sabato 30 maggio 2009

Ciao Nico

Questa mattina Nico Orengo ci ha lasciato. Era uno scrittore della mia terra, ma prima di tutto un amico che mi mancherà. Cerco di scacciare la tristezza come lui vorrebbe, ma se lacrime verranno non le tratterrò. Ciao Nico.

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22 commenti:

cleofa ha detto...

ho appena letto la tragica notizia e ho pensato subito a te alberto, io non lo conoscevo ma lo ammiravo moltissimo, mancherà molto anche a me

skip ha detto...

Ho appena letto la notizia su repubblica.it e sono passata di qui. Lo ricordo alla recente presentazione di Islabonita a Ventimiglia.

Un abbraccio alla sua famiglia e a te.

pia ha detto...

Grazie, Nico, grazie di tutto.
Pia

giovanna ha detto...

Partecipo a questo tuo momento triste, Al.
Attraverso i suoi scritti avrò modo di conoscere meglio Nico Orengo. Gli scrittori restano sempre con noi...
ciao,
g

gturs ha detto...

....è una perdita per tutti, non sono andata a Ventimiglia perchè sapevo che sarebbe venuto a Isolabona.....le sue parole scritte resteranno sempre con noi...
ciao alberto, roberta.

stella ha detto...

Partecipo al dolore per la grave perdita.

Gianni l'occitano ha detto...

Un altro grande ligure che ci lascia. Non lo conoscevo ne personalmente ne per il suoi libri. Ma conoscevo il suo attaccamento alla terra di frontiera: quella sottile striscia di terra e mare al confine con la francia. La stessa terra cantata in molti romanzi di Biamonti, per intenderci. E non a caso, l'uno e l'altro, erano tra i "custodi" dell'integrita' di queste zone. Ora che non ci sono piu', speriamo che il cemento non inghiotta tutto quel che e' rimasto.
Una sola curiosita': ma era discendente dei nobili Orengo (immagino i marchesi gia' possessori di villa hambury)?.
Riposi in pace.

Gianni l'occitano ha detto...

Da mie ricerche su internet: si, sembra che i suoi avi fossero i proprietari della tenuta "hambury". La villa appartenne, se non erro, ai Lanteri, agli Orengo ed infine agli hambury.
Suggestiva anche l'immagine dell'origine degli Orengo (da Orange nella valle del Rodano).
Cognome ponentino, comunque, ricordo di averne conosciuto qualcuno di Badalucco.

filo ha detto...

Di Nico Orengo ho amato, più della prosa , la poesia. Conservo gelosamente una copia della prima edizione del 1984 di "Cartoline di mare" che lui stesso mi ha autografato. Nella poesia parla di un mondo che mi appartiene con un linguaggio che tenta di dare una risposta all'antico dilemma se la Liguria sia più un paese di mare o di terra. Forse la risposta che parteggi per l'una o l'altra soluzione non c'è, esiste invece l'incontro e lo scambio continuo tra questi due mondi di acqua e di terra che trasfigura il mare (la mer ,francese e femminile di genere), in una pianura che si muove e la terra "ha portali di conchiglia". Le nuvole diventano l'elemento di contatto che permette la simbiosi.A seconda dei venti che le sospingono,discendono dai versanti montani delle Alpi per disperdersi fra le correnti marine o, viceversa, risalire dal mare verso la montagna e le cime degli ulivi.

"Ci sono nuvole di Provenza,
cariche di ocra e di lavanda,
che si perdono sul mare
e navigano in simpatie
di correnti, cercando
la risalita verso le cime
degli olivi e dei pini
del Gran Mondo.
Risucchiate dalle mille gore
delle Meraviglie infilano
la Roja e si fanno, tra le rocce,
tremule: cavedani,temoli e trote
d'acque verdi, bianche, viola
per sfarsi poi, quando scompare
a Briga il fiume. "

Alberto, un abbraccio.

Annarita ha detto...

Ho saputo da Roberta che era un tuo grande amico. Ti sono vicina con il pensiero in questo momento doloroso.

Leggerò i suoi scritti...gli scrittori e i poeti rimangono sempre nella memoria della collettività.

Un abbraccio a te e un pensiero partecipe per i suoi cari.
annarita

giarevel ha detto...

Apparteniamo ad una terra che sta perdendo lentamente la sua voce. Proprio adesso che c'è così tanto da dire.
Orengo l'amava profondamente, la conosceva bene, in tutte le sue curve.
Abbiamo i suoi libri.
Arrivederci Nico

Fuin ha detto...

Ciao

la signora in rosso ha detto...

