Pagine

Visualizzazione post con etichetta Burocrazia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Burocrazia. Mostra tutti i post

martedì 10 ottobre 2017

Andavamo alle medie da soli e siamo ancora vivi

Quando facevo le medie, per arrivare dal paesello a Ventimiglia dove c'era la scuola, mi imbarcavo su una corriera (si adopera ancora questo termine?) che percorreva tutta la val Nervia. Io avevo dodici chilometri da fare, ma per i miei compagni che venivano dai paesi più in alto il percorso era ben più lungo. Da soli prendevamo quel mezzo, sia a salire che a scendere. Nessuno ci accompagnava. E siamo ancora vivi.

Leggo adesso di questa circolare che impone l'obbligo ai genitori dei ragazzini che frequentano le medie di accompagnarli, sia all'entrata che all'uscita.  Pena la denuncia per abbandono di minore.
E allora mi chiedo: visto che la minore età finisce a diciott'anni fino ad allora i genitori dovranno accompagnare i pargoli ormai cresciutelli?

La prendo un po' in ridere, ma credo che ormai abbiamo perso la bussola. E andiamo avanti a tentoni. Avanti?

giovedì 23 giugno 2016

Elisa Rigaudo non fa la pipì al Quirinale

elisa rigaudo
Elisa Rigaudo

L'episodio dell'ispettore della Federazione Internazionale di Atletica Leggera che pretende di entrare al Quirinale per prelevare la pipì dell'atleta azzurra Elisa Rigaudo mentre è a colloquio con Mattarella è semplicemente incredibile. Sembra un racconto umoristico, una novella di Gogol sulla burocrazia. Ma è davvero accaduto, nello sbigottimento (e nell'ilarità, immagino) del personale del Quirinale che ha dovuto spiegare a quel signore di nazionalità tedesca che un'udienza dal capo dello Stato non è il momento più adatto per la raccolta delle urine.

Quel signore fa quasi tenerezza. È il simbolo vivente della burocrazia nel suo aspetto più assurdo e al tempo stesso più funesto: quell'ottuso perseguire i propri obiettivi senza mai calarsi nella realtà umana — e nella realtà tout court — in cui si agisce. Moduli da riempire e iter da completare, come un circolo chiuso che ha inizio e fine in una stanza d'ufficio e solo in quella stanza. Il 'fuori' è solo un magma inerte da controllare e da schedare. L'impopolarità della burocrazia sta tutta in questa sua implacabile alterità rispetto alla materia umana. In questo senso la riforma delle riforme, la più difficile e forse la più impossibile, è la riforma della burocrazia. In tutto il mondo. Dalla Germania al Quirinale.
Michele Serra
L'amaca di oggi

venerdì 15 gennaio 2016

Assurdità del dopo Expo


Guardate questo bel legno pregiato del padiglione giapponese dell'Expo. Sarebbe dovuto andare al Comune di Milano e avrebbe potuto essere riciclicato, dopo opportuni trattamenti, in parchi o altri spazi pubblici. E invece no.

Invece no perché il materiale sbarcato a Genova nell'agosto 2014 in otto container non è mai stato sdoganato. Perciò è materiale clandestino. E per renderlo regolare chi lo riceve dovrebbe pagare alla dogana una cifra superiore al valore del prodotto. E quindi verrà bruciato.

Maledetta burocrazia, maledetta e poi ancora maledetta.


martedì 1 luglio 2008

Ultimatum nebuloso della provincia di Imperia

manifesto provincia imperia

La scorsa settimana girando per paesini dell'entroterra della provincia di Imperia ho visto appiccicati qua e là questi manifesti dalla grafica insolita per un annuncio di un ente pubblico. E' una specie di ultimatum. Cari cittadini vi diamo cento giorni per mettervi in regola, dopo se vi pizzichiamo vi facciamo vedere i sorci verdi. Non so se l'idea sia stata partorita dalla mente creativa di qualche politico o di qualche burocrate. Quel che so e che potete vedere anche voi è che non c'è la data da quando parte il conto alla rovescia. Per me potrebbe anche partire il primo gennaio del 2015, oppure il countdown potrebbe addirittura essere già arrivato alla fine. Dimenticanza, dabbenaggine? Ma poi mi frulla un altro pensiero. Che queste menti raffinatissime abbiano di proposito omesso la data per lasciare così tutto nel vago, come spesso sono nel vago i nostri diritti che alcune volte vengono mercanteggiati in quei suk che sono certi uffici pubblici?

