qua, negli uffici, ospedali, scuole, fabbriche e soprattutto nelle nostre case.
Siamo una maggioranza che crede di essere una minoranza, che opera più o meno in silenzio, con maggiore o minore fatica per ciò in cui crede, sceglie, ama ed è necessario . Abbiamo dato per scontato troppe cose, che oramai scontate non sono. E non bastano più intelligenza, buonsenso, buongusto, correttezza ed esempio di vita per riconoscerci e farci riconoscere in una società cosiddetta civile.
Ora dobbiamo mostrarci per ricordare a noi stesse e agli altri, e soprattutto a chi dovrebbe rappresentarci e fa la questua dei voti in occasione della propaganda elettorale, che meritiamo un minimo di rispetto, se non altro per ciò che facciamo e abbiamo sempre fatto, con orgoglio, convinzione e determinazione ma soprattutto senza troppa sbandierata visibilità e mania di protagonismo.»
[continua]

venerdì 30 aprile 2010

Via Padova, la convivenza solidale è possibile

Milano, manifestazione in via Padova
Milano, manifestazione in via Padova
Milano, manifestazione in via Padova
Milano, manifestazione in via Padova

E così ieri pomeriggio, dalle 18,30 in poi, la gente si è ripresa in maniera allegra e festante questa via di Milano che negli ultimi mesi ha fatto molto parlare, ne scrissi QUI e QUI. Anch'io ero in mezzo a quel migliaio di belle persone perché abito nella zona, e la cosa straordinaria è che ho incrociato almeno un decina di amici che abita nella via e che avevo perso di vista con conseguenti baci e abbracci. Ho addirittura incontrato il mio caro prof di matematica e fisica al liceo (scrivimi una mail così ti mando la foto con la tua nipotina, la mia mail è nel profilo).

E' la risposta della reale società civile a questa amministrazione irresponsabile che sta gestendo l'immigrazione in città solo come una questione di ordine pubblico con la conseguente militarizzazione di certi quartieri, rastrellamenti casa per casa e blindati sparsi, che non fa altro che aumentare la tensione.

Ne sono sicuro, seguiranno altre iniziative.

Milano, manifestazione in via Padova
Milano, manifestazione in via Padova
Milano, manifestazione in via Padova
Milano, manifestazione in via Padova
Milano, manifestazione in via Padova
Milano, manifestazione in via Padova

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venerdì 30 ottobre 2009

Contro l'omofobia

Campagna contro l'omofobia
Ecco una ragazza che ama le ragazze. Ma questa ragazza che ama le ragazze non ama le ragazze che non amano le ragazze che amano le ragazze. Questa frase è complicata ma meno della sua vita di studentessa omosessuale. L'omofobia porta all'esclusione, lottiamo insieme contro l'omofobia all'università.

Cominciata un po' in sordina prima dell'estate in Francia questa campagna contro l'omofobia è ripresa con molta più forza adesso che le scuole e le università hanno ricominciato a marciare a pieno ritmo. Non solo manifesti a tappeto ma anche video su internet e spot sulle varie radio musicali.

Ve l'immaginate in Italia una campagna del genere a opera dell'attuale governo?


Campagna contro l'omofobia

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martedì 14 luglio 2009

Oggi sciopero contro il Ddl Alfano

14 luglio sciopero

Il 14 luglio questo blog aderisce all’appello di Diritto alla Rete contro il Ddl Alfano che imbavaglia la Internet italiana.

14 luglio sciopero
Ieri sera assieme a Skip nella pizzeria di Lula. La foto ce l'ha scattata Filo.

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giovedì 22 gennaio 2009

Istigazione a delinquere

cardinale PolettoLa legge di Dio non può mai essere contro l'uomo. La legge di Dio è sempre per l'uomo. Andare contro la legge di Dio significa andare contro l'uomo. Dunque, se le due leggi entrano in contrasto è perché la legge dell'uomo non è una buona legge e si rivelerà tale dai suoi frutti.
Un cattolico rispetta le leggi e rispetta la sua coscienza. Per questo esiste la possibilità di fare obiezione quando l'applicazione di una legge contrasta con i propri convincimenti.


Queste parole sono state pronunciate in un'intervista di ieri dal cardinale Poletto (nella foto) e sono la risposta alla decisione del presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso di mettere a disposizione di Eluana Englaro le strutture sanitarie pubbliche per ottemperare alla sentenza della Cassazione.

