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mercoledì 28 settembre 2011

Legge bavaglio, ci riprovano ancora questi bastardi



Di nuovo. Ci risiamo. Per salvare il culo flaccido del signor B domani le truppe cammellate unite nella lotta agli ascari traditori cercheranno di far passare una legge che di fatto sarà una spada sulla testa di noi blogger.

Secondo questa nuova disposizione, tutti i gestori di siti/blog saranno tenuti a rettificare ogni informazione pubblicata entro 48 ore dall'eventuale richiesta, fondata o infondata che sia. Capito? Anche se ho detto una cosa vera, e non importa chi la contesta, io devo rettificare. Siamo alla follia.

In assenza di tempestiva rettifica, la sanzione sarà quella di una multa sino a 12mila euro.

Come ho già detto in situazioni simili ben vengano i pos-it virtuali sul web ma ce ne vorrebbero anche di reali attaccati qua e là, perché la maggior parte del "popolo" non sa nemmeno cosa sia il bavaglio. Ho cominciato col portone di casa qui a Milano e proseguo adesso con l'autobus e poi si vedrà.

Intanto domani 29 settembre, in concomitanza con la discussione della legge, in piazza del Pantheon a Roma, dalle 15 alle 18, è indetta una manifestazione organizzata dal Comitato per la libertà e l'informazione e da oltre cento associazioni e da gruppi di attivisti in rete.

Ross
Minerva
Roby
Il cavaliere
Francesco
Daniele
Solleviamoci
mi hanno preceduto.
Segnalatemi altri post sull'argomento che li linko
Sandra
Notizie
Alessio
Speradisole
LeNny
Runner
Liberalvox
Tuttogratis
NonCeLaFaccioPiù
Pino
Il Russo
Tisbe
Elio
Tina
Loretta
Sciura Pina
Adriana



domenica 3 luglio 2011

Io non voglio essere cancellato



Mercoledì 6 luglio l'AgCom voterà una delibera con cui si arrogherà il potere di oscurare siti internet stranieri e di rimuovere contenuti da quelli italiani, in modo arbitrario e senza la sentenza di alcun giudice. È una decisione gravissima, forse anche ingenerata dall'importanza che internet, e nello specifico social network e blog, ha avuto nelle recenti tornate elettorali. È una decisione di uno Stato dittatoriale e che ricorda la censura in situazioni di guerra.

Il tam tam sulla Rete sta aumentando di ritmo e di intensità e adesso anch'io mi unisco alla protesta per questa porcata.

Qualcosa si può fare, e riporto i suggerimenti di metilparaben

  • se sei un blogger scrivi un post, usando il logo che vedi qua sopra e riportando tutti i link, e diffondilo più che puoi tra quelli che conosci;
  • vai alla pagina di Agorà Digitale in cui sono raccolti tutti i link, le iniziative e le proposte dei cittadini;
  • firma e diffondi la petizione sul sito di Avaaz;
  • partecipa e invita tutti i tuoi amici a "La notte della rete": 4 ore no-stop in cui si alterneranno cittadini e associazioni in difesa del web, politici, giornalisti, cantanti, esperti.


Aggiungo un'altra azione suggerita da Attivissimo che mi sembra davvero interessante
Sommergere l'Agcom di segnalazioni di presunte violazioni. Noi siamo in tanti; loro sono in pochi. Basta qualche decina di migliaia di segnalazioni per mandare in tilt il sistema e ricordare a questi asini digitali che stanno cercando di vietare al vento di soffiare e stanno ragionando ancora in termini di piombo in tipografia anziché di bit nella Rete.

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Pubblico per intero l'articolo di Guido Scorza apparso su Wired

Negli ultimi giorni il dibattito sull’ormai imminente varo da parte dell’AgCom della nuova disciplina sul diritto d’autore si è fatto incandescente ed ha assunto toni forti che – sebbene indispensabili a far comprendere all’opinione pubblica quanto grave sia la situazione – talvolta rischiano di far sfumare la possibilità di un confronto franco, leale e ragionato con gli uffici del presidente Corrado Calabrò.

In tale contesto – e proprio al fine di non rinunciare, fino all’ultimo, al dialogo con l’Autorità – sembra opportuno rivolgere al Presidente Calabrò dieci domande per verificare se l’AgCom abbia chiari gli effetti, le conseguenze e gli scenari futuri che il varo della nuova disciplina rischia di aprire.

