Sono rimasto un po' lontano dalla rete, perché nei giorni passati gli atomi mi hanno fatto dimenticare i bit. E perciò pubblico con molto ritardo le foto della giornata bella bella del "Nico Orengo Day" (18 agosto). Nell'uliveto momenti toccanti di ricordi e atmosfere, tra mare e terra.
Nella prima foto i nostri cappelli personalizzati, ognuno secondo il proprio mestiere o sua particolare caratteristica.
La locandina che avevo fatto per l'evento
Visto che Sara, Amanda, Sabina vogliono vedere il mio cappello, eccolo
QUI tutte le foto del sabato (293 post).
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sabato 31 agosto 2019
sabato 25 maggio 2019
Nico Orengo a dieci anni dalla scomparsa
Il tempo vola. Già dieci anni!
In occasione dell'anniversario è stato pubblicato questo libro
Nico Orengo, poeta della pagina e della vita,
un lavoro corale al quale hanno collaborato gli amici più cari, ognuno seguendo la propria sensibilità nel far rivivere ricordi di fatti e atmosfere.
L’intento, condiviso da tutti noi, è stato quello di restituire un’immagine di Nico, sorridente e ironico, qual era nella vita e nell’arte, al di fuori di ogni retorica.
Enrico Allavena; Mirella Appiotti; Luisella Berrino; Mauro Bersani; Pippo Bessone; Luciano Bertello; Yves Bosio; Alberto Cane; Marco Cassini; Roberta Cento Croce; Claudia Claudiano; Vittorio Coletti; Giuseppe Conte; Marco De Carolis; Walter Eynard; Giuseppe Giacomelli; Ugo Giletta; Laura Guglielmi; Francesco Improta; Federica Lorenzi; Albina Malerba; Paolo Mauri; Aldo Molinengo; Bruno Murialdo; Davide Palluda; Silvana Peira; Paolo Pejrone; Bruno Quaranta; Sandra Reberschack; Antonio Ricci; Alberto Sinigaglia; Giovanni Tamburelli; Ufficio Stampa Einaudi (Ida, Maria, Paola, Simonetta e Stefania); Paolo Veziano.
E tante fotografie.
Il mio breve intervento
Re: cartucce da volpe
Successe che qualcuno gli fece avere La Gazzetta di Isolabona che avevo realizzato assieme a dei ragazzini in un periodo di forzato riposo dopo un incidente stradale. E di quel foglio - ne erano usciti già parecchi numeri - forse lo colpì l'ironia leggera e spensierata che affiorava nei titoli e nel testo. Così Nico si mise subito in contatto con me via email. Rimbalzavano quei messaggi, fra domande sue e risposte mie, e per pigrizia di entrambi quel Re: cartucce da volpe rimase a lungo l'oggetto, anche quando da quell'argomento (si riferiva a mio padre che fu il primo a Isolabona a cacciare un cinghiale sparandogli con cartucce da volpe) eravamo passati ad altri e altri ancora. Chiedeva, e io se potevo l'accontentavo.
Finalmente ci incontrammo, proprio a Isolabona al ristorante Piombo, per la presentazione de La curva del latte. Sala stracolma e, sorpresa, gli facemmo trovare in carne e ossa personaggi e parenti di personaggi che aveva raccontato nel romanzo. Correva l'anno duemiladue. Cominciò lì la nostra amicizia. E da allora ogni reincontro era una festa, fosse per un libro fosse per una cena o per entrambe le cose come di solito succedeva. Lo convincemmo addirittura, lui che non amava la montagna, a fare scampagnate nei boschi lassù in alto, e così scoprì, con stupefatta meraviglia, lati della Liguria interna che non immaginava.