Il cardinale come se niente fosse taglia di netto due secoli e passa della storia dell'Occidente e ritorna ai tempi quando il papa incoronava i re, come depositario assoluto del potere in terra. E a proposito di assoluto ricorda l'arcivescovo che oltre al suo di Dio ce ne sono altri adorati da miliardi di uomini e che spesso hanno altre leggi? Quali leggi di quale Dio bisogna seguire? Solo quelle del suo?

La teocrazia cattolica si sta insinuando sotto la pelle di questa Repubblica malata e allo sbando. Fino a quale punto la brama di potere della Chiesa possa portare non è prevedibile.

Mettiamo caso che, solo per fare un esempio, un governo, che è di là da venire, decida di far pagare l'ICI a tutti i beni ecclesiastici. Obiezione obiezione. I beni della Chiesa sono di Dio, e si possono far pagare le tasse a Dio? Non sto scherzando.


mercoledì 10 dicembre 2008

Sessantesimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

DIARIO DA KABUL
di
Alberto Cairo
alberto cairoL'anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani è stato annunciato da radio e tv anche a Kabul. Poiché nessuno dei lavoratori del centro di riabilitazione, anche i più istruiti, sapeva cosa fossero, ho chiamato un esperto a spiegare. Ora mi trovo al reparto accettazione: trenta i pazienti in attesa di essere registrati. Col numero ciascuno avrà un piano di trattamento. I più fortunati anche un impiego, qualcuno imparerà un mestiere, altri torneranno a scuola.

Per molti, ahimè, potremo fare ben poco.
Oggi però, una novità, un esercizio consigliato dall'esperto: dare ai pazienti un secondo numero. Non un voto, ma quello dell'articolo della Dichiarazione violata.

Si parte con Nik e Jakùb, vittime di mine anti-uomo: articolo 3, diritto alla sicurezza della persona. Stesso numero per Lailà, ferita dalle bombe americane durante un matrimonio. Ecco Naim, viso orientale, etnia hazarà, la più strapazzata del Paese. Dimostra quindici anni, ha un piede torto. In Europa si cura alla nascita. Ora ci vorrà un'operazione e tre mesi di gesso.

A Jalal invece il 9, l'articolo che vieta l'arresto arbitrario: ha la protesi a pezzi, rotta in carcere. Ce l'hanno messo al posto del fratello accusato di un furto per forzarlo a costituirsi. Minà ha orrende detrazioni della pelle su braccia e collo. Data in sposa per saldare una faida familiare, si è cosparsa di benzina e data fuoco.

L'esercizio si fa pensoso, ma andiamo avanti. Marùf, vecchia conoscenza, vuole la sesta protesi: 19, diritto di opinione: perché anticomunista, al tempo dei russi ha passato in carcere una vita. Là, per le botte ha perso la gamba.

5 a Wassè: accusato di furto, anni fa i Taliban gli hanno amputato mano destra e gamba sinistra. Arriva Simà, la schiena a pezzi, sorretta dai figli, dei bambini. A loro, che non vanno a scuola per mantenere la madre vedova, 26, diritto all'istruzione. Faisal, 23, diritto alla sicurezza sul lavoro ed a un equo compenso: in Iran, clandestino è caduto da un'impalcatura malferma. Paralizzato.

Su trenta pazienti sedici hanno un secondo numero. Penso ai commenti al primo articolo. Tutti d'accordo sul «nati liberi e gli uguali diritti», hanno riso per lo «spirito di fratellanza» che dovrebbe regolare le azioni fra persone. «In Afghanistan, sei fratello in casa o con quelli del clan. Devi, se non vuoi essere schiacciato. Il resto è lotta ovunque». L'entusiasmo all'arrivo degli stranieri, cacciati i Taliban, è sparito assieme al sogno di un Paese senza etnie e fazioni. «Se il primo articolo è calpestato, chi rispetterà gli altri?»

Alberto Cairo lavora al Progetto ortopedico della Croce Rossa in Afghanistan.


mercoledì 18 giugno 2008

ARRAKIS: un tributo a quanti hanno sofferto in nome del Progresso

Arrakis è un documentario poetico di Andrea Di Nardo, tributo ai luoghi e alle vittime del progresso industriale italiano. Qui.

Vedute di fabbriche abbandonate fanno da sfondo ad una voce trasformata dalla malattia.
E' la voce di Silvestro Capelli, un ex-operaio della storica Breda Fucine di Sesto San Giovanni.

È la particolare voce di un laringectomizzato.

Silvestro nel 1996 ha subito un intervento di laringectomia totale per estirpare un tumore causato dall'amianto inalato durante gli anni del lavoro in fabbrica.

