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giovedì 28 febbraio 2013

Nuotare o annegare è questione di sfumature

Spetta a tutti, di qui in poi, uno sforzo gigantesco per evitare le due evidenti maniere di diventare patetici. La prima è manifestare raccapriccio e sgomento per ognuna delle tante nuove cose con le quali ci toccherà fare i conti (e saranno anche conti con noi stessi). La seconda è manifestare entusiasmo a prescindere, come chi si accoda al nuovo solo per il terrore di sentirsi vecchio. Siamo in mezzo a un’onda di piena, nuotare o annegare è questione di sfumature.
Michele Serra
dall'Amaca di oggi


Io sto tentando di nuotare. Solo che per rimanere a galla bisogna trovare un nuovo stile. E così di colpo non è facile. Magari voi avete qualche suggerimento.

39 commenti:

  1. ... escludendo lo stile libero (visto che di libertà ce n'è poca), il dorso (che costringe a porgere le cluni, e penso che basti già quel che abbiamo dato)e la rana per gli stessi motivi, rimarrebbe il delfino o farfalla che dir si voglia.

    Mutuando dal mondo animale, escluderei lo stile giaguaro, perché anneghi subito. Lo stile grillo zompettante e urlante non credo sia possibile: con la bocca sempre aperta bevi e in acqua non ce la fai.

    Quel che meglio si confà al momento attuale sarebbe lo stile "pezzo di legno" che galleggia. Ma siccome non sono una signora, lo chiamo con il suo nome vero: stile "pezzo di merda" che galleggia lo stesso, ma in più rende visivamente il nostro status di cittadini che fanno un tutt'uno con il guano in cui sono costretti a vivere....

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  2. Munirsi di salvagente, cercare di sostenere chi non sa proprio nuotare, impedire che i maldestri bevano e soffochino.
    Cristiana

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  3. Sono ancora in fase elaborazione, scusatemi.
    L'unico suggerimento che mi viene in mente è di continuare a fare quanto abbiamo fatto finora, dandoci magari un po' di forza reciprocamente. Per lo stile, non sparei. Forse non è questione di stile -ma di contenuti

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  4. Tutte frottole.
    Abbiamo un solo problema immediato e cioè come ridurre la Spesa prima che la pressione fiscale esagerata finisca per ammazzarci. Da questo discendono tutti i corollari e cioè il ripensamento generale su come funziona la Cosa Pubblica, i diritti e i doveri, le priorità e i progetti.

    La "crisi politica" è solo la conseguenza del fatto che gli Italiani hanno sbattuto la faccia contro il fatto che la "pacchia" è finita e adesso sono divisi tra quelli che hanno mantenuto tutele e garanzie, per cui risentono poco del cambio di stagione e quelli che dallo Stato ricevono solo le gabelle, mentre vendono ridursi sempre di più le opportunità di vivere e lavorare.

    Il punto dove non concordo con Grillo è quando dice che il pesce puzza dalla testa, cioè che l'Italia è nella situazione attuale per colpa dei "politici". In realtà, se è pur vero che i "politici" hanno mangiato per se stessi, per i parenti e per gli amici, hanno anche dato agli Italiani quello che gli Italiani volevano e cioè l'illusione del Paese dei Balocchi.

    La difficoltà sta nel dire agli Italiani che il Paese dei Balocchi era una fandonia. Infatti nemmeno Grillo glielo dice, si limita ad aggirare il problema con "intanto mandiamo a casa questi, poi vediamo".

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    1. Ti quoto in tutto;))
      Roberta

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    2. "...dove non concordo con Grillo è quando dice che il pesce puzza dalla testa, cioè che l'Italia è nella situazione attuale per colpa dei "politici..."

      Ecco, questo stile dicasi del "morto a galla". A Lorenzino, barbaro sognante, viene benissimo!

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    3. Non posso che ripetere che il "barbaro sognante" ti paga lo stipendio.