Educazione, apertura al confronto e dovere istituzionale vorrebbero che l’AgCom rispondesse a queste domande e che se la risposta a una o più fosse negativa, l’Autorità si astenesse dal procedere nella direzione sin qui delineata, prendendo atto di non conoscere ancora a sufficienza la materia o, piuttosto, di aver, sin qui, sottovalutato le conseguenze dell’adozione della soluzione propostale dall’industria dei contenuti.

Ecco le domande:

1. Quanti procedimenti di rimozione di contenuti, in forza della nuova disciplina, l’Autorità pensa di trovarsi a gestire mensilmente?

2. In termini economici, quale è il costo che l’Autorità ha stimato per l’implementazione della nuova procedura e la sua gestione, incluso il costo per l’adeguamento dei sistemi che dovrà essere sostenuto dagli Internet service provider?

3. In termini economici di quanto l’Autorità ritiene che la nuova procedura sia idonea ad abbattere il danno da pirateria nel nostro Paese?

4. L’Autorità ritiene compatibile con il diritto alla difesa e quello a un giusto processo, un procedimento nell’ambito del quale, in meno di una settimana, si giudica della legittimità della pubblicazione di un contenuto, senza alcun coinvolgimento del soggetto che tale contenuto ha prodotto e pubblicato?

5. L’Autorità ritiene compatibile la disciplina che sta per varare ed il procedimento che attraverso essa si vorrebbe istituire con gli accordi TRIPS i quali, tra l’altro, stabiliscono che ogni eventuale procedimento d’urgenza (o cautelare) debba esser seguito a strettissimo giro da un giudizio di merito e che, il soggetto asseritamente autore della violazione in caso di "errore giudiziario" abbia diritto ad un indennizzo?

6. Quali sono, secondo l’Autorità, le ragioni per le quali un titolare di diritti d’autore dovrebbe adirla attraverso lo speciale procedimento in via di adozione piuttosto che ricorrere all’Autorità giudiziaria ordinaria?

7. L’Autorità ha, sin qui, raccolto la posizione e il parere, sul nuovo schema di delibera, della Guardia di Finanza, della Polizia e dei Giudici delle sezioni specializzate di proprietà intellettuale ovvero dei soggetti che, sin qui, hanno svolto il ruolo che essa ora intende attribuirsi?

8. L’Autorità ritiene di disporre di poteri regolamentari in materia di diritto d’autore diversi da quello a essa attribuito dal c.d. Decreto Romani e, dunque, oggi, dal testo unico sui fornitori di servizi media audiovisivi?

9. L’Autorità riterrà realizzati in violazione del diritto d’autore e disporrà, dunque, la rimozione di contenuti che siano il risultato di tecniche di creazione artistica digitale quali remix, mashup o, piuttosto, che incorporino porzioni di video tratte da trasmissioni televisive per finalità di cronaca, critica o satira politica?

10. L’Autorità ha affrontato il problema della conflittualità destinata a prodursi tra soggetti destinatari degli ordini dell’Autorità medesima [n.d.r. intermediari della comunicazione] e gli utenti, destinati a vedersi rimuovere un contenuto dall’intermediario senza alcuna possibilità di difesa?

Non resta che attendere le risposte e valutare su quelle le conoscenze della materia da parte dell’Autorità e la circostanza che quest’ultima abbia effettivamente dedicato al tema la dovuta attenzione.

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Per finire e stemperare un po' il clima di assedio ecco questa frase letta non so più dove: Chi vuole imbavagliare la rete è come se volesse mangiare gli spaghetti col cucchiaio.


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lunedì 24 gennaio 2011

Ma chi è veramente questa Donazzan che vuole il rogo dei libri?

Chi è la signora che dichiara i nostri libri "diseducativi", pontifica sul "bisogno di buoni esempi, non di cattivi maestri" e chiede ai dirigenti delle scuole del Veneto di mettere al bando centinaia di titoli e – soprattutto – i loro autori? Chi è costei? Fuori dal Veneto si sa solo che è l’assessore regionale all’istruzione e alla formazione, e che è del PdL. E allora, tanto per cominciare, diamo qualche notizia in più su questa Elena Donazzan: è quella dentro il cerchio

Valdobbiadene (TV) - Commemorazione dei "marò" del Battaglione N.P. della X Mas. Foto senza data né didascalia, tratta da “Littorio”, periodico della Federazione R.S.I. di Treviso, n.7, luglio-settembre 2010.

