Pagine

Visualizzazione post con etichetta uccelli. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta uccelli. Mostra tutti i post

sabato 12 febbraio 2022

Cari parrocchetti e cari storni...

parrocchetti

Cari parrocchetti e cari storni, che per tutto questo inverno siete venuti a becchettare il mangime che vi ho appeso al nocciolo nel giardino di casa, la manna è quasi finita. Fra un po' sarete voi, com'è nel ciclo della Natura, che dovrete procurarvi il cibo, per voi stessi e per i vostri pulcini che nasceranno.  Arrivederci al prossimo inverno.

storno


 

QUI tutte le foto del sabato (409 post).

sabato 23 gennaio 2021

I parrocchetti di casa nostra

Milano, parrocchetti dal collare

Per casa nostra non volevo dire il nostro Paese ma proprio la casa dove abito a Milano.

Eccoli i parrocchetti dal collare in un angolo del giardino. Vengono a beccare il mangime che gli lasciamo appeso al piccolo acero.


QUI tutte le foto del sabato (359 post)

sabato 28 novembre 2020

Danzano i gabbiani a Milano

danzano i gabbiani sul naviglio a milano

Danzano i gabbiani nel tramonto sul naviglio vicino casa a Milano. Per chi ha le ali niente lockdown. Oh, le avessimo anche noi.😊

 

 

QUI tutte le foto del sabato (353 post)

sabato 13 giugno 2020

L'airone cenerino sul naviglio della Martesana

L'airone cenerino sul naviglio della Martesana

Ormai questo airone cenerino ha messo casa sul naviglio a Milano vicino a dove abito. E si fa fotografare come un divo. Che sia lui la causa della scomparsa dei gabbiani a cui forse ha rubato il cibo?



Buon fine settimana.

L'airone cenerino sul naviglio della Martesana
L'airone cenerino sul naviglio della Martesana
QUI tutte le foto del sabato (332 post).

sabato 13 luglio 2019

E così la vita fa un altro giro

rondinini

Qualche giorno fa eravate ancora qui. Ma poi, arrivato il vostro tempo, ve ne siete volati via. E così la vita fa un altro giro. Buona fortuna rondinini.

(Succede sotto l'antico portico della nostra casa a Milano)

rondinini

QUI tutte le foto del sabato (290 post).

sabato 18 maggio 2019

Rondinino caduto dal nido

Rondinino caduto da nido

Silvia, la mia vicina, m'è arrivata che aveva questo batuffolo in mano. Molto dispiaciuta. E io con lei. Il rondinino era caduto dal nido. Lo stesso nido dove l'anno scorso avevo fotografato i cinque fratelli/sorelle che potete vedere sotto.

rondinini

QUI tutte le foto del sabato (283 post).

sabato 16 febbraio 2019

A Milano sono arrivati i pappagalli

pappagalli a milano

Dire Milano è dire poco, proprio nel giardino di casa sono arrivati, sullo stesso albero dove l'anno scorso...

Per la precisione sono Parrocchetti dal collare (Psittacula krameri).



Buona domenica.

 pappagalli a milano
QUI tutte le foto del sabato (271 post).

sabato 20 gennaio 2018

A testa in giù

Cinciarella (Cyanistes caeruleus)

Cinciarella (Cyanistes caeruleus)

Nel giardino di casa abbiamo varie specie di alberi, fra cui il nocciolo che vedete e che in questa stagione si ammanta delle infiorescenze maschili, gli amenti, che pendono in grande compagnia, quasi a far spettacolo.

Bene, su quest'albero, da quando è cominciato il freddo, appendo mangime per gli uccellini. E loro gradiscono, e sembra quasi mi riconoscano, perché si fanno fotografare volentieri. Però, per la precisione, la Cinciarella sta becchettando il mangime che ha appeso Graziana, la bella vicina di casa. Perché le mie reticelle sono verdi, le sue bianche.

Buona domenica.

QUI tutte le foto del sabato (271 post).

sabato 15 marzo 2014

Uccelli premonitori di catastrofi?

gabbiani a milano





Gabbiano sul naviglio Martesana a Milano


... C'è sempre un animale che, inascoltato, segnala l'arrivo dei flagelli epocali e dunque nessuno sa ancora dire di cosa è presagio quella turba di gabbiani che al mattino si addensa sull'Altare della Patria scambiandolo per una rupe sull'acqua. I gabbiani di città, 40mila solo a Roma, in fuga dalle coste edificate e attratti dalla saporita spazzatura urbana, potrebbero dunque essere come il topo morto sul pianerottolo che anticipa la peste o come i cani di Bucarest che segnalarono il collasso di una società e del suo sistema di regole e valori...
Francesco Merlo
stralcio da un articolo oggi su Repubblica dal titolo
L'invasione dei gabbiani
così la natura banchetta
sulle rovine delle nostre città


Buon fine settimana.


