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giovedì 5 ottobre 2006

Biciclette che volano

bicicletta Qualche mese fa mi è arrivata una serie di foto con inquadrature davvero singolari. Erano state scattate da Siro Moro sul campanile di Apricale dove si era arrampicato per eseguire dei lavori. La bicicletta che vedete era stata posata in occasione della mostra di Sergio Bianco "La Forza della Non Gravità" inaugurata al Castello della Lucertola il 20 maggio del 2000. Da allora è lì e chi va in quel paese e alza la testa la vede ma certo che l'effetto che fanno queste immagini è tutt'altra cosa.

A Delio questa installazione è così piaciuta che l'ha inserita nel logo del suo ristorante.

Ne approfitto per invitarvi a visitare l'album dei campanili dell'entroterra della Riviera dei Fiori. Questo lavoro era nato dalla mente vulcanica di Pia Viale di Vallebona, che nel 2002 aveva pubblicato un calendario con le foto dei campanili della zona intemelia. Sono quelli che vedete seppiati, scattati da Max Mencarelli e Corrado Camillo. Io poi sono andato avanti. Attualmente sono 45. Le ultime foto le ho scattate quest'estate nell'alta valle Argentina dove avevo vagato con quella mia guida eccelsa che è Gianpaolo Lanteri.bicicletta

6 commenti:

  1. Possibile che il prete o il vescovo abbiano dato il permesso di installare una bici sul campanile della chiesa?

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  2. Figurati se il prete o il vescovo davano il permesso. E' stato possibile per il semplice fatto che il campanile non è di proprietà della chiesa ma è del Comune.

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  3. Ricordo bene il bel campanile (ed il dolcissimo paese) di Apricale, come pure gli altri che conosco ormai da anni (Perinaldo, Soldano, San Biagio, Bordighera vecchia, Vallecrosia, Dolceacqua, Rocchetta, Isolabona, Pigna...). Alcuni hanno fattezze che paiono quasi moresche od oriantaleggianti, altri sono più tozzi e squadrati, come in Provenza; tutti si stagliano contro un cielo d'un azzurro imperiale e sovrastano un mare ondoso di ulivi sfavillanti...
    Dalla mia poco colorata quotidianità padana, ritorno alle immagini luminose che porto nella memoria (l'aiuto dell'album che avete allestito - purissime le foto a colori, poeticissime le seppiate - è davvero prezioso) e mi sento sorridere anche il cuore.
    Davvero, come scriveva Camus, chi vive la quotidianità in un ambiente opaco cerca l'altrove al sole (e chi vive la quotidianità al sole cerca l'altrove nel sogno, nella fantasia, che è come un sole di secondo grado - o al quadrato... É così?).

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  4. Cormorano299/10/06 21:02

    Ho apprezzato il commento di C.e.G, che rivela come al solito sensibilità, buone letture e desiderio di luce, comune del resto a tutti coloro che vivono immersi nelle nebbie della pianura padana. Così come devo riconoscere la bellezza dei campanili, e non solo, dell'entroterra ligure; io però nella bizzarra fotografia della bicicletta non vedo né un'offesa alla sacralità del luogo e del paesaggio, né un miracolo di equilibrio. Mi è sembrato invece di rivedere la famosa bicicletta di M.Duchamp, il finale di Miracolo a Milano di V. De Sica e... la fatica improba dei ciclisti quando affrontano le rampe di una salita di prima categoria. Siamo, cioé, in ambito metaforico e surrealista, in una dimensione prevalentemente onirica che accresce il fascino della Riviera.

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  5. A mio parere la bicicletta posta nel campanile ha un fascino senza tempo, che non si scontra affatto con il cristianesimo, religione che fa dei simboli il proprio linguaggio.
    Chissà quante riflessioni ha scaturito, e continuerà a scaturire in chi la guarderà.

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  6. sono incredibili, ma vedo che invece sono credibilissime!
    ciao, marina

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