Anche nel trevigiano la X Mas fu responsabile di rastrellamenti, torture ed esecuzioni di partigiani, persino dopo la Liberazione. L’episodio più noto è l’eccidio di Crocetta del Montello, 28 aprile 1945. Prima di essere uccisi, i partigiani catturati, «nudi fino alla cintola, uno alla volta, venivano posti con la schiena su di un piccolo sgabello e il loro corpo gettato all’indietro, finché il capo non sfiorasse il terreno e fino ad assumere la posizione a bilancia. Poi costoro, sempre a torso nudo. venivano frustati con un nerbo e poi venivano portate delle latte di benzina per sottoporli alla tortura del fuoco. Gli interrogatori cominciavano alle ore venti e continuavano ininterrottamente fino alle tre del mattino ed io sentivo le grida di coloro che venivano interrogati, unite a colpi di pistola.»
(deposizione di Adriano Calabretto al processo contro Junio Valerio Borghese e altri, febbraio 1948).

Ripeto, questa signora è assessore all'istruzione e alla formazione della Regione Veneto. È questo dunque l'inizio della cultura federale all'interno della Serenissima?

Di questa vicenda dei libri aveva parlato anche Ross, il Russo e altri che adesso non ricordo, e mi scuso di non citarli.
da

mercoledì 24 novembre 2010

Milano, censurate dal Comune le luminarie multietniche in via Padova




Li avevo visti nei giorni passati, ed ero rimasto piacevolmente sorpreso. Dopo tre anni che via Padova nelle feste di Natale rimaneva negletta dalle luci ecco una piacevole novità. Cuori, uno dietro l'altro lungo i vari chilometri della strada, inframezzati dagli auguri in sei lingue, francese, inglese, spagnolo, cinese, arabo e italiano. In italiano all'inizio, in piazzale Loreto, e alla fine, in piazza Costantino.

Da ieri, per decisione dell'assessore all'arredo e decoro urbano Maurizio Cadeo, le luminarie nelle lingue straniere sono state tolte. Non riporto nemmeno una delle cazzate che il suddetto assessore ha sparato per giustificare un gesto così irresponsabile. In realtà ha cominciato la sua indecente campagna elettorale (a primavera si vota per il sindaco).

La rete delle 54 associazioni di "Via Padova è meglio di Milano" ci aveva messo, è proprio il caso di dirlo, tutto il cuore per questo progetto e ora non riesce a capacitarsi di questa scelta dissennata dell'amministrazione comunale. È una decisione «che ha già prodotto ricadute disastrose sul quartiere» dice Daniela Airoldi Bianchi del Teatro Officina che aveva aderito subito con entusiasmo all'idea degli auguri multietnici, raccogliendo il parere favorevole dei molti commercianti stranieri della zona. Insomma, sarebbe stato un bel segnale di integrazione.

Se il Comune non recede da questa imbecillità che può anche prendere una china pericolosa rimettendo immediatamente le scritte che c'erano prima, potrebbero essere i residenti della via a intervenire in tutte le lingue del mondo per ricordare che le feste possono diventare un fertile momento di unione e di fratellanza. E don Virginio Colmegna, direttore della Casa della Carità, parla di "un brutto episodio che mi auguro sia chiuso in fretta". E ironizza: "Dopo aver tolto gli auguri di Natale nelle lingue straniere, ci manca solo che le mettano in dialetto...".

Ma quando ho scattato queste foto ho visto visi che non ridevano.

Aggiunta 16.41
Dal Corriere
La Moratti: «Le scritte in varie lingue potrebbero tornare, a patto che ci sia anche l'italiano».

* * *

Che il sindaco parli chiaro e non conti balle per favore. Le scritte in italiano c'erano anche prima. Se vuole le sbatto le foto sotto il naso.



martedì 9 novembre 2010

La Lega fa chiudere il forum ufficiale dei giovani padani


Alla fine non ce l'hanno più fatta. Si erano già dovuti turare il naso parecchie volte e tacere, come quando per esempio il Senatur aveva imposto la candidatura del Trota alla regione Lombardia sbarrando così la strada a giovani leghisti ben più intelligenti e preparati di quel pesce.