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    4. E' uno stipendio per difendere te, buffone di un leghista, dalla mafia che avete fatto infiltrare nelle vostre amministrazioni e che continuate a tollerare, votando la stessa merda di sempre. Sciacquati la bocca quando ti riferisci alla mia persona ed a quello che presumi possa fare. Ti faccio passare la voglia di fare lo stronzo se non la pianti di fare riferimenti al mio lavoro. Tu non lo sai che lavoro faccio e, quindi, lascia perdere. Non è un consiglio, è una minaccia sbruffone presuntuoso e arrogante.

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    5. Per prima cosa segnalo anche al titolare di questo blog, come altri, che tu sei intervenuto in una discussione dove non eri menzionato nemmeno lontanamente con commento provocatorio e ingiurioso. Segnalo che in seguito fai ricorso a minacce dirette con lo stile "lei non sa chi sono io".

      Seconda cosa, ci sono due possibilità:
      L'Italia è un paese del terzo mondo e tu hai un incarico istituzionale che ti permette di ingiuriare e minacciare i cittadini impunemente, per non parlare se poi dai seguito alle minacce.
      Oppure la/le persone ingiuriate e minacciate pubblicamente possono prendere i tuoi scritti, che sono qui da vedere e rivolgersi alle autorità competenti, al livello gerarchico adeguato.

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    6. Tipo:
      "Pronunciare la frase “Lei non sa chi sono io, la pagherà”, può rappresentare soltanto una frase sgarbata, indice di arroganza e maleducazione, ma a volte può anche comportare la condanna per il reato di ingiuria e minacce. E' quanto stabilisce la Sezione V della Corte di Cassazione con la sentenza n. 11621 del 27 marzo 2012, che ha accolto la richiesta del procuratore della Corte d’Appello di Salerno."

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    7. Matte risate! Tu fai riferimento ancora una volta al mio lavoro e poi te la dò io la Corte di Cassazione. Inoltre, segnala pure quello che ti pare al titolare del blog. Ho una raccolta di tue offese indirizzate alla mia persona, da scriverci un libro. Ma per caso ti pensi che sono nato sotto un cavolo? Ti sei offeso? Benissimo, così impari come si discute in un blog, visto che ogni volta che intervieni è per ridicolizzare il commento di qualcuno, per denigrare il ruolo di qualcun'altro e per buttare merda in ogni direzione. Senti chi parla di "interventi" non richiesti! Non c'è commento in cui tu non devi intervenire per spargere fango e ridicolizzare le riflessioni altrui con meleodorante aria fritta. Spargi vento e ti assicuro che raccogli tempesta.

      Il "lei non sa chi sono io" è una tua pippa mentale! Leggila in quest'altro modo: tu non lo sai chi sono io, perché non abbiamo mai mangiato insieme, quindi evita di fare riferimento alla mia persona.

      Stammi bene!

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    8. Fino a prova contraria io posso "spargere il fango" e "ridicolizzare" a volontà fintanto che non ricorro a ingiurie e minacce. Sai come si chiamano? Opinioni.

      Se non capisci la differenza tra esprimere una opinione e ingiurie e minacce non è colpa mia.

      Se dico che in quanto cittadino contribuente pago lo stipendio a tutti i dipendenti pubblici e non viceversa, non faccio che enunciare semplicemente un fatto. Sono i dipendenti pubblici che lavorano per me, non io al loro servizio. Le cose iniziano ad andare in pezzi in una Nazione proprio quando succede il contrario, cioè quando il cittadino diventa schiavo dell'apparato e cioè quando lo Stato ammazza me di tasse per pagare il tuo stipendio e poi la tua pensione. E nel mentre, mi devo anche sentire dare dello stronzo.

      Se te credi che avere un qualsiasi pubblico, non imposta se sei netturbino o Presidente della Repubblica, ti permetta di minacciarmi, mi sa che ti sbagli e di grosso.

