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sabato 3 ottobre 2015

Ho scattato un grande selfie


Vi sembro il tipo da selfie? E non parliamo poi gli esibizionisti che sgomitano per avere il selfie con la persona famosa per poi vantarsi. E dire che mi piace anche essere fotografato e mi metto pure in posa, e conservo con cura immagini che mi hanno scattato noti fotografi. Ma il selfie, quello che impazza sui social network , quello no.

Quindi dovete ammettere che questo mio selfie è un po' fuori del comune. Spero non abbiate difficoltà a riconoscermi (potete ingrandire la foto).

Buona domenica da una Milano un po' all'umido.

Aggiunta, martedì 6 
Eh sì, come hanno detto alcuni sono quello con il maglioncino grigio.


venerdì 2 ottobre 2015

I quattro casinò italiani sono carichi di debiti


Sanremo, Venezia, Saint Vincent, Campione (enclave italiana in Svizzera) sono le quattro case da gioco legali (quelle illegali chi lo sa?) in Italia. Tutte in mano a Regioni Province Comuni. In dieci anni hanno accumulato debiti per 300 milioni. Inutile dire perché lo avrete già capito che i colpevoli di questa cattiva gestione sono gli amministratori locali che hanno fatto di questi luoghi non proprio cristallini le loro piazze per il voto di scambio con la creazione di posti fasulli ma con stipendi veri.

Ora mi chiedo, siccome esiste da oltre un anno una legge che impone a Regioni Province e Comuni di razionalizzare le proprie partecipazioni societarie, cedendo le attività che niente hanno a che vedere col servizio pubblico, perché nessuno di quei casinò è stato messo sul mercato?

Ripeto, perché?


Una curiosità. Tempo fa pubblicai un post, con alcune foto,  su un casinò particolare con una storia particolare che sorgeva, nei primi anni del Novecento, dove adesso si sta dipanando tra alti e bassi la vicenda del presidio sugli scogli dei migranti e dei No Borders sul confine francese a Ventimiglia. È QUI.


mercoledì 30 settembre 2015

Stefano Benni rifiuta di essere premiato da Franceschini

stefano benni

Onde evitare fraintendimenti e imprecisioni come è successo su vari media pubblico la lettera integrale dove lo scrittore spiega perché ha rifiutato il premio Vittorio De Sica che  gli sarebbe stato personalmente consegnato dal ministro.


Gentili responsabili del premio De Sica e gentile Ministro Franceschini, vi ringrazio per la vostra stima e per il premio che volete attribuirmi.

I premi sono uno diverso dall'altro e il vostro è contraddistinto, in modo chiaro e legittimo, dall'appoggio governativo, come dimostra il fatto che è un ministro a consegnarlo.

Scelgo quindi di non accettare. Come i governi precedenti, questo governo (con l'opposizione per una volta solidale), sembra considerare la cultura l'ultima risorsa e la meno necessaria.

Non mi aspettavo questo accanimento di tagli alla musica, al teatro, ai musei, alle biblioteche, mentre la televisione di stato continua a temere i libri, e gli Istituti Italiani di Cultura all'estero vengono di fatto paralizzati. Non mi sembra ci sia molto da festeggiare.

Vi faccio i sinceri auguri di una bella cerimonia e stimo molti dei premiati, ma mi piacerebbe che subito dopo l'evento il governo riflettesse se vuole continuare in questo clima di decreti distruttivi e improvvisati, privilegi intoccabili e processi alle opinioni. Nessuno pretende grandi cifre da Expo, ma la cultura (e la sua sorgente, la scuola) andrebbero rispettate e aiutate in modo diverso. Accettiamo responsabilmente i sacrifici, ma non quello dell'intelligenza.

Comprendo il vostro desiderio di ricordare il grande Vittorio De Sica, e voi comprenderete il mio piccolo disagio.

Un cordiale saluto e buon lavoro
Stefano Benni

martedì 29 settembre 2015

Il gran merdaio della politica, non solo Cimoli

giancarlo cimoli

«Sprechi incalcolabili, che hanno creato danni enormi per la collettività pagati ancora oggi dai contribuenti. Operazioni abnormi, manager assunti sulla base di rapporti privatistici. Scelte scellerate, fino alla realizzazione di una vera e propria dissipazione dell'azienda».

Questo scrivono i giudici su Giancarlo Cimoli ex presidente e amministratore delegato di Alitalia.

E allora ricordo che questo bellimbusto era stato assunto dalla sinistra, diciamo centrosinistra,  per risanare  le Fs. Era il 1996. Le lasciò più malate di prima con una liquidazione di 6 milioni e 700 mila euro.