Ora, dopo la vicenda di Ruby, e le difese d'ufficio del premier da parte di Bossi e Maroni, non si sono potuti trattenere oltre ed è stato un fiume in piena sul forum dei giovani padani, dal 2004 lo spazio ufficiale riconosciuto dal partito sul quale gli iscritti al movimento giovanile della Lega si confrontano, quasi sempre su temi politici.

Ecco alcuni messaggi del thread dedicato a "Berlusconi e il caso Ruby".
"La cosa che mi pare grave, a parte l'età dell'interessata, è che Berlusconi si sia interessato personalmente a farla liberare dopo che era stata arrestata"
Juv

"Sinistra o non sinistra, destra o non destra, in un Paese normale, anche se non fosse vero che ha fatto certe cose, il premier si sarebbe già dimesso"
Latium

"C'è una pesante crisi economica di cui non si vedono grossi sbocchi, un sacco di gente a casa, tagli al welfare, riforme come quella della giustizia o quella fiscale che sono continuamente annunciate ma mai compiute, i rifiuti di Napoli e quant'altro. E quale immagine dà il governo alla gente? Silvio che se la gode"
Cris

"La Lega secondo me deve iniziare a smarcarsi altrimenti rischia di perdere dei punti alle comunali di primavera"
Padanik

"Al governo chi c'è? Lega e Pdl, molta gente collega automaticamente le porcate di uno all'altro, la faccia ce la mettiamo anche noi e ciò non è bene. In un momento così delicato in cui il Paese ha bisogno delle riforme il signor Berlusconi si permette sempre di più di fare quello che vuole, rovinando la reputazione anche a noi. Un conto sono le alleanze, un altro è lasciarci la faccia e la dignità di un partito operoso come Lega Nord per colpa di un 'malato' di sesso e onnipotenza"
Rl11.

"Il Pdl senza Berlusconi si scioglierà come neve al sole. Silvio è sul viale del tramonto. La Lega dovrebbe ritirare l'alleanza in qualche momento strategico, ma comunque entro la fine dell'anno. Non posso continuare a vedere i nostri politici trattati come cani da Berlusconi"
Impatiens

"Il Pdl scomparirà eccome! E anche a breve. Secondo me si aprono spazi per l'indipendenza della Padania. L'Italia collassa".
Padanina moderatrice del forum


Apriti cielo. Gli spavaldi dirigenti della Lega che non sono mai stati abituati al contraddittorio e alla critica, dai giovani poi!, cosa ti fanno? Senza pensarci su due volte il 5 novembre ordinano, dopo sei anni di attività, la chiusura del sito che avviene il 6 alle 18.42 ad opera di Padanina, e mi immagino il suo stato d'animo quando ha premuto il tasto "elimina". Adesso al suo indirizzo potete vedere questo. Ho recuperato a futura memoria la cache.

Inutile dire che molti sono incazzati neri.

giovedì 28 ottobre 2010

E adesso a Feltri brucia il culo

Il Giornale di ieri

Dopo svariati mesi che aveva inchiostrato i cilindri delle rotative con la merda sua e dei suoi pennivendoli Vittorio Feltri l'altro ieri è stato sentito imprecare fino al pianterreno del palazzo di via Gaetano Negri dove ha sede Il Giornale. Era appena arrivata la notizia che Gianfranco Fini non solo in tutto questo tempo era indagato per la questione della casa di Montecarlo, e loro malgrado tutti i segugi sguinzagliati non l'avevano mai saputo, ma anche e soprattutto che, porca di quella vacca, il procedimento era stato archiviato.

Come titolare, come non titolare? Eccolo il titolo, in pratica altra merda per nascondere tutta quella passata. Se così si può dire.

Ma ha imprecato di brutto anche Berlusconi (Paolo) perché dovrà sicuramente mettere mano al portafogli e scucire qualche milione di euro al presidente della Camera per la querela che aveva presentato.