      E questo:
      "Ti faccio passare la voglia di fare lo stronzo se non la pianti di fare riferimenti al mio lavoro. Tu non lo sai che lavoro faccio e, quindi, lascia perdere. Non è un consiglio, è una minaccia sbruffone presuntuoso e arrogante."
      Non si può interpretare in nessun altro modo, visto che l'hai scritto tu che è una minaccia.

      Io non ho fatto nessun riferimento alla tua persona e al tuo lavoro, sei tu che mi hai dato del "barbaro sognante" e dello stronzo a galla, senza altra ragione che la tua volontà di sopraffazione.

      Sai cosa c'è di veramente ridicolo?
      Che questo si pone come un blog "di sinistra".
      Dimostra tante belle cosettine ma non credo che tu te ne renda conto.

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    9. "un qualsiasi incarico pubblico" ndr

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    10. Cosa devo fare per far abbassare la temperatura? Vado via qualche ora ed ecco che succede. Non dirò fate i bravi. Ma non superate certi limiti. Non ho mai bannato nessuno qui e non vorrei cominciare proprio adesso.

      Tempo fa un blogger mi tolse il saluto, cioè mi eliminò dal blogroll perché mi aveva chiesto di togliere un commento a parer suo offensivo. Il fatto è che quel giorno ero andato a funghi, proprio a funghi e ne avevo anche trovati, lui credeva che nicchiassi e oplà me lo feci nemico. Non conto frottole il blog/blogger è questo.

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    11. Alberto, ti chiedo scusa ancora una volta per aver, probabilmente, superato i limiti. In futuro non accadrà più perché, semplicemente, ignorerò la sua fastidiosa presenza nel tuo blog.

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    12. Per quanto mi riguarda non serve "bannare", ammesso che sia tecnicamente possibile. Basta che mi dici di non commentare più sul tuo blog e io mi levo di torno.

      Altrimenti, chiedo di non essere continuamente provocato, coperto di insulti e adesso anche minacciato con "non sai chi sono io" e "ti faccio passare un guaio", di cui non serve essere un genio per intuire la provenienza.

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    13. Allora, visto che sei un genio, falla finita e non fare il patetico. Sei un maestro della provocazione, dell'insulto sottile e sottinteso e lo si può leggere in ogni tuo intervento, ignorato dai più ovviamente. Il mio unico difetto è non sopportare i presuntuosi. Ma anche in questo, cercherò di rimediare ignorandoti.

      Ti piace passare da vittima, vero? Continui ad insistere su questo "lei non sa chi sono io" con cui presumi mi sia posto nei tuoi confronti e che, invece, è esclusivamente il tuo modo di ragionare e porti nei confronti degli altri. Invece, ed è questa la chiave di lettura che fingi di non comprendere, siccome tu sbeffeggi e mortifichi continuamente il lavoro degli impiegati pubblici e, sovente, me lo ricordi facendo riferiemento al lavoro che faccio io, ti ho voluto solamente ricordare che tu non lo sai affatto che lavoro faccio e che se continui con questo tuo modo di esprimerti, tipo che paghi il mio stipendio, ci rimedi una bella denuncia per querela e questa te l'ho già promessa in un'altra occasione. E' questo il "guaio" che ti ho promesso e fino ad oggi non l'ho messo in pratica, solamente per non creare difficoltà ad Alberto.

      Quindi, smettila di fare la vittima e fatti un esame di coscienza, sempre che tu ne sia capace.

      Questione chiusa e stammi bene!

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    14. Questo dovrebbe essere il blog di Alberto.

      Quindi io mi aspetto che sia lui a decidere chi, come e quando deve essere censurato.

      A questo punto, visto che tu reiteri le tue minacce per la terza volta di fila e quindi sei implicitamente autorizzato da Alberto a censurare il blog al posto suo, io non ho ragione di rimanere.

      Tu raggiungi il tuo scopo.
      Alberto non so.

      Io rimuovo questo blog dal mio elenco di letture e già che ci sono anche gli altri due dove rischio di incontrarti e dove c'è lo stesso problema che decidi tu chi ha diritto di cittadinanza e chi no.

