Forse avrete già capito che questi cinque undici significano che oggi è l'undici di novembre del 2011, e che questo post è stato pubblicato alle undici e undici minuti. Una combinazione, niente più, o altro?
C'e chi ai numeri non crede, c'è chi ci crede e c'è anche chi li dà. Alcuni li danno nel senso che qualche rotella gli è andata fuori posto e altri li danno proprio, ai boccaloni, che li comprano per vincere al lotto o per sapere se la fidanzata li ama. Non so voi, se ci crediate o meno, e se volete dite la vostra.
Nel 2010 fu pubblicato in italiano questo eccellente libro, "L'equazione da un milione di dollari", di curiosità matematiche, alcune semplici, altre un po' più complicate. Quest'anno è uscito anche in edizione economica. Di seguito due di queste interessanti storie.
Per quale ragione a una specie americana di cicala piace il 17?
Nelle foreste del Nord America c'è una specie di cicale dal ciclo vitale davvero curioso. Per 17 anni, le larve di questi insetti vivono sotto terra senza fare praticamente nulla se non nutrirsi delle radici degli alberi, finché a maggio del diciassettesimo anno, raggiunto lo stadio adulto, emergono in massa in superficie (fino a un milione per acro) per invadere la foresta.
Le cicale cantano per attrarre potenziali compagni; tutte assieme, fanno tanto rumore che spesso gli abitanti sono costretti ad abbandonare le proprie case per l'intera durata di questa invasione. Bob Dylan fu ispirato e scrisse la sua canzone Day of the Locusts quando sentì la cacofonia delle cicale che emergeva dalle foreste di fronte a Princeton, dove si trovava per ricevere una laurea honoris causa dall'università nel 1970.
È rarissimo che una di queste cicale emerga dalla terra un anno prima o dopo.
Per un matematico, il lato più curioso di questa faccenda è rappresentato dalla scelta del 17, un numero primo. È per un caso fortuito che queste cicale hanno scelto di trascorrere un numero primo di anni nascoste sotto terra? Pare di no. Esistono altre specie di cicale che rimangono sotto terra per 13 anni, altre per 7; tutti numeri primi.
Cezanne e le forbici
Il gioco della morra cinese viene spesso usato per arrivare a una conclusione in una serie di dispute, dai litigi in cortile alle battaglie nei consigli di amministrazione. È celebre il caso di come due case d'aste, Sotheby's e Christie's, abbiano risolto una controversia sul diritto di mettere all'asta una collezione di dipinti di Cezanne e van Gogh ricorrendo a una singola mano di sasso-carta-forbici.
Le due case avevano a disposizione un weekend per decidere la mossa che avrebbero compiuto.
Senza badare a spese, Sotheby's assunse un gruppo di analisti di matematica col compito di mettere a punto una strategia vincente: gli esperti conclusero che, trattandosi di una questione di fortuna, una scelta valeva quanto l'altra, e optarono così per la carta. Christie's, invece, si limitò a chiedere alla figlia undicenne di un dipendente che mossa avrebbe fatto. «Tutti danno sempre per scontato che l'altro giocherà sasso e, di conseguenza, scelgono carta. Quindi provate con la forbice» fu la risposta della ragazzina. E Christie's vinse il contratto.
Questo aneddoto serve solo a mostrare che non è sempre vero che la matematica vi dà un vantaggio.
Nelle foreste del Nord America c'è una specie di cicale dal ciclo vitale davvero curioso. Per 17 anni, le larve di questi insetti vivono sotto terra senza fare praticamente nulla se non nutrirsi delle radici degli alberi, finché a maggio del diciassettesimo anno, raggiunto lo stadio adulto, emergono in massa in superficie (fino a un milione per acro) per invadere la foresta.
Le cicale cantano per attrarre potenziali compagni; tutte assieme, fanno tanto rumore che spesso gli abitanti sono costretti ad abbandonare le proprie case per l'intera durata di questa invasione. Bob Dylan fu ispirato e scrisse la sua canzone Day of the Locusts quando sentì la cacofonia delle cicale che emergeva dalle foreste di fronte a Princeton, dove si trovava per ricevere una laurea honoris causa dall'università nel 1970.
È rarissimo che una di queste cicale emerga dalla terra un anno prima o dopo.
Per un matematico, il lato più curioso di questa faccenda è rappresentato dalla scelta del 17, un numero primo. È per un caso fortuito che queste cicale hanno scelto di trascorrere un numero primo di anni nascoste sotto terra? Pare di no. Esistono altre specie di cicale che rimangono sotto terra per 13 anni, altre per 7; tutti numeri primi.
Cezanne e le forbici
Il gioco della morra cinese viene spesso usato per arrivare a una conclusione in una serie di dispute, dai litigi in cortile alle battaglie nei consigli di amministrazione. È celebre il caso di come due case d'aste, Sotheby's e Christie's, abbiano risolto una controversia sul diritto di mettere all'asta una collezione di dipinti di Cezanne e van Gogh ricorrendo a una singola mano di sasso-carta-forbici.
Le due case avevano a disposizione un weekend per decidere la mossa che avrebbero compiuto.
Senza badare a spese, Sotheby's assunse un gruppo di analisti di matematica col compito di mettere a punto una strategia vincente: gli esperti conclusero che, trattandosi di una questione di fortuna, una scelta valeva quanto l'altra, e optarono così per la carta. Christie's, invece, si limitò a chiedere alla figlia undicenne di un dipendente che mossa avrebbe fatto. «Tutti danno sempre per scontato che l'altro giocherà sasso e, di conseguenza, scelgono carta. Quindi provate con la forbice» fu la risposta della ragazzina. E Christie's vinse il contratto.
Questo aneddoto serve solo a mostrare che non è sempre vero che la matematica vi dà un vantaggio.
Marcus du Sautoy
L'equazione da un milione di dollari
Rizzoli
Dal calcio all’arte passando
per le cicale, tutti i segreti
dei numeri e dell’universo.
