Un Paese in decadenza ha anche la lingua in decadenza. Non saprei dire se la decadenza del Paese preceda quella della lingua o se sia il contrario, ma forse procedono di pari passo. Sia la lingua parlata che quella scritta. E così l'ortografia va a farsi benedire.
Vedo spesso "io dò" con l'accento,"egli da" senza accento, "pò" con l'accento anziché l'apostrofo, "perchè" con l'accento grave, e compagnia cantando. Si è poi diffuso il malvezzo di sostituire agli accenti gli apostrofi, per la pigrizia di trovare sulla tastiera la vocale accentata, tipo «E'» al posto di «È».
Qualcuno mi potrebbe accusare di pignoleria ma io questi errori li trovo come le note stonate nella musica. E quindi ne viene fuori una scrittura stonata. Queste considerazioni mi sono venute quando oggi nella centralissima via Dante a Milano ho visto il tabellone pubblicitario qui sotto. Così via facebook ho mandato un messaggio all'azienda che subito mi ha risposto.
QUI tutte le foto del sabato (310 post).
Visualizzazione post con etichetta Linguaggio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Linguaggio. Mostra tutti i post
sabato 11 gennaio 2020
sabato 5 ottobre 2019
Il cesso aereo
Milano, vicino a piazza Gae Aulenti
Guardate questo cesso in che posizione è. Certo che chi patisce di vertigini se la farebbe sotto. A dir la verità subito volevo dire bagno o anche toilette, poi ho avuto un sussulto pensando alle "parole da salvare" di di cui si parla nel penultimo post.
Ma perché non si adopera (quasi) più la parola cesso in senso proprio? Ma solo in quello figurato.
Buona domenica.
QUI tutte le foto del sabato (298 post).
Guardate questo cesso in che posizione è. Certo che chi patisce di vertigini se la farebbe sotto. A dir la verità subito volevo dire bagno o anche toilette, poi ho avuto un sussulto pensando alle "parole da salvare" di di cui si parla nel penultimo post.
Ma perché non si adopera (quasi) più la parola cesso in senso proprio? Ma solo in quello figurato.
Buona domenica.
QUI tutte le foto del sabato (298 post).
giovedì 26 settembre 2019
Parole da salvare
È partita da
Milano la campagna della Casa editrice Zanichelli per salvare le parole della lingua italiana che rischiano di perdersi. Quelle considerate a rischio sono 3126 e nell’edizione 2020 del vocabolario Zingarelli saranno accompagnate da un fiorellino, simbolo che le segnala come "Parole da salvare": termini della lingua comune sempre meno presenti nell'uso scritto, orale e nei mezzi di informazione. È nato così il progetto #paroledasalvare. L’iniziativa coinvolgerà Milano, Torino, Firenze, Bologna, Bari, Palermo. In ogni città sarà allestita una grande installazione-vocabolario e sulla quarta di copertina avrà un monitor touchscreen che proporrà a rotazione 5 dei 3.126 lemmi da salvare tra cui sceglierne una. Potete vedere di più sul sito della Zanicheli.
E voi ne avete parole da salvare?
Foto scattate in Largo la Foppa
E voi ne avete parole da salvare?
giovedì 23 marzo 2017
Seno o tette?
Milano, via Cesarotti
Mi sembra che ormai la parola "tette" sia stata sdoganata perché la pronunciano con naturalezza sia maschi che femmine. Perché non l'hanno scritta anche nella pubblicità che vedete?
Ops, pardon, anche voi continuate a dire seno?
Mi sembra che ormai la parola "tette" sia stata sdoganata perché la pronunciano con naturalezza sia maschi che femmine. Perché non l'hanno scritta anche nella pubblicità che vedete?
Ops, pardon, anche voi continuate a dire seno?
mercoledì 9 marzo 2016
Al bando il punto esclamativo
Il governo inglese ha dichiarato guerra al punto esclamativo. Il suo abuso da parte delle nuove generazioni, dedite a condire qualsiasi osservazione con una scarica di !!!, è considerato «arrogante» e «oltraggioso», oltre che di cattivo gusto. I bambini britannici crescono nella confusione più totale, mettendo gli esclamativi dove ci vorrebbero gli interrogativi («Ciao, come stai!!!») e vengono indotti a concepire la vita come una sequela di eventi straordinari anche quando si tratta di gesti quotidiani («Ho portato il cane a fare pipì!!!!!»). Un mondo di punti esclamativi è un mondo ipereccitato e fuori controllo. Perciò gli esclamativi verranno estirpati dai libri di testo e sopravviveranno solo in situazioni sporadiche e usati uno per volta. (!) Il ministro britannico dell’Istruzione ha tutta la nostra solidarietà per l’ardua sfida che si è scelto. Il punto esclamativo è il papà degli emoticon, le faccine che servono a dare una personalità alle tante parole che i ragazzi, e non solo loro, si scrivono incessantemente al telefono. Immaginare una conversazione ridotta al punto e punto virgola cari a Totò è impresa nobile, ma improba. In Italia si era tentata in passato una battaglia contro i puntini di sospensione, specie quelli piazzati in mezzo alla frase per annunciare una battuta di spirito che… non fa mai ridere. Non si venne a capo di nulla. Gli inglesi saranno sicuramente più bravi di noi, anche se mi consola la scoperta che il ministro Gibb, quello che vuole sterminare il punto esclamativo, ha un profilo Twitter dove comunica quasi soltanto con gli esclamativi.
