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sabato 13 aprile 2013

Bici da donna 8

Questa settimana niente foto del sabato ma sei immagini della bici da donna che continua a farvi vedere angoli di Milano. Sceglietene una come al solito.

bici da donna

Abito vicino al naviglio Martesana e questa è la rampa di un cavalcavia pedonabile e ciclabile che lo attraversa.

bici da donna

Qui siamo a un'antica chiusa leonardesca nel centro, in via San Marco, che dovrebbe (ma quando?) essere restaurata. La bici si intravede sul ponticello e alle nostre spalle c'è un locale carino carino con un dehors che è un bijou. Ci siamo fermati per un caffè.

bici da donna

A Nord, nell'area ex-Marelli. È tutto un cantiere con vestigia industriali che vengono lasciate come brandelli di memoria.


bici da donna
Qui mi sono infilato in un vero e anche metaforico cul de sac. Siamo in un cortile interno del nuovo grattacielo della Regione e lassù al piano alto siede Roberto Maroni che è succeduto a Roberto Formigoni. Non mi è ancora andata giù.


bici da donna

Parco Lambro. Fra un po' ci faccio un salto per vedere se la primavera esplode, che sarebbe ora.


bici da donna

Un angolo del grande atrio della stazione Centrale. Sono entrato con la bici a mano ma poi non ho resistito e due giretti su questo pavimento me li sono fatti. Sono un po' folle? Sì.

venerdì 12 aprile 2013

Roberta Lombardi, la saccente

roberta lombardi m5s

L'esordio è stato «i giornalisti starnazzano»: che si potrebbe anche condividere se non fosse che quel verbo lo adoperavano le camicie nere durante il Ventennio nei confronti di chi nei giornali non rispettava le veline del regime. Poi ha mandato a dire a Bersani che «i voti del M5S non li avrà neanche se si butta in ginocchio», che è un bel dire elegante. Ha ripreso in diretta, molto piccata, il suo collega Vito Crimi che si era permesso di chiamarla "onorevole". Cittadina, perdìo, cittadina.

Ieri, con presunzione insolente, ha mollato un bello schiaffo a Napolitano trattandolo come un povero vecchio: ha quasi 88 anni, faccia il nonno.

I giornalisti starnazzeranno pure ma hanno chi lotta insieme a loro.

mercoledì 10 aprile 2013

Privatizziamo il suo funerale

L’umorismo macabro è sempre sconveniente, ma il saluto del regista Ken Loach alla signora Thatcher — “privatizziamo il suo funerale” — è una battuta eccellente.

Si sa, Loach è comunista, e i misurati commentatori post-ideologici dei nostri anni avranno buon gioco ad attribuire le parole di Loach all’astio della fazione sconfitta. Ma basta rivedere un po’ del suo cinema (e di molto cinema inglese degli ultimi vent’anni, a cominciare da “Grazie signora Thatcher” di Mark Herman) per capire che il thatcherismo è stato una tragedia sociale. Ha distrutto lavoro e reddito, piegato intere comunità di persone riducendole a pezzi usurati da smaltire, umiliato operai e minatori, cancellato l’idea stessa che chi lavora abbia potere contrattuale, voce in capitolo, diritti da difendere.

Le diffuse, imbarazzanti (imbarazzanti in quanto allegre) manifestazioni di sollievo popolare in morte della signora non sono spiegabili solo in termini di faziosità politica. Alla “modernità”, intesa così come l’ha intesa il liberismo, è stato pagato un prezzo umano altissimo. Umano ben prima che politico. Thatcher non ha sconfitto la sinistra o i sindacati, ha sconfitto i lavoratori salariati. La sua celebre battuta antilaburista (“il socialismo rende i poveri più poveri”) calza perfettamente anche a lei: ha reso i poveri più poveri. E non era neanche socialista.

