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sabato 11 gennaio 2020

Benedetta ortografia: accenti e apostrofi

Un Paese in decadenza ha anche la lingua in decadenza. Non saprei dire se la decadenza del Paese preceda quella della lingua o se sia il contrario, ma forse procedono di pari passo. Sia la lingua parlata che quella scritta. E così l'ortografia va a farsi benedire.

Vedo spesso "io dò" con l'accento,"egli da" senza accento,  "pò" con l'accento anziché l'apostrofo, "perchè" con l'accento grave, e compagnia cantando. Si è poi diffuso il malvezzo di sostituire agli accenti gli apostrofi, per la pigrizia di trovare sulla tastiera la vocale accentata, tipo «E'» al posto di «È».

Qualcuno mi potrebbe accusare di pignoleria ma io questi errori li trovo come le note stonate nella musica. E quindi ne viene fuori una scrittura stonata. Queste considerazioni mi sono venute quando oggi nella centralissima via Dante a Milano ho visto il tabellone pubblicitario qui sotto. Così via facebook ho mandato un messaggio all'azienda che subito mi ha risposto.

La festa? È passata. Torrente.
La festa? È passata. Torrente.
La festa? È passata. Torrente.
QUI tutte le foto del sabato (310 post). 

31 commenti:

  1. Si dai, sei pignolo 😉😉

    La lingua si evolve, cambia, muta. Poi non scriviamo più con la penna e questo è oggettivamente un problema, non solo italiano ovviamente

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    1. D'accordo, la lingua viva si evolve, altrimenti viva non sarebbe. Ma ci devono essere delle regole per la scrittura. In francese gli accenti che abbondano vengono rigorosamente rispettati.

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  2. Io sono una pigra del "perchè".

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    1. Ah ah, e immagino sarai una pigra anche del E'.

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  3. L'utilizzo della lettera + apice aveva una sua ragione d'essere agli albori dell'informatica, quando le lettere accentate non venivano contemplate nei 128 caratteri del primo standard ASCII (c'è un esaustivo di quelli Crusca qui. In seguito la codifica è stata ampliata a 8 bit e 256 posizioni, per cui tutti i caratteri (compresi quelli accentati) sono leggibili dai PC. Quindi, oggi, l'utilizzo della lettera + apice al posto dell'accento è una brutta abitudine che indica solo pressappochismo.

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    1. E infatti è il pressapochismo dilagante, in molti campi, che imperversa.

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  4. Bravo, Alberto! Certi errori, solo in apparenza minimi, vanno sottolineati. C'è anche una tendenza ad abolire il congiuntivo…
    Sandro

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    1. Io non sono contro i cambiamenti. Sono contro la mancanza di regole. Per esempio ho accettato tranquillamente l'uso di "gli" al posto di "loro" QUI.

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  5. Eccomi! Li ho fatti tutti, per pigrizia e perché non so usare bene la tastiera. Mi consolo dopo aver parlato con un amico di Napoli che insegna francese, che dice che i francesi che hanno tanti accenti e complicazioni in più, stanno messi malissimo e scrivono proprio male.

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    1. Forse i miei parenti francesi sono delle eccezioni. E comunque QUI.

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  6. Il punto interrogativo non doveva essere attaccato alla "A"?

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    1. Senz'altro sì. Speravo che qualcuno lo notasse. Brava. Lo spazio ci vuole solo dopo la punteggiatura.

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  7. Anche io ho notato il cartello ieri sera, passando per il centro.
    Sono fissata per gli accenti e gli apostrofi. Poi eccedo con le virgole, è un difetto che non riesco a controllare.
    Però pure tu, ahahahah hai fatto benissimo.

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    1. Facile poi dare la colpa alla tipografia.

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  8. Hai fatto benissimo anche se sinceramente a prima vista non l'avevo notato. Solitamente io sto molto attento all'utilizzo o meno della lettera "h" che vedo spesso non utilizzata quando ci vuole ed usata quando non ci vuole.

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    1. Ah sì la lettera h. Di questo passo la perderà il verbo avere.

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  9. Comunque le accentate maiuscole sulla tastiera sono un problema. Io ricordo solo la È che si fa con ALT212.. Le altre non le ricordo... Sai che goduria...
    A proposito di lingua, avete notato l'uso smodato di intercalare come "come dire" che usano tutti, giornalisti, scrittori, politici... etc etc
    Che orrore!

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    1. Anch'io, delle lettere maiuscole accentate a memoria so solo alt+212. Però per scrivere questo post ho adoperato anche alt+174 e alt+175.

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  10. Gian Coso13/1/20 09:04

    Mi sento però di spezzare una (piccola, fragile) lancia in favore di quelli che usano l'apostrofo come sostituto dell'accento sulle vocali accentate: sulla tastiera italiana NON C'È MODO DI OTTENERLE, se non battendo la complicata sequenza Alt+codice Unicode. Il che non è una scusante per la tipografia, eh: loro quei caratteri li hanno in punta di dita, sulle loro apparecchiature che non sono dei banali PC con tastiera italiana. E pongo anche una questione polemica: chi è l'asino astronomico - senza offesa per gli asini - che s'è studiato il layout della tastiera italiana? Un cinese con alcune conoscenze di babilonese? Non ci sono le vocali maiuscole accentate né le virgolette a "sergente" (« e »); ti ritrovi simboli come § e ç che in italiano non si usano (il primo si usava ai tempi di Gutenberg, il secondo nemmeno) e alla fine per scrivere un testo decente bisogna avere appiccicata al monitor una tabella coi codici Unicode dei caratteri più usati! Per scrivere questo post coi caratteri giusti al posto giusto son venuto scemo. MA PERCHÉ?

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    2. Rispondo per il collega che ha tentato di usare il mio PC e poi s'è incasinato: ha dimenticato un "maiuscole" dopo "vocali accentate". (E comunque stava chiedendo a ME suggerimenti su cosa scrivere...)

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    3. Io i caporali (li chiamo così non sergenti) li ho adoperati in questo post senza problemi perché i codici li conosco a memoria. E li ho adoperati perché altrimenti mi veniva fuori questo "E'" che non è un bel vedere.

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    4. @Dumdumderum l'avevo capito. Le minuscole accentate ci sono sulla tastiera. Malgrado ciò parecchi usano l'apostrofo, schiacciando due tasti al posto di uno.

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    5. Molti scrivono con il cellulare e lì la questione si complica ulteriormente...

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  11. È vero, col cellulare è tutto più complicato e si perde tempo.

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  12. direi che è lo specchio del paese, maltrattiamo anche la nostra lingua.
    Poi il correttore automatico ci ha dato il colpo di grazie.

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    1. Ah già il correttore automatico che fa quello che vuole lui.

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  13. Nonostante gli innumerevoli errori che senz’altro anch’io faccio e ho fatto, anche a me saltano immediatamente all’occhio certi comuni errori sempre più diffusi. Mi permetto di farti osservare che anche la “famosa” d eufonica che si usa solamente quando c’è l’incontro con la medesima vocale “ed ecco”, va omessa e, invece, si continua a leggere: “ed anche; ed oltre, ad oltranza e via discorrendo. Buona serata.
    sinforosa

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    1. Oh la "ed". Non sai quanto mi indispettiscano quelli che la usano a sproposito. Ma non hanno orecchio? Facessero la prova a sentire come va giù liscia la semplice "e" davanti alle altre vocali.

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  14. vanno casualmente di pari passo.
    non parlerei di pignoleria.
    siamo sulla stessa lunghezza d'onda musicale coi nostri post :)
    ciao

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