venerdì 20 novembre 2009

Empedocle e i quattro elementi

Empedocle

Il punto di partenza della dottrina naturale di Empèdocle (Agrigento, V sec. a.C.) risiede nell'individuazione di quattro «radici» (rhizómata) di tutte le cose, vale a dire elementi di base che nella loro combinazione costituiscono il mondo:
terra
fuoco
acqua
aria

Di questi quattro elementi la terra è già tutta lottizzata, recintata e posseduta. Il fuoco (l'energia che brucia), già sequestrato dalle Sette Sorelle, adesso è sotto varie grinfie tra cui quelle di Putin e dei suoi compari occidentali. L'acqua lo stiamo vedendo in questi giorni che fine farà. Rimane l'aria. Per quanto tempo ancora potremo respirare gratis?

Democrito, che 'l mondo a caso pone,
Dïogenès, Anassagora e Tale,
Empedoclès, Eraclito e Zenone;

Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno, Canto IV


Technorati Tags: ,

giovedì 19 novembre 2009

Edward Hopper a Milano

Tutto quello che ho sempre voluto fare
è dipingere la luce del sole
sul lato di una casa


Edward Hopper
Edward Hopper
Edward Hopper
Edward Hopper

E così ieri pomeriggio dopo aver attraversato piazza duomo illuminata da una pacata luce novembrina mi sono immerso per due ore in altre luci all'interno di Palazzo reale.

Quelle che mi hanno restituito le 160 opere di Edward Hopper, padre del Realismo Americano, in una mostra antologica non del tutto esaustiva ma più che sufficiente a ripercorrere l'avventura artistica di questa icona degli Stati Uniti.

Un percorso visivo suddiviso in sette sezioni, che attraversa la varietà di stili e tecniche che l'artista ha affrontato durante la sua carriera (bozzetti, dipinti ad olio, stampe ad acquaforte, acquarelli), accompagnato da un ottimo corredo bibliografico e storico che aiuta a contestualizzare i lavori nella realtà americana della prima metà del '900.

Scorci di vita della middle class, spesso spiati, che mettono lo spettatore nei panni di un vicino di casa curioso, quasi un guardone. Scorci di tavole calde dalle quali s'intravvedono persone avvolte nel loro silenzio, paesaggi dal forte impatto cromatico e talvolta dall'improbabile punto di vista , autoritratti, parecchi autoritratti.

Ho cercato di penetrare questa luce, ora sopraffatta dall'ombra, ora quasi sgargiante, e una cosa ho percepito. C'è in ogni quadro un punto o una piccola zona, o una serie di zone, righe per esempio, che catalizzano nel loro chiarore la vita di tutta l'immagine e ci restituiscono la sensazione vibrante che forse fu l'idea che mosse Hopper a quel dipinto. Partendo da lì, a ritroso, ho ripercorso la storia narrata nel quadro, con finale sempre in sospeso.

Uno se ne esce, e riaffronta la convulsa vita metropolitana, ma qualcosa ti è rimasto dentro, subito allo stato di coscienza e poi, col tempo, allo stato più profondo, in quelle aree meno insondabili e incontrollabili del nostro essere. E' l'arte e la sua universalità.

Edward Hopper
Edward Hopper
Edward Hopper
Edward Hopper a Milano - Installazione davanti a Palazzo Reale

Technorati Tags:

mercoledì 18 novembre 2009

L'otto per mille allo Stato in gran parte se lo prende la Chiesa

Villa Giovanna d'Arco
Sanremo, villa Giovanna d'Arco, residenza del vescovo Alberto Maria Careggio, restaurata con i soldi dell'otto per mille allo Stato.

Il documento è di ben 17 pagine e porta in calce la firma del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. E' un lungo elenco di diocesi, parrocchie, confraternite, monasteri, congregazioni e anche ville e chissà cos'altro, a cui verranno assegnati per il 2009 la maggior parte dei 43 milioni 969 mila 406 euro che gli italiani avevano destinato allo Stato in quota 8 per mille dell'Irpef.

"L'atto del governo n. 121" è stato predisposto ai primi di settembre dal presidente Berlusconi ammaccato dall'incidente diplomatico del 28 agosto con la Segreteria di Stato Vaticano. Quando dopo il caso Giornale-Boffo il cardinale Bertone non lo volle alla festa della Perdonanza.

Il documento, poi trasmesso alla Camera il 23 dello stesso mese, conferma intanto che i soldi vanno allo Stato ma entrano di diritto nella piena discrezionalità del capo del governo, per quanto attiene al loro utilizzo.

In questi giorni papa Benedetto XVI ha tuonato contro la fame nel mondo dicendo che è impossibile accettare spreco e opulenza. Ha perfettamente ragione ma dovrebbe spiegare anche perché all'ultima pagina del documento, al capitolo "Fame nel mondo", sono solo dieci le onlus e associazioni finanziate per 814 mila euro, pari al 2 per cento del totale e tutto il resto è pappato dalla loro di "fame". Ipocrisia in questo caso è un eufemismo.

