Pagine

mercoledì 13 settembre 2006

L'Ultima Cena del Canavesio e il "Codice da Vinci"

Ultima cena CanavesioIl 26 agosto mi sono recato a La Brigue in val Roja per visitare il Santuario di Notre Dame de Fontaines. C'ero già stato molti anni prima, intruppato in una gita collettiva assieme ai miei genitori, ma poco o niente ricordavo di quella lontana escursione.

La chiesa all'esterno non ha niente di speciale, anzi ha un'aria un po' dimessa, ma oltrepassata la soglia comincia l'incanto davanti alle figure che Giovanni Canavesio affrescò più di cinquecento anni fa.

Mi soffermo a parlare solo dell'Ultima Cena (è quella che vedete nelle foto). E in particolare della figura in braccio a Gesù Cristo. Donna? Per me sì. E quindi la Maddalena che Dan Brown nel suo “Codice da Vinci” la dà come sposa di Gesù. Così non ho fatto altro che inviargli un ingrandimento dell'immagine con due righe di spiegazione. Se mi risponderà vi farò sapere.

Forse qualcuno potrà obiettare che di questo “Codice da Vinci” non se ne può proprio più. Non ha tutti i torti, con il tormentone invadente, tra romanzo e film, che se n'è fatto. Ma se puo servire a far conoscere i tesori d'arte che abbiamo nella nostra terra di Liguria cerchiamo di pazientare.
Ultima cena Canavesio






























AGGIUNTA
Convento di Taggia - Ci sono dipinti del Canavesio (1478) e decorazioni di Giovanni Donato da Montorfano (attorno al 1480).
Santa Maria delle Grazie, Milano - Nel 1495, mentre Donato Montorfano sta ultimando la Crocifissione nel Refettorio, Leonardo riceve l'incarico da Ludovico il Moro di decorare la parete di fronte con l'Ultima Cena. Canavesio e Donato di Montarfano si conoscevano. Si conoscevano forse Canavesio e Leonardo, ed è possibile che Leonardo avesse visto l'Ultima Cena del Canavesio?
Questo post è rimbalzato su MentelocaleArticolo uscito su LA STAMPA giovedì 14 settembre
Invia a Dan Brown l’ultima cena del Canavesio

Un caso «Codice Da Vinci» in Valle Roja? A sollevare la questione è un «blog», una pagina Internet personalizzata, gestita da un appassionato del Ponente che si chiama Alberto Cane. La scorsa estate Cane ha visitato il Santuario di «Notre Dame des Fontaines» a La Brigue, la vecchia italiana Briga, e ha notato come un quadro dell’ultima cena di Gesù rappresentato dal celebre pittore Canavesio veda il Cristo abbracciare una figura che ad un attento esame sembrerebbe essere quella di una donna, in linea quindi con le teorie che hanno portato lo scrittore statunitense a cimentarsi con il suo romanzo diventato un successo planetario. Chi è interessato alla questione può cimentarsi con un giudizio personalizzato visitando il sito http://albertocane.blogspot. com. Oltre alle foto dell’opera scattate da Cane un link invita il visitatore a conoscere qualcosa di più del santuario di La Brigue ai piedi del passo di Collardente, in piene Alpi Marittime.
Giulio GavinoMetto in evidenza questo link segnalatomi da Diego Cuoghi di cui potete vedere il commento.


_ _ _ _ _
Come vedete posto dopo un lunghissimo silenzio. D'ora in avanti mi riprometto di essere più attivo e quindi, se vi va, venite a trovarmi ogni tanto. Segnatevi l'url.

13 commenti:

  1. Per dir la verità l'idea di un legame sentimentale tra Gesù e la Maddalena non l'ha inventato Dan Brown: Vangeli Aprcrifi a parte, ci sono, nel XX secolo, altri due romanzi, di qualità artistica ben superiore al suo, dove la cosa viene raccontata.
    Il primo è "L'ultima tentazione" (O teleftèos pirasmòs) di Nikos Kazantzakis (l'autore di "Zorba il greco", per intenderci). Vi si immagina che, sulla croce, Gesù venga tentato con un sogno nel quale vive il matrimonio con la Maddalena, i figli e i nipoti fino alla vecchiaia e alla morte. Poi si sveglia, e affronta, come è suo dovere, il calvario.
    Il secondo è "Il vangelo secondo Gesù Cristo" di José Saramago, nel quale ci viene reso il Gesù uomo, che, prima di affrontare (con una certa tristezza per la conseguenza delle guerre, ingiustizie, dolori che saranno inflitti, nei secoli, in nome del cristianesimo, fino ai nazisti che recavano scritto sul cinturone "Dio con noi") il destino che il Padre ha deciso per lui (cioè il calvario) convive per un certo periodo con la Maddalena.
    Il secondo è facilissimamente reperibile (Einaudi tascabili), ma il primo, ahimè, ha avuto un'edizione Frassinelli ai tempi del film di Scorzese, ed è ora assente dal mercato librario. Peccato: era un grande libro, e Kazantzakis un grande scrittore.
    Quanto agli affreschi, sono belli, il pittore era un artista di grande forza (viene in mente "Ribes", di Nico, dove il fatto che vi siano opere sue nella chiesa di Pigna suscita gelosie in don Lercari...). E l'entroterra ligure è così bello che fa tollerare anche Dan Brown come scusa per visitarlo.

