mercoledì 10 agosto 2011

I sette vizi capitali

I sette vizi capitali
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L'altroieri sera assieme alla banda di amici siamo andati su su su ad Apricale per "I sette peccati capitali" messi in scena dal Teatro della Tosse di Genova. Ogni anno, per una decina di giorni, il paese e il castello a far da sfondo alle rappresentazioni. Siamo arrivati alla ventiduesima edizione.

Gran finale in piazza, come sempre, con tutti gli attori per l'applauso finale. Ma questa volta di più, col pubblico coinvolto. Tutti i vizi perdonati, perdio, ché si vive una volta sola. Solo uno condannato in maniera inappellabile: l'avarizia.

E poi la domanda, anche facile se volete con un bel ventaglio di scelta. Quale nuovo vizio capitale, figlio di questi nostri disgraziati tempi? Un diluvio di risposte dal pubblico.

Voi cosa direste?

I sette vizi capitali

20 commenti:

Alberto ha detto...

Per chi se li fosse dimenticati questi vizi eccoli: superbia, avarizia, lussuria, invidia, gola, ira, accidia.

giovanna ha detto...

Che bello! Dico le rappresentazioni teatrali.
La domanda: io dico superbia. Se devo dirne uno solo!
g

Marisa ha detto...

la corruzione!

Minerva Jones ha detto...

Superbia, decisamente e nelle persone peggiori: la mediocrità e l'ignoranza sono stati nobilitati al punto tale da diventare riferimenti positivi per il riconoscimento sociale - anche professionale ed economico - così che coloro che li incarnano e ne sono contraddistinti pensano di far parte di una presunta 'razza eletta' che avrebbe il diritto di fare di chiunque altro ciò che desidera. E questa è una prospettiva che non va affatto bene...

maresco martini ha detto...

Gola: oggi se non vai a cene non sei alla moda e io che resisto a tavola al massimo 15 minuti sono tagliato fuorida tutto.

maresco martini ha detto...

Gola: oggi se non vai a cene non sei alla moda e io che resisto a tavola al massimo 15 minuti sono tagliato fuorida tutto.

Adriano Maini ha detto...

Va benissimo quello che avete votato ad Apricale!

Massimo Oddo ha detto...

Devi passare il 21 a Strigora! (anche prima per una torta verde di Erica!)

zefirina ha detto...

ma io direi che oggi impera la lussuria

Tina ha detto...

Un nuovo vizio capitale?

Alberto, la prostituzione della mente se pagata bene.

Tullix ha detto...

Proporrei come "nuovo" vizio l'omologazione e il conformismo (anche se può essere una variante dell'accidia). La gola e la lussuria li derubricherei a semivizi o manie. Avarizia e superbia rimangono comunque i più schifosi.

Ragno ha detto...

La lussuria è il vizio capitale del terzo millennio.

Vogliamo aggiungerne uno?
L'asocialità, la non voglia di ampliare la propria rosa di conoscenze.

diegod56 ha detto...

in fondo nessun vizio «in sè» è poi particolarmente strano, nel senso che tutti non sono che esagerazioni di istinti naturali

anche la superbia, che non mi piace, altro non è che un’esagerazione dell’amore di sè, così come l’avarizia non è che l’esagerazione dell’istinto di possedere cibo

insomma io credo l’unico vero «vizio» sia in realtà una carenza, cioè la carenza di empatia, di senso di condivisione, di spinta alla collaborazione con gli altri uomini

tutti i vizi non sono che la conseguenza dell’allontanamento da quello stato naturale di empatia, di senso di giustizia

siamo nati per essere amici, ma una serie di circostanze causa delle risposte egoistiche oltre misura

comunque se proprio debbo sceglire un vizio come esemplificativo, direi che l’avarizia lo è in maggior grado

sgavaudura ha detto...

io direi l'essere orgogliosi della propria ignoranza

aleph ha detto...

La CAFONAGGINE

Zac ha detto...

Come Tina e Aleph, si' lo so', sono due, ma entrambi di pare valore.

Ciao
Zac

Elio ha detto...

Ciao Alberto, oggi non ho voglia di filosofare come i miei predecessori. Voglio solo augurarti un bentornato e dirti che ti invidio (ah! No. E' un peccato capitale) per lo spettacolo che credo ti sarai molto goduto. Buona domenica.

pia ha detto...

Disonestà.

pignasca ha detto...

quoto la corruzione.....
ciao Alberto e buon ferragosto.

filo ha detto...

Ciao Alberto, mi dispiace essermi persa il teatro della Tosse.Con quale altra parola più laica potremmo sostituire peccato?