Della villa del vescovo della diocesi Ventimiglia-Sanremo ne avevo già parlato ma rinfresco la memoria.

[clic sopra per ingrandire]
articolo la stampa

Technorati Tags:

martedì 17 novembre 2009

L’Italia di oggi è distrutta

PasoliniL’Italia di oggi è distrutta come l’Italia del 1945. Anzi, certamente la distruzione è ancora più grave, perché non ci troviamo tra macerie, sia pur strazianti, di case e monumenti, ma tra "macerie di valori": valori umanistici e, quel che più importa, popolari. Come quelli del 1945 gli uomini di potere italiani – a causa non solo della distruzione che hanno operato, ma soprattutto a causa dell’abiezione dei fini e della stupida inconsapevolezza con cui hanno operato - sarebbero degni di un nuovo Piazzale Loreto. Che certo – fortunatamente e sfortunatamente – non ci sarà.
Pier Paolo Pasolini


[*]

Technorati Tags:

lunedì 16 novembre 2009

La "Gheddafi story" continua

Ragazze per Gheddafi

I pulmini della società «Hostessweb» arrivano uno dietro l'altro in via Cortina d’Am­pezzo e si fermano a qualche decina di metri dalla blindatissima villa. Scendono ragazze, tante ragazze, trovate dall'agenzia con questo annuncio «Cercansi 500 ragazze piacevoli, tra i 18 e i 35 anni, alte almeno un me­tro e 70, ben vestite ma, rigorosamente, non in minigonna o scollate». Ad ognuna un «gettone» di 60 euro. Per fare cosa? «L’obiettivo è avere alcuni scambi di opinione e donare omaggi libici», chiariva la «lettera d'ingaggio»

Pensano di andare a una «serata di gala», ma non sanno che le aspetta una lezione di Islam nella quale si sentiranno dire: «Ma lo sapete che al posto di Gesù hanno crocifisso uno che gli somigliava?». Ad accoglierle davanti alla residenza dell’ambasciata c’è uno schieramento di libici con il turbante bianco e adesso loro, un po’ intimidite, si sottopongono alle misure di sicurezza: passano attraverso il metal detector, si scambiano occhiate di autorassicurazione e poi via, entrano nella sontuosa sala con divani bianchi e rossi disposti a ferro di cavallo.

Dopo la visita-show del giugno scorso a Roma, quando fece andare su tutte le furie il presidente Fini che visto il ritardo di due ore annullò l’incontro nell’aula di Montecitorio, ieri sera è andata in scena un’altra delle «stravaganze».

continuate a leggere, se volete, e sempre se volete riferite.

Quando i numeri sono un'opinione. Per il Corriere le ragazze erano 100, per l'Ansa 200, per La Stampa 600.

Ragazze per Gheddafi
Ragazze per Gheddafi

Technorati Tags: ,

domenica 15 novembre 2009

Avevamo un sogno

Obama
E come potevamo noi sapere? Come potevamo noi a cui avevano insegnato solo gli uomini primitivi, gli Assiri e i Babilonesi, gli Egiziani, i Romani e poi di lì a seguire fino a qui, e niente di niente ci avevano detto di quell'altra umanità agli antipodi della nostra latitudine che si era evoluta nella filosofia e nella tecnica quando ancora balbettavamo vocali e consonanti?

Poi aprimmo gli occhi e fu un diluvio. Chi leggeva, chi partiva, chi leggeva e subito dopo partiva. Il viaggio in Oriente era stato un passaggio obbligato per inquieti intellettuali europei nella prima metà del Novecento. Negli anni Settanta di quel secolo divenne "il viaggio" di una generazione. Via terra, mesi e mesi di treni, autobus, camion, autostop, alla ricerca delle spiegazioni esistenziali a cui la nostra cultura occidentale non aveva saputo dare risposte soddisfacenti. Fu un'epopea. Qualcuno si perse e non tornò più, i più tornarono senza riposte. Furono pochi quelli che riuscirono a capire, almeno da uno spiraglio, quel mondo che aveva marciato parallelo al nostro senza nervature comunicanti.

Seguì un sogno collettivo. Che il grande balzo in avanti sarebbe avvenuto, e anzi poteva quasi essere alle porte, dall'abbraccio d'amore di quelle due parti del pianeta che per tutta la storia dell'uomo pensante si erano ignorate. Ci credevamo, e la delusione che ne seguì fu il massacro di tante speranze.

E poi l'abbraccio ci fu, ma non era il futuro agognato. Fu un abbraccio di dollari, di mercati, di sfruttamento senza limiti e senza cotrolli. Fu la cosiddetta globalizzazione.

Obama sta facendo il suo viaggio in Oriente. Ma i tempi delle generose utopie e dei sogni caldi di passione sono finiti.

Technorati Tags: , ,

sabato 14 novembre 2009

Elio Pecora

L’idea di stare
dentro un immenso vuoto
affardellati di niente,
nel niente incespicando.