Poi cominciammo a fantasticare e non furono solo castelli in aria perché certe fantasie un po’ folli le facemmo avverare. Come il ritrovamento, sotto gli occhi di una grande folla in visibilio, di un'enorme anguilla colorata e la performance de Il barone rampante sulle rive del Merdanzo brulicante di personaggi in costume. Muoveva a divertimento grandi e piccini, com'era l'intima linfa della sua scrittura. E continuò a farci divertire anche due anni dopo che se n'era andato, quando inscenammo Islabonita e in contemporanea gli intitolammo una piazzetta in maniera così antiretorica che di sicuro gli sarà scappato un lieto sorriso di compiacimento.
Successe che qualcuno gli fece avere La Gazzetta di Isolabona che avevo realizzato assieme a dei ragazzini in un periodo di forzato riposo dopo un incidente stradale. E di quel foglio - ne erano usciti già parecchi numeri - forse lo colpì l'ironia leggera e spensierata che affiorava nei titoli e nel testo. Così Nico si mise subito in contatto con me via email. Rimbalzavano quei messaggi, fra domande sue e risposte mie, e per pigrizia di entrambi quel Re: cartucce da volpe rimase a lungo l'oggetto, anche quando da quell'argomento (si riferiva a mio padre che fu il primo a Isolabona a cacciare un cinghiale sparandogli con cartucce da volpe) eravamo passati ad altri e altri ancora. Chiedeva, e io se potevo l'accontentavo.
Finalmente ci incontrammo, proprio a Isolabona al ristorante Piombo, per la presentazione de La curva del latte. Sala stracolma e, sorpresa, gli facemmo trovare in carne e ossa personaggi e parenti di personaggi che aveva raccontato nel romanzo. Correva l'anno duemiladue. Cominciò lì la nostra amicizia. E da allora ogni reincontro era una festa, fosse per un libro fosse per una cena o per entrambe le cose come di solito succedeva. Lo convincemmo addirittura, lui che non amava la montagna, a fare scampagnate nei boschi lassù in alto, e così scoprì, con stupefatta meraviglia, lati della Liguria interna che non immaginava.
Poi cominciammo a fantasticare e non furono solo castelli in aria perché certe fantasie un po’ folli le facemmo avverare. Come il ritrovamento, sotto gli occhi di una grande folla in visibilio, di un'enorme anguilla colorata e la performance de Il barone rampante sulle rive del Merdanzo brulicante di personaggi in costume. Muoveva a divertimento grandi e piccini, com'era l'intima linfa della sua scrittura. E continuò a farci divertire anche due anni dopo che se n'era andato, quando inscenammo Islabonita e in contemporanea gli intitolammo una piazzetta in maniera così antiretorica che di sicuro gli sarà scappato un lieto sorriso di compiacimento.
Il 30 maggio ai Giardini Hanbury si terrà una Giornata di studi in sua memoria
La somma di tutti paesaggi
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Nico Orengo mentre lava un'acciuga alla fontana di Isolabona
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venerdì 16 giugno 2017
Le foto della performance sul Barone rampante
Ecco le foto della performance sul Barone rampante svoltasi ieri ad Apricale di cui parlavo nel post precedente.
Grazie molte a Simone Caridi che è l'autore di queste belle immagini.
Il video
Questa settimana le foto del sabato vengono pubblicate oggi.
QUI tutte le foto del sabato.
Grazie molte a Simone Caridi che è l'autore di queste belle immagini.
Il video
Questa settimana le foto del sabato vengono pubblicate oggi.
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mercoledì 14 giugno 2017
Fu il 15 di giugno del 1767...
"Fu il 15 di giugno del 1767 che Cosimo Piovasco di Rondò, mio fratello, sedette per l’ultima volta in mezzo a noi."
È l'incipit questo de "Il barone rampante" di Italo Calvino, e quindi domani saranno 250 anni da quando Cosimo decise che avrebbe passato tutta la vita sugli alberi.
Poteva l'amico Marco Cassini lasciarsi sfuggire un anniversario così? al diamante direi. Non poteva no. E quindi ha organizzato per domani un incontro a mezzogiorno preciso (essendo quella l'ora in cui Cosimo rifiutò di mangiare quel piatto di lumache che gli determinò l'esistenza) ad Apricale, sul sagrato della chiesa di Santa Maria degli Angeli.