    C. E. G.

    RispondiElimina
  2. Non è mistero che l'iconografia tradizionale raffiguri Giovanni, l'apostolo che appoggia il capo su Gesù, come un giovinetto essendo lui un ragazzo. L'iconografia accentua la differenza di età rispetto a quella più adulta degli altri apostoli utilizzando un viso imberbe e dai tratti gentili.
    Da lì ad affermare con certezza che chi posa il capo su Gesù è una donna e che tale donna è Maddalena e che Maddalena era la sposa di Gesù è sinceramente un po' forzato.
    Quest'estate in Trentino in un affresco dei Baschenis raffigurante l'Ultima Cena si vede sulla tavola un piatto con dei gamberi. Ma frai cibi considerati impuri dagli Ebrei mi pare ci siano anche i crostacei. Possiamo da lì dire che Gesù non era ebreo?
    Grazie comunque ad Alberto. Se tutto questo servisse a far apprezzare meglio i capolavori del nostro entroterra....

    RispondiElimina
  3. Francesca13/9/06 23:03

    A me non interessa tanto sapere se la figura sia la Maddalena o Giovanni come si sostiene nella iconografia ortodossa. Quello che mi piacerebbe conoscere è quando e con quali mezzi la chiesa ha estromesso la donna dal suo governo. Sono d'accordo con chi sostiene che Il Codice da Vinci non sia un gran romanzo, ma almeno un merito ce l'ha. L'aver messo in evidenza che anticamente nelle comunità cristiane la donna aveva un potere che al giorno d'oggi nemmeno lontanamente ci sogniamo. Credo che una parte del successo sia dovuto a questo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. non penso che sia importante sapere se un tempo le donne avevano potere nelle comunità cristiane o no..posso solo dire che se un tempo le donne, così anche gli uomini,esercitavano un potere era ugualmente sbagliato... chi vuol essere il più grande si faccia servo di tutti mi pare che disse una volta un uomo di nome Gesù.

      Elimina
  4. Giovanni e Leonardo erano più o meno contemporanei. Che si siano copiati l'idea l'un l'altro? Oppure, in un certo momento, fu di moda ritrarre un apostolo con fattezze femminili o inserire un elemento donna nelle scene pittoriche? Chissà! Ai vari Dan Brown la risposta.

    RispondiElimina
  5. fili.martini@virgilio.it14/9/06 08:30

    Complimenti per lo spunto, se non fosse invitante non sarei qui a dire la mia. Premetto che non sono uno studioso, ma i libri e le tante nozioni assorbite da ragazzo su argomenti religiosi, pregnati di tradizioni inculcateci, vissute e condivise poi dall'adolescenza fino ad ieri, abbandonati poi da questa chiesa che tutto fa, tranne che perdonare allontanando i poveri mariti e le povere mogli traditi e abbandonati, colpevoli di essersi sposati in chiesa anche dalla comunione. TORNO ALL'ULTIMA CENA: come dicevo, dai studi adolescenziali, mi sono rimaste delle certezze ""SE FOSSI STATO UN'APOSTOLO, SENZALTRO AVREI POTUTO STRAVACARMI, STRUSCIARMI E ABBRACCIARMI IL mio GESU', PERCHE' IN LUI TROVAVO PACE E SERENITA'""
    Quindi trovo normale che San Giovanni appoggi il suo corpo su Gesu'. Tutto il resto sono solo fandonie che urtano i nostri sentimenti cristiani anche se a questa chiesa ...... , speriamo che lassu' qualcuno abbia voglia di dare un'occhiata giu', ma penso che dopo tutti questi secoli di azzeccagarbugli eclesiastici LUI, LA LUCE, IL PRIMO, IL SUPREMO, IL NOSTRO PADRE, L'ULTIMO, non ne abbia piu' voglia. Padre Nostro come ti capisco, ma lo sappiamo che un'occhiata ogni tanto la DAI.
    Mi sono fatto trascinare dal fanciullo che è ancora in me, e come GIOVANNI mi sono appoggiato un pochini al NOSTRO AMATO GESU'.
    Carissimo Alberto, intanto ti ringrazio per questi attimi che ho passato con te. F. M.