Finito lì? E no, c'è dell'altro. Per avere informazioni si può telefonare oppure andare sul sito. Ci sono andato e dall'home vengo mandato a una pagina che spero mi chiarisca le idee. Magari. Leggo che per avere queste benedette informazioni posso telefonare oppure andare sul sito www.provincia.imperia.it. Ma come? Ci sono già sul sito, mi state prendendo in giro?. Però in fondo alla pagina spunta l'icona di un file Word dal titolo "Informazione e consulenza". Ah, ecco, forse ci siamo. Apro il documento e che cosa vedo? Di nuovo i soliti numeri di telefono e la solita url www.provincia.imperia.it e sotto "con il seguente percorso Aree tematiche – autorizzazioni e concessioni". Nel menu di sinistra queste aree tematiche non le vedo però vedo "autorizzazioni e concessioni" e nel sottomenu clicco su Cosap, e che cosa ti succede?, ritorno alla pagina di prima. Così vado all'home, e qui finalmente vedo "Aree tematiche". Clicco il link "autorizzazioni e concessioni" e mi si apre una pagina con una pappardella infinita in cui si parla tra l'altro anche di cartelli pubblicitari e ponteggi aerei, poi arrivo a tre link, Regolamento, Tariffario, Normativa Tecnica. Clicco e mi si apre l'Acrobat Reader, dannati file pdf. Adesso comincio a saperne qualcosa di più. Al posto di questo assurdo labirinto sarebbe bastato un solo link direttamente dall'home. I casi sono due. O sono degli emeriti incompetenti, e questo lo scarterei anche se non si sa mai, oppure sono dei burocrati vendicativi che vedendo perdere potere dalla diffusione della Rete ingarbugliano apposta le informazioni per farci di nuovo incazzare come ci hanno fatto incazzare per una vita negli uffici. E se succede che in qualche manifestazione pubblica un rappresentante della Provincia si sciacqua la bocca con la parola internet e io sono presente state pur certi che gliele canto fino in fondo.

Tempo fa scrissi un post dal titolo Il sito della provincia di Imperia conta frottole, dategli un'occhiata perché penso ne valga la pena.

Aggiornamento 05/07/08
articolo secolo xixLa Provincia, rossa di vergogna, quatta quatta come l'altra volta, ha seguito le nostre indicazioni e ha reso il percorso alle informazioni più breve. Che c'entri l'articoletto uscito ieri sul Secolo XIX che vedete qui a fianco? Questa era una pecca diciamo così d'attualità, ma un giorno o l'altro tiro fuori tutte le pecche storiche che ci sono in questo sito e allora ci sarà veramente da ridere.

mercoledì 14 maggio 2008

Via i fannulloni dagli uffici pubblici?

renato brunetta
Renato Brunetta

Ho picchiato i pugni sui tavoli, ho alzato la voce e sono arrivato a minacciare denunce di fronte a dipendenti pubblici infingardi, accidiosi e maleducati. Tutto per ottenere quello che mi spettava di diritto come cittadino. Le volte che mi sono imbattuto in funzionari gentili e disponibili mi sembravano essi mosche bianche in mezzo a un pullulare di mosconi burocratici untuosi attaccati a briciole di potere derivante da un'accozzaglia di leggi spesso in conflitto tra loro.

Adesso il neo ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta, che, caso raro per me, mi è bello antipatico a pelle, dichiara: «Licenzieremo i fannulloni». E intende dire, a casa gli assenteisti, come se con questo provvedimento, che poi è tutto da vedere se verrà applicato, si risolva il problema della biblica lentezza dell'amministrazione pubblica. Ritengo giusto che chi timbra il cartellino e poi se ne esce a passeggio, chi addirittura il cartellino se lo fa timbrare da un altro, chi si mette in malattia e poi viene beccato sul lido di qualche spiaggia esotica abbia rotto il rapporto di reciproca fiducia che dovrebbe esistere fra lo Stato e il suo dipendente. E che quindi il suo contratto venga risolto.

Ma fannullone, caro Brunetta, non vuol solo dire assenteista. Cosa sono quei dipendenti pubblici le cui pratiche si riempiono di polvere sulle loro scrivanie e altro non fanno che aspettare il 27, fra pause caffè, telefonate private, discussioni sul campionato, corsi di aggiornamento e anche (ih, ih, ih) corsi di autostima? E che dire dei loro capi e dei capi dei loro capi che hanno sottomano la situazione e che, oltre a non far niente per cambiarla, ingenerano essi stessi un clima di lassismo ozioso in cui chi veramente lavora viene guardato storto? Sarà dura cambiare queste comode e negligenti abitudini.