Dice Marco
Purtroppo io non ci sarò. Grrrr.
Nella foto di gruppo i partecipanti alla performance del Barone rampante svoltasi il 24 agosto 2008 con grande presenza di pubblico. Allora feci la parte del brigante Gian dei Brughi. È visibile Libereso che impersonò Arminio Piovasco di Rondò il padre di Cosimo. Il tutto nacque su impulso di Nico Orengo, partendo dal fatto che il Barone faceva i suoi bisogni da un ontano nel Merdanzo, un torrentello che scorre nei pressi di Apricale.
QUI la galleria di foto. E QUI tutti i post che dedicai all'evento.
È l'incipit questo de "Il barone rampante" di Italo Calvino, e quindi domani saranno 250 anni da quando Cosimo decise che avrebbe passato tutta la vita sugli alberi.
Poteva l'amico Marco Cassini lasciarsi sfuggire un anniversario così? al diamante direi. Non poteva no. E quindi ha organizzato per domani un incontro a mezzogiorno preciso (essendo quella l'ora in cui Cosimo rifiutò di mangiare quel piatto di lumache che gli determinò l'esistenza) ad Apricale, sul sagrato della chiesa di Santa Maria degli Angeli.
Dice Marco
Non sappiamo come definire questa commemorazione: rievocazione storica. bravata, divertissement, performance o altro ancora, dipenderà molto dall'ispirazione, estro, stato di forma e numero dei partecipanti, protagonisti comparse e improvvisati.
Si prevede la lettura di brani e il passaggio in scena di personaggi del romanzo quali Violante, Napoleone o Gian dei Brughi "il bandito, bandito dagli stessi banditi perché aveva abbandonato il banditismo" per darsi alla lettura.
È d’obbligo indossare costume settecentesco eccezion fatta per le cinque signore che volessero prendere posto sulla quercia delle cinque passere alle quali è concesso il costume adamitico.
Purtroppo io non ci sarò. Grrrr.
Nella foto di gruppo i partecipanti alla performance del Barone rampante svoltasi il 24 agosto 2008 con grande presenza di pubblico. Allora feci la parte del brigante Gian dei Brughi. È visibile Libereso che impersonò Arminio Piovasco di Rondò il padre di Cosimo. Il tutto nacque su impulso di Nico Orengo, partendo dal fatto che il Barone faceva i suoi bisogni da un ontano nel Merdanzo, un torrentello che scorre nei pressi di Apricale.
QUI la galleria di foto. E QUI tutti i post che dedicai all'evento.
giovedì 25 febbraio 2016
Quella volta che mi rubarono il fucile
In quel tardo pomeriggio d'agosto eravamo sulla riva del torrente Merdanzo a far le prove della performance sul Barone Rampante. Era proprio lì che la fantasia di Italo Calvino si era soffermata, sul luogo dove il Barone faceva i suoi bisogni da un grande ontano. E proprio davanti a quel grande ontano eravamo.
Io ero nella parte del bandito Gian dei Brughi, e avevo come arma uno schioppetto che Viviana (lei era una delle cinque passere) mi aveva comprato nel negozio di giocattoli dei fratelli Bellachioma a Ventimiglia.
Ora, com'è come non è, quello schioppetto che avevo posato un attimo su una roccia in una pausa delle prove sparì. Misteriosamente sparì. E non se ne ebbe più traccia. Mai più.
Non vi dico quindi la bella sorpresa che mi ha fatto il caro amico Marco Cassini quando in una recente allegra cena dal Lula mi ha consegnato un pacco con dentro quello che vedete sotto. Come una specie di surrogato tardivo di quell'altro.
Ah, Marco mi faceva da aiutante e non si è mai chiarito se fosse Ugasso o il Bel-Loré. È lui quello con la parrucca bionda che vedete nella foto sopra.