Purtroppo, oh come avremmo voluto vederlo da un buco, non ci è dato sapere la reazione che ha avuto Berlusconi (quello grande).

venerdì 9 luglio 2010

E se oggi i giornali fossero usciti cosi?

L'idea m'è venuta qualche minuto fa mentre il caffè gorgogliava nella moka. Oggi dunque niente giornali per protesta contro la legge bavaglio che ormai sta tenendo banco da un bel po' di dì, dentro e fuori il parlamento, dentro e fuori le redazioni, dentro e fuori i palazzi tutti.

E se, ho pensato, al posto di non far uscire i giornali si fosse provato a farli uscire con tutte le pagine bianche, tolta la pubblicità, che questa sarebbe rimasta a garantire le spese? Pubblicità quindi più visibile in mezzo all'assenza dello scritto e magari venduta a caro prezzo dopo trattative tra account convincenti e manager perplessi.

Numeri storici di cui avrebbe parlato tutto il mondo tanto da amplificare la protesta a livello planetario. Numeri a tutti gli effetti surrealisti. Come si diceva più in quei tempi là, alla fine degli anni Sessanta del secolo scorso? Ah, già, la fantasia al potere. Ma non siamo più a quei tempi là. E manca anche il coraggio. Manca adesso soprattutto il coraggio, che qualche ideuzza ogni tanto ci sarebbe.

giovedì 1 luglio 2010

No Bavaglio Day - 1° luglio 2010 - Milano, foto

No Bavaglio Day - 1° luglio 2010 - Milano, foto
No Bavaglio Day - 1° luglio 2010 - Milano, foto
No Bavaglio Day - 1° luglio 2010 - Milano, foto
No Bavaglio Day - 1° luglio 2010 - Milano, foto
No Bavaglio Day - 1° luglio 2010 - Milano, foto
Qui qualcuno ha avuto la mia stessa idea, solo che al posto della macchina fotografica ha imbavagliato la telecamera, e che bavaglio: una frase di Albert Camus.

No Bavaglio Day - 1° luglio 2010 - Milano, foto
Questa immagine è un particolare di una bandiera che non c'entra direttamente col bavaglio. Cosa rappresenta? Poi magari pubblico la bandiera intera.

Ho incontrato Mao, che mi ha anche fotografato e che saluto. Ciao anche a Viviana che è un'altra da questa.

Aggiunta
Metto la bandiera intera. E' proprio lui, "il Trota" arpionato.
Bandiera del trota

No Bavaglio Day - 1° luglio 2010

No Bavaglio Day - 1° luglio 2010

Roma, piazza Navona ore 18, manifestazione nazionale

Milano, piazza Cordusio ore 18.30
Torino, piazza Castello ore 16
Padova, piazza Delle Erbe ore 18
Bolzano, piazza del Grano ore 18.30
Caserta, via Roma (di fronte hotel Europa) ore 17
Grosseto, piazza Dante ore 18.30
Arezzo, piazza San Francesco ore 11.30
Mantova, piazza Mantegna ore 17
Cagliari, Palazzo di Giustizia ore 17
Lecce, Porta Napoli ore 18
Cuneo, corso Nizza ore 15.30
Modena, Giardino Ducale ore 19.30
Cosenza, piazza XI Settembre ore 18
Ascoli Piceno, piazza Arringo ore 17 – L’evento qui
Catanzaro, piazza Grimaldi ore 17
Imperia, piazza De Amicis ore 18
Salerno, piazza Portanova ore 17
Lucera (Foggia), piazza Duomo ore 18
Trieste, piazza Unità D’Italia ore 18
Palermo, via Generale Magliocco ore 16.30
Bari, Piazza Prefettura ore 19.30
Parma, piazza Garibaldi ore ore 20 in corteo fino a piazzale della Pace
Conselice (Ravenna), Notte Bianca a partire dalle 20
Londra, Davanti Bbc
Parigi, Scalinata dell’Opera Bastille ore 18.30 – L’evento qui
Da Napoli pullman per Roma con ritorno in giornata chiamare il 327 5473969