Dice Alfredo Liotta, capo del personale della Regione Sicilia, 14 mila dipendenti di ruolo e 5 mila precari, «Ci vorrebbero i carabinieri per incastrare chi non lavora». E una battuta, anche perché questo dirigente sa bene che se tutti si recassero al lavoro non ci sarebbe il posto fisico per ognuno dove eseguire la propria mansioni e si creerebbe un ingorgo tale che bloccherebbe del tutto la marcia già lenta di questo pachiderma.

lunedì 29 gennaio 2007

La maledizione di Voronoff

gabbie scimmie di Voronoff
La gabbia delle scimmie di villa Voronoff
Ingrandisci la foto

Il 9 ottobre dell'anno scorso l'amico Paolo Veziano mi inviò qui a Milano 3 foto rarissime, avrei dovuto scansionarle e se possibile migliorarle. Le aveva avute dietro insistenza dallo Studio Mariani di Ventimiglia e si riferivano a Serge Voronoff che negli anni Trenta e Quaranta, ammantato di mistero, eseguiva esperimenti sulle scimmie in una grande villa a Grimaldi. A Paolo quelle immagini servivano per il libro, ora in libreria, Sanremo - Una nuova comunità ebraica nell'Italia fascista 1937-1945.
Serge Voronoff si faceva fotografare da Mariani. Serge Voronoff gli mandava la macchina con autista.


Ebbe l'avventatezza, benedetto figliolo, di metterle in una busta e mandarmele per posta prioritaria. Passarono i giorni, poi ne passarono altri e altri ancora, quella missiva non arrivava. Così ritornò da Mariani, spiegò l'accaduto e si fece fare altre stampe. Questa volta me le spedì per posta raccomandata. Anche qui i giorni passarono ma quella raccomandata con le preziose fotografie sembrava svanita nel nulla.

Stavolta però aveva in mano la ricevuta. Dopo ricerche su internet, telefonate a destra e a manca si venne a sapere che il portalettere, proprio quello che viene a casa mia, era stato rapinato. Almeno così asserivano le Poste. Io nutro dubbi. Qualche minuto fa ho eseguito una nuova ricerca, quella lettera risulta ancora giacente a Milano dal 12 ottobre 2006, come vedete dallo screenshot qui sotto. Una maledizione? E così Paolo è ritornato per la terza volta da Mariani...
poste italiane


parto di scimmia
Ingrandisci la foto
Serge Voronoff era sospettato di aver fatto fuori la moglie americana

parto di scimmia
Grimaldi, 1930 circa. Sala operatoria di Villa Voronoff. Due collaboratori assistono un babbuino durante il parto.
In alto - Grimaldi, 1930 circa. Giardino di Villa Voronoff con le imponenti gabbie delle scimmie.

Le foto sono dello Studio Mariani che ne ha i diritti e quindi non vale la regola del Copyright che si legge nella colonna di destra.



Aggiunta, 9 febbraio
Inserisco questo articolo uscito oggi sul Secolo XIX

L’Odissea degli ebrei in Riviera

Sanremo. Si sa molto della comunità inglese in Riviera,negli anni tra le due guerre: a Bordighera, ad esempio, c’era la banca inglese, il console britannico e il tram si chiamava ­non a caso ­ tramway. Si sa molto anche delle feste che i russi o i tedeschi organizzavano a Sanremo: al Casinò, al Royal e negli altri grandi alberghi. Non si sa invece quasi nulla della piccola ­ ma significativa ­ Comunità ebraica della Riviera

Comunità dissoltasi con le leggi razziali e i campi di sterminio; contava quasi trecento persone e due nomi di prima grandezza: il chirurgo Serge Voronoff e il filosofo Walter Benjamin. Colma questa lacuna un bel libro che sarà presentato domani pomeriggio, alle ore 16.30, alla Federazione Operaia di Via Corradi.

Il volume "Sanremo. Una nuova comunità ebraica nell’Italia fascista 1937 1945" (Diabasis, 21 euro) è stato scritto da Paolo Veziano, studioso della presenza ebraica nella provincia di Imperia. L’insediamento degli ebrei stranieri in Riviera arriva al top a ridosso del secondo conflitto mondiale, risultato di un’immigrazione indotta dal progressivo deterioramento delle precarie condizioni di vita in molti paesi dell’Europa centro orientale. Le prime presenze ebraiche nel Ponente sono da attribuire alla bellezza del paesaggio, alla fama cosmopolita di. una città di mare celebre per la mondanità e per la vivacità dei suoi artisti.

