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sabato 17 ottobre 2020

Vocabolario della lingua italiana

Vocabolario della lingua italiana

Quando l'occhio m'è andato su questi dizionari in vendita dentro un supermercato mi è venuto da pensare da quanto tempo ormai non prendevo più in mano il mio vocabolario che vedete sotto e che è senza polvere solo perché riposa in una libreria a vetri. Tanto ma tanto tempo dall'ultima volta che avevo sfogliato le sue pagine. Non so voi ma io quando ho qualche dubbio su una parola chiedo all'oracolo Google che mi indirizza quasi sempre alla corazzata Treccani.

Vocabolario della lingua italiana

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24 commenti:

  1. Ormai il vocabolario è Google. Neppure io ricordo quando è stata l'ultima volta che ne ho preso in mano uno cartaceo. Non ricordo neppure più se ne abbia ancora uno, in casa.

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  2. Sì, ormai è così, per pura comodità.
    Ma un bel vocabolario ha ancora un fascino mai visto... **

    Moz-

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    1. Avrà anche il suo fascino ma più come oggetto che per utilità.

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  3. Quante volte ci hanno salvato in classe

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    1. Eh sì, era ammesso nei compiti in classe.

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  4. Anch'io preferisco google che è scritto più in grande!

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    1. Ah ecco. A questo proprio non avevo pensato.

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  5. Voialtri compagni siete dei sognatori. Ma non nel senso di gente che ha dei progetti o delle ambizioni, piuttosto come gente che ha delle difficoltà a percepire e interpretare la "realtà". Allora tocca spiegarvi la differenza tra Google e il dizionario zingarelli.

    Prima cosa, Google è un insieme di "servizi Internet" che ha lo scopo di raccogliere informazioni su di voi per creare un "profilo" e in base a quello condizionare il vostro comportamento. Si chiama "behavioral advertising". Più voi usate Internet, dove Google ha distribuito i suoi aggeggi per la sorveglianza ovunque e ovviamente più vi collegate ai servizi di Google, più il meccanismo vi "conosce" e più diventa efficace nel condizionare il vostro comportamento.

    Seconda cosa, per accedere ad Internet vi serve un dispositivo elettronico che si colleghi ad una rete, facciamo il caso dello scemofono collegato alla rete della telefonia mobile. Sono tutte cosettine che non vengono gratis e sono anche concepite come "servizio", nel senso che voi non possedete nulla, quindi non ne disponete a vostro piacimento, non siete autonomi. Ogni cosa vi viene solo data in uso e voi siete obbligati a pagate una tassa periodica, incluso lo scemofono che ha un ciclo di vita massimo di tre anni e poi lo dovete ricomprare. Anche qui, oltre l'obbligo di pagare la tassa periodica, ovviamente ogni cosa è concepita come i servizi di Google, per la sorveglianza e per condizionare il vostro comportamento. Infatti, prego notare che lo stesso dispositivo elettronico con cui voi consultate Google è quello con cui le "autorità" vi sorvegliano, indirettamente tramite le funzioni pre-impostate, se sono la NSA o direttamente, tramite il famoso "trojan", se sono la più modesta Polizia Postale italiana. Altro che le "cimici" nascoste sotto il tavolo.

    Terza cosa, visto che avete anche la esclusiva della "ecologia", per alimentare Internet nella forma di tutti gli apparati che sostengono la Rete e per alimentare tutti i dispositivi elettronici personali, serve una quantità spropositata di corrente elettrica. Voi lo sapete, vero, che ogni "server farm" di Google consuma come una piccola città e che la maggior parte di questo consumo si traduce in produzione di calore per la resistenza dei circuiti al passaggio della corrente elettrica e nel condizionamento forzato degli ambienti dove i macchinari sono mantenuti. Non solo è necessario un enorme consumo di energia per darvi la possibilità di collegarvi ad Internet ma voi stessi siete dipendenti, come le auto elettriche, dalla "stazione di ricarica", ovvero non potete consultare l'oracolo, non potete fare la spesa, non potete vivere se avete la batteria scarica.

    IL dizionario Zanichelli invece ha un modesto costo di acquisto e poi fa solo quello per cui l'avete comprato, conserva le informazioni che ci sono scritte sopra. Non vi sorveglia, non vi condiziona, non vi chiede una tassa periodica, non deve essere alimentato da corrente elettrica e, siccome a differenza di Google e dello scemofono e della rete e cui vi collegate, è di vostra proprietà perché l'avete acquistato e non ce l'avete solo in uso, potete farci quello che volete, per esempio usarlo come fermaporta o per accendere il camino. Ovunque, in fondo al mare o sulla cima della montagna.

    In altre parole, Google è una cosa ottima PER GLI SCHIAVI.
    Il dizionario invece è perfetto per chi vuole essere libero. L'esperienza mi dice che nessuno vuole davvero essere libero, anzi, nessuno capisce il significato della parola.

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    1. Ciò detto, che ci fa Lei signor Anonimo su internet?

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    2. Quindi immagino che lei se ha un dubbio su una parola consulti il cartaceo. Oh, mi scusi, lei che ha la scienza infusa non può avere dubbi di sorta.

