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martedì 27 gennaio 2015

Oggi giorno della memoria

giorno della memoria
giorno della memoria

giorno della memoria
giorno della memoria
Un viaggio nell'orrore dei campi di concentramento: quelli più noti (Auschiwitz, Mauthausen, Dachau) e quelli semi sconosciuti, e non solo in Germania, per svelare la 'rete' - dall'Austria alla Polonia, dalla Repubblica Ceca all'Olanda, Belgio, Francia e Italia - con cui il sistema nazifascista perseguitava ebrei rom omosessuali oppositori politici.

Sotto foto scattate al memoriale della Shoah

giorno della memoria

I post degli anni passati sul giorno della memoria.

sabato 24 gennaio 2015

Papà e figli verso il futuro

Milano, ai giardini di Porta Venezia


Papà e figli verso il futuro. Chissà quale.


Buon fine settimana. Oggi una bella giornata di sole.



QUI tutte le foto del sabato.

sabato 17 gennaio 2015

E l'inverno arrivò anche sul grattacielo

bosco verticale
La foto sopra, del cosiddetto "bosco verticale" l'avevo già pubblicata in questo post dove avevo anche detto che avrei seguito l'evoluzione della vita vegetale abbarbicata al vetro all'acciaio e al cemento armato.
Nel frattempo al grattacielo "più innovativo del mondo" la giuria dell'"International Highrise Award"  ha assegnato il prestigioso riconoscimento.

Sotto la foto che ho scattato qualche giorno fa. E mi chiedo e vi chiedo se la stessa giuria a vederlo con questi alberi spogli sarebbe stata dello stesso parere.

bosco verticale
QUI tutte le foto del sabato.

martedì 13 gennaio 2015

Primarie Pd in Liguria e immigrati

Gli immigrati fanno lavori che gli italiani non sono più disposti a fare, tipo votare alle primarie del Pd
(Anonimo)





Liguria, la Paita vince le primarie Pd.
Ma Cofferati denuncia brogli e polemizza sugli immigrati: "Voto inquinato da cinesi e marocchini"

sabato 10 gennaio 2015

Restare umani, lo so è difficile

Scattate oggi alla manifestazione qui a Milano per i tragici fatti di Parigi.



QUI tutte le foto del sabato.

giovedì 8 gennaio 2015

Charlie Hebdo, una sola via per uscirne

C'è una sola via per uscirne. Per niente facile, ma l'unica praticabile. Che tutte le comunità islamiche presenti qui da noi in Europa, tutte lo ripeto, siano in prima linea al completo, bambini donne uomini, a manifestare in maniera ferma e inequivocabile la loro dissociazione da queste barbarie. Se non succederà la xenofobia scivolerà di corsa nel razzismo nudo e crudo e non ci sarà più ragione. È proprio questo lo scopo degli efferati uomini in nero.

Charlie Hebdo

mercoledì 7 gennaio 2015

Pino Daniele, un po' di silenzio

Spero che almeno oggi le indecenti polemiche su Pino Daniele si tacciano. Almeno oggi. Anche se so che ormai la decenza ha abbandonato questo Paese a cui continuiamo a voler bene perché ha generato uomini come lui.



NESSUNO saprà mai se la decisione di celebrare i funerali di Pino Daniele prima a Roma e poi a Napoli (e solo dopo, diciamo così, le pressioni popolari) rispecchi veramente la sua volontà. Comunque sia, colpisce il piccolo incidente diplomatico post mortem tra un napoletano compassato e silenzioso (silenzioso e musicista: l’ossimoro è solo apparente) e la sua meravigliosa, difficile città. Senza la quale la musica di Daniele sarebbe stata impensabile; ma dentro la quale ribollono umori e atteggiamenti in grado di triturare, ingoiare e infine digerire qualunque differenza e qualunque distanza, e figurarsi la delicata, ammirevole misura che aveva quel bluesman pallido, dalla voce danzante e femminea.

Serbiamo ancora memoria — purtroppo — dei funerali del povero Mario Merola, una bolgia atroce, sguaiata, che pareva confezionata dagli odiatori di Napoli con un perfido montaggio dei luoghi comuni che la imprigionano. L’augurio di chi ama Napoli è che la difficile gestione dei funerali di Pino Daniele, quali siano le ragioni che l’hanno motivata, serva a ragionare un poco su certe sregolatezze emotive, i decibel di troppo, le lacrime in eccesso. Pino era napoletano fino al midollo e il suo sostanziale e ricercato esilio, in vita come in morte, è l’ultimo regalo fatto a Napoli. Non un’offesa, un dono. Un invito al silenzio, quel silenzio che ai funerali — non solo a Napoli — non esiste più.

Michele Serra
L'amaca di oggi

sabato 20 dicembre 2014

Buone feste

milano albero di natale piazza duomo
Forse a qualcuno piacerà l'albero tradizionale come quello sopra. Forse ad altri piacerà quello sotto proiettato nel futuro (futuro?). E forse ad alcuni non piacerà né l'uno né l'altro: questi ultimi non vedono l'ora che i giorni di euforia natalizia obbligatoria finiscano.

Sia come sia, a tutti buone feste.

milano albero di natale piazza gae aulenti
QUI tutte le foto del sabato.