La pagina Facebook

Milano
Durante la giornata, prima dell’appuntamento in piazza Cordusio, sono previsti momenti di informazione in vari punti della città. Eccoli in dettaglio:
Cadorna stazione (dalle 15 alle 17) Meet Up 1Milano;
piazza Maria Beltrade (dalle 15 alle 17) Libertà e giustizia;
via Festa del Perdono presso Statale (dalle 11 alle 13) Popolo viola giovani;
via festa del Perdono presso Statale (dalle 15 alle 17) 11 Metri Officina politica;
piazza Cordusio (dalle 11 alle 13 ) Sos racket;
piazza Cordusio (dalle 15 alle 17) Le Girandole, Agende rosse;
via Dante angolo via Rovello (dalle 11 alle 13) Movimento Zeropuntotre sogno;
via Dante angolo via Rovello (dalle 15 alle 17) Qui Milano libera;
corso di Porta Vittoria presso Tribunale (dalle 15 alle 17) Popolo viola Milano;
piazza Lima (dalle 15 alle 17) Qui Milano libera e Senzabavaglio;
San Babila (dalla 17 alle 18) Nobavaglio.it, Società Pannunzio

Naturalmente alle 18.30 sarò in piazza Cordusio.

Non è per fare l'originale a tutti i costi, ma visto che il bavaglio me l'ero già messo in questa occasione assieme a Skip e anche in questa, stavolta ho imbavagliato la macchina fotografica.


venerdì 11 giugno 2010

Senza parole

Bandiera italiana a lutto per quella porcata della legge sulle intercettazioni

Secondo voi ha fatto bene il PD a uscire dall'aula e lasciare l'IDV che se la smazzasse da sola?

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giovedì 20 maggio 2010

giovedì 25 marzo 2010

Rai per una notte

Rai per una notte

Stasera, contro ogni censura. Penso di andare a vedere dal maxischermo delle Colonne di San Lorenzo, così guardo anche che aria tira.

Il sito

Aggiornamento 11.50
Rai per una notte, ore 21: censura estesa a Rainews24
Dove si può seguire l'evento mediatico.

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lunedì 1 marzo 2010

Vietato parlare di corda in casa dell'impiccato

L'Espresso
Una copertina profetica dell'Espresso, 15 novembre 2007

Salta stasera, per volere della proprietà, "L'infedele" di Gad Lerner su La7. Si sarebbe dovuto occupare, con servizi e interventi in studio, della maxi evasione di Telecom e Fastweb venuta alla ribalta in questi giorni.

Padrona dell'emittente è la stessa Telecom adesso sotto tiro dei magistrati.

E io che mi pensavo fosse una televisione "libera".

via il blog del bastardo

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domenica 6 dicembre 2009

La mancata diretta Rai sul No B. Day

No B. Day

Che anche il più piccolo spillo sull'ultima scrivania in Rai sia lottizzato si sa. E le varie commissioni che dovrebbero sovrintendere alla "completezza dell'informazione" altro non sono che cani da guardia che abbaiano se questa lottizzazione non viene rispettata.

Noi non esistiamo. Noi cittadini con la nostra testa pensante per questo pachiderma adesso rantolante non siamo mai esistiti. E se per caso i cittadini provocano una manifestazione come quella di ieri, spontanea indipendente apartitica organizzata su facebook, il pachiderma rantolante, che avrebbe mezzi e uomini per documentare l'aria nuova, chiude gli occhi. Più che di censura parlerei di vigliaccheria da parte di una dirigenza Rai che ormai è solo capace di infilare la testa nella sabbia come gli struzzi, e per far questo bel mestiere si becca stipendi vergognosi.

Le varie commissioni di cui prima tacciono. E che altro dovrebbero fare, mica è stata violata la spartizione tra i partiti?

Ho sognato che invadevamo la Rai, e ho sognato milioni e milioni di famiglie nelle loro case a fare salti di gioia e cantare. Ho sognato anche Bruno Vespa, e altri e altre in certe situazioni, ma questo non lo posso dire, anche se era solo un sogno.

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venerdì 13 novembre 2009

Oscurato il sito AlzalaTesta di Marco Ballestra

Sito alzalatesta

Da questa mattina il sito Alzalatesta non è più visibile. L'amico Marco Ballestra il 5 novembre ci aveva informati che era in corso un procedimento contro di lui. Potete vedere lo screenshot e la notifica, clic per ingrandire.

