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Visualizzazione post con etichetta Scuola. Mostra tutti i post
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sabato 18 giugno 2022

Un percorso tattile-sensoriale nella nostra casa

Questo martedì una bella iniziativa nella nostra casa. Un percorso tattile-sensoriale tra il chiostro e il giardino. Due gruppi (15 per volta) di ragazzini/e bendati/e a scoprire opere d'arte senza l'uso della vista. Alla fine tutti a definire l'esperienza con un aggettivo su un post-it: stupenda, emozionante, particolare, bellissima. buia...

Credo proprio che l'iniziativa si ripeterà. Anche con non vedenti.

percorso tattile-sensoriale
percorso tattile-sensoriale
percorso tattile-sensoriale
percorso tattile-sensoriale
percorso tattile-sensoriale
percorso tattile-sensoriale
percorso tattile-sensoriale
percorso tattile-sensoriale
percorso tattile-sensoriale
percorso tattile-sensoriale


percorso tattile-sensoriale
percorso tattile-sensoriale











QUI tutte le foto del sabato (423 post)

mercoledì 16 settembre 2020

martedì 10 ottobre 2017

Andavamo alle medie da soli e siamo ancora vivi

Quando facevo le medie, per arrivare dal paesello a Ventimiglia dove c'era la scuola, mi imbarcavo su una corriera (si adopera ancora questo termine?) che percorreva tutta la val Nervia. Io avevo dodici chilometri da fare, ma per i miei compagni che venivano dai paesi più in alto il percorso era ben più lungo. Da soli prendevamo quel mezzo, sia a salire che a scendere. Nessuno ci accompagnava. E siamo ancora vivi.

Leggo adesso di questa circolare che impone l'obbligo ai genitori dei ragazzini che frequentano le medie di accompagnarli, sia all'entrata che all'uscita.  Pena la denuncia per abbandono di minore.
E allora mi chiedo: visto che la minore età finisce a diciott'anni fino ad allora i genitori dovranno accompagnare i pargoli ormai cresciutelli?

La prendo un po' in ridere, ma credo che ormai abbiamo perso la bussola. E andiamo avanti a tentoni. Avanti?

martedì 6 dicembre 2016

Vietato alzare la mano in classe


Vi ricordate? Oh sì che vi ricordate, sia che la mano la alzavate voi sia che la alzavano quasi sempre quei due o tre che erano i primi della classe. E il prof o la prof compiaciuti perché la lezione andava per il verso giusto.

Ebbene il preside Barry Found della Samworth Church Academy School di Mansfield ha annunciato con una lettera ai genitori che i suoi insegnanti avrebbero cominciato ad adoperare altri metodi e che la mano alzata per rispondere sarebbe stata bandita nella sua scuola. «Abbiamo deciso di tentare qualcosa di nuovo - ha scritto - perché abbiamo constatato che sono sempre le stesse le mani che si alzano quando un insegnante fa una domanda. Non ci sembra un modo soddisfacente per aiutare e incoraggiare tutti i ragazzi all’apprendimento».

Inutile dire che che una disposizione del genere ha creato reazioni diverse e contrastanti. Dentro e fuori quella scuola, e tra gli studenti e i genitori.

Mi chiedo cosa succederebbe se una simile divieto fosse adottato da qualche preside nostrano.

venerdì 9 settembre 2016

Se il mandorlo è in fiore la rosa marcisce...

Questa è una delle 60 domande del test di medicina 2016. Su, al volo, qual è la risposta giusta?

test medicina 2016
E comunque voi pensate che da domande come queste si può valutare se uno sarà un buon medico o se ha la predisposizione ad esserlo?

venerdì 21 novembre 2014

Olio d'oliva prodotto a Milano dai ragazzi delle scuole

amicolivo oli de milan

Ogni autunno faccio un po' d'olio che ricavo da ulivi secolari che piantarono i miei avi. Ne parlai QUI. Ma quest'anno, per diversi fattori, l'annata  è scarsissima e per me nulla.