      Citazione:
      "Ti auguro di vivere per sempre".

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    15. Noi parassiti del sud abbiamo un solo gesto per questa tua ultima "citazione": una gran bella grattata di coglioni!

      Poi, vai a raccontare in giro che tu non "offendi" e che le tue sono solo opinioni! Matte risate!

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  5. Sto aspettando di capire/vedere qualcosa di più, per dirla in maniera poco elegante: fatti, non pugnette.
    Quindi non so ancora se/quando/come nuoterò.

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  6. Io sogno che lo scossone dato dalla rivolta del popolo dia i risultati sperati per tornare a credere di poter almeno galleggiare! ciao

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  7. Qui la storia ci insegna che movimenti complessi e saturi di retorica e antisitema, non riescono a formulare progetto politico capace di rappresentare, all'interno delle Istituzioni le diverse istanze sociali che sono il perno della società attuale. la scomposizione del voto e la sua eterogeneità impressa nel "mandiamoli tutti a casa" è il sintomo di una sofferenza senza diagnosi di un più complesso quadro strutturale. la "vittoria mutilata" in Italia,la crisi Tedesca del primo dopoguerra, l'impatto delle misure umilianti dei vincitori diedero vita ad una contestazione profonda del sistema Parlamentare-rappresentativo, anche se poi questo portò alla distruzione dell'Europa, si inseriva con coerenza nel discorso del "capitalista", la produzione industriale subì nuovi slanci, il processo di accumulazione ebbe una impennata, nuove forme di organizzazione del lavoro si imposero, i cicli congiunturali si ripresentarono nella loro sistematicità, ma furono gestiti con la repressione e lo stordimento propagandistico. Quello che dobbiamo chiederci è se un movimento come quello di Grillo possa entrare in conflitto-rotta con il neocapitalismomondializzato. La rappresentatività se si sviluppa all'interno del sistema, anche se critica, viene da esso ricondotta per ovvi motivi nell'alveo della normale dialettica, se tenta altre strade, potrebbe verificarsi una sorta di alienazione di quel dato paese. L'Italia non dimentichiamoci dei limiti strutturali in cui versiamo, può essere coinvolta in un processo speculativo, con le conseguenze disastrose che possiamo immaginare..

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    1. Secondo me ci sono delle differenze sostanziali tra l'Italia di adesso e l'Italia dei primi del secolo scorso.

      La prima differenza è che oggi esiste del disagio ma la gente non muore di fame o di malattia. I contadini non vendono i figli agli artisti girovaghi.

      Le seconda differenza è che i "grillini" non sono reduci di guerra che non riescono e re-inserirsi nella società, sono dei fighetta che consultano il blog dal loro iPhone.

      Allora l'Italia era una Nazione agricola e arretrata, oggi è una Nazione tutto sommato solida che però ha fatto il passo più lungo della gamba, si è illusa di avere consolidato un benessere generalizzato che invece era solo fittizio perché sostenuto tramite la Spesa Pubblica e quindi l'indebitamento.

      Ci sono dei paradossi, per esempio se nel secolo scorso l'Europa era frantumata dai nazionalismi, oggi è annichilita nella sua ricchezza principale, cioè la diversità, dal mondialismo e dalla negazione della diversità. Se a quel tempo si formavano o si consolidavano le ideologie, oggi non ne abbiamo più se non nei circoli più o meno undergound dei nostalgici.

      A proposito di Storia, chiudo ricordando la parabola della pagliuzza nell'occhio di tuo fratello invece che la trave nel tuo. Traduco: l'idea che il bene sia da una parte e il male dall'altra non solo è ovviamente infantile ma nello specifico della nostra repubblichetta e dei problemi attuali, del tutto falsa.

