Avevano cercato di tenerlo nascosto il Celeste perché il suo colore non era più tanto leggiadro come il cielo limpido. Avevano tentato i suoi compari del Pdl e i soci della Lega. Ma si sa che il Formigoni è un esibizionista matricolato che indossa giacche e camicie variopinte per la gioia non solo delle redattrici di moda.
E così ecco che sofferente nell'angolo nascosto in cui era stato costretto è voluto ritornare sulla ribalta costi quel che costi. E' stato accontentato: indagato per associazione a delinquere. O bene o niente perdio.
E' successo in contemporanea un altro fatto. L'arresto per corruzione internazionale, peculato e concussione di Giuseppe Orsi, presidente di Finmeccanica, culo e camicia (e chissà cos'altro) con Roberto Maroni che fortissimamente lo ha voluto su quella poltrona.
Maroni si presenta adesso come degno successore di Formigoni, e di tutta la cricca, al governo della Lombardia. Il nuovo che avanza, evviva.
Chissà cosa pensano di queste vicende i leghisti duri e puri delle valli bergamasche e bresciane che vedono viaggiare sulle loro teste queste carrettate di euri e a loro nisba.
mercoledì 13 febbraio 2013
martedì 12 febbraio 2013
Il papa non è più un re
Che il gesto sia di portata storica in prospettiva non c'è dubbio.Ma mi domando se la decisione (coraggiosa?) possa purgare tutte le posizioni oscurantiste del suo papato. E non mi va giù che stia succedendo quello che succede spesso nei funerali. Che dopo averne detto di cotte e di crude sul morto quando era in vita lo si osanni adesso che non c'è più.
Ratzinger è ancora vivo ma Benedetto XVI è morto. E a ferro caldo trovo tutto ciò un po' schizofrenico. Perché volenti o nolenti il papa è sempre il papa, come il re. Che non sia più un re?
sabato 9 febbraio 2013
venerdì 8 febbraio 2013
La Lega e le prostitute
Dicono che il mestiere della prostituta fosse già in voga all'alba dei secoli. Ho i miei dubbi. Meno ne ho di dubbi sul fatto che nel campo il lavoro non manchi, anche se la crisi dovrebbe avere diminuito il movimento pure qui. E comunque i guadagni vengono fuori, tutti in nero.
Così quell'intelligentone di Fabrizio Cecchetti della Lega, già presidente del consiglio regionale della Lombardia e adesso capolista alle elezioni per Milano e provincia tira fuori dalla manica la sua carta elettorale "Tassare le puttane in Lombardia e destinare i ricavati a un fondo per l’occupazione e il mondo delle imprese"
Intento lodevole ma come si fa a stanare le signore? Semplice gongola il leghista "Tramite la mappatura che verrà fornita dai Comandi della polizia locale dei nostri Comuni". Mi immagino già un probabile ammutinamento dei vigili costretti a chiedere i documenti nei viali alle puttane oppure sempre costretti a suonare ai citofoni e chiedere con linguaggio di sottintesi "Che lei sappia ci sono donne che esercitano il mestiere in questo palazzo?".
Niente paura di fronte ai vigili felloni. Ci penseranno le ronde padane. Ve le ricordate? Ebbene che qualcuno lo ricordi anche a Maroni che, per inciso, quando i suoi compari sparavano questa cazzata delle ronde ed era ministro dell'Interno mica paglia annuiva col sorriso compiaciuto del barbaro sognante.
E Maroni è il candidato governatore della Lombardia per il centro-destra, degno successore del celeste Formigoni, costretto adesso a sparire dalla circolazione.
Così quell'intelligentone di Fabrizio Cecchetti della Lega, già presidente del consiglio regionale della Lombardia e adesso capolista alle elezioni per Milano e provincia tira fuori dalla manica la sua carta elettorale "Tassare le puttane in Lombardia e destinare i ricavati a un fondo per l’occupazione e il mondo delle imprese"
Intento lodevole ma come si fa a stanare le signore? Semplice gongola il leghista "Tramite la mappatura che verrà fornita dai Comandi della polizia locale dei nostri Comuni". Mi immagino già un probabile ammutinamento dei vigili costretti a chiedere i documenti nei viali alle puttane oppure sempre costretti a suonare ai citofoni e chiedere con linguaggio di sottintesi "Che lei sappia ci sono donne che esercitano il mestiere in questo palazzo?".