«In quegli anni ­ spiega Paolo Veziano ­ c’erano tre piccole sinagoghe, ma anche parecchi alberghi gestiti da ebrei: uno dei quali, alla Foce, era di proprietà della ex moglie di Benjamin. Deportati dalla nostra Provincia, nel novembre 1943, saranno 55: non pochi. Di costoro, solo cinque si salveranno. Nel periodo 1938 40 si registrano tra gli ebrei della Riviera anche cinque suicidi: il che dà la misura di una situazione che si va facendo sempre più difficile».Tra storia e microstoria, Paolo Veziano offre al lettore l’occasione per misurare le conseguenze morali e materiali provocate dai provvedimenti fascisti contro gli stranieri e contro gli ebrei.

Le presenze di alcune figure molto rappresentative come Walter Benjamin e Serge Voronoff rendono il libro davvero prezioso. Del soggiorno di Benjamin a Sanremo e dell’importanza che ha avuto la pensione gestita dalla exmoglie (Villa Verde) , discorre nella postfazione Giulio Schiavoni. Benjamin era un intellettuale berlinese che si muoveva con coltissima disinvoltura tra marxismo ed esoterismo, tra studi di estetica ed esperimenti con gli stupefacenti. Resta ancor oggi molto letto un testo pubblicato da Einaudi: «L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica». Un punto fermo per chi si occupa di storia della fotografia e non solo.

E sempre per quanto riguarda Benjamin il libroni Veziano rispolvera un giallo che meriterebbe di essere ulteriormente approfondito. Secondo alcune fonti, proprio a Sanremo si sarebbe persa una valigia zeppa di carte di Benjamin, valigia che non è mai stata ritrovata e che potrebbe aprire nuovi orizzonti nello studio del filosofo tedesco. Anche Benjamin morirà suicida al confine franco spagnolo per paura di finire nella mani della Gestapo.

La ricca e inedita documentazione in appendice permette inoltre di riflettere sul ruolo che lo scienziato russo Serge Voronoff, trasferitosi a Grimaldi nel 1925, ha avuto nella comunità ebraica di Sanremo. Voronoff è un precursore dei trapianti di organi e a Grimaldi allevava scimpanzè in una grande gabbia: proprio per i suoi esperimenti. Lo scienziato ebreo russo era sia straordinariamente famoso per gli studi sul ringiovanimento sia ricchissimo da potersi permettere una vita mondana sopra le righe. Il regime gli prenderà ogni cosa ma lui riuscirà a salvarsi in America; parte della sua famiglia finirà (e morirà) in campo di concentramento. Anche dall’esilio americano, Voronoff si ricorderà dei poveri ventimigliesi e degli amici della Società operaia di mutuo soccorso di Grimaldi (tuttora esistente).

Tra le storie più comuni,ma altrettanto drammatiche, quella dei Bassi a Ventimiglia (commercianti) e di Alessandro Zitomirski a Vallecrosia (farmacista). Storie fatte di confisca dei beni e, per Zitomirski, anche di espulsione dall’ordine professionale. Nel libro la condanna del fascismo è senza appello: un regime che perseguitava non solo ebrei ma anche «negri e negroidi» non può accampare giustificazioni. Con la lucidità dello storico, Paolo Veziano distingue però «gli anni della tolleranza» dalla successiva «stagione del terrore».
Paolo Veziano è anche l'autore di Ombre di confine


Alla presentazione di domani interverranno
Robert Castellana (etnologo),
AlbertoCavaglion (Istituto Storico della Resistenza di Torino),
JeanLouis Panicacci (Università di Nizza),
Giulio Schiavoni (Università di Vercelli).
l’assessore alla cultura Daniela Cassini
e il presidente della Federazione operaia Dario Biamonti.

