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giovedì 17 giugno 2010

Premio al maritaggio cattolico

L’amministrazione comunale di centrodestra di Torre del Greco (NA) ha indetto il Premio maritaggio a favore di fanciulle bisognose anno 2010. Ce n'era proprio bisogno.

Tra i documenti richiesti, anche il "certificato di buona condotta morale e civile dello sposo e della sposa rilasciata dalla chiesa", lo "scambio di promessa di matrimonio rilasciata dalla chiesa", il "certificato di avvenuto matrimonio rilasciato dalla chiesa", e dulcis in fundo "certificato di disoccupazione di tutti i componenti familiari".

Dall'avviso: "Detti premi verranno assegnati secondo apposita graduatoria che determinerà l’ entità del premio da concedere alle richiedenti. Le interessate di età non superiore a 30 anni possono presentare istanza di ammissione al beneficio dal 07/06/2010 al 06/07/2010".

[ via via e integrato ]

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mercoledì 16 giugno 2010

Convivenze

Bandiera del PD e bandiera rossa
Milano, scattata domenica scorsa.

Qualcuno potrebbe provare a indovinare a chi appartiene la bandiera rossa. Dopo un po' di risposte pubblicherò l'ingrandimento. L'edificio è l'ex Teatro Officina che poi divenne lo Zelig e che adesso ospita un circolo del PD e qualcos'altro.

Pubblico dunque la bandiera rossa ingrandita, è quella del partito socialista. Nessuno ha indovinato.
Bandiera del partito socialista

martedì 15 giugno 2010

Milano, mondiali in piazza Duomo

Milano, piazza Duomo - Mondiali di calcio 2010
Milano, piazza Duomo - Mondiali di calcio 2010
Milano, piazza Duomo - Mondiali di calcio 2010

Lo spettacolo è il capitale
a un tal grado d’accumulazione
da divenire immagine.
Guy Debord


Ero proprio curioso di vedere come andava a finire la vicenda. La vicenda era che dopo i devastanti festeggiamenti dell'Inter in piazza Duomo la Curia si era lamentata con vibrante protesta, come si suol dire, col Comune che però aveva difeso le sue scelte: quella di adibire la piazza come luogo unico e insostituibile per festeggiamenti sportivi attivati anche dal maxischermo che in tempi normali vomita pubblicità.

Si era quindi arrivati a un compromesso. Mondiali sì in piazza Duomo ma a volume basso, cioè il telecronista semisilenziato. Furbacchioni questi del Comune e un po' tonti i monsignori della Curia, che pure tifosi sono e dovrebbero sapere.

E così ieri sera ho visto di persona. Il telecronista si sentiva solo sotto il grande schermo difeso (?) dai City Angels (ultima foto), in mezzo alla folla la sua voce era sopraffatta. Ma non era un tenue brusio quello generato dagli spettatori, sia a voce, boato al gol e ooooh ripetuti, sia con strumenti vari, praticamente per tutta la partita. E di strumenti per fare rumore ne ho visto uno nuovo, distribuito a scopo pubblicitario da una casa di automobili.

Panem et circenses: lo so, anche duemila anni fa quando il Colosseo era in piena attività e non come adesso una rovina visibile da quell'appartamento che ben sappiamo. Ma se analogia si può fare bisogna dire che non è esattamente la stessa cosa. Non foss'altro che adesso viviamo nella Società dello Spettacolo con tutto quello che ne consegue.

Guardate dove hanno messo in Sudafrica la gente che abitava gli spazi dove sono stati costruiti gli stadi.


Milano, piazza Duomo - Mondiali di calcio 2010
Milano, piazza Duomo - Mondiali di calcio 2010
Milano, piazza Duomo - Mondiali di calcio 2010

lunedì 14 giugno 2010

Spergiuri

Giuramento degli aspiranti governatori del Pdl

Quando li avevo visti, e neppure in diretta, ero rimasto esterrefatto. Uno show di pessima lega e se volete anche blasfemo che ricordava la recita del rosario o delle litanie, col boss che dirigeva la musica, e una dietro l'altra promesse tanto solennemente giurate quanto smaccatamente insostenibili.

Siamo arrivati al dunque. Perciò tutte le volte che questi governatori del Pdl compaiono in pubblico a blaterare qualcuno dovrebbe sbattere sotto il loro naso il video con quella sceneggiata indecente e oltraggiosa verso tutte le persone cui un po' di sale in zucca è rimasto. E, voce per voce, di quel giuramento chiedere conto.