Cercarsi, nemmeno accostarsi.
Domande. Mai chiuse risposte.
Pure qui l’ora, il giorno.
Quale voce accompagna?
quale mano conduce?
Un grumo ogni storia residua.

Desiderio è mancanza.
Indifferenti stelle
dentro abissi insondabili,
sperse divinità
in limbi senza nome.
Altra la soglia, la stanza,
poco avanti lasciate,
altro il momento, il percorso,
lo sguardo sorpreso allo specchio.
Non v’è ritorno,
soltanto l’andare e l’addio.


Elio Pecora
Sant'Arsenio (Sa) 1936


Technorati Tags:

venerdì 13 novembre 2009

Oscurato il sito AlzalaTesta di Marco Ballestra

Sito alzalatesta

Da questa mattina il sito Alzalatesta non è più visibile. L'amico Marco Ballestra il 5 novembre ci aveva informati che era in corso un procedimento contro di lui. Potete vedere lo screenshot e la notifica, clic per ingrandire.

La vicenda è gravissima. Non vado nel merito di quello che Marco, col suo solito linguaggio ruspante e picaresco, possa aver detto contro il sindaco di Ventimiglia Gaetano Scullino del Pdl, ma entro invece nel merito del sequestro preventivo. In pratica si chiude un sito, che aveva molti visitatori, per impedire che si compiano ulteriori reati che bisogna ancora dimostrare siano stati compiuti nel passato.

Non mi intendo di questione giuridiche, ma di logica sì, e qui siamo a un paradosso da manuale. Sequestro preventivo mi ricorda da vicinissimo il fascismo con tutto quello che ne consegue nei termini di libertà di stampa.

Sarebbe opportuno far girare la notizia perché se continua così forse ci lasceranno stare a patto che i nostri argomenti trattino solo di farfalle e margherite.

Però quel diavolaccio di Marco ha un altro sito che è ancora raggiungibile Bevera e dintorni, collegatevi a questo per essere informati.

Quando ci vediamo parliamo quasi sempre di due cose. Delle schifezze che combinano i politici e di api. Lui è un apicultore di professione, io lo sono stato da dilettante. Mi sa, con mio dispiacere, che nei prossimi incontri il tema del discorso sarà monotematico. E non saranno le laboriose bestiole a tenere banco.

Una domanda di carattere tecnico. In genere quando un sito viene oscurato all'url rimane un banner della polizia postale. All'indirizzo www.alzalatesta.net invece non esiste proprio più l'url. Perché?

Sito alzalatesta

giovedì 12 novembre 2009

La sede di "Libero" presidiata da soldati armati di mitragliatore

Militari che presidiano Libero
Militari che presidiano Libero

Vi ricordate delle discussioni sorte dalla decisione di Maroni di schierare 2500 soldati nelle grandi città a tutela della sicurezza dei cittadini? Ne avevo parlato anch'io esprimendo le mie perplessità e anche le mie preoccupazioni.

Ieri pomeriggio passando in viale Majno a Milano sono rimasto sorpreso dai soldati che vedete. Fucile mitragliatore imbracciato (pallottola in canna?) e giubbotto antiproiettile d'ordinanza. Manco sapevo che quella fosse la sede di Libero la cui libertà di pensiero ben conoscete.

E quindi tutti noi che avevamo criticato Maroni per quella scelta eravamo nel torto. Avevamo come al solito frainteso. Non della sicurezza dei cittadini si trattava ma di quella dei servi leccaculo di questo governo.

La cosa che più mi inquieta è che la gente ci sta facendo l'abitudine alle scene di soldati armati di tutto punto schierati nelle città. Me lo avessero detto un po' di anni fa non ci avrei mai creduto.

Militari che presidiano Libero


mercoledì 11 novembre 2009

Scajola e la banda larga

Claudio Scajola

Certe volte la mia ingenuità rasenta la scemenza. Come l'altro giorno quando la notizia che Claudio Scajola, ministro dello Sviluppo Economico, si stava battendo come un leone perché gli 800 milioni destinati alla banda larga e poi cassati ritornassero nella disponibilità per quello scopo. Avevo quasi esultato. Poi questo post mi ha aperto gli occhi.

Forse che Scajola pensa allo sviluppo del mercato dell'ICT, alle migliaia di startup che potrebbero nascere, a nuovi modi di fare business e allo sviluppo del Paese che un accesso universale alla larga banda potrebbe mettere in moto?

Macché. Per lui, come ha dichiarato, la banda larga sarebbe l'opportunità per dare lavoro a 50.000 addetti e consentirebbe di aprire 33.000 cantieri. Per lui, che di cantieri si intende, la banda larga sarebbe gente che scava buchi nelle strade per tirare cavi. Insomma un'ulteriore fonte di appalti più o meno truccati, di corruzione, di aumento ingiustificato dei costi e di tutto quello che i lavori pubblici implicano in questo Paese.

Giuro, non mi lascerò mai più imbambolare dalle dichiarazioni di quest'uomo.

Technorati Tags: ,