    RispondiElimina
  6. La posa di Giovanni appoggiato a Gesù è quanto di più canonico e diffuso nell'arte dei secoli XV e XVI. Deriva da un preciso brano del vangelo di Giovanni. Riporto prima la versione latina tratta dalla Vulgata di San Gerolamo perché all'epoca di Leonardo non c'erano traduzioni in lingua volgare ed era questo il testo più diffuso:

    «(21) cum haec dixisset Iesus turbatus est spiritu et protestatus est et dixit amen amen dico vobis quia unus ex vobis tradet me (22) aspiciebant ergo ad invicem discipuli haesitantes de quo diceret (23) erat ergo recumbens unus ex discipulis eius in sinu Iesu quem diligebat Iesus (24) innuit ergo huic Simon Petrus et dicit ei quis est de quo dicit (25) itaque cum recubuisset ille supra pectus Iesu dicit ei Domine quis est »

    Giovanni dunque è descritto in questo modo: "Vi era quindi, adagiantesi nel grembo di Gesù, uno dei suoi discepoli che Gesù prediligeva, perciò Simon Pietro fece cenno a questo e gli dice: Chi è colui del quale parla? E così essendosi quello adagiato sul petto di Gesù gli dice: O Signore, chi è?"

    Per questo motivo Giovanni, rappresentato sempre come un giovincello imberbe appoggiato al petto o al grembo di Gesù. Per i canoni estetici di oggi lo diremmo efffeminato, ma così non era cinque secoli fa. Qui ho raccolto molti altri esempi di Ultime Cene, oltre a quella di Canavesio:

    http://xoomer.alice.it/dicuoghi/Maddalena/

    RispondiElimina
  7. caro Alberto
    sono interessato a saperne di più su Notre Dame des Fontaines.
    Mi puoi contattare qui così ti spiego: federicipaolo@hotmail.com
    Ci conto
    ciao
    Paolo

    RispondiElimina
  8. ciao alberto,
    il viso effeminato dovrebbe essere quello dell'apostolo giovanni.
    1) sembra che fosse prassi rappresentarlo cosi'
    2) nella stessa chiesa, lo stesso pittore, in un altro quadro raffigura lo stesso personaggio con le stesse sembianze: in una classica scena in cui i vangeli riconoscono giovanni tra i protagonisti.
    cordiali saluti

    RispondiElimina
  9. Sul mio blog una fotografia di un'altra Ultima Cena con un'immagine di San Giovanni forse ancora più femminile di quella rappresentata da Leonardo.

    http://francorotondi.blogspot.com/2008/01/dan-brown-nel-il-codice-da-vinci.html

    Personalmente propendo per la tesi di Cuoghi secondo cui si tratterebbe non della Madallena ma sempre di Giovanni rappresentanto costantemente come un giovane imberbe quasi femminile, per i motivi che elenca nel suo sito

    RispondiElimina
  10. PS: Mi farebbe piacere ricevere qualche notizia pi precisa sull'affresco di Spoleto inserito nel mio blog sul quale non ho trovato su Internet alcuna informazione.

    Potete inviarmi un commento sul blog o alla mail
    francorotondi62@libero.it

    RispondiElimina
  11. Ciao, anche io, proprio ieri ho visitato la Cappella Notre.Dame de lel Fontan, e ho notato, nell'Ultima Cena, i tratti femminili del "personaggio" accanto a Gesù, probabilmente se non avessi letto il romanzo non lo avrei notato...
    cmq, nel complesso il sito è da vedere...

    RispondiElimina
  12. Emilio Acunzo20/6/11 22:02

    In realta' l'adagiarsi nelle braccia di Gesu' o meglio abbandonarsi a Gesu' e' una rappresentazione di un concetto cattolico presente nella preghiera dell’ abbandono, dal punto di visto cattolico significa rimettersi a Gesu'perché lui solo operi per il bene dell’uomo.
    pertanto che sia la Maddalena ad abbandonarsi nelle braccia di Gesu' non significa che sia la sua compagna o moglie ma bensi' l'apostolo piu amato dallo stesso, cosi' come affermato dal vangelo apocrifo di Filippo, Pertanto come alcuni quadri sono considerati rappresentazioni di eventi descritti da vangeli apocrifi, perche non considerare la stessa ultima cena e' altri simili come rappresentazioni dei gia' citati vangeli?
    complimenti per l'articolo e per aver posto in essere un interessante dibattito, in ogni caso e' sempre utile che si parli di arte Italianna cordiali saluti

    RispondiElimina