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    2. quello che successe ieri va ricondotto e contestualizzato, ma quello che successe ieri, oggi si presenta sotto nuove forme, un linguaggio nuovo, ma povero, come povero era il linguaggio di ieri, tu ne cogli forse il limite paradossale nel M5S. credo che il problema sia dove si situa questo movimento rispetto ad una critica profonda del "Sistema". se la critica è tutta rivolta alla gestione della Politica, allora si situa dentro un alveo del "sistema" ne coglie gli aspetti moralmente più deprecabili, sempre riferito alla gestione, ma non va oltre, perchè l'oltre è pensare una società "diversa", una società che ridisegni i modelli produttivi, un modello produttivo che tenga conto delle compatibilità ambientali e delle risorse naturali.. cos'è l'agricoltura, oltre a quello che ci hanno insegnato con la rivoluzione industriale, questi sono i temi da affrontare, se pensi che le risorse idriche utilizzate in agricoltura per il 75% vanno ad irrorare campi coltivati per fornire mangime ai bovini, maiali ecc, nel mentre oltre un miliardo e mezzo di persone sono senza acqua potabile..

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    3. Secondo me se te ti poni come "temi da affrontare" nella situazione attuale dell'Italia la quisquilia di elaborare un modello economico e sociale alternativo al Capitalismo, direi che siamo già finiti prima di cominciare.

      Io direi che i "temi da affrontare" sono molto più terra terra e cioè come rendere più efficiente la Amministrazione Pubblica in senso lato in modo da bilanciare le entrate con la spesa.

      I "privilegi della casta" hanno evidentemente una valenza simbolica me in termini assoluti non fanno la differenza. Per cui, messo mano ai simbolismi, bisogna comunque andare dagli Italiani e dirgli che il modello del "tutto a tutti" è insostenibile.

      Io mi chiedo come possa la "sinistra" proporre il prelievo sui risparmi degli Italiani sapendo che nello stesso momento una buona parte delle imposte che paghiamo non sono proporzionali al reddito, cioè io e Montezemolo paghiamo esattamente le stesse imposte.

      Cosi come la "sinistra" invoca il rigore (nel tuo caso le esecuzioni sommarie) per gli "evasori" ma non invoca il rigore per le assunzioni nel Pubblico Impiego, inclusi gli Enti Locali e nella gestione dell'apparato, per cui Equitalia ti massacra se non paghi una rata ma nessuno fiata se in un ufficio pubblico metà dei dipendenti timbra il cartellino dell'altra metà o se ci sono decine di migliaia di persone impiegate in falsi lavori socialmente inutili. E via via.

      Per me il tema da affrontare è che la "destra" deve elaborare un'etica di tipo calvinista e la "sinistra" deve smetterla di mentire in nome di una idea di "collettivizzazione" che non ha mai avuto senso.

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    4. Se poi ragioniamo in termini di dialettica tra "conservatori" e "progressisti", allora le cose possono avere tutto un altro senso.
      Ma bisogna liberarsi di tutta la zavorra.

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    5. Il sistema non é più In grado di garantire una redistribuzione del reddito non è un caso che la forbice si allarghi sempre di più. Mai come ora si vede cosa é la divisione In classi sociali, mentre prima si tendeva ad un miglioramento sensibile della qualità della vita, oggi milioni di persone transitano verso condizioni di sottoproletariato anche se non marginale. Produrre e produrre ma chi è per cosa?

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    6. Il sistema non é più In grado di garantire una redistribuzione del reddito non è un caso che la forbice si allarghi sempre di più. Mai come ora si vede cosa é la divisione In classi sociali, mentre prima si tendeva ad un miglioramento sensibile della qualità della vita, oggi milioni di persone transitano verso condizioni di sottoproletariato anche se non marginale. Produrre e produrre ma chi è per cosa?

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    7. Io la vedo in termini più semplici.
      Le aziende non trovano in Italia le condizioni per esistere.
      Per tre ragioni, eccessiva pressione fiscale, burocrazia asfissiante e costi di ogni genere.

      Per cui chi può si sposta all'estero, chi non può chiude.