Miche Serra
L'amaca di oggi
 

martedì 9 aprile 2013

Maroni e i diamanti, i conti non tornano

Maroni col sacchetto dei diamanti

Pontida - Maroni con il sacchetto dei diamanti

Domenica scorsa, l'altroieri, durante il diciamo movimentato raduno dei leghisti a Pontida c'è stato a un certo punto il coup de théâtre di Maroni quando ha tirato fuori il sacchetto dei diamanti della vergogna e li ha sbandierati dicendo che sarebbero stati donati alle sezioni più meritevoli del movimento.

Tredici questi diamanti. Tredici come solennemente declamato dal segretario davanti ai barbari sognanti (ma sognano ancora?). Tredici? Ma non erano undici quelli restituiti da Belsito come avevano riportato giornali radio televisioni e tutto il web?

Possibile che tra la truppa variegata e mi sembra ormai sgangherata dei giornalisti nessuno si sia accorto dell'incongruenza?

E comunque sarebbe bene che Maroni chiarisse perché quando i conti in un partito sono ballerini c'è sempre il fondato sospetto che qualcuno ciurli nel manico.

sabato 6 aprile 2013

Le alpi del mare

monte Pietravecchia

Domenica scorsa che era Pasqua abbiamo pranzato a Bajardo, il paese tibetano alle spalle di Sanremo, e dalla finestra si godeva questa vista. Dall'altra parte si poteva osservare il mare che a queste altezze ha un orizzonte imponente.

E ho capito una volta di più perché dopo un lungo peregrinare tra le lande celtiche i druidi, dopo aver visto questi spettacoli della Natura, abbiano esclamato nella loro lingua (ma come parlavano?) «Hic manebimus optime» e senza indugio messo opera alla costruzione del loro tempio lassù, che sembra di essere in cima al mondo.

Qualcosa dell'animo di questi druidi è rimasto tra la gente di qui, specialmente in alcuni, come nel mio amico René.

Buon fine settimana. Compatibilmente.

Tutte le foto del sabato

giovedì 4 aprile 2013

Finalmente, la democrazia è penetrata all'interno dei 5 Stelle

Mi sono chiesto più volte cosa si riuniscano a fare i parlamentari grillini (e di cosa mai parlino) se poi è il Beppe che impone la linea con un post, senza nemmeno la possibilità del mugugno.

Mi sono ricreduto. Qualcosa si muove. E visto che «Nel M5S le scelte le prendono i cittadini» ieri è apparso sul loro blog questo annuncio:
«Ci piacerebbe decidere insieme»
Cosa?
«Il luogo dell'evento per l'elezione del sindaco di Roma a cui parteciperà Beppe Grillo»
Tre opzioni: a) periferia; b) centro; c) altro.

Questa sì che è partecipazione e trasparenza, mica noccioline. La prossima volta forse si potrà decidere il colore dei manifesti e la musica da affiancare ai vaffa. Ma non corriamo troppo. Un passo per volta. Ché la democrazia diretta ha i tempi suoi.

mercoledì 3 aprile 2013

Smettere di fumare

ms

Oggi fanno quattro anni che ho smesso di fumare. Col mio amico Ivano Orrao (lui fuma ancora) abbiamo messo giù un elenco, credo incompleto, di tutte le marche che ci siamo spipazzate. Forse qualcuno ne ha ancora altre da suggerire.

Alfa
Sport
Nazionali semplici
Nazionali esportazioni (col filtro e senza)
Nazionali esportazioni super (con filtro e senza)
Tre stelle
Mentola
Lido
Stop
Ms
Diana
Serraglio
Sax
Colombo
Bis
Diana (blu e rosse)
Futura
Linda


Marlboro
Kent
Balteau
Peter Stuyvesant
Benson
Dunhill     
Embassy
Filter 65   
Gauloises
Gitanes
Hb
Kim
Chesterfield       
Camel
Lucky Strike
Maryland
Merit
Mercedes
Muratti
Pall Mall
Peer
Philip Morris
Rothmans
Turmac
Winston
Zenit

venerdì 29 marzo 2013