Massimo Gramellini oggi su la Stampa
Non so voi ma io dubito fortemente che si possa mettere argine alle mitragliate di punti esclamativi con una legge.
Su questo particolare punto avevo già scritto un post.
venerdì 20 febbraio 2015
Dillo in italiano
Questa mattina ho letto su vari quotidiani che il concerto alla Scala del primo maggio in concomitanza con l'apertura dell'Expo era sold out. Visto che all'Expo si parla di cibo possibile che a nessuno sia venuto in mente di parlare come mangia, e dire biglietti esauriti al posto di sold out? Ma neanche per sogno.
E così ecco che per contrastare questi imperanti fastidiosi invadenti e perlopiù inutili anglicismi ogni mezzo è buono. Anche questa petizione lanciata da Internazionale.
Di solito credo poco al valore di queste petizioni ma questa volta la firmo. Se volete farlo anche voi andate QUI.
E visto che ci siamo sarebbe bello se scriveste una parola in inglese di cui potremmo fare tranquillamente a meno.
E così ecco che per contrastare questi imperanti fastidiosi invadenti e perlopiù inutili anglicismi ogni mezzo è buono. Anche questa petizione lanciata da Internazionale.
Di solito credo poco al valore di queste petizioni ma questa volta la firmo. Se volete farlo anche voi andate QUI.
E visto che ci siamo sarebbe bello se scriveste una parola in inglese di cui potremmo fare tranquillamente a meno.
martedì 5 marzo 2013
La Rete è per sua natura estremista?
Era da un po' che volevo scrivere un post del genere e adesso sono quasi costretto a farlo tirato per i capelli dalla lite scoppiata in questo post tra Lorenzo e Carlo.
Essendo ormai un blogger di lungo corso ne ho viste di tutti i colori, in giro e qui, e quindi mi sono fatto un'idea. Che sui blog e i social network non può esistere discussione politica in maniera pacata tra sostenitori di diverse posizioni. Dalla provocazione più o meno esplicita si passa quasi in automatico agli insulti sempre più grevi fino ad arrivare alle minacce.
Non mi riferisco al caso in questione ma sto parlando in generale. Sarà che non ci si vede in faccia, sarà che le parole scritte sono più pietre di quelle dette, sarà (certe volte) la maschera dell'anonimato che dà coraggio ai codardi, sarà quel che sarà, sta di fatto che il mondo viene diviso in bianco e nero senza sfumature intermedie. E quindi il ragionamento e la dialettica vengono del tutto mortificati, ridotti a un banale bivio da scegliere. .
Quando poi addirittura non si assiste a una specie di regressione infantile "Ha cominciato lui" "No è stato lui", e via di queste amenità. Mister Casaleggio quando ha citato tempo fa il mio amato "1984" mi ha aperto gli occhi. E ho capito. Che la Rete è un rudimentale, per adesso, mezzo di comunicazione. E quindi diventano anche rudimentali e rudi quelli che comunicano, perché il linguaggio che adoperano è semplificato al massimo. Mestiere che era proprio quello di Winston Smith, protagonista del romanzo di Orwell: semplificare la lingua e di conseguenza semplificare le menti.
Lorenzo mi ha scritto una mail dicendo che non farà più commenti qui. Mi piacerebbe un commiato pubblico.
Essendo ormai un blogger di lungo corso ne ho viste di tutti i colori, in giro e qui, e quindi mi sono fatto un'idea. Che sui blog e i social network non può esistere discussione politica in maniera pacata tra sostenitori di diverse posizioni. Dalla provocazione più o meno esplicita si passa quasi in automatico agli insulti sempre più grevi fino ad arrivare alle minacce.