      Il problema a questo punto non è tanto il "sottoproletariato" inteso nel senso originario, cioè gente inurbata dalle campagne che non possiede nulla e che viene impiegata in condizioni di semi-schiavitù nelle fabbriche.
      Il problema è il percorso opposto e cioè gente che fino a qualche tempo fa aveva un lavoro da impiegato o operaio e che lo perde, trovandosi quindi nella impossibilità di mantenere il suo tenore di vita.
      Per esempio uno che ha comprato un appartamento di due locali per duecentomila euro, ha fatto il mutuo e gli mancano ancora centocinquantamila da pagare, perde il lavoro e sono abbastanza cavoli perché non solo deve trovare i soldi per il mutuo, deve anche pagare l'IMU le bollette e le spese condominiali. Prego notare che in Italia non esiste nessun sussidio di disoccupazione e che l'IMU, come tutte le imposte indirette, la pagano anche i disoccupati.

      Io non vedo un "sistema", vedo che l'idea della "globalizzazione" e del "siamo cittadini del mondo" ha messo fuori mercato le aziende italiane, inteso come le aziende che producono in Italia.

      Poi un sistema dove un quinto dell'Italia mantiene gli altri quattro quinti non "ridistribuisce il reddito", è semplicemente un sistema destinato a collassare by design. Io mi chiedo e mi domando quanti Italiani pensavano che si potesse andare avanti all'infinito con il centro-sud dell'Italia in condizioni di sottosviluppo e completamente dipendente dai sussidi statali. Sussidi scientemente erogati a perdere, senza che nessuno renda conto.

      La discussione sulla "decrescita" significa dire che si può anche vivere consumando meno, producendo meno. Ma non è il nostro caso, noi non siamo in condizioni di scegliere di vivere con meno, siamo nella condizione per cui se non produciamo niente non c'è trippa per gatti.
      E nota bene, ancora, le pensioni sono pagate con le imposte sulla popolazione attiva, per cui non solo non diamo nessun sussidio al disoccupato ma abbiamo ancora da pagare tutte le pensioni, solo quello è circa il 20% del PIL.

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  8. In questo momento direi che lo stile migliore è quello che si usa quando si affonda nelle sabbie mobili: distendersi a morto e muoversi il meno possibile...

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  9. Ciao Alberto. Serra parla di un'onda di piena che ci ha investito. Secondo me, Serra ti indica anche la strada migliore per allontanarti da quell'onda "anomala". E' un po una metafora ma quei suggerimenti per evitare di diventare patetici è un ottimo salvagente. In questi giorni, di "patetici" se ne sentono molti...!

    Altrimenti, c'è un altro sistema ma deve essere adottato da persone con un comune intento. Me lo insegnarono ad un corso di sopravvivenza durante il servizio militare. Lo sapevi che più persone che si sostengono a vicenda in mezzo ai marosi, hanno maggiori possibilità di salvarsi, rispetto a chi sta solo?

    Ecco, come già suggerito da Marginalia, sosteniamoci a vicenda e saremo più sicuri di rimanere a galla!

    Ciao e buona serata.

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  10. mi è venuto in mente il "provi a rana", di un Fantozzi d'annata :)

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  11. Nuotare dentro il guano?

    Mi vengono in mente le parole di Bertoli:

    FUTURE ABILITA' SPERANZE UMANE, RIUSCIRE A GALLEGGIARE SUL LETAME.

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  12. Nuota sott'acqua in apnea per poi riemergere di tanto in tanto e respirare :)

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  13. Stile libero forse.. che più libero non si può. Qui ognuno fa di testa sua..

    http://pensierinviaggioo.blogspot.it

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  14. che ti devo dire? continuiamo a nuotare ma sperando di non avere più l'olfatto perché comincio a pensare che il mezzo che ci tiene a galla o ci fa affondare non è acqua!

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  15. Ho la netta sensazione che ci troviamo in mezzo ad un'onda di piena ......di merda! :-(

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  16. Sono in balia della correnta, non vedo da che parte è la terra e quindi non so ancora come nuotare e da che parte...

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  17. @Alberto non so come dire ,ma, la vedo esattamente come @Ornella

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