Prendiamone uno di questi governatori, per esempio la laziale Renata Polverini, che come tutti gli altri mano sul cuore: «Giuro che farò il piano casa; giuro che taglierò le tasse; giuro che promuoverò una sanità efficiente e umana, dimezzerò le liste di attesa, e aumenterò la prevenzione... » e via dicendo. Ebbene l'altro giorno questa signora ha dichiarato: «Con questa manovra e questi tagli saremo costretti ad alzare le tasse e abbassare i servizi, ad intervenire anche sul Welfare e sulla non autosufficienza».

Intanto io sono lì ad aspettare anche questo, promesso sotto giuramento «La messa a dimora di 100 milioni di alberi per fare dell'Italia il giardino d'Europa». Sempre mano sul cuore.

Spergiuri.

domenica 13 giugno 2010

Viva la prugna

Viva la prugna

Vedo in questi ultimi tempi sui giornali e in televisione annunci e spot che cantano lodi alla bontà delle prugne californiane. Può darsi che sia una moda favorita da un diffuso malcostume di diete irregolari e di vite sedentarie che mettono in difficoltà primari bisogni fisiologici di solito espletati da seduti.

Ieri al supermercato m'è venuto davanti un ampio scaffale di questi prodotti. Varie marche, varie confezioni, vari prezzi. La grande catena di distribuzione aveva anche fatto inscatolare i frutti col proprio marchio, segno lampante di larga richiesta.

E poi ho visto questa confezione e mi si è accesa la lampadina del sospetto maligno: che tutto questo commercio sia indotto da un messaggio subliminale, mica tanto velato? Sbaglio?

Ho pixelato il nome dell'azienda perché non faccio pubblicità gratis. Se vogliono essere visibili mi mandino una congrua quantità di prugne che poi le distribuisco, in quanto io non ho i problemi dei bisogni di cui all'inizio.


sabato 12 giugno 2010

La colata - Il partito del cemento che sta cancellando l'Italia e il suo futuro

Da ieri nelle librerie

«Conosci la terra dei limoni in fiore,
dove le arance d’oro splendono tra le foglie scure,
dal cielo azzurro spira un mite vento,
quieto sta il mirto e l’alloro è eccelso, la conosci forse?»
chiedeva estasiato Wolfgang Goethe. No, quell’Italia lì non la conosciamo più, rispondono gli autori di «La colata». Troppo cambiata, devastata, violentata.

E' uno dei paesi più belli al mondo. Ha la maggiore concentrazione di beni culturali e centri storici, le più famose città d’arte. Tutto questo è la nostra ricchezza. Rischiamo di perderla, per sempre.

Il partito del cemento avanza e non lo ferma più nessuno. Dal nord al sud la febbre del mattone coinvolge banchieri, cardinali, sindaci, deputati di destra e di sinistra. Tutti vogliono guadagnarci, a partire dai Comuni. Così la ricchezza degli italiani vola via. Pensate che tra il 1990 e il 2005 sono stati divorati 3,5 milioni di ettari, cioè una regione più grande di Lazio e Abruzzo messi insieme (la Liguria tra il 1990 e il 2005 si è mangiata quasi la metà del territorio ancora libero!). Il tutto a un ritmo di 244.000 ettari all’anno (in Germania 11.000 all’anno). Ciò nonostante troppi italiani sono senza casa perché mancano gli alloggi “sociali” (solo il 4 per cento sul totale contro il 18 per cento della Francia, il 21 per cento del Regno Unito). Intanto 5500 comuni su 8000 sono a rischio di dissesto idrogeologico. I soldi per il ponte di Messina ci sono, per le frane no.

Gli autori di questo libro sono andati a vedere l’Italia com'è e la raccontano con nomi e cognomi di affaristi, banchieri, cardinali, sindaci e deputati: la Sardegna di nuovo in mano agli speculatori, le Langhe trasformate in shopville, l’invasione di seconde case sulle Alpi (costruiscono persino sulla Marmolada!), il Brenta violentato, gli affari della Chiesa nelle Città liguri, le grandi operazioni di Ligresti e dei soliti noti a Milano, di Caltagirone e dei soliti noti a Roma, la storia triste di Bagnoli. Neanche Siena e Firenze vengono risparmiate. E ritorna la febbre da stadi e autodromi, nuove occasioni per ulteriori speculazioni.
Ma cosa gliene viene agli italiani di tutto questo? Meno male che non tutti abbassano la testa. Comitati di cittadini si stanno formando in Veneto, Toscana, a Milano, in tanti centri grandi e piccoli. La legge del 1986 che stabilisce le norme per danno ambientale è dalla loro. Per questo adesso molti la vogliono cambiare.

