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sabato 16 giugno 2018

Campane campanili e campanari


Abito proprio di fronte a questa antica chiesa e devo dire che il suono delle campane non mi dispiace. Forse è giusta la tonalità che le mie orecchie gradiscono. Però mercoledì scorso, verso le undici e mezzo, ho sentito uno scampanio prolungato e diverso dal solito, a più riprese. Fuori orario e fuori regola. E così sono uscito per vedere cosa mai succedesse e mi sono trovato davanti questo furgone. Intanto le campane si erano calmate e poco dopo è apparso un giovanotto simpatico che, inutile dirlo, è risultato essere il proprietario del furgone e l'autore del suddetto scampanio.

Era il tecnico che stava facendo il giro delle chiese per controllare se i meccanismi che fanno suonare le campane fossero in ordine. E già, perché di campanari ormai ne son rimasti ben pochi e i din don non vengono più generati da mani o piedi ma da impulsi elettrici. Abbiamo parlato di fusioni, di leghe, di tonalità e naturalmente di campanari.

Ora dovete sapere che un  po' di anni fa mi era presa la smania di fotografare tutti i campanili dell'estremo Ponente ligure e così assieme a Gian Paolo (ciao Gian Paolo) girammo per colli e valli. La galleria di foto è QUI. Avemmo anche la fortuna di incocciare in due singolari campanari. Ne pubblico le foto sotto.

Buona domenica.








Gianluca Ozenda sul campanile di Glori, frazione di Molini di Triora. Campanaro e autore di uno studio documentatissimo su tutte le campane e i campanili della valle Argentina.



Il campanaro Bernard Duval detto "Bernà da caranca" di Saorge (in italiano Saorgio) nella val Roja. Saorge è un paesino che passò alla Francia nel 1860 con la cessione della Savoia e di Nizza


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sabato 9 giugno 2018

Milano, più verde di così

Le foto le ho scattate in questi giorni in zona di Porta Romana.


Buona domenica

casa verde in via quadronno
casa verde in via vaina


casa verde in via vaina



Forse qualcuno si ricorda di queste case nelle foto che seguono che pubblicai lo scorso autunno.

casa verde in via anelli
casa verde in via anelli
casa verde in via anelli
casa verde in via anelli
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giovedì 7 giugno 2018

Il 7 giugno 1918 vicino a Milano, una grande tragedia operaia dimenticata

È il 7 giugno 1918, un venerdì, nella campagna vicino a Milano, un’esplosione devasta lo stabilimento di Castellazzo di Bollate che produce bombe per la guerra in corso, dove lavorano oltre 1500 operaie. Il reparto spedizioni è completamente sventrato. Sul posto arrivano in decine a soccorrere le vittime. Ernest Hemingway, allora diciannovenne volontario della Croce Rossa, dove presta servizio come autista di ambulanze, proprio quel giorno arriva in treno da Parigi a Milano. Nel primo pomeriggio viene chiamato immediatamente e inviato sul luogo del disastro per prestare soccorso.

Cinquantanove vittime e oltre trecento feriti, per la maggior parte donne

Nonostante questa testimonianza però, l’incidente viene rimosso dalla memoria collettiva. È una tragedia nella tragedia che si abbatte su una popolazione già provata da una guerra che l’ha stravolta: solo in Italia i morti sono oltre 1 milione e i profughi decine di migliaia. La propaganda governativa pro-bellica, per creare consenso tra l’opinione pubblica, censura gli eventi più drammatici e la stampa minimizza il fatto. L’incidente terribile avvenuto in un paesino della campagna lombarda, raccontato da Hemingway non viene ricollegato all’esplosione della Sutter & Thévenot. Dello scoppio non si parla, la storia delle vittime e dei feriti cade nell’oblio per quasi novantadue anni.

Di più QUI

tragedia dimenticata delle operaie di castellazzo di bollate

tragedia dimenticata delle operaie di castellazzo di bollate


tragedia dimenticata delle operaie di castellazzo di bollate






sabato 2 giugno 2018

La mangiatoia

La mangiatoia

Milano, via Padova

La mangiatoia

Un nome migliore per il negozio no?


Buona domenica.




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giovedì 31 maggio 2018

Neanche Machiavelli...

Machiavelli

Neanche Machiavelli sarebbe potuto arrivare a tanto:  a quello che stanno combinando per formare il nuovo governo. Neanche lui che di fini e di mezzi se ne intendeva. Ma questi di più.

lunedì 28 maggio 2018

Ahi serva Italia, di dolore ostello...

Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di provincie, ma bordello!


 

Dante Alighieri
Purgatorio, canto VI

sabato 26 maggio 2018

Fiori fiorellini e altro


Quest'anno ho seminato senza risparmio alcune varietà di fiori. Sono venute fuori piantine in abbondanza e ne regalerò a destra e a manca. Quelle che vedete, e che ho appena travasato, sono astri. Ad essi, in questi giorni, fanno visita in continuazione piccoli fiorellini bianchi. Figli di un albero soprastante. Sapreste dirmi che albero è?
(potete ingrandire la foto)

Buona domenica.

Aggiunta, mercoledì 30
Ecco l'albero, è un ulivo. Nel cerchio il vaso. Di ulivi ne abbiamo quattro. Uno più piccolo di questo e due molto più vecchi. Ecco il link a cui si riferiva Fausto.

a
Intanto qui nella casa

Mostra di storia dell’agricoltura in via Berra
Là dove c’era l’erba ora c’è la città (e prima ancora paludi e una grande foresta). Ma quella casa in mezzo al verde... c’è ancora. Stiamo parlando di Casa Berra, in via Berra 10 a Milano, in particolare della mostra che l’ex convento di origine cinquecentesca ospita sotto i suoi portici sabato 26 e domenica 27 maggio (dalle 9 alle 20). Una mostra per ricordare le origini di Crescenzago (una volta comune autonomo e oggi quartiere milanese), dai primi insediamenti preistorici a quelli romani, dalla fondazione dell’abbazia al virtuoso sviluppo agricolo ad opera dei canonici agostiniani. Fino alla figura dell’agronomo Domenico Berra, vissuto qui sotto gli austriaci, e al comitato dei condomini che promosse il restauro della casa e la tutela delle Belle Arti negli anni Novanta. Il tutto sullo sfondo della storia dell’agricoltura, come anteprima dell’offerta alle scuole per il prossimo anno di una mostra didattica sulle origini di Crescenzago e sulle  tappe evolutive dell’agricoltura a livello globale, come questa abbia influenzato il pensiero dell’uomo, dalla religione alla nascita delle classi sociali e delle civiltà. Sarà già visibile in questi giorni,  sotto i portici di Casa Berra, una nutrita anticipazione intitolata “Storia dell’agricoltura fra sincretismo religioso e paganesimo” con l’esposizione di oggetti della tradizione contadina della "collezione Cesare Capone", e dei "ferri" apotropaici (un tempo usati per annullare influssi magici negativi) raccolti da Roberto Messa.



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sabato 19 maggio 2018

Quando il falso è così falso...


Ho scattato la foto in un grande magazzino cinese (Aumai) vicino a casa. Quando ho visto questa sedia "firmata" Pierre Cardin venduta a prezzi stracciati, come stracciati sono tutti i prezzi lì dentro, m'è scappata un'espressione di sorriso divertito. E ho pensato che quando il falso è così evidentemente falso diventa vero, cioè si trasforma in un oggetto di arte surrealista o se volete dadaista. E che quindi anche la legge sulla merce contraffatta non valga.

Buona domenica.



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