Come molte altre persone da anni combatte una battaglia sociale e legale. Da una parte ci sono semplici cittadini, dall'altra ci sono le istituzioni, l'Inail, i sindacati, i dirigenti d'azienda, i partiti politici.

Racconta Silvestro in Arrakis: «Tutti sapevano e nessuno ha parlato. Lo sapevano i sindacati. Lo sapeva la direzione dell'azienda. Lo sapeva l'assessorato alla sanità. Lo sapevano tutti, e non gli operai che c'erano dentro. E così ci hanno condannato a morte, a menomazioni, ma non solamente noi che lavoravamo all'interno della fabbrica. Perché le fabbriche non sono state costruite sotto una campana di vetro [...]»

Motivi e obiettivi
Arrakis non vuole essere un'inchiesta sul problema amianto, non vuole essere un documentario di archeologia industriale.
Vuole rappresentare invece un tributo a quelle persone che hanno sofferto in nome del progresso e a quei luoghi che sono stati incredibili simboli di quello stesso progresso.

Arrakis è un attestato di esistenza per persone e luoghi dimenticati.
L'obiettivo comunicativo non è informare, ma emozionare.
Suscitare interesse verso problemi di cui molto scarsa è la percezione del pericolo.

Credo che l'abbinamento della voce di Silvestro ai luoghi dell'abbandono industriale italiano sia un atto molto potente e molto simbolico.

Andrea



Vai ad Arrakis »»

via Annarita

lunedì 7 aprile 2008

Le olimpiadi e Hu Jintao

Hu Jintao
Pechino, 21 ottobre 2007. Hu Jintao durante la sessione di chiusura del 17° Congresso Nazionale del Partito Comunista Cinese. (Xinhua Photo)

Ieri a Londra la fiaccola che sta viaggiando con ampi zig zag verso Pechino ha rischiato di essere spenta dagli estintori dei manifestanti. L'ambasciatrice cinese che avrebbe dovuto portarla per un tratto non s'è fatta vedere (vergogna!). Chissà come la pensano gli atleti inglesi che come scrissi per partecipare alle Olimpiadi hanno dovuto firmare un contratto capestro. Mentre scrivo sento dalla radio che altre contestazioni stanno avvenendo a Parigi.

Tutto questo per manifestare e rendere visibile all'attenzione del mondo la situazione del Tibet che la Cina schiaccia sotto il suo tallone. Ecco il punto che volevo affrontare. Quando si manifesta contro la guerra in Iraq si distingue tra l'America, gli americani da una parte e l'amministrazione Bush dall'altra. Invece per le Olimpiadi continuiamo a parlare genericamente di Cina, come se questa sterminata nazione non avesse un governo responsabile di tutta la sua politica repressiva. Un governo con a capo Hu Jintao che vedete nella foto e di cui molti non ricordano così al volo il nome e nemmeno la faccia. Ma si sa laggiù hanno gli occhi a mandorla e sono tutti uguali. Hu Jintao, attuale presidente della Repubblica Popolare Cinese, nonché Segretario Generale del Partito Comunista Cinese e anche capo delle forze armate del Paese

Un governo che non reprime solo il Tibet ma tutti i cinesi che di fatto non hanno nessun diritto civile e che soffoca brutalmente il dissenso. Cosa ne sappiamo noi di quello che veramente succede nelle sperdute province da dove ogni tanto giungono echi smorzati di rivolte di contadini alla fame e cosa ne sappiamo degli intellettuali critici verso il regime condannati ai lavori forzati e deportati in Africa (Angola) a lavorare come schiavi nei campi petroliferi?

Non vorrei che i riflettori fossero puntati solo sul Tibet e che la mancanza dei diritti dei cinesi in toto fosse trascurata, specialmente dopo che l'America ha sdoganato questo Stato. Sdoganamento dovuto al fatto che queste due nazioni sono ormai legate in una specie di ossimoro storico. Entrambe concorrenti spietate sui mercati mondiali alla ricerca di materie prime, in primis l'oro nero, ma avvinghiate da un rapporto economico forse non più risolvibile visto che il debito che l'America ha verso la Cina è arrivato a cifre iperboliche. L'America fa le guerre e la Cina gliele finanzia.

Un'ultima cosa. Boicottare le Olimpiadi? Perché non cominciamo a boicottare gli sponsor dei Giochi?

Hu Jintao
Pechino, 31 marzo 2008. Hu Jintao durante la cerimonia di benvenuto per la fiamma olimpica consegna la fiaccola a Liu Xiang, medaglia d'oro nei 110 metri a ostacoli. (Foto di Feng Li / Getty Images)