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mercoledì 6 febbraio 2019

San Remo non esiste

Sanremo

SAN REMO non esiste. Con grande dispiacere dei produttori discografici che lo avranno eletto a loro patrono, un santo di nome Remo nel calendario non c'è.

C'è però un San Romolo. Nella Riviera di Ponente, terra di paradossi, è finita che il nome di questo venerato vescovo di Genova, vissuto verso il V secolo e regolarmente canonizzato, si trasformasse progressivamente da San Römiru a Sanrömu e Sanrèmu per un fenomeno abbastanza frequente nei dialetti liguri, per il quale una parola che ha l'accento sulla terz'ultima sillaba tende ad accorciarsi, come in asene > asen > ase 'asino'. Di conseguenza, Romolo è diventato Remo, che è come dire, andando alla mitologia classica, un discreto equivoco.

San Romolo fu probabilmente nativo dell'estremo Ponente, e come vescovo operò la conversione, a quanto pare, dei cittadini dell'originario stanziamento romano di Villa Matutia, dove adesso sorge la città. Da qui la dedica del territorio al suo nome, che ebbe poi i cambiamenti ai quali si accennava. Di conseguenza, per rispondere a una "vexata quaestio", è senz'altro meglio scrivere Sanremo, come nell'uso ufficiale, che non San Remo, forma che accredita l'esistenza di un Remo canonizzato.

Ah, per la cronaca, San Romolo comunque c'è ancora, è un grazioso villaggio in collina che ha mantenuto la forma originale del nome mentre la sua "marina" assumeva quello attuale. Probabilmente fu il primo insediamento nella zona, e quindi ha mantenuto la "vera" denominazione. San Romolo, il vescovo, è festeggiato il 13 ottobre.

Grazie Fiorenzo Toso 

Ah, quanti ricordi di scorribande estive ho di San Romolo, il grazioso villaggio sopra Sanremo. Scorrazzavo allora su un Benelli, che tuttora conservo.

9 commenti:

  1. Si festeggia il 22 dicembre in ricordo di San Romolo, detto "Remo", vescovo di Genova nell'anno 641, vissuto e morto a Villa Matuzia, antico nome della città di San Remo che da lui cambiò poi nome. In alcuni luoghi è venerato il 13 ottobre. (Da Santi e Beati).
    Grazie perché non lo sapevo.
    sinforosa

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  2. Non lo sapevo! Però adoro la vegetazione che c'è nella riviera di Levante!

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  3. Io che sono nato lì sui documenti ho scritto: San Remo
    A San Romolo sono andato tantissime volte a giocare sul prato ma mi ricordo ancora la prima volta quando ero un ragazzino e mio padre mi portò a San Romolo (con la 600 comprata da poco) per poi andare con la funivia a Monte Bignone ma quando l'addetto alla biglietteria gli disse il prezzo del biglietto mio padre commentò (in dialetto) che non saremmo andati a Monte Bignone perché il biglietto era troppo caro, allora sentendolo parlare in dialetto il bigliettaio gli chiese se eravamo di San Remo perché quelli di San Remo pagavano la metà e lui rispose prontamente di sì (anche se eravamo di Soldano) e così andammo a Monte Bignone in funivia!

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    1. @Fausto
      Bella la storia di te e tuo padre a San Romolo. Io quella funivia la presi una volta o forse due da San Romolo a monte Bignone, mai da Sanremo. Quando nascesti tu era ancora San Remo, ma adesso non più. guarda QUI. Eppure l'altro giorno ho visto passare un autobus dell'Rt con la scritta "San Remo".

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  4. io, che ho sempre preferito la bici, avevo una meravigliosa chiodini (da corsa) con cui, da bambino, scorrazzavo sui pendii bolognesi. ciao

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  5. Ma dai!! Non sapevo né che non esistesse san Remo e né che esistesse il borgo di san Romolo.

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  6. Bravo Alberto. Da ligure, e da persona che per un certo numero di anni ha frequentato tutta quella zona e oltre, mi congratulo con te per il post. Mi è venuta anche un po' di nostalgia di quelle zone (da tempo frequento spesso il levante ligure) ma ci tornerò.
    Un salutone e alla prossima

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