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sabato 3 marzo 2018

Giacinti sotto la neve


Erano così in questi giorni i giacinti che avevo piantato un mese fa nel giardino di casa qui a Milano.
Si riprenderanno? Mi hanno detto di sì.

Ditemi di sì, che si riprenderà anche questo nostro Paese in crisi, in crisi di tutto. Ditemi di sì.

Buona domenica, e buon voto se andate a votare.



QUI tutte le foto del sabato (277 post).

lunedì 29 aprile 2013

«C'è chi pensa: peccato che non abbia fatto secco almeno un ministro»

sparatoria a palazzo chigi
Il vero problema non è che qualcuno, magari uno squilibrato, vada davanti a Palazzo Chigi e spari durante il giuramento del governo. Il vero problema è che in questo momento, ne sono assolutamente certo, ci sono alcuni milioni di italiani che pensano "peccato che non abbia fatto secco almeno un ministro".
Dopo aver scritto questo post su facebook ieri alle 12.02 s'è scatenato un fuoco a reti unificate contro Vittorio Bertola, capogruppo dei 5Stelle al Comune di Torino. Ma che ha detto se non la verità?

Perché quante sono in Italia le persone a cui hanno ridotto la loro visuale solo all'oggi senza la possibilità di vedere oltre? E  che ritengono responsabile di questa loro disgraziata situazione la politica tutta, lì sì senza distinzione di destra e sinistra. Ed hanno un odio così permeato dalla testa ai piedi che li acceca, come è accecata un'esistenza che ha l'orizzonte sbarrato a una sola giornata.

Sentivo poco fa a Radio Popolare di Milano la mamma di un figlio handicappato a cui avevano sbattuto ripetutamente le porte in faccia tutte le istituzioni che quelle porte avrebbero dovuto spalancargliele. Questa donna diceva senza remore che le era girato più volte per il cervello la voglia di far fuori qualche politico. È solo un esempio.

Va da sé che un conto è il pensare, un conto il fare. Ma poi quando qualcuno fa, quelli che hanno pensato sono con lui.

Siano un milione, mezzo, due, non ha importanza. Importa che se non si prenderanno misure rapide e fruttuose i disperati, ormai avviliti senza via d'uscita, continueranno ad aumentare.

lunedì 25 marzo 2013

Smarrimento


Avevo scritto tempo fa  (scusate l'autocitazione)
Sono un po' maniaco dell'orientamento. Devo sempre sapere dov'è il Nord. E non parlo solo di boschi e montagne, ma di città, palazzi dentro le città, autostrade e varie situazioni metropolitane. Se non so dov'è il Nord non è che stia male ma mi sento un po' a disagio. Tanta gente che conosco invece vive tranquillamente senza punti cardinali nella testa.
Non parlavo per metafora, volevo dire proprio quello. Di questi tempi però la metafora ci sta tutta perché il Nord metaforico nessuno più sa dov'è, e chi è certo di saperlo è un povero illuso. Così quando ho visto a una fiera questi braccialetti da mettere al polso dei bambini con il numero del cellulare del papà o della mamma ho pensato che sarebbe stato bello averli in caso di smarrimento politico.

Confortante pensiero durato solo un attimo, sopraffatto subito da un altro di pensiero, disperante: che di questi tempi abbiamo perso il padre e la madre e quindi non c'è nessuno a cui telefonare.

L'unica speranza e che sia una parentesi, brutta, ma solo una parentesi, e che poi le stelle di riferimento dei nostri "genitori" tornino a brillare.

venerdì 11 luglio 2008

Viaggio verso l'ignoto

tabellone errato stazione centrale milano

Oggi, quando nella stazione Centrale di Milano ho visto la destinazione di questo treno sono stato tentato di prenderlo. Un viaggio verso una città sconosciuta non segnata su nessuna carta, tutto da scoprire e poi raccontare. Sarebbe stato un vero viaggio. Ma poi l'impegno di un compleanno particolare, ma poi la promessa fatta a Nadia di vederla, ma poi la ricerca di un'Ultima cena del Quattrocento che sembra sia sparita nel nulla (ne parlerò), ma poi non so ancora quante altre cose mi hanno fatto salire la scaletta del solito intercity che era lì a fianco.

giovedì 29 maggio 2008

Per un attimo il cervello in tilt

lettera bambini

Ditemi, appena avete visto questa foto quanto tempo avete impiegato a realizzare? Dico proprio realizzare nel senso di dare un significato plausibile all'immagine. Ognuno di voi avrà avuto il suo tempo di reazione, e non è detto necessariamente che chi ha realizzato prima abbia un processore neuronico più veloce di altri. La visione portata alla stato di coscienza dipende da molti altri fattori.

Sono amante dei paradossi, da Epimenide in poi, e mentre scrivo ho sopra la testa le torri con le cascatelle di Escher di cui vedete la riproduzione sotto. In questo caso forse ci vorrà un po' di più per capire l'inganno. E mi piacciono anche le fughe all'infinito di Bach che sono un'altra faccia della stessa medaglia. Un mondo con una verità che ha bisogno di essere svelata indagando, ragionando, e che può rimandare ad altre verità con conseguenti aperture di nuovi orizzonti insospettati e inesplorati: la conoscenza senza fine.

escher cascata