Ben vengano iniziative che servano a far conoscere meglio questo essenziale elemento della nostra tavola, e di più ancora se queste iniziative sono rivolte ai ragazzi: come questa che si sta svolgendo in questi giorni a Milano che è stata chiamata "L'oli de Milan" e che coinvolge 1600 bambini di 71 classi di scuole primarie della zona di Porta Venezia. La settimana della frangitura "Amico ulivo" si snoda dal 17 al 23 novembre all'orto botanico di via Valvassori Peroni, e riguarda tutto il processo di produzione: frangitura, separazione e successiva confezione di migliaia di bottiglie d'olio da mezzo litro con l'aggiunta delle etichette disegnate dagli stessi alunni. Le olive sono pugliesi e provengono dalla zona del lago di Varano in provincia di Foggia. È anche una maniera intelligente per focalizzare l'attenzione sull'epidemia di Xylella fastidiosa che sta minacciando la vita di numerosi alberi vegliardi della nostra terra.

E voi per l'olio della vostra cucina come vi comportate?

amicolivo oli de milan

venerdì 28 ottobre 2011

Alluvione in Liguria: chi parla di fatalità è colluso con i pescecani del cemento




Più di tre anni fa pubblicai un post dal titolo Il partito del cemento - Il nuovo sacco della Liguria. Era la recensione di un libro sugli sfregi irrimediabili fatti a quella terra nergli ultimi decenni. Mi autocito
Proprio di questo parla un libro inchiesta uscito da pochi giorni, Il partito del cemento, scritto da due bravi giornalisti, Ferruccio Sansa e Marco Preve. È la storia documentata, punto per punto, dei maneggi che si svolgono nei retrobottega della politica frequentati da imprenditori e banchieri, quasi tutti prima o poi inquisiti, qualcuno passato anche per le patrie galere, che intrecciano con gli amministratori pubblici, rapporti quantomeno dubbi sul filo dell'illegalità. Non c'è differenza tra destra e sinistra, i veri inciuci sono questi, fatti sottobanco, molto più pericolosi per la democrazia di quelli dichiarati alla luce del sole che generano scandalo solo negli sprovveduti. Nel libro si parla delle furbate per aggirare le leggi, come quella, che sarebbe ridicola se non fosse troppo seria, delle torri antincendio che diventano ville, dello spregio cinico di questa classe dirigente per questa terra bellissima che ha trasformato, nell'arco di un cinquantennio, in una regione che si sta estinguendo. Si estingue nei posti di lavoro, nella popolazione, nella cultura, e rimane, di quello che era stata, solo uno struggente ricordo.

La Liguria è una terra verticale che nei secoli i nostri antenati, con grande maestria e tanto sudore, hanno saputo sfruttare terrazzandola dal mare fino alle montagne. Sempre in equilibrio precario, bisognosa di continue attenzioni, una terra lenta che, l'ho scritto anche da altre parti, ha la sventura di trovarsi adesso in asincronia con il fluire nevrotico di questo tempo che ci è dato vivere.

E così l'acqua delle piogge, prima rallentata dal terreno che ne assorbiva una parte e convogliata in mille rivoli che i nostri contadini sapevano controllare, adesso prende un abbrivio inarrestabile lungo i fianchi delle colline cementificate da una speculazione edilizia feroce che di riffa e di raffa è riuscita a trasformare terreni da agricoli in edificabili. Case, villette, villoni, condomini, che spesso hanno tra di loro lo stretto spazio essenziale, come in una metropoli. Ve ne fate una chiara idea percorrendo in treno il litorale.

I disastri di questi giorni mettono sul banco degli imputati un'intera classe politica tenuta in pugno da una banda di pescecani che fa il bello e il brutto tempo. In questi ultimi anni poi si è fatta avanti con grande successo la mafia o 'ndrangheta che dir si voglia, e la linea di demarcazione fra pescecani visibili e quelli sommersi è sempre più opaca e sfumata. Dall'altra parte della Liguria, cioè nel Ponente, a Bordighera è stato sciolto il consiglio comunale per infiltrazioni mafiose e Ventimiglia è sotto osservazione dagli ispettori dell'Interno per gli stessi motivi.