La vicenda è gravissima. Non vado nel merito di quello che Marco, col suo solito linguaggio ruspante e picaresco, possa aver detto contro il sindaco di Ventimiglia Gaetano Scullino del Pdl, ma entro invece nel merito del sequestro preventivo. In pratica si chiude un sito, che aveva molti visitatori, per impedire che si compiano ulteriori reati che bisogna ancora dimostrare siano stati compiuti nel passato.

Non mi intendo di questione giuridiche, ma di logica sì, e qui siamo a un paradosso da manuale. Sequestro preventivo mi ricorda da vicinissimo il fascismo con tutto quello che ne consegue nei termini di libertà di stampa.

Sarebbe opportuno far girare la notizia perché se continua così forse ci lasceranno stare a patto che i nostri argomenti trattino solo di farfalle e margherite.

Però quel diavolaccio di Marco ha un altro sito che è ancora raggiungibile Bevera e dintorni, collegatevi a questo per essere informati.

Quando ci vediamo parliamo quasi sempre di due cose. Delle schifezze che combinano i politici e di api. Lui è un apicultore di professione, io lo sono stato da dilettante. Mi sa, con mio dispiacere, che nei prossimi incontri il tema del discorso sarà monotematico. E non saranno le laboriose bestiole a tenere banco.

Una domanda di carattere tecnico. In genere quando un sito viene oscurato all'url rimane un banner della polizia postale. All'indirizzo www.alzalatesta.net invece non esiste proprio più l'url. Perché?

Sito alzalatesta

venerdì 23 ottobre 2009

Totò Cuffaro querela 4609 commentatori di YouTube

Totò Cuffaro
Totò Cuffaro

Il senatore dell'Udc Totò Cuffaro ha querelato in un sol colpo 4609 utenti di YouTube che avevano espresso la loro opinione sul video che avevano appena visto.

Il filmato, pubblicato sul sito due anni fa, si riferisce a un intervento dell'attuale senatore in una puntata di Samarcanda del lontano 26 settembre 1991.

In quell’occasione un giovane Cuffaro aveva accusato di "giornalismo mafioso" i cronisti e i magistrati presenti. L'intento, sbraitava, era d’infangare "la migliore dirigenza che la Democrazia cristiana avesse mai avuto in Sicilia".

Sul palco del Costanzo show, attaccato da Cuffaro, c’era quel Giovanni Falcone che da lì a poco sarebbe saltato in aria, vittima di 500 chili di tritolo posti sulla sua strada dalla mafia di Riina.

Totò fece poi carriera bussando alle porte giuste e trovando poltrone comode nei partiti che lo accolsero insieme al suo pacchetto di voti. Divenne anche Presidente della Regione Sicilia. Condannato il 18 gennaio 2008 nel processo di primo grado per le 'talpe' alla Dda di Palermo, festeggiò a cannoli siciliani quando si vide accusato "solo" di favoreggiamento "semplice" e non "mafioso" perché, tecnicamente, lui passava le informazioni ad un soggetto che le passava agli affiliati di Cosa Nostra, invece che fornirle direttamente. Questo è Cuffaro, detto Totò vasa vasa (bacia bacia).

Il video QUI

Video Totò Cuffaro

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sabato 3 ottobre 2009

Milano, presidio per la libertà di informazione

Fotocronaca

Presidio a Milano per la libertà di stampa
Presidio a Milano per la libertà di stampa
Presidio a Milano per la libertà di stampa

Più di due ore di interventi in piazza questo pomeriggio fatti da gente comune, e 1500 persone ad ascoltare, applaudire e ogni tanto fischiare. Si è svolta così la manifestazione milanese per la libertà di informazione, parallela a quella romana, organizzata dall'associazione "Qui Milano libera" . Molta gente, a me è sembrata la maggior parte, non inquadrata in nessun partito e scesa in piazza perché seriamente preoccupata della deriva che sta prendendo in questo Paese tutto il sistema informativo.

Daniela, ma dov'eri? E Asfodelo spero che scriverai le tue impressioni sulla manifestazione romana.

Presidio a Milano per la libertà di stampa
Presidio a Milano per la libertà di stampa
Presidio a Milano per la libertà di stampa

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martedì 22 settembre 2009

Attenzione a chi linkate

YouAndUs


Il 3 settembre, un provvedimento congiunto della Gdf-Polizia Nucleo Polizia Tributaria di Venezia e della procura della Repubblica di Ancona, ha disposto il sequestro del sito http://www.youandus.it. La motivazione fa riferimento a una legge del 1941, sulla violazione del diritto d’autore.