«Ma a Gian dei Brughi era presa una tal furia di letture, che divorava romanzi su romanzi e, stando tutto il giorno nascosto a leggere, in una giornata mandava giù certi tomi che mio fratello ci aveva messo una settimana, e allora non c'era verso, ne voleva un' altro, e se non era il giorno stabilito si buttava per le campagne alla ricerca di Cosimo, spaventando le famiglie nei casolari e facendo muovere sulle sue tracce tutta la forza pubblica d'Ombrosa.»
Italo Calvino, Il Barone Rampante
QUI i post sulla performance.
La galleria di foto
domenica 24 luglio 2011
Piazzetta Nico Orengo - Islabonita
Tutto filato liscio come l'olio nella semplicità dell'affetto degli amici per Nico Orengo. Dopo lo scoprimento della targa e la brillante presentazione di Islabonita di Marco De Carolis le letture di brani inframmezzate da scene del libro, a cui si riferiscono le foto.
Altrove la Maddalena qui un'anguilla di latta variopinta a mezz'aria del ponte. La bandina che suona sotto la piazzetta col nome del poeta. E la gente che, pinze canne e quant'altro, tira su anguille. Le parole guizzano. E guizzano i gesti nella vasca.
Una storia saggia e anche un po' folle, di chi sa che la vita è stata e è quello che è. Una storia bambina, di vita, di carne, d'incanto. Una storia affidata a chi "quando accoglie, custodisce senza volere sapere...".
Per non correre il rischio di tralasciarne qualcuno ringrazio collettivamente i noti personaggi dello spettacolo e della cultura intervenuti. Ringrazio anche i sei blogger presenti, e questi li nomino, Adriano, Filo, Marco, Pia, Roberta, Skip. E per finire ringraziamenti più che meritati per l'ottimo buffet ai ristoranti "da Bruno", "Piombo", "Dei Pescatori", e poi a Wilma e a Denise.
Tags: nico orengo, islabonita, isolabona, piazzetta, vasca
venerdì 22 luglio 2011
Oltre ogni aspettativa
Vi ricordate come nei post precedenti avevo scritto prima della donna nuda nella vasca da bagno, e poi come questa donna avesse dato forfait e di conseguenza il problema di trovare una sostituta.
Bene, oltre ogni aspettativa, che sarà anche una frase fatta ma che qui calza come un guanto, cinque, ripeto cinque donne si sono presentate per interpretare Fatima nella vasca da bagno.
Per non fare torto a nessuna ho deciso di tirare a sorte.
È quasi tutto pronto per la performance di domani. Inizio alle 17,30.
La bandina, i vari personaggi, i lettori, i video, gli striscioni, e tutta una serie di sorprese che avrebbero fatto sorridere Nico.
Se tutto va per il verso giusto ci sarà da divertirsi e poi anche da bere e da mangiare.
La cronaca con le foto domenica.
lunedì 18 luglio 2011
La Quercia delle Cinque Passere e la vasca da bagno
Succede adesso per la performance del 23 quello che era già successo col Barone Rampante. Che la gentildonna che doveva adagiarsi nuda nella vasca da bagno mi abbia mandato una email dando forfait. Allora, ma era un'altra, mi aveva telefonato che era a bordo di uno yacht, il Brigitte II, che stava salpando da Beaulieu sur mer, per destinazione ignota, ingaggiata da un libanese con un compenso super. Adesso questa mi scrive che è stata assunta in una villa di russi a cap Ferrat, sicuramente amici di Putin. Con quale mansione e con quale compenso lei non dice, ognuno si immagini quello che vuole.
C'è però una bella differenza con allora. Cinque o quattro passere che fossero sull'albero sarebbe cambiata un po' la scena ma rimaneva sempre un bel vedere. Adesso invece è questione essenziale. Una vasca da bagno con la schiuma senza Eva dentro è come il vuoto assoluto. Si riuscirà a trovarne una di Eva entro sabato?