Non ho ancora letto niente di Nico Orengo, una lacuna che colmerò, mi spiace che sia in questa occasione.. sono vicina al tuo dolore e il dolore di tutti quelli che l'hanno conosciuto.

fab ha detto...

ciao Alberto, Nico ci mancherà moltissimo, quel suo sorriso un pò sghembo e quelle sue parole dritte al cuore, mercoledì mi ha chiamato e mi ha detto sabato non credo che ce la farò a venire a Imperia...ti abbraccio, Fab

sandro oddo ha detto...

E' scomparso uno degli ultimi veri cantori e poeti della Liguria di Ponente. Un omaggio è doveroso.
Poiché so quanto gli eri amico, ti sono particolarmente vicino.

P.S. La famiglia Orengo è molto antica, un ceppo proveniva da Briga e nel 1630 circa costruiva la chiesa originaria di Verdeggia (Triora).

Chit ha detto...

Un'altra figura importante che ci lascia. Ciao Nico!

Minu ha detto...

non ho mai letto niente di Orenco, colmerò. Leggendo la notizia ho subito pensato a te. Grazie per avercelo fatto conoscere, ti abbraccio e abbracciando te abbraccio Nico e le sue parole

Pier Luigi Zanata ha detto...

Grande perdita. E' scomparso, oltre che un grande giornalista, un favolista della realta'.
Di lui oltre che Islabonita, ricordo il ''Salto dell' acciuga'', libro estroso, frammentato, divagante per superiore eleganza.
Una scrittura dalla vena piu' che profonda esistenziale.
Vale

Mr HYDE ha detto...

Ciao , Alberto è notizia di oggi la volontà del sindaco Scullino di dedicare la rotatoria di Latte a Nico Orengo, sul mio blog Ventimilgiaonline.wordpress.com io propongo invece di dedicargli l' attuale via del ricovero . La Curva del Latte che Orengo ricordava nel libro oggi non esiste quasi più mentre Via del ricovero (la strada che porta alla spiaggia di Latte) è rimasta quasi inalterata negli anni. Ho scritto su sanremonews vedremo cosa mi risponderanno. M

c.e.g. ha detto...

Ho passato qualche giorno sull'Appennino, a passeggiare e a stare un po' fuori da questo caos. Domenica mi hanno detto di Nico ma solo ora che rientro posso scrivere qualcosa. E questo qualcosa è la parola tristezza. Si vedono pezzi di vita che se ne vanno, uno a uno. E, via via, si ritrovano i volti delle persone che hanno riempito la nostra memoria sui dagherrotipi delle lapidi cimiteriali. Come scrisse Calvino, nelle Città invisibili: arriva un momento della vita in cui, tra le persone conosciute, i morti sono più dei vivi.
Due cose possiamo fare, però. La prima è ricordarle, pensarle; finché le ricordiamo, non muoiono del tutto. La seconda, altrettanto e forse più importante, è non tradirle, ossia mantenere vive le loro idee e i princìpi per cui hanno combattuto. Vedo ora Nico ricordato con emozione (?) dal Sindaco di Ventimiglia e dal Presidente della Provincia. A quell'emozione o commozione preferirei una riflessione: sì, Nico Orengo aveva ragione nel difendere la Liguria dalla cementificazione, dalla speculazione, dallo scempio. Al mio paese si dice: quando si nasce si è sempre belli, quando ci si sposa si è sempre ricchi e quando si muore si è sempre bravi. Scullino e Giuliano "piangono" il "bravo" Nico, ma continuano a fare senza rimorsi le cose contro le quali lui si batteva. Cerchiamo, noi, di continuare a difendere i paesaggi, i luoghi e le cose cui Nico teneva.

flaubert ha detto...

Anch'io ricordo Nico con rimpianto, per la piccola emozione che mi dava ogni suo libro, che aprivo sperando di trovarvi incluso un angolino conosciuto, reso cristallino dalla sua scrittura.
Orengo discendeva da Orange? Mah.
Conosco altri Orengo della zona, uno era assessore della Comunità Montana... Pensando a questi, più che Orange, direi che il cognome richiama più probabilmente il dialettale "u rengu"... D'altronde, molti cognomi sono mutuati da una caratteristica fisica, in particolare da un difetto. A cominciare dal Ragioniere Capo Monorchio, per passare dal prof. Toso (tonsus) e arrivare a Marco Bellocchio o ad Alfredo Biondi o a Lia Zoppelli, appunto...

Gianni l'occitano ha detto...

Caro Sandro Oddo,
so il suo valore di storico, ma mi pare di aver letto che Orengo si ritenesse discendente da Orange (valle del Rodano) e dalla Russia (non so per via di quali antenati).
Non ho mai letto niente sull'antica chiesa di verdeggia ne l'anno della sua costruzione. Pero' penso di averla vista e di sapere dove e' (quel che ne rimane) ora.
Lei lo sa? (sempre che le mie informazioni, raccolte in situ, siano giuste).
cordiali saluti