Qui parliamo di un provvedimento contro la semplice azione del link ad una risorsa web. Infatti, YouAndUs proponeva lo streaming di filmati in qualità degradata, rigorosamente già trasmessi in TV e hostati da altri siti web (Megavideo, Veoh, ecc.).

Quello che faceva YouAndUs lo facciamo un po' tutti quando pubblichiamo link a canzoni, spezzoni di film, discorsi politici, e tutto il resto. Lo fa anche lo stesso Google con il suo motore di ricerca...

Con una legge del 1941 (quando Internet era ancora nel mondo della luna), dunque, non hanno punito chi ha pubblicato del materiale protetto dal diritto d'autore, ma chi ha linkato quel materiale. Vi invito a riflettere su questo e a mostrare il vostro appoggio, perché qui c'è in gioco la libertà di espressione su Internet.

Per ulteriori informazioni vi segnalo il blog di YouAndUs e la loro pagina su Facebook.

via WebLogin


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sabato 5 settembre 2009

Foto di marine colpito a morte in Afghanistan, giusto pubblicarla?

Joshua Bernard, marine colpito a morto in Afghanistan
Afghanistan, 14 agosto. Joshua Bernard, caporale dei marines, 21 anni, colpito a morte da una granata in un boschetto di melograni nei pressi del villaggio di Dahaneh, viene soccorso da due commilitoni.
Foto Julie Jacobson/Ap


La fotografia di questo giovane marine dilaniato e morente sul campo di battaglia in Afghanistan ha provocato le proteste del Pentagono. La decisione dell'agenzia Ap di mandare in circuito gli ultimi attimi di vita del caporale Joshua Bernard è stata una «raccapricciante violazione del buon senso e del rispetto delle persone», ha scritto il ministro della difesa Robert Gates alla maggiore agenzia di informazione americana.

Gates ha scritto al presidente dell'Ap Thomas Curley dopo aver raccolto la protesta del padre del ragazzo, morto per le ferite riportate il 14 agosto nella provincia di Helmand. «Non sono nemico dei media, ma la vostra mancanza di compassione e di senso comune nel mettere la foto di questo giovane smembrato e mortalmente ferito sulle prime pagine di numerosi giornali è raccapricciante. Non c'è legge o diritto costituzionale che tenga. Qui è in gioco il buon senso e il rispetto delle persone».

Per me il buon senso e il rispetto delle persone sarebbe non fare guerre. E se queste si fanno e si combattono le si fotografino e le si presentino per quello che sono: follie generanti tragedie. In cui anche noi, noi Italia, siamo impelagati. E dopo l'aumento del nostro contingente e il cambiamento delle regole d'ingaggio, che si voteranno quanto prima al parlamento, sempre di più.

Rimane comunque per voi l'interrogativo del titolo.

Joshua Bernard
Il caporale dei marines Joshua Bernard.

giovedì 9 luglio 2009

Il 14 luglio contro il decreto Alfano cosa si combina?

banner contro il decreto Alfano

banner contro il decreto Alfano - Io imbavagliatoIn sintesi. Il 2 luglio istigato da un post di Alessandro Gilioli aderivo per il 14 dello stesso mese, in concomitanza dello sciopero dei giornalisti contro il decreto Alfano sulle intercettazioni, a una giornata di silenzio per noi blogger. Dopo numerosi commenti cambiai idea e per quella giornata fu previsto un post unitario.

Daniela mi aveva inviato un banner (quello che vedete) in vari formati che ben presto ha avuto una diffusione virale, e l'infezione non è partita da me. E qualcuno mi dovrebbe spiegare da dove.

Intanto era nata una piattaforma su misura dell'evento, diritto alla rete , che propone "Il 14 luglio tutti imbavagliati su You Tube (e in piazza a Roma). INVIATE LE VOSTRE FOTO". La mia faccia imbavagliata è quella che vedete.

Però visto che l'approvazione di questo decreto è stato spostato a settembre e visto che lo sciopero dei giornalisti, per ora, è stato soppresso, chiedo a "diritto alla rete": cosa si fa?