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martedì 10 ottobre 2017

Andavamo alle medie da soli e siamo ancora vivi

Quando facevo le medie, per arrivare dal paesello a Ventimiglia dove c'era la scuola, mi imbarcavo su una corriera (si adopera ancora questo termine?) che percorreva tutta la val Nervia. Io avevo dodici chilometri da fare, ma per i miei compagni che venivano dai paesi più in alto il percorso era ben più lungo. Da soli prendevamo quel mezzo, sia a salire che a scendere. Nessuno ci accompagnava. E siamo ancora vivi.

Leggo adesso di questa circolare che impone l'obbligo ai genitori dei ragazzini che frequentano le medie di accompagnarli, sia all'entrata che all'uscita.  Pena la denuncia per abbandono di minore.
E allora mi chiedo: visto che la minore età finisce a diciott'anni fino ad allora i genitori dovranno accompagnare i pargoli ormai cresciutelli?

La prendo un po' in ridere, ma credo che ormai abbiamo perso la bussola. E andiamo avanti a tentoni. Avanti?

17 commenti:

  1. Ca$$o! Io andavo alle elementari da solo: due chilometri a piedi, perché il comune in cui vivevo, unico tra quelli della zona, non era dotato di scuolabus. Andavo alle medie da solo col bus; andavo alle superiori da solo col treno. E sono ancora qui per raccontarlo! Ma viviamo in una società in cui nessuno è più in grado di prendersi un briciolo di responsabilità, e quella circolare ne è un esempio lampante.

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    1. @Adrian
      L'hai detto: le responsabilità.

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  2. Il mondo è cambiato, forse è anche cambiata la percezione del pericolo.

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    1. @Sara
      Ecco, pericolo reale e pericolo percepito.

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  3. Anch'io andavo a scuola da solo già alle elementari e, abitando vicino alla scuola, siccome ero tra i primi ad arrivare in inverno avevo il compito di accendere la stufa (alle elementari e da solo!), accendevo una pigna col fiammifero poi la mettevo nella stufa mettevo qualche rametto piccolo o qualche pezzo di cassetta di legno e poi quando prendeva aggiungevo la legna più grossa.
    Alle medie andavo naturalmente da solo con la corriera da Soldano a Ventimiglia e siccome al ritorno, a volte, bisognava aspettare mezz'ora prima che passasse la corriera, andavo a piedi fino a Vallecrosia e prendevo la corriera da lì perché il biglietto costava meno (essendo il percorso più corto) così mi "intascavo" la differenza!

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  4. Alberto, tutto nasce da una tragedia, lo scorso anno un ragazzino delle medie uscì da scuola, attraversò sbadatamente per prendere il bus e finì ucciso. Il preside e la scuola furono condannati per abbandono di minore, nonostante fosse stata fatta firmare una liberatoria alle famiglie, come si usava da qualche anno,nel caso in cui i familiari non li andassero a prendere all'uscita. Questa interpretazione legislativa ha messo presidi e insegnanti in una situazione ingestibile diversamente, obiettivamente come biasimarli?

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    1. @amanda
      Non sapevo di questa tragica vicenda. Ma mi chiedo: se l'interpretazione legislativa avesse preso per buona la liberatoria?

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    2. La disgrazia purtroppo può sempre succedere e comunque senza voler buttare croci addosso a questi poveri genitori che si sono persi un figlio e che non conosco, ai bimbi e ai ragazzi non viene insegnata educazione stradale con l'esempio,prima di tutto. Guidano col cellulare in mano e il figlio in auto, attraversano con il rosso con il figlio per mano, non insegnano a guardare a destra r sinistra prima di attraversare, a guardare in faccia il conducente dell'auto in arrivo per verificare se si è accorto di te, vanno contromano in bici con i bimbi sul seggiolino

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  5. Ho scoperto il tuo blog tramite Garbo e poi Berica. Anch'io sono ligure, di Genova, ma sono a Milano per un periodo. Ho visto che hai dei link sulla Liguria Occidentale (eh! eh! simpatica l'idea). Devi sapere che negli anni '80 con la mia ex moglie avevamo una casa a San Biagio della Cima che, in quegli anni, era veramente un bel posto. Facevamo delle passeggiate sui sentieri e sulle alture del paesino e spesso c'era un uomo che se ne stava sempre da solo seduto qua e là. Era una persona un po' schiva, già avanti con gli anni, che ogni tanto ci parlava con parole sagge. Qualche anno dopo scoprimmo che era lo scrittore Francesco Biamonti di cui in quegli cui avevo comprato e letto "L'Angelo di Avrigue". Sempre fra gli anni '80 e '90 lavoravo nel sud della Francia da Nizza sino a Tolosa e quindi bazzicavo spesso anche nella Liguria ovest che conoscevo molto bene come ad esempio i ristoranti di Dolceacqua. Cinque o sei anni fa (quindi ben prima dei recenti problemi) mi ha fatto una tale tristezza vedere Ventimiglia un po' abbandonata a se stessa...mah!

    Anch'io a Genova da bambino e da ragazzo andavo sempre a scuola da solo e non mi è mai successo niente. Tuttavia mi rendo conto che la situazione attuale non è più quella degli anni in cui andavo io a scuola. I tempi sono cambiati, e mi sembra che siano cambiati in peggio. Quindi come Amanda qui sopra obbiettivamente non posso biasimare.

    Mi ha fatto piacere gironzolare sul tuo blog. Il mio è accadebis.blogspot.it e ogni lunedì posto "Il Pensierino della Settimana" e in alto ci sono vari link che possono interessare, oltre alla musica della settimana. Non c'è la funzione per i commenti perché le persone leggono il mio blog, colgono ciò che vogliono cogliere e se vogliono tornano.
    Se vedemmu e un salutone

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    1. @accadebis
      Ho conosciuto bene Francesco Biamonti e sono l'autore del sito ufficiale. Questo il giornale che gli dedicammo nel primo anniversario della sua morte, dove puoi leggere anche un mio articolo. Vado a vedere il tuo blog.

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  6. Io andavo a scuola da solo sin dalla quinta elementare ..io in questo mondo non mi ci raccapezzo più..... Mentre scrivo, Carboni sta cantando in radio :
    La vita è bellissima anche se ci tira giù ...come si fà ..non ho capito

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    1. @ReAnto
      Ormai ci sono tante cose che non capiamo.

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  7. Susana De la Cruz12/10/17 08:12

    Bravissimo!! Hai tantissima ragione!!

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  8. Complimenti per il giornale che non conoscevo, ne ho letto una parte il resto ho scaricato il pdf, mentre il sito lo avevo già visto e frequentato nei mesi scorsi.
    Un salutone e alla prossima

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  9. I tempi sono cambiati, siamo lontani anni luce da quello che la nostra generazione ha vissuto.
    Nonostante ciò, credo che in questo caso ci siano stati dei "problemi" che hanno messo una dirigente nelle condizioni di applicare una legge che di fatto viene ignorata nella maggior parte delle scuole medie.

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