QUI tutte le foto del sabato

martedì 4 gennaio 2011

Storie di cormorani e gabbiani


Ero partito con uno scopo (e l'avevo detto anche a Roberta incontrata casualmente sul ponte): fotografare i cormorani, quella tribù di uccelli che ormai da svariati anni viene a svernare nella val Nervia, nell'estremo Ponente ligure, e di cui avevo già parlato in maniera provocatoria tre anni fa. Non era una semplice foto, pur se bella fosse venuta, che volevo fare, ma l'immagine che mi sarebbe piaciuto mettere nel sacco avrebbe dovuto documentare uno di questi famelici volatili col pesce nel becco appena catturato e intento a buttarlo giù nello stomaco.

Niente. Questi giorni di luce afona, muta e sorda all'iride, quasi deprimente, mi hanno tolto l'estro e l'energia e la pazienza, soprattutto la pazienza di aspettare l'attimo. E i cormorani, neri come la pece, maledetti, appollaiati su massi in mezzo al torrente in attesa della preda sembrava mi facessero cucù. Così un gabbiano soletto arrivato dal mare mi ha visto sconsolato e ha volato per me. Grazie Jonathan Livingston. Qualcuno di voi ha letto delle sue acrobazie descritte da Richard Bach, che oltre ad essere un nipote del musicista è anche un pilota?

A proposito, voi non sapete che sono stato lì lì per prendere il brevetto di volo. Ma forse è meglio che non parli di questa storia perché poi ne tirerebbe dietro di sé un'altra e un'altra ancora. E quando si raccontano solo vicende del passato vuol dire ormai che si è finito di vivere.

Fra qualche ora riparto per Milano.





Technorati Tags: ,

martedì 18 novembre 2008

Stormo di storni attorno al Pirellone

Milano, stormo di storni attorno al pirellone

Milano, stormo di storni attorno al pirellone

Milano - Storni attorno al Pirellone

Domenica sera mi aveva telefonato Gianni. Nel pomeriggio era rientrato a Milano e uscito dalla stazione si era trovato davanti uno spettacolo insolito. Innumerevoli storni che volteggiavano nel cielo. Alcuni barboni in pianta stabile nei paraggi che lo avevano visto molto incuriosito «Tutti i giorni è così, sempre alle cinque».

Così ieri alle cinque meno dieci, col naso in su, ero lì ad aspettare. E puntualmente, in perfetto orario sono arrivati. Prima un piccolo gruppo che volteggiando nel cielo si è andato man mano ingrossando fino a formare uno stormo enorme, che a tratti si divideva per poi incrociarsi e ancora riunirsi. Una nube nera e danzante al ritmo di non so quale musica. Alle cinque e quattro minuti si erano tutti posati sugli alberi di fronte al lussuoso hotel Gallia e il cielo ormai sgombro si avviava all'oscurità.

Nei rari momenti che non scattavo ho visto gente passarmi veloce accanto, con lo sguardo basso, immersa nei propri pensieri. Non uno che osservasse quello spettacolo grandioso, e mi è venuta un po' di tristezza.

QUI un interessante articolo sugli stormi di uccelli.

Milano, stormo di storni attorno al pirellone

Milano - Storni sopra l'hotel Gallia

giovedì 13 marzo 2008

Nostalgia delle rondini


 Arrivavano a stormi e seppur stanche del lungo viaggio prima di posarsi, come per dire ecco vedete siamo di nuovo qua, facevano tutte assieme larghe virate e poi picchiate e poi cabrate. Finalmente si dividevano e planavano, ognuna a ritrovare la casa dove era nata l'anno precedente. Al mio paesello, di fronte alla finestra della cucina c'è un nido che ormai da anni rimane miseramente vuoto. E fa tristezza. Causa il cambiamento del clima, causa la mancanza di insetti eliminati da mille pesticidi questi uccelli intoccabili che annunciavano la bella stagione sono sempre più rari nelle zone dove da secoli avevano scelto di nidificare. Cambiano rotta, oppure la perdono per andare a finire in territori non confacenti alle loro esigenze con le conseguenze che si possono immaginare. Altri volatili migratori, mai visti prima, viceversa arrivano come scrissi QUI, sconvolgendo la fauna tradizionale. E' proprio il caso di dirlo, grande confusione sotto il cielo, anzi in cielo. Ho la piccola soddisfazione che nella casa a Milano le rondini arrivano, e i nidi abbarbicati a un soffitto a cassettoni di legno del Seicento sono sempre abitati. E queste rondini le difendiamo. Guardate il volantino dell'anno scorso attaccato al portone.
Uno stormo di uccelli, contrariamente a quanto viene da pensare, non ha un leader. Agisce in modo armonioso perché ogni singolo uccello segue un insieme di regole di base, che lo portano ad imitare l’atteggiamento dei propri vicini. Vedere QUI.
La foto è di Barry Gomer ©
Technorati Tags: , , ,


martedì 8 maggio 2007

A difesa delle rondini


Questo volantino è sul portone di casa qui a Milano. Altri ce ne sono nei cortili interni. Purtroppo di imbecilli ne esistono in tutti i palazzi e bisogna fermarli. Chissà dov'erano questi uccelli quando la casa era ammantata così.