Del resto è questo lo specchio dell'Italia, e fra qualche giorno, seppelliti i morti, non se ne parlerà più, fino alla prossima tragedia. Anche questo è specchio dell'Italia.


Le foto qui sotto le scattai nel gennaio del 2010 da Civezza che è proprio di fronte alla collina violentata e le pubblicai in questo post. Una cava, dagli effetti devastanti, per rifornire di massi e pietrisco i costruendi porticcioli, altra insensatezza in corso d'opera. Gli alberi che vedete in basso nella seconda foto sono un uliveto. Chissà che fine avranno fatto.



giovedì 24 marzo 2011

Che il familismo rimanga fuori dalla scuola

Al glorioso liceo Parini di Milano un gruppo di insegnanti ha chiesto il trasferimento. Motivo: non sopportano più l'invadenza di alcuni genitori, che secondo i docenti in fuga sarebbero prodighi di consigli quanto di insulti e minacce.

Sia o non sia eccessiva la suscettibilità dei prof, la questione sollevata è di assoluto rilievo. Riguarda l'autonomia della scuola pubblica, che non è insidiata solamente dalla grettezza ostile del governo, o dal ventilato ingresso di imprecisati "sponsor privati".

Anche la famiglia, che in Italia è un'istituzione meritevole quanto ingombrante, minaccia l'autonomia della scuola nei (tanti) casi in cui i genitori-sindacalisti e genitori-avvocati pretendono di ficcare il naso in faccende come la didattica e la disciplina, e sempre per difendere o giustificare i figli non ancora bamboccioni, ma già - con genitori così - sulla buona strada per diventarlo.

Non so se, sull'argomento, la mia opinione sia rivoluzionaria o reazionaria, ma la famiglia deve stare il più possibile lontana dalla scuola. La scuola è il primo luogo dove i figli sono (finalmente) sottratti alla protezione dei genitori. Siano ottimi o mediocri o pessimi i docenti, è affare dei ragazzi imparare a conoscerli e fronteggiarli, cominciando a prendere le misure della vita. Poiché il familismo italiano non conosce argini né pudore sarebbe bene che qualcuno cercasse di fermarlo almeno sul portone di un liceo.

Michele Serra
L'AMACA di oggi


Visto che questo blog è anche seguito da parecchi e parecchie insegnanti o ex mi aspetto la loro opinione.

Aggiornamento, 25 marzo
Prof insultati, ispezione al Parini

giovedì 25 novembre 2010

Farsi scudo...

... della forza



Ognuno di noi si fa scudo di qualcosa. È inevitabile per non rimanere nudi e inermi. Il pericolo sempre in agguato è che questo scudo si trasformi in una corazza.


... della cultura



mercoledì 22 settembre 2010

Libro e moschetto


È un protocollo d'intesa fra il Ministero della Difesa e quello dell'Istruzione, in altre parole Ignazio La Russa e Mariastella Gelmini si sono protocollati. Il primo ci mette le armi e gli istruttori, la seconda fornisce gli allievi e le allieve che impareranno a sparare. Tutto vero purtroppo.

Una circolare del comando militare lombardo rivolta ai professori delle scuole superiori informa che d'ora in avanti sarà valido come credito formativo un corso teorico pratico che permetterà di avvicinare gli studenti "in modo innovativo e coinvolgente alle forze armate".

Si insegnerà loro anche a tirare con l'arco e a sparare con la pistola (ad aria compressa), e in più ci si eserciterà "in percorsi ginnico militari".

Seguirà, a fine corso, "una gara pratica tra pattuglie di studenti (avete letto bene, proprio pattuglie)", come nella migliore tradizione dei collegi militari.

Evidentemente, per fare tutto ciò, avanzavano dei soldi.

Notizia da Qui.


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