E però quel pezzo di Calvino voglio ripubblicarlo
Di queste storie se ne raccontavano molte, specialmente in casa di certe madame genovesi che tenevano riunioni per uomini abbienti, e così a queste cinque signore deve essere venuta voglia d’andare a far visita al Barone. Difatti si dice di una quercia, che si chiama ancora la Quercia delle Cinque Passere, e noi vecchi sappiamo quello che vuol dire.
Fu un certo Gè, mercante di zibibbo, a raccontarlo, uomo a cui si può dar credito. Era una bella giornata di sole, e questo Gè andava a caccia nel bosco; arriva a quella quercia e cosa vede? Se le era portate tutte cinque sui rami, Cosimo, una qua e una là, e si gustavano il tepore, tutte nude, cogli ombrellini aperti per non farsi scottare dal sole, e il Barone era lì in mezzo, che leggeva versi latini, non riuscii a capire se d’Ovidio o di Lucrezio.
da Il Barone rampante
Fu un certo Gè, mercante di zibibbo, a raccontarlo, uomo a cui si può dar credito. Era una bella giornata di sole, e questo Gè andava a caccia nel bosco; arriva a quella quercia e cosa vede? Se le era portate tutte cinque sui rami, Cosimo, una qua e una là, e si gustavano il tepore, tutte nude, cogli ombrellini aperti per non farsi scottare dal sole, e il Barone era lì in mezzo, che leggeva versi latini, non riuscii a capire se d’Ovidio o di Lucrezio.
da Il Barone rampante
Tags: islabonita, nico orengo, isolabona, performance, anguille, maddalena
giovedì 14 luglio 2011
Help
Gli amici che mi conoscono di persona (e ormai sono un drappello che seguono il blog) e quelli che mi leggono da molto tempo si ricorderanno di certo cosa combinammo il 5 agosto del 2007 e il 24 agosto 2008. Se volete vedere i numerosi post che vi ho dedicato potete prendere dall'archivio i rispettivi mesi dei rispettivi anni. Detto senza esagerazione furono due performance indimenticabili, e i giornali locali vi dedicarono intere pagine.
La prossima settimana si replica anzi si triplica. Con lo scenario per così dire ribaltato. Nelle manifestazioni precedenti l'input era sempre venuto da Nico Orengo e noi poi vi avevamo aggiunto il nostro entusiasmo e quel pizzico di follia che ci ha sempre contraddistinto. Ma Nico non c'è più. E però prima di andarsene ha fatto il grande dono di dedicare al mio paese l'ultimo suo romanzo "Islabonita".
Così sabato 23 a Isolabona (IM) gli verrà intitolata una piazza e (quasi) tutti noi che eravamo presenti negli anni passati saremo lì a rappresentare i vari personaggi del libro e anche qualcosa di più, parecchio di più, per dissacrare con gentilezza l'ufficialità. Lui di sicuro avrebbe voluto così.
In queste situazioni ognuno ha più compiti. Io li ho assolti tutti meno uno. Incaricato tra le altre cose di trovare una schiuma di lunga durata, almeno quaranta minuti in una vasca da bagno, non sono ancora riuscito a trovarla. Potete bene immaginare che in questa vasca non ci saranno paperelle ma...
Qualcuno mi potrebbe dare qualche indicazione utile?
Tags: Nico Orengo, Islabonita, Isolabona, piazza
lunedì 27 settembre 2010
Panorama e paesaggio
Panorama è Natura nuda e cruda. Paesaggio è Natura addomesticata.
Sono stato questo fine settimana, come avevo scritto in un commento al post precedente, nelle Langhe e nel Roero di Piemonte, zone per l'appunto di Natura addomesticata come potete vedere dalle foto sopra.
Il motivo per cui sono andato là era che si dava questo premio "Roero: Vino e territorio. Estetica del paesaggio agrario", inventato dall'amico Nico Orengo e giunto ormai all'ottava edizione.
E quest'anno il premiato è stato Jean-Marie Rey, figura unica nell'ambito del vivaismo mediterraneo. Pensate che nei 220 ettari della sua azienda ha raccolto 4200 varietà di piante, tra cui 250 di ulivi, altrettanti di oleandri, 100 di fichi, 25 di rosmarini e via andando.
