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mercoledì 21 marzo 2007

Buccia di banana per Gianni Plinio?

Su questo post precedente avevo fatto notare le corbellerie che il portale italia.it aveva inserito nelle pagine che riguardavano la provincia di Imperia. Ma altre panzane simili sono state notate in tutto lo spazio che riguarda la Liguria, tanto da indurre il capogruppo di An in Regione Gianni Plinio a dichiarare quello che vedete scritto in questo articolo de "Il Giornale" del 16 marzo (altri simili articoli sono usciti sul Secolo XIX e sul Corriere Mercantile)
gianni plinio
Gianni Plinio forse non sa che uno degli intestatari del dominio italia.it, come si vede nel database dell'it-nic che pubblico qui sotto, è Francesco Proietti, detto Checchino, senatore del suo stesso partito ed ex segretario particolare di Gianfranco Fini. Per la cronaca il Checchino è stato coinvolto nelle indagini avviate dal GIP di Potenza John Woodcock che vedono coinvolto anche il principe Vittorio Emanuele di Savoia, in quanto molte sue conversazioni compromettenti appaiono nelle intercettazioni telefoniche ordinate dalla magistratura.

In quanto intestatario del dominio dovrebbe denunciare anche lui.
gianni plinio
Chi vuole sapere qualcosa in più sullo scandalo di italia.it può andare QUI

7 commenti:

  1. Ciao Alberto. Ho fatto anch'io alcune ricerche e a quanto pare il sito è stato progettato dal governo precedente con l'apporto di Sviluppo Italia.

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  2. I governi certe volte ereditano progetti già cominciati da quello precedente, come in questo caso. Da un esame attento dei 45 milioni di euro impiegati per il portale risulta che una parte doveva andare alle regioni per il lavoro di inserimento dei contenuti. Qualcuno sa chi in Regione Liguria si è occupato di questo lavoro?

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  3. É una musica che si sente quotidianamente, da parte di Berlusconi ed (ex?) soci: i meriti di quello che va bene adesso sono del governo precedente, le colpe di quello che era stato attivato allora (ma che emergono adesso) sono del governo attuale. Scrive acutamente Riszard Kapuscinski, commentando le vicende di Dario raccontate da Erodoto, che "è più facile ingannare tante persone insieme che una sola alla volta". A forza di dire cavolate in televisione e sui giornali, la gente ci crede, perché queste notizie vengono date senza contraddittorio.
    E inoltre, purtroppo, dall'altra parte non ci sono delle aquile, diciamo, tant'è che anche il giudice Gherardo Colombo ha gettato la spugna e si è dimesso.
    Ma da uno che si chiama Plinio ci si sarebbe aspettati un po' più di amore per la verità, a pensare come il suo vecchio omonimo sia morto, per cercare di capire cosa succedeva davvero nel'eruzione del Vesuvio...
    Altro che "nomen omen", o "un nome un destino" che dir si voglia...

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  4. Non vorrei gettare ulteriore benzina, ma a quei 45 milioni ne sono stati aggiunti altri VENTUNO (marzo 2006), per arricchire di contenuti il portale: senza questo stanziamento le Regioni, titolari delle politiche turistiche dopo la riforma del titolo V della Costituzione, non avrebbero dato l'ok. (Avevo i link, ma sono state disattivate le pagine del DIT, dicono che per manutenzione...).

    Il progetto nasce il 16 Marzo 2004 quando il comitato dei Ministri per la Società dell’Informazione (CMSI) decide lo stanziamento di 45 milioni di euro per creare Italia.it: 20 milioni per la piattaforma digitale e 25 per arricchirlo di contenuti con progetti co-finanziati dalle Regioni.

    Il progetto chiamato “Scegli Italia" è gestito da Innovazione Italia la società controllata da Sviluppo Italia incaricata di attuare i progetti del Governo relativi allo sviluppo della Società dell’informazione e al piano di e-government. A luglio 2005 viene assegnato l’appalto a un consorzio di tre aziende (Tiscover, Ibm, Its). Tempo di consegna: ottobre 2005.

    Il resto è storia recente, dopo il passaggio di governo al csx.

    A Bordighera hanno inserito alberghi abbattuti: le foto sono sul mio sito se qualcuno volesse vederle. (Non le linko, sapete come trovarle se volete).

    Ciao.

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  5. benito 396123/3/07 09:13

    Devo spezzare una lancia a favore dell'amico Gianni Plinio..fa parte di quella categoria di politici che stranamente dicono quello che pensano a discapito di chiunque...compresi capi partito...e credo si stia accorgendo che la destra dura e pura che lui ama nel suo partito non esiste piu'....ai posteri l'ardua sentenza!!!

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  6. caro Alberto
    che dire ancora "o Franza o Spagna purchè se magna"
    Roberto

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  7. Bè questo blog non è il solo a parlare (male!) di questo portale: un paio di sere fa, ne parlavano (altrettanto male) anche a Radio Capital. Sono uscite parecchie corbellerie sul Lazio, su Milano, ecc.... Non credo però che qui valga il motto "basta che se ne parli".... Google.it ne è la prova: bella figura, davvero!

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