La colata - Il partito del cemento che sta cancellando l'Italia e il suo futuro


Garibaldi, Massari, Preve, Salvaggiulo, Sansa

LA COLATA
Il partito del cemento che sta cancellando l’Italia e il suo futuro

a cura di Ferruccio Sansa


Chiarelettere


Ferruccio Sansa, quarantuno anni, giornalista a “Il Messaggero”, “la Repubblica”, “La Stampa”, è ora inviato de “il Fatto Quotidiano”. Con Luigi Offeddu ha scritto i libri-inchiesta RAGAZZI DI SATANA (Rizzoli-Bur 2005) e MILANO DA MORIRE (Rizzoli-Bur 2007). Con Marco Preve IL PARTITO DEL CEMENTO (Chiarelettere 2008).

Andrea Garibaldi, cinquantacinque anni, romano, ha lavorato per vent’anni a “Il Messaggero”. Dal 2004 è inviato speciale per il “Corriere della Sera” e si occupa prevalentemente di politica nazionale. Ha pubblicato QUI COMINCIA L’AVVENTURA DEL SIGNOR con Roberto Giannarelli e Guido Giusti (La Casa Usher 1984), la biografia di Enrico Lucherini e Matteo Spinola C’ERA QUESTO C’ERA QUELLO (Mondadori 1984) e PIOMBO E CARTA, CRONACHE DA SARAJEVO ASSEDIATA (Protagon 1994).

Marco Preve, quarantasei anni, è nato a Torino ma vive e lavora a Genova da quasi vent’anni come giornalista de “la Repubblica”. Cura quotidianamente su internet un blog dal titolo Trenette e mattoni.

Giuseppe Salvaggiulo, trentatré anni, pugliese, ha lavorato nelle redazioni di “Libero” e “Il Giornale”. Dal 2008 si è trasferito a Torino e lavora a “La Stampa”, dove si occupa di cronaca, politica e società. Nel 2009 ha pubblicato FLOP. BREVE MA VERIDICA STORIA DEL PD (Aliberti Castelvecchi).

Antonio Massari, quarantuno anni, barese, scrive per “il Fatto Quotidiano” e ha collaborato con “la Repubblica”,“La Stampa”, “il manifesto”, “l’Unità”, “L’espresso”. Ha pubblicato IL CASO DE MAGISTRIS (Aliberti 2008) e CLEMENTINA FORLEO, UN GIUDICE CONTRO (Aliberti 2009).


venerdì 11 giugno 2010

Senza parole

Bandiera italiana a lutto per quella porcata della legge sulle intercettazioni

Secondo voi ha fatto bene il PD a uscire dall'aula e lasciare l'IDV che se la smazzasse da sola?

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giovedì 10 giugno 2010

Bocelli: «Ringrazio mia madre che non volle abortire». Ma qualcosa non quadra

Andrea BocelliI dottori le misero del ghiaccio sulla pancia e poi, quando il trattamento era finito, le dissero che avrebbe fatto meglio ad abortire. Che era la soluzione migliore, perché il bambino sarebbe venuto al mondo con qualche forma di disabilità. Ma la giovane e coraggiosa sposa decise di non interrompere la gravidanza e il bambino nacque. Quella signora era mia madre, e il bambino ero io.


Questo dice nel video su Youtube Andrea Bocelli in cui racconta la storia della madre che si era rifiutata di abortire e reso noto ieri dal Corriere della sera. E subito le associazioni antiabortiste hanno esultato.

Non vado per carità nel delicatissimo caso umano. Una cosa però me la chiedo e ve la chiedo visto che, a quello che ne so, nessuno se l'è chiesta a cominciare dal Corriere. Ma nel 1958, anno di nascita di Bocelli, l'aborto non era proibito in Italia? E allora come fecero quei dottori a consigliare la mamma di Bocelli ad abortire? Qui qualcosa mi sembra non quadrare. Oppure qualcuno mi spieghi.

Da Wikipedia
Prima del 1978 l'interruzione volontaria di gravidanza (IVG), in qualsiasi sua forma, era considerata dal codice penale italiano un reato (art. 545 e segg. cod. pen., abrogati nel 1978). In particolare:
  • causare l'aborto di una donna non consenziente (o consenziente, ma minore di quattordici anni) era punito con la reclusione da sette a dodici anni (art. 545),
  • causare l'aborto di una donna consenziente era punito con la reclusione da due a cinque anni, comminati sia all'esecutore dell'aborto che alla donna stessa (art. 546),
  • procurarsi l'aborto era invece punito con la reclusione da uno a quattro anni (art. 547).
  • istigare all'aborto, o fornire i mezzi per procedere ad esso era punito con la reclusione da sei mesi a due anni (art. 548).


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