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    3. Alla domanda cosa ci faccio su Internet rispondo dicendo che io, a differenza dello scemo con lo scemofono, Internet LA FACCIO.
      Questo richiede un supplemento didascalico. La faccenda di collegarsi alla Rete per accedere ai servizi è una idea relativamente recente ed è stata concepita da quelli del "marketing" avendo come "oggetto" una minorato, il Cittadino del Mondo regredito all'infanzia che, cito il contraddittorio Fusaro, ha come comandamento "tu devi godere". In sostanza ci si collega per godere e si paga la tassa per godere. Si diventa dipendenti dal meccanismo "pago-godo-pago-godo" ma questo al minorato non importa, anche perché nel suo universo questo problema è impercettibile e incomprensibile. La Rete però in origine aveva lo scopo esattamente OPPOSTO, cioè serviva per collegare tra di loro, DA PARI A PARI, le persone. Le persone si collegano tra di loro per condividere e collaborare. Il minorato adesso obbietterà che lui si collega a tutto il mondo tramite i servizi sopra citati, facciamo il caso del neologismo privo di qualsiasi significato concreto dei "social". Ovviamente falso. Il minorato compra un dispositivo di sorveglianza che funziona da "rubinetto" con cui accede a dei servizi che gli impongono sia i termini del contratto che le modalità di uso e ovviamente i contenuti, decisi dal fornitore del servizio, non dal minorato. E' una specie di tautologia, visto che tutte queste cose, cioè il dispositivo per accedere e il servizio a cui si accede, sono concepiti come ho scritto per "profilare" il minorato e di conseguenza condizionarne il comportamento. Quindi riassumendo, io sono su Internet nella modalità originaria, cioè condivido e collaboro. Non sono su Internet per farmi sorvegliare, profilare e condizionare, mentre pago per godere.

      Alla domanda sulla consultazione del cartaceo, senz'altro. Però, dato che a suo tempo ho passato tanti anni a studiare sul cartaceo, adesso è un evento eccezionale, rarissimo. A me non serve consultare il dizionario perché conosco la lingua che adopero, mi capita invece di volere risalire alla radice etimologica delle parole, quando ne vale la pena. Le farei presente, signor Alberto, che uno dei tanti connotati paradossali del vostro "progressismo" da schiavi è che mentre vi fate campioni della "cultura", ne sostenete in tutti i modi lo svilimento e la demolizione, perché la padronanza della lingua è "classista", "razzista", "patriarcale", "sovranista", eccetera. Il minorato di cui sopra non ha bisogno di un dizionario con dentro migliaia di parole, gliene basta uno con qualche decina di termini. Io conosco gente che si fa "briffare" dalla moglie che gli da la "mission" di andare a fare la spesa e basta parlare con la cassiera che ci da del tu perché non sa coniugare i verbi per capire dove siamo collocati. Allo stesso modo, il minorato che non conosce il congiuntivo non sa nemmeno come funziona un motore elettrico, non ha bisogno di saperlo per il "pago-godo-pago-godo" di cui sopra. A meno che non lavori con i motori elettrici e allora saprà solo quello e niente attorno, perché a cosa serve la "Scuola" se non a introdurre al "Lavoro" e il "Lavoro" a cosa serve se non a "pago-godo"? La "scienza infusa" caro il mio signore Alberto, si è infusa tramite la lettura dei libri e l frequentazione scolastica. Io mi preoccuperei di cosa "infondono" gli scemofoni nei ragazzi contemporanei, che non hanno libri e non vanno nemmeno a scuola, perché viviamo nell'epoca dello "smart".

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    4. Lorenzo, ma cos'è sta storia di postare da anonimo? ci sono i poteri forti e Soros che ti controllano?

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    5. ne sostenete in tutti i modi lo svilimento e la demolizione, perché la padronanza della lingua è "classista", "razzista", "patriarcale", "sovranista" Sei informato male perché:
      L`operaio conosce 300 parole, il padrone 1000: per questo è lui il padrone l'aveva detto Gramsci.

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  6. Devo dire che uso più spesso quello dei sinonimi, anche se da quando questa primavera ho riorganizzato la libreria devo vedere dove ho " ficcato " i due vocabolari.

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  7. Il tuo è proprio come il mio, solo che il mio è più sciupato. Buona domenica.
    sinforosa

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  8. Anch'io possiedo uno Zingarelli (del 1997) e saranno almeno 15 anni che non lo consulto più.
    Quanto mi piaceva sfogliare le sue pagine leggere fino a trovare la parola che cercavo.
    Buona domenica.

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    1. Il piacere di sfogliare quelle pagine forse dipende anche dall'età che si ha quando le si sfoglia.

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  9. Ho uno Zanichelli fine anni '90, sempre molto utile e che uso ancora oggi. Sul web spesso mi capita di visitare Wikipedia che mi sembra ben fatto.
    Un salutone

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    1. Oh bene. Allora c'è ancora qualcuno che lo usa. Ciao.

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  10. Ho un' idea su chi possa essere l'anonimo: ti farei il nome, ma poi si vendicherebbe su di me e preferisco stare alla larga dalle persone mentalmente disturbate.
    Cri

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    1. Anch'io ho un'idea. Anzi non è un'idea ma una certezza.

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