Non mi riferisco al caso in questione ma sto parlando in generale. Sarà che non ci si vede in faccia, sarà che le parole scritte sono più pietre di quelle dette, sarà (certe volte) la maschera dell'anonimato che dà coraggio ai codardi, sarà quel che sarà, sta di fatto che il mondo viene diviso in bianco e nero senza sfumature intermedie. E quindi il ragionamento e la dialettica vengono del tutto mortificati, ridotti a un banale bivio da scegliere. .
Quando poi addirittura non si assiste a una specie di regressione infantile "Ha cominciato lui" "No è stato lui", e via di queste amenità. Mister Casaleggio quando ha citato tempo fa il mio amato "1984" mi ha aperto gli occhi. E ho capito. Che la Rete è un rudimentale, per adesso, mezzo di comunicazione. E quindi diventano anche rudimentali e rudi quelli che comunicano, perché il linguaggio che adoperano è semplificato al massimo. Mestiere che era proprio quello di Winston Smith, protagonista del romanzo di Orwell: semplificare la lingua e di conseguenza semplificare le menti.
Lorenzo mi ha scritto una mail dicendo che non farà più commenti qui. Mi piacerebbe un commiato pubblico.
mercoledì 11 luglio 2012
Panfilo
Ci sono parole che a poco a poco diventano desuete perché desuete sono diventate le cose che stanno ad indicare. Prendiamo panfilo. Quand'è l'ultima volta che l'avete sentito nominare o letto su un articolo? In un romanzo è più facile.
Un panfilo, questo panfilo, m'è uscito mentre cercavo una foto nel mio archivio e la parola desueta m'è ritornata. Ma questo tipo di imbarcazioni non sono esattamente come quelle, più moderne d'accordo, che vengono adoperate per lo stesso scopo adesso e chiamati yacht? E allora perché panfilo lo abbiamo messo in soffitta?
Nell'immagine a me sembra che anche il mare sia un mare d'altri tempi vestitosi apposta di questi colori per fare pendant con l'imbarcazione demodé.
Tags: panfilo
sabato 29 gennaio 2011
Neologismi che non lo sono
Quando ho letto il termine ho pensato che fosse una parola nuova di conio ed entrata fresca fresca nel vocabolario italiano. A dirla tutta m'è venuta anche una mezza idea che chi l'aveva scritta se l'era inventata di sana pianta perché gli suonava bene. Così sono andato a vedere sullo Zingarelli. Niente, non c'era, ma quel dizionario che ho è di sei anni fa. Per fortuna l'onnipotente Google m'è venuto in aiuto e ho visto che esiste.
La parola è "esfiltrare" e l'ha adoperata Giuseppe D'Avanzo su Repubblica per indicare un'azione del premier in una delle tante scene sotto il torchio dei PM in questi giorni.
Mi sapreste dire a quale azione si riferisce?
Aggiunta, domenica, ore 23.50
Questo aveva scritto D'Avanzo:
"Le telefonate che aveva fatto il premier alla questura di Milano per esfiltrare Ruby" dalle grinfie della polizia.
Complimenti Zicin, sei l'unica ad aver risposto esattamente.
La parola è "esfiltrare" e l'ha adoperata Giuseppe D'Avanzo su Repubblica per indicare un'azione del premier in una delle tante scene sotto il torchio dei PM in questi giorni.
Mi sapreste dire a quale azione si riferisce?
Aggiunta, domenica, ore 23.50
Questo aveva scritto D'Avanzo:
"Le telefonate che aveva fatto il premier alla questura di Milano per esfiltrare Ruby" dalle grinfie della polizia.
Complimenti Zicin, sei l'unica ad aver risposto esattamente.
Technorati Tags: esfiltrare, neologismi
martedì 18 gennaio 2011
Pane al pane e vino al vino
Quando si vuole dare il giusto peso alle parole non si dice cacca ma merda, non si dice sedere ma culo. Non si dice prostituta ma puttana, e puttaniere chi le frequenta. Vedo, almeno sui giornali che leggo (la tv non la guardo in questi giorni) che un leggero passo avanti è stato fatto per arrivare alla parola giusta delle note vicende, perché da escort si è passati a scrivere prostituta. Un ulteriore passo deve essere fatto per ridare precisione alla ricchezza della nostra bella lingua: e allora vorrei vedere questo titolo in prima pagina su tutte le colonne disponibili "Il Cavaliere è un Puttaniere", che suonerebbe anche bene.
E sia ben chiaro, senza nessun significato offensivo. Come pura constatazione.
E sia ben chiaro, senza nessun significato offensivo. Come pura constatazione.
Technorati Tags: berlusconi, puttane, puttaniere
Iscriviti a:
Post (Atom)










