Pagine

giovedì 7 maggio 2009

Il confessore di Berlusconi

don antonio zuliani
Don Antonio Zuliani, confessore di Berlusconi

Noi miscredenti non ci pensiamo mai. Non ci pensiamo che quelli che credono nei momenti di difficoltà hanno ancore a cui attaccarsi per non essere sballottati da flutti agitati che rischiano di mandarti a fondo.

Ieri quando leggevo su vari quotidiani cartacei l'intervista al confessore di Berlusconi don Antonio Zuliani mi sono venuti in mente questi sacerdoti così potenti perché col potente condividono confidenze e forse anche qualche segreto.

Mi sono anche chiesto quale mai penitenza potrà dare questo sacerdote al premier per farsi perdonare i peccati.

26 commenti:

  1. Ma figurati se osa dare penitenze: solo assoluzioni.

    RispondiElimina
  2. ma tu alberto non hai altro a cui pensare nella vita?
    Ma trombi per caso?Secondo me no...sei troppo concentrato sulla politica e su berlusconi..la figa non ti attira?

    RispondiElimina
  3. Qualsiasi penitenza è poca cosa...

    RispondiElimina
  4. I peccatori siamo noi ;-)

    RispondiElimina
  5. Non credo esista penitenza per una tale somma di reati ma semplicemente credo che lui non se ne preoccupi e perchè tanto come scrive
    Heinrich Heine: «Dio mi perdonerà: è il suo mestiere.»

    RispondiElimina
  6. Questo sacerdote assomiglia tantissimo all'attore che ha impersonato la figura del padre nel film dei fratelli Taviani"Padre padrone" tratto dall'omonimo bellissimo libro di Gavino Ledda. E' un caratterista molto noto,credo sia anche attore di teatro...aiuto, non mi ricordo il nome. Sembra proprio lui!

    RispondiElimina
  7. Noi anglicani non abbiamo il dogma della confessione al sacerdote; confessione e pentimento dovrebbero restare una faccenda interiore, tra l'uomo e Dio; il primo restando, così, sempre nel dubbio di non essere perdonabile. Temo che per Mr B non funzionerebbe...si auto-assolverebbe addirittura in anticipo. Ciao.

    RispondiElimina
  8. Quest'uomo ha il vero punto di vista del "peccatore più alla moda del momento".
    Chissà se la versione che gli è stata confidata coincide con quella che quasi tutti sospettiamo...

    RispondiElimina
  9. Non ho mai capito come un divorziato a cui si nega la comunione per i cattolici puo' confessarsi.....

    RispondiElimina
  10. Mi sono ricordata il nome dell'attore:Omero Antonutti.

    RispondiElimina
  11. i divorziati non possono ricevere la comunione ma confessarsi sì, lo so per certo,
    deve essere duro per il padre assolverlo, ma si sa che la chiesa accoglie tutti i peccatori e poi lui sicuramente farà molta beneficenza...

    a tutte quelle povere ragazze...

    RispondiElimina
  12. Io invece di primo impatto lo avevo preso per Giannino.
    B. non ha peccati, :-)

    RispondiElimina
  13. cavallo pazzo8/5/09 15:40

    Io invece penso: povero confessore...

    RispondiElimina
  14. L' arcoriano zar non puo' che avere un Rasputin come confessore...
    Buona serata
    Vale

    RispondiElimina
  15. buon fine settimana alberto

    RispondiElimina
  16. Ma secondo voi si confessa sul serio? A mio parere ha un confessore di facciata, solo per tenersi buoni i cattolici più estremisti.

    RispondiElimina
  17. la penitenza è una preghierina ad personam, ovvio O_o

    RispondiElimina
  18. una penitenza???? poco...pensiamo a un'altra cosa! ;)

    RispondiElimina
  19. Già. Anche io, che sono un investigatore privato, ho scoperto cose importanti.

    RispondiElimina
  20. Alberto ma ci sei? Stai bene?

    RispondiElimina
  21. Figurati, mica gliela dà....

    RispondiElimina
  22. Pensa questo quante ne sa...

    RispondiElimina
  23. C'entra poco, ma per associazione di idee mi è venuto in mente questo testo baudelairiano:

    IL CONFITEOR DELL'ARTISTA
    Come sono penetranti - penetranti fino al dolore! - le giornate d'autunno al tramonto! La delizia indefinita di certe sensazioni non esclude affatto l'intensità: e non c'è punta più acuminata di quella dell'infinito.
    Gran delizia sprofondare il proprio sguardo nell'immensità del cielo e del mare! Solitudine, silenzio, incomparabile castità dell'azzurro! Una minuscola vela che rabbrividisce all'orizzonte, e con la sua piccolezza e il suo isolamento imita la mia esistenza irrimediabile, melodia monotona dell'onda: tutte queste cose pensano in me, o io penso in loro (perché nella grandezza del fantasticare il me si perde presto!). E pensano, come ho detto, ma musicalmente e pittorescamente, senza arguzie, né sillogismi, né deduzioni.
    E tuttavia questi pensieri, sia che provengano da me o si sprigionino dalle cose, diventano ben presto troppo intensi. Nella voluttà l'energia crea un malessere, una vera e propria sofferenza. I miei nervi troppo tesi non danno che vibrazioni stridule e dolorose.
    E ora la profondità del cielo mi costerna, la sua limpidezza mi esaspera. L'insensibilità del mare, l'immobilità di questo spettacolo, mi ripugna... Si deve eternamente soffrire, o fuggire eternamente il bello? O Natura, incantatrice spietata, rivale invincibile, lasciami! Smetti di tentare i miei desideri e il mio orgoglio! Lo studio della bellezza è un duello in cui l'artista grida di sgomento, prima di essere vinto.

    RispondiElimina
  24. @ VALE

    In compenso gliela dà la Brambilla. L'assoluzione, voglio dire.

    RispondiElimina
  25. A questa del confessore non ci avevo mai pensato...
    Grazie mille delle tue parole!

    RispondiElimina