Ecco una ragazza che ama le ragazze. Ma questa ragazza che ama le ragazze non ama le ragazze che non amano le ragazze che amano le ragazze. Questa frase è complicata ma meno della sua vita di studentessa omosessuale. L'omofobia porta all'esclusione, lottiamo insieme contro l'omofobia all'università.
Cominciata un po' in sordina prima dell'estate in Francia questa campagna contro l'omofobia è ripresa con molta più forza adesso che le scuole e le università hanno ricominciato a marciare a pieno ritmo. Non solo manifesti a tappeto ma anche video su internet e spot sulle varie radio musicali.
Ve l'immaginate in Italia una campagna del genere a opera dell'attuale governo?
Adesso, da segretario, riprenderò "La canzone popolare" di Ivano Fossati, che fu la colonna sonora della stagione dell’Ulivo, perché allora c’era un movimento di riscossa civica che va recuperato. Pierluigi Bersani
Non mi è dato sapere se l'autore stia saltando dalla gioia, all'idea. Inoltre, dovrà pur prestare il suo consenso, o no? Che vuol dire "Riprenderò"? Non è mica roba sua.
Ivano Fossati al concerto di Dolceacqua (IM) nell'agosto del 2006
La Canzone popolare Ivano Fossati
Alzati che si sta alzando la canzone popolare se c'è qualcosa da dire ancora se c'è qualcosa da fare alzati che si sta alzando la canzone popolare se c'è qualcosa da dire ancora ce lo dirà se c'è qualcosa da imparare ancora ce lo dirà.
Sono io oppure sei tu che hanno mandato più lontano per poi giocargli il ritorno sempre all'ultima mano e sono io oppure sei tu chi ha sbagliato più forte che per avere tutto il mondo tra le braccia ci si è trovato anche la morte sono io oppure sei tu ma sono io oppure sei tu.
Alzati che si sta alzando la canzone popolare se c'è qualcosa da dire ancora se c'è qualcosa da fare alzati che si sta alzando la canzone popolare se c'è qualcosa da capire ancora ce lo dirà se c'è qualcosa da chiarire ancora ce lo dirà.
Sono io oppure sei tu la donna che ha lottato tanto perché il brillare naturale dei suoi occhi non lo scambiassero per pianto e invece io, lo vedi da te arrivo sempre l'indomani e ti busso alla porta ancora e poi ti cerco le mani sono io, lo vedi da te mi riconosci, lo vedi da te.
Alzati che sta passando la canzone popolare.
Sono io sono proprio io che non mi guardo più allo specchio per non vedere le mie mani più veloci né il mio vestito più vecchio e prendiamola tra le braccia questa vita danzante questi pezzi di amore caro quest'esistenza tremante che sono io e che sei anche tu che sono io e che sei anche tu.
Alzati che si sta alzando la canzone popolare.
Alzati che sta passando la canzone popolare se c'è qualcosa da dire ancora ce lo dirà se c'è qualcosa da chiarire ancora ce lo dirà se c'è qualcosa da cantare ancora si capirà.
Alle otto di stamani quando sono passato davanti a questo manifesto incollato di fresco sul muro di cinta del parco Trotter a Milano ho avuto un sussulto. Credevo che i liberali, voglio dire quelli del Partito Liberale Italiano, fossero tutti morti.
E invece sono vivi e lottano insieme... azz, a momenti mi scappava. Già, assieme a chi lottano dopo che è cambiato il vento?
Dice Freud che per liberarsi del complesso di Edipo prima bisogna uccidere il padre, poi bisogna mangiarselo e infine, per sollevare la coscienza dal peso insopportabile di questi due inqualificabili misfatti, chiedere perdono. Solo così si diventa adulti.
L'età per diventarlo ormai Bersani ce l'ha e quindi è arrivata l'ora di cominciare la procedura.
Tutto quel che ora esiste non è mio. L'uomo che si sta facendo la doccia non è mio. L'uomo che è stanco di correre nei miei labirinti non è mio. L'uomo educato che si lima le unghie prima di grattare la mia monotonia non è mio.
Queste pareti pulite non sono mie. La casa con tutto ciò che è comune e familiare non è mia. Il cavallo adornato con sella e briglie non è mio.
L'aperta campagna è mia il tramonto sui prati è mio la passione di un cavallo libero è mia l'orgoglio dei cervi è mio questo splendore e questo universo sono miei!