Niente paura di fronte ai vigili felloni. Ci penseranno le ronde padane. Ve le ricordate? Ebbene che qualcuno lo ricordi anche a Maroni che, per inciso, quando i suoi compari sparavano questa cazzata delle ronde ed era ministro dell'Interno mica paglia annuiva col sorriso compiaciuto del barbaro sognante.
E Maroni è il candidato governatore della Lombardia per il centro-destra, degno successore del celeste Formigoni, costretto adesso a sparire dalla circolazione.
mercoledì 6 febbraio 2013
Il Cavaliere, i cani, i clown
E così ecco che il 3 gennaio, sotto gli obiettivi onnivori dei paparazzi, l'onorevole Michaela Biancofiore scodella nelle braccia del Cavaliere la cagnolina Puggy, razza carlina. E così ecco che l'altra sera un'altra onorevole, la Brambilla, ha scodellato a sua volta una meticcia di due mesi abbandonata dopo una triste storia in Sicilia, e prontamente adottata dal Cavaliere, fotocamere e telecamere non ne parliamo. Battezzata Vittoria, non è dato sapere se in onore della rossa deputata o per augurio dei risultati della battaglia.
A margine. Ieri a Ballarò Berlusconi se n'è venuto fuori «In politica tanti clown». Sì, ma nessuno con la sua classe, era sottinteso.
E intanto la sopracitata onorevole Biancofiore ha testualmente dichiarato seria seria «Berlusconi canta benissimo: Potrebbe andare a Sanremo e vincerebbe di sicuro».
Il carnevale continua. Anche in quaresima.
lunedì 4 febbraio 2013
Questo carnevale delle elezioni
Milano, fotografato sul ponte in ferro a Porta Genova
Non faccio di ogni erba un indistinto fascio. Distinguo. Ma così, come impressione generale e nei talk show al sommo grado, tanti candidati mi sembrano dei pagliacci sbrindellati che però non fanno ridere ma solo incazzare. Mutrie sguaiate da avanspettacolo che giocano con le nostre vite, maledetti. E allora grazie all'anonimo del cartello, che almeno un sorriso me l'ha strappato, e spero anche a voi.
Buona settimana.
sabato 2 febbraio 2013
Il Duomo e la luna
Lo stereotipo abbina Milano invernale alla nebbia. Come tutti gli stereotipi è nato da una realtà che poi nel tempo è cambiata e però quella iniziale resiste imperterrita nella testa di molti. Ormai sono alcuni decenni invece che non vedo nebbia in città, forse qualche volta un po' di foschia nella periferia. E nelle giornate belle al tramonto si possono catturare immagini come questa.
venerdì 1 febbraio 2013
Cara Coop ci prendi per il culo?
Foto scattata nella Coop di via Benadir a Milano
In questi tempi di magrissime vacche un centesimo è un centesimo, lo so. E per le leggi ferree dei numeri niente da eccepire, il prezzo è ribassato. Ma per le leggi altrettanto ferree delle mie tasche, del contenuto delle mie tasche, poco anzi niente cambia. Due centesimi di ribasso su 56 si può considerare uno sconto o una presa per il culo? Che poi se voi vedete il prezzo di prima è perché ho spostato il cartellino di sopra. E quindi oltre a prenderci per il culo cara Coop ciurli anche nel manico.
In questi tempi di magrissime vacche un centesimo è un centesimo, lo so. E per le leggi ferree dei numeri niente da eccepire, il prezzo è ribassato. Ma per le leggi altrettanto ferree delle mie tasche, del contenuto delle mie tasche, poco anzi niente cambia. Due centesimi di ribasso su 56 si può considerare uno sconto o una presa per il culo? Che poi se voi vedete il prezzo di prima è perché ho spostato il cartellino di sopra. E quindi oltre a prenderci per il culo cara Coop ciurli anche nel manico.
Iscriviti a:
Post (Atom)