Ma c'erano altri motivi per essere a Canale d'Alba e a Roccapaglia, nel comune di Pocapaglia, sulla riva sinistra del Tanaro.
Uno era una specie di gemellaggio o amicizia che dir si voglia tra queste terre del basso Piemonte e la Liguria, sia la mia, quella di Ponente, sia l'altra, quella delle Cinque Terre a levante, con l'obiettivo sempre del paesaggio rurale (andate a vedere queste fasce aeree di viti liguri che avevo pubblicato nel 2008).
L'altro è che si è deciso di dedicare ogni anno un albero a Nico prendendo spunto dai suoi romanzi, e si è cominciato con l'ulivo. Per questo ero stato incaricato di fotografarne alcuni. Delle immagini prodotte ne pubblico una (foto sotto).
Due giornate belle belle che mi hanno riempito gli occhi e il cuore e la mente.
Ringrazio molto Luciano Bertello, dell'Enoteca regionale del Roero, per la squisita ospitalità e gentilezza riservata a me, alle mie amiche a ai mie amici.
Technorati Tags: langhe, roero, paesaggio, pocapaglia, canale d'alba, enoteca
domenica 20 giugno 2010
Mostra FAI ad Apricale
Nell'aereo spazio espositivo dentro il Castello della Lucertola, già teatro delle opere di Picasso, Armand, Mirò, Folon, ieri ad Apricale (IM) inaugurazione della mostra "ARTE x ARTE ad Apricale: il FAI per i suoi amici ARTISTI".
Li nomino tutti
Giovanni Agosta, Cesi Amoretti, Clarindo Bassani, GiovanniBerio “Ligustro”, Sergio "Ciacio" Biancheri, Alberto Cane, Bruno Casetta, Marco Cassini, Renzo Cassini“Cascin”, PierLuigi Cattaneo, Saverio Chiappalone, Enzo Consiglio, Sergio Frattarola, Ruggero Gervasoni, Ugo Giletta, Marco Gilioli, Maria Gioseffi, Claudia Lauro, Carlo Maglitto, Enzo Maiolino, Diego Mazzonelli, Pina Morlino, Bruno Muran, Lilio Domenico Pagnini, Max Pellegrini, PierPaolo Quaglia, Natalie Silva, Mara Taggiasco, Giovanni Tamburelli, Judit Török, Pino Venditti, Osvaldo Viale.
Ma tra questi nomi ce n'è un intruso, il mio. In quanto anche se sono esposte tre mie fotgrafie non sono per niente un artista.
La mosta si chiuderà domenica 4 luglio, e alle ore 18.00 ci sarà un omaggio a Nico Orengo:
Ponente e “canzonette”
testi di Nico Orengo letti da Elio Marchese
canzoni di Paolo Conte, Fabrizio de Andrè e Francesco De Gregori
interpretate dal “3 P. trio”
presenta
Maurizio Di Maggio di Radio Montecarlo
al termine un brindisi all'arte, alla letteratura e alla musica.
venerdì 28 maggio 2010
Gli amici leggono Nico Orengo
Ad un anno dalla scomparsa, ci siamo ritrovati ieri sera noi amici di Nico Orengo al teatro Gobetti di Torino.
E' stata una sequenza di letture dalle sue opere con gli intervalli musicali del Trio Para-Guai per due ore filate.
Così Nico è stato di nuovo tra noi, e ognuno lo ha rivisto alla sua maniera, legata ai ricordi della vita e alle emozioni generate dai suoi libri.
Di solito si legge in solitudine. Quando la lettura viene condivisa, e quello che si legge è ciò che ha scritto un amico che non c'è più, si pesa con mano il ricco patrimonio che ci ha lasciato e si capisce a fondo il valore insostituibile della letteratura.
Technorati Tags: nico orengo, teatro gobetti, torino
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