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martedì 5 dicembre 2017

Governo vigliacco contro le compagnie telefoniche


Forse qualcuno si ricorderà di questo post dove pubblicavo la notizia che l'Autorità per le Comunicazioni (Agcom)  aveva avviato i procedimenti sanzionatori contro le quattro compagnie telefoniche, Tim Vodafone 3wind Fastweb, che avevano fatto la furbata di fatturare i clienti a 28 giorni anziché mensilmente, rubando di fatto una tredicesima mensilità.

La stessa Agcom aveva calcolato che fino ad allora (mese di settembre) le compagnie avevano intascato con questo trucco da bari un miliardo duecento milioni e rotti euro.

Da allora proclami su proclami da parte del Pd, ministro Calenda e deputata Alessia Morrani in testa, della serie "La pagheranno cara e gli faremo restituire il maltolto".

E adesso che è successo? È successo che in questa finanziaria c'è un emendamento che impone alle compagnie di mettersi in regola entro quattro mesi, cioè di ritornare alla fatturazione mensile. E dopo quattro mesi se non si metteranno in regola multe. Molto improbabili aggiungo.

Ora, perché quattro mesi di tempo quando basterebbe un attimo per istruire i computer alla nuova tariffazione? E perché in questi quattro mesi le compagnie continuano a intascare soldi in maniera truffaldina? E dove sono finiti i 50 euro che avrebbero dovuto essere restituiti ai clienti buggerati?

Queste domande dovrebbero essere fatte al ministro Calenda, sempre così sicuro di sé nelle interviste. E sarei proprio curioso delle risposte. Io nel mio piccolo di fronte alla cifra che ho citato all'inizio e agli interessi enormi che ruotano attorno penso male. Faccio peccato lo so a pensare male, ma sono fatto così.

Forse anche alcuni di voi sono come me, peccatori.

8 commenti:

  1. Se anche facessero multe a quei soggetti, sarebbero le classiche multine da duecentomila euro - pressappoco un picosecondo del loro reddito. Grandi bla bla bla, ma non abbiamo un governo con le palle che osi andare contro la lobby delle telecomunicazioni. Come diceva uno dei nostri magnamagna, a pensar male si fa peccato, sì, ma ci s'imbrocca.

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    Risposte
    1. @Perpen
      da Wikiquote
      "La citazione viene solitamente ed erroneamente attribuita ad Andreotti, ma appartiene a Pio XI, che la espresse nella forma: «A pensar male del prossimo si fa peccato ma si indovina». Lo stesso Andreotti, nel suo libro Il potere logora..., riferisce di averla ascoltata dal Vicario di Roma, cardinal Marchetti Selvaggiani, nel 1939, durante gli studi di Giurisprudenza all'Università Lateranense."

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    2. Ho solo citato l'ultimo in ordine di tempo ad averla usata. Secondo me, è perfin più vecchia di così.

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  2. E pensare che questi appena arrivati avevano proclamato: 30 giorni per la riforma elettorale, 30 giorni per la riforma del lavoro e così via, poi passati tanti 30 giorni hanno cambiato obiettivo:"Ci vogliono almeno 1000 giorni per fare le riforme", passati i melle giorni non riescono nemmeno a risolvere un piccolissimo problema come quello delle compagnie telefoniche con le loro bollette maggiorate e Pantalone paga sempre

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  3. Buffoni,buffoni e maledetti politici tutti.Bastardi e falsi.

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  4. non sono peccatore :)
    credo anzi di non sbagliare pensando che in altri paesi questo non può accadere.
    buon giorno

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  5. Nessuna novità,il Governo contro i potenti di turno cala sempre le braghe.
    Ciao,fulvio

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  6. Questo è niente se pensate che migliaia di utenti in italia stanno subendo disservizi sulla propria linea telefonica senza che nessuno intervenga. Personalmente avevo un contratto Infostrada da diversi anni (adsl+voce) e 3 mesi fà ho richiesto il passaggio su Fibra100 allo stesso operatore che confermò che non c'era nessun problema: entro 15 giorni facevano il passaggio. Da allora non posso più fare e ricevere telefonate e non c'è verso dopo innumerevoli reclami di riabilitare la linea. E come me molti altri e nessuno dice e fa niente.
    Sembra che questo comportamento, vendere in italia contratti telefonici senza avere le risorse non è l'eccezione ma la regola.
    E chi deve controllare ed intervenire a tutela degli utenti guarda da un'altra parte. Mario

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