martedì 27 marzo 2007

Domanda agli ecologisti




Circa tre anni fa una comunità di cormorani proveniente chissà da dove e partita da là per chissà quali motivi si è insediata su un grande ontano che si specchia nel Nervia (IM) tra Dolceacqua e Isolabona. Di questi grandi uccelli ne ho contato 21 e l'albero su cui risiedono sembra quasi pietrificato ricoperto com'è del guano biancastro che lo ricopre. Ogni tanto qualcuno decolla e percorre le anse della vallata puntando dall'alto possibili prede. Pesci soprattutto. Poi una picchiata fulminea, un'immersione, un inseguimento subacqueo di parecchi metri e l'emersione con la preda nel becco. Questo più e più volte al giorno tanto che nel raggio di chilometri la fauna ittica è ormai decimata. Domanda provocatoria agli ecologisti. Fare fuoco su questi uccelli per salvare i pesci? 



Ho scattato queste foto domenica 4 marzo
Mail dal WWF Sardegna Fare fuoco su questi uccelli non servirebbe a niente! L'esperimento è già stato tentato negli stagni e nelle lagune di Oristano con esito tutt'altro che soddisfacente. Anzi, gli spari spaventano i volatili che per ore rimangono in volo nei paraggi e questi continui spostamenti non fanno altro che aumentare il loro fabbisogno alimentare con un ulteriore aggravio di danni alla fauna ittica. La soluzione non sarebbe quindi l'abbattimento degli esemplari, ma un eventuale intervento nelle aree di nidificazione per contenere l'aumento della popolazione. Si tratterebbe comunque di un intervento assai delicato che richiederebbe studi appropriati ed il coinvolgimento di tutte le strutture preposte (Istituto Naz. Fauna Selvatica, Corpo Forestale, Università ecc. ecc.). Distinti saluti. Luca Pinna - WWF Sardegna
Metto in evidenza questi commenti Egregio Sig. Cane, le rispondo con un altra domanda provocatoria: se la fauna ittica è decimata che cosa stanno a fare lì i cormorani? a crepare di fame? Loro hanno le ali e si insediano dove trovano da mangiare facilmente. Uno dei motivi per cui i Cormorani si insediano anche nei torrenti è spesso da ricercare nelle immissioni sconsiderate e concentrate di pesce, che rende disponibili grandi quantità di proteine facilmente disponibili. La fauna ittica italiana è allo stremo, ormai ridotta al 20-30% della biomassa ittica, sovrastata e devastata dall'immissione di specie alloctone quali Bremes, Gardons, Siluri, Pescegatti "normali" (melas) e punteggiati, Trote iridee e, molto peggio, Trote fario di provenienza estera che si ibridano con le nostre, con le macrostigma e con le marmorate. E molte altre specie di cui tralascio l'elenco, che è incredibilmente lungo. E lei se la prende con 20 cormorani? Una specie da eliminare ci sarebbe, eccome!!! Buona giornata Giulio Piras ------------------------------------ C.E.G. ha detto... Ho appena parlato con Ernani Caprioglio, per quarant'anni responsabile dei servizi faunistici della Provincia di Alessandria. Il danno alla fauna ittica non sta solo nei pesci che i cormorani mangiano, ma anche in quelli (molti di più) che feriscono col becco cercando di catturarli, e che finiscono per morire perchè dalle ferite prendono infezioni e/o micosi. Quanto all'uso del fucile, oltre a rilevare che i cormorani non sono specie cacciabile, mi conferma la scarsissima efficacia di tale sistema. Un efficace controllo della proliferazione lo si può avere solo intervenedo sui nidi: d'altronde, non esistono predatori (tranne forse l'aquila...) abbastanza grossi da aggredire gli esemplari adulti. Consiglia in ogni caso di chiedere un parere all'Istituto Nazionale per la Fauna, illustrando la situazione. Di mio aggiungo il ricordo dell'Angelo di Avrigue di Biamonti, coi "gabbiani intonacati d'aria che tornavano dalle rumentiere". Ora, che in un libro scritto almeno venticinque anni fa si notasse già che (al mare!) i gabbiani preferivano nutrirsi di rifiuti piuttosto che di pesci, deve far riflettere. Ormai, tutte le discariche, anche non sul mare - in Piemonte o in Lombardia, per esempio -, hanno la loro colonia di gabbiani. Ma la colpa non è dei gabbiani!
Ho ricevuto alcune e-mail stizzite da varie parti d'Italia. Forse non ci siamo capiti. La mia domanda provocatoria non era un'istigazione a premere i grilletti delle doppiette ma serviva per innescare una discussione che difatti è avvenuta con interventi interessanti.

lunedì 27 novembre 2006

Uccelli in gabbia, uccelli liberi


Tiro fuori dalla mia capiente bisaccia una vecchia agenda e trascrivo in bella copia la frase che vedete sopra. L'anno è il 1968, il mese è maggio, il giorno 24. Queste parole erano scritte in italiano su un muro di un palazzo di Parigi.