Poi il centrodestra lo mise a capo dell'Alitalia. Lì si intascava tra stipendio e benefit vari 2,9 milioni di euro l'anno.  Dopo aver portato la compagnia aerea al fallimento, nel 2007 ne uscì con quasi tre milioni di euro di liquidazione.

È Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana, Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana e Cavaliere del lavoro.

Da ieri, è anche condannato a otto anni e otto mesi per bancarotta fraudolenta e aggiotaggio, in primo grado.

Mi chiedo come personaggi del genere, fallimento dopo fallimento, possano sempre rimanere a galla e ricevere le più alte onorificenze della Repubblica. Ops, dimenticavo, è il gran merdaio dell'attuale politica dove galleggiano in molti.

sabato 26 settembre 2015

Art senses, mostra-concorso con artisti non vedenti

Domenica scorsa sono andato a vedere una mostra del tutto particolare. Art senses: mostra-concorso con artisti non vedenti. In questo nostro mondo dove l'immagine ha preso il sopravvento sulla parola che il più delle volte è solo chiacchiera ho pensato a queste donne e a questi uomini privi della vista. E a chi non l'ha mai avuta, e chi l'ha persa.

Chi ha una disabilità visiva non solo può fruire delle opere d'arte attraverso il senso del tatto, ma può anche crearle. Ne potete ammirare tre.

Mi è capitato varie volte di fotografare, naturalmente con il loro consenso, persone non vedenti. E nel mio intimo non sono mai riuscito a capacitarmi che quelle foto non avrebbero mai potuto vederle. Qui di più. Gli artisti non potranno mai vedere, come le vediamo noi, le loro opere.

Istituto dei ciechi di Milano



Erika Tammpere
Ciclo di vita
Installazione tessile con filo di carta, seta e metallo
Lucilla D'Antilio
Kodama, l'anima dell'albero
Scultura in ceramica policroma
Meri Tišler
Ondulation
Acrilico su tela

venerdì 25 settembre 2015

Totale fallimento della mail certificata del governo. Chissà quanti milioni di euro al vento

Me ne sono accorto per caso. Dovendo instaurare un colloquio con la Pubblica Amministrazione, causa un bollettino della Tari del tutto sballato, sono andato sul sito della posta certificata del governo per avere una casella. Ricordo, per chi non lo sapesse, che la posta certificata ha valore legale solo se parte da una casella certificata e va in una casella certificata anche lei. Sul sito ho avuto la bella sorpresa che potete vedere nello screenshot qui sotto
posta certificata
E quindi ho ripiegato su una casella che mi ha fornito Aruba al costo di 5 euro l'anno più iva.

Mi piacerebbe che qualcuno, magari a sorpresa, in qualche trasmissione televisiva, chiedesse a quell'omuncolo di Brunetta che di questo suo progetto si era vantato a destra e a manca quanto ci è costato il giocattolo.


mercoledì 23 settembre 2015

Da un lato la sacrosanta multa alla Volkswagen, dall'altro le inquinatissime città asiatiche

Ci sono due notizie che, se miscelate, esplodono come negli esperimenti sbagliati. Una è la multa, sacrosanta e monumentale, che toccherà alla Volkswagen per aver barato sulle emissioni nocive delle sue auto in America. L'altra è la top ten delle città più inquinate del mondo, che sono tutte in Asia. Da un lato il massimo del pulito, lo scrupolo fatto regola: il mondo ricco, nella cura dei propri polmoni, sta diventando intransigente, e mette i puntini sulle “i”.

Nel frattempo, dall'altra parte del pianeta, ribolle sulle moltitudini la nube mefitica di uno sviluppo travolgente e del tutto sregolato. I poveri non possono permettersi il lusso di andare per il sottile. È un'altra forbice che si divarica a dismisura, questa, alla faccia di tutti i giudiziosi convegni mondiali nei quali si simula unità di intenti. Il mondo ricco è sempre più pulito, quello povero, nell'ansia della sua rincorsa al benessere, sempre più sporco e contaminato.

E quando toccherà all'Africa vivere il suo boom, la top ten dovrà prepararsi a qualche new entry. Se i nostri parametri (di democrazia, di politically correct, di prospettive di vita, di salubrità, di valore della vita umana) continuano a crescere senza che qualcosa cambi anche laddove i parametri sono minimi e immobili, il mondo sarà sempre più squilibrato. L'immigrazione sempre più massiccia. Le possibilità di capirsi sempre più esigue.
Michele Serra
L'amaca di oggi