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venerdì 21 novembre 2014

Olio d'oliva prodotto a Milano dai ragazzi delle scuole

amicolivo oli de milan

Ogni autunno faccio un po' d'olio che ricavo da ulivi secolari che piantarono i miei avi. Ne parlai QUI. Ma quest'anno, per diversi fattori, l'annata  è scarsissima e per me nulla.

Ben vengano iniziative che servano a far conoscere meglio questo essenziale elemento della nostra tavola, e di più ancora se queste iniziative sono rivolte ai ragazzi: come questa che si sta svolgendo in questi giorni a Milano che è stata chiamata "L'oli de Milan" e che coinvolge 1600 bambini di 71 classi di scuole primarie della zona di Porta Venezia. La settimana della frangitura "Amico ulivo" si snoda dal 17 al 23 novembre all'orto botanico di via Valvassori Perona, e riguarda tutto il processo di produzione: frangitura, separazione e successiva confezione di migliaia di bottiglie d'olio da mezzo litro con l'aggiunta delle etichette disegnate dagli stessi alunni. Le olive sono pugliesi e provengono dalla zona del lago di Varano in provincia di Foggia. È anche una maniera intelligente per focalizzare l'attenzione sull'epidemia di Xylella fastidiosa che sta minacciando la vita di numerosi alberi vegliardi della nostra terra.

E voi per l'olio della vostra cucina come vi comportate?

amicolivo oli de milan

giovedì 20 novembre 2014

Eternit, giustizia sommaria ci vorrebbe

Ieri sera tardi ero su un treno che da Torino mi riportava a Milano e scorrevo sui vari siti la notizia della sentenza del processo Eternit. Non esistono aggettivi qualificativi per inquadrarla, tanto è infinitamente ingiusta. Il maggior responsabile di 3000 morti, il miliardario svizzero Stephan Schmidheiny, viene dichiarato non perseguibile perché il reato, lo ripeto, 3000 assassini, è andato in prescrizione. E allora, sarà stato che provenivo dalle atmosfere di una città un po' sulfurea, sarà stata la notte che mi scorreva con le sue ombre dal finestrino, mi sono immaginato un commando che dopo aver sequestrato mister Schmidheiny e avergli fatto firmare un documento che devolveva tutti i suoi averi ai parenti delle vittime, veniva eliminato subito dopo e il corpo non più ritrovato.

La realtà è che questo signore si gode i miliardi che ha fatto letteralmente sulla pelle di tutti questi lavoratori-vittime (e purtroppo ogni settimana c'è un nuovo funerale) e che con questi soldi ha anche pagato il manipolo mercenario di azzeccagarbugli che gli hanno salvato il culo.

Quando "La legge è uguale per tutti" diventa una barzelletta uno Stato come il nostro adesso cosa è più, ancora uno Stato?

sabato 15 novembre 2014

La Milano che cambia pelle, e anche l'anima


Foto scattate nello zona di Porta Nuova a Milano

Dopo tre giorni di cammino, tra selve gentili alternate a fertili radure ecco che ci appare Distopia. È una sorpresa vederla dall'unica collina che la sovrasta. Costruzioni modernissime sono incastonate in fatiscenti catapecchie, ma si potrebbe dire il contrario, perché alla vista c'è equilibrio fra quello che è stato e il presente: una miriade di polverosi e bassi muri di pietre e mattoni vivacchia con i vetri e l'acciaio che svettano. Quello che stupisce ancora di più è osservare gli abitanti per le strade: lo spettacolo della gente che si incontra e si ignora, del tutto si ignora e non si vede, è sconcertante. Vivono contemporaneamente in epoche diverse. Si vede dalle fogge dei vestiti e si sente dalla parlata. Soprattutto hanno diverse velocità nell'andatura.
Italo Calvino
Le città invisibili

Buona domenica



Qui tutte le foto del sabato


giovedì 13 novembre 2014

Genova: il gatto "sente" la frana in arrivo e salva i padroni

Lo chiamano sesto senso, chiamatelo come volete, i fatti sono questi.

Il gatto Pepe miagolando e saltando sul letto in piena notte ha salvato i suoi padroni. Domenico Priano, quando si è svegliato e ha acceso la luce ha visto le crepe che si stavano aprendo nelle pareti della stanza. Via via, di corsa, alle cinque 5.30 sotto il diluvio assieme alla compagna Orietta e in braccio il gatto. Dopo 10 minuti la casetta aggrappata alle colline di Genova Prà era crollata.

Note a margine
Vedo sui social network una sequela di foto di gatti, propri e presi dalla rete, a cui segue un'altra sequela di "mi piace". L'unica volta che un gatto meriterebbe davvero la prima pagina manca l'immagine sua, porca vacca.

Ecco la casa

mercoledì 12 novembre 2014

Povera mia Liguria

Ripubblico questo post del luglio 2008. Da allora qualche politico e qualche imprenditore citato nel libro ha varcato le patrie galere, da allora qualche porto in costruzioine è diventato una cattedrale nel deserto (umido), da allora la politica poco o niente ha fatto per combattere l'incultura criminale che saccheggia la Terra, la nostra terra di Liguria.

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burlando scajola

Nei riquadri, Claudio Scajola e Claudio Burlando

Quando frequentavo il liceo e prendevo la corriera per Ventimiglia, superato Camporosso mi appariva la visione del mare. Poi, condominio dopo condominio, non rimase nemmeno più un buco di azzurro. Cemento, nient'altro che cemento a formare una muraglia impenetrabile e odiosa. Il naturale skyline che avevo visto fin da piccolo si era trasformato in un artificiale skifoline. Sagome accatastate in maniera casuale senza capo né coda

Questo un'era fa. L'altro giorno viaggiavo sul treno che da Genova porta a Nizza e osservavo con interesse l'espressione di una giovane donna che sedeva di fronte a me. Dal finestrino scorrevano uno dietro l'altro anonimi palazzi su anonimi palazzi, distanti l'uno dall'altro sì e no un metro. Sembrava di essere nella brutta periferia di una qualsiasi metropoli. Lei si accorse che la stavo guardando e mi indicò quello spettacolo indegno con un dito. Non ci fu bisogno di parole.