FULVIO LANTERI

Paolo Veziano fa anche un ottimo olio di olive Taggiasche


Scambio Link

mercoledì 11 ottobre 2006

Il sito della provincia di Imperia conta frottole

bollino accessibilitàSe andate sull'home page del sito della provincia di Imperia potete notare il bollino indicato dalla freccia. Cosa significa? Significa che il sito è stato sviluppato seconde le norme dell'accessibilità. Ma non è vero. Proprio per niente. La legge Stanca stabilisce che che i siti della Pubblica Amministrazione debbano essere costruiti con un particolare codice che permette a persone con vari handicap visivi compresi i non vedenti di poter comunque usufruire dei contenuti delle pagine. In estrema sintesi, molto estrema, è questa l'accessibilità.
Per valutare se le pagine soddisfino questi requisiti si possono fare vari test. Ne ho fatto due, che in pratica sono il punto di partenza.
1) Ho fatto passare la pagina al validatore del W3C e mi ha dato 130 errori. Come vedete qui sotto.
w3
2) Ho controllato i colori del testo e dello sfondo. C'è per questo un particolare algoritmo. Bocciatura. Qui sotto vedete il risultato per i colori del
menu orizzontale.
coloria
Non voglio annoiare chi mi legge e quindi non aggiungo le parecchie altre cose che ho osservato.
Molti siti di Istituzioni pubbliche non stanno meglio. Ma almeno questi hanno il pudore di non millantare credito.

A questo punto o la provincia di Imperia toglie in tempi rapidi il bollino o farò presente questa situazione prima ai siti governativi e subito dopo ai newsgroup internazionali molto sensibili a questo argomento e da lì rimbalzerà vatti a sapere dove come esempio di malcostume.


Sarebbe anche buona cosa che la Provincia controllasse gli indirizzi mail relativi al suo dominio. Parecchie mail, compresa quella di un assessore, sono ritornate indietro. Motivo? The recipient name is not recognized.

Aggiunta
12 ottobre ore 12.34 - Quatta quatta, senza dare spiegazioni di sorta (quando mai?) la Provincia ha tolto il bollino. Chi aveva fatto il furbo? Il tecnico, il dirigente, il politico? I panni sporchi si lavano in famiglia, eh!


Seconda aggiunta
Metto in evidenza un commento anonimo e la mia risposta
Commento anonimo
Il portale della Provincia di Imperia nasce da un attento studio di tutti gli aspetti (normativi, organizzativi, di contenuto, grafici, di accessibilità, di usabilità, di erogazione di servizi all'esterno dell'Amministrazione). E' facile fare dei commenti sui siti Internet altrui nascondendosi dietro un indirizzo web o email.Prima di giudicare è opportuno che ognuno faccia una propria analisi sulle soluzioni adottate ed eventualmente proporre delle alternative costruttive. Saluti.

Mia risposta
Caro anonimo o anonima, intanto mi sembra un po’ singolare che lei recrimini chi si nasconde dietro un nickname e poi adopera gli stessi metodi, non trova? Ma andiamo avanti. Da cosa scrive immagino che abbia a che fare in qualche maniera con la Provincia, dipendente, collaboratore? Non so, perché non ce lo dice? Afferma che sono stati fatti studi normativi, organizzativi, di contenuto, grafici, di accessibilità e chi più ne ha più ne metta. Io bado al sodo, ai risultati. E i risultati sono che davanti alla mia critica impietosa, in fretta e furia è stato eliminato il bollino dell’accessibilità. Prenda per esempio questa pagina, le sembra accessibile? me lo dica, e mi dica anche chi è che decide di mettere un'immagine al posto di un testo. Alla barba di tutti i piani. Ora si dà il caso che il sottoscritto abbia costruito il sito di un piccolo paese di questa Provincia senza tanti studi preliminari. Lì il bollino c’è e ci rimane. Naturalmente le pagine sono migliorabili, e difatti adesso sto aggiungendo le scorciatoie di tastiera molto comode per chi non può adoperare il mouse e poi pian piano altre cose. Nel commento precedente c.e.g. concludeva "finisce per lasciare a caterve di dilettanti allo sbaraglio (nella migliore delle ipotesi) o al solito magna magna (quando va male, cioè quasi sempre)". Io non dico questo, però sarebbe interessante confrontare le risorse che avevo io per costruire il suddetto sito e quelle messe in campo dalla Provincia. Molto interessante. Per me e soprattutto per i miei affezionati lettori che saluto.


Terza aggiunta
Ricevo una mail dall'OSI, ne pubblico una parte
"Ciao Alberto,
[...]
Per quanto riguarda il sito della Provincia di Imperia, ad una visita sommaria della home page i problemi di inaccessibilità sono evidenti.Tuttavia non trovo nessun bollino di conformità alle linee guida del W3C. Forse lo hanno tolto ieri, oppure il mio screen reader non me lo fa vedere."
Ci credo che non trovi nessun bollino, è stato tolto.