Dopo essersi appropriati con i denti della rara terra vicino al mare, dopo aver sbancato, famelici, colline e colline più a monte, adesso i pescecani del cemento armato si stanno impadronendo del mare. Si sa che la voracità non ha limiti.

Proprio di questo parla un libro inchiesta uscito da pochi giorni, Il partito del cemento, scritto da due bravi giornalisti, Ferruccio Sansa e Marco Preve. E la storia documentata, punto per punto, dei maneggi che si svolgono nei retrobottega della politica frequentati da imprenditori e banchieri, quasi tutti prima o poi inquisiti, qualcuno passato anche per le patrie galere, che intrecciano con gli amministratori pubblici rapporti quantomeno dubbi e quantopiù indecenti e sul filo dell'illegalità. Non c'è differenza tra destra e sinistra, i veri inciuci sono questi, fatti sottobanco, molto più pericolosi per la democrazia di quelli dichiarati alla luce del sole che generano scandalo solo negli sprovveduti. Nel libro si parla delle furbate per aggirare le leggi, come quella, che sarebbe ridicola se non fosse troppo seria, delle torri antincendio che diventano ville, dello spregio cinico di questa classe dirigente per questa terra bellissima che ha trasformato, nell'arco di un cinquantennio, in una regione che si sta estinguendo. Si estingue nei posti di lavoro, nella popolazione, nella cultura, e rimane, di quello che era stata, solo uno struggente ricordo.

Vogliono impadronirsi del mare dunque. E lo fanno costruendo porti ovunque, grandi, medi, piccoli. I posti barca nel 2000 erano in totale 14.500, nel 2008 sono diventati 20.500 ed è già pronto un piano per altre ottomila imbarcazioni. Porti vuol dire anche appartamenti, centri servizi, centri commerciali, negozi. Follia pura. Chi frequenta queste coste conosce, solo per dirne una, i problemi snervanti dei parcheggi e delle code chilometriche sull'Aurelia, che esistono anche in quelle cittadine che il porto non ce l'hanno, come Ventimiglia, ma che fra un po' l'avrà anche lei e allora voglio proprio vedere dove metteranno le macchine. L'ho già detto e lo ripeto. Follia.

Il libro scava a fondo sui due potentissimi Claudii. Claudio Scajola, ex DC ora Pdl, ministro del governo Berlusconi, e Claudio Burlando, ex PCI ora Pd, presidente della Regione. Si scoprono così intrecci insospettati nelle varie amministrazioni pubbliche, nei cda della miriade di società, e legami di sangue che diventano ragnatele di un potere come al tempo del Medio Evo.
Dopo la lettura si potranno avere reazioni diverse. C'è chi disgustato si allontanerà definitivamente dalla politica visto il degrado infimo a cui è arrivata, c'è chi si indignerà come non mai e farà di tutto per diffondere le notizie che ha letto, e ci sarà anche chi si darà da fare per impedire questo scempio. Alla fine del libro c'è un capitolo ad hoc "Prontuario anticemento".

partito del cemento




Marco Preve
Ferruccio Sansa


Il partito del cemento


chiarelettere




Ferruccio Sansa, già giornalista del Messaggero e de la Repubblica, è ora inviato del Secolo XIX. Ha pubblicato per la Bur-Rizzoli Milano da morire (con Luigi Offeddu, 2007). Collabora con MicroMega.
Marco Preve è giornalista de la Repubblica. Anch’egli collabora con MicroMega.


Ringrazio gli Autori per aver citato questo blog nel libro.



sabato 8 novembre 2014

Il sole



Milano, giardini Cavour

Dopo tanta acqua, oggi una bella giornata di sole. Ce lo siamo bevuto tutto.

Buona domenica.

QUI tutte le foto del sabato.




giovedì 6 novembre 2014

«Ci sa fare col gelato»


C'è chi ha affermato che il titolo si presta a un doppio senso. No. Di senso ne ha uno solo ed è quello che a tutti voi, maschi e femmine, è venuto in mente. E quindi la bagarre sulla rete si è scatenata. Non mi farò la domanda oziosa sulla deontologia professionale di quel bel tomo di Alfonso Signorini, direttore di questo raffinato giornale della famiglia Berlusconi, e non mi farò nemmeno la domanda altrettanto oziosa cosa ci sta a fare l'ordine dei giornalisti. Tanto per dire, qualche settimana fa, alla chetichella, questo ordine ha riammesso tra le sue fila Renato Farina che era stato radiato perché al soldo dei servizi segreti col nome in codice «betulla». Facciamocene una ragione, se possibile. Sono tempi di sfacciate canaglie questi.


sabato 1 novembre 2014

Per la difesa della biodiversità


Sarei veramente curioso di sapere di che varietà fosse la mela che Eva porse ad Adamo per addentarla, e che gusto e che profumo avesse. Ma forse era la sintesi magica della ricchezza primordiale della Natura che tutto nel suo seno conteneva prima di diversificarsi. Stiamo addesso assistendo al processo inverso, di impoverimento piatto. Poche varietà di questi frutti, pochi gusti, pochi profumi arrivano sui nostri deschi. E quelle che vedete sono ormai quasi un museo vivente. Antiche varietà coltivate con amore da appassionati contadini che ho fotografato all'ultimo Orticolario sul lago di Como.

Buon fine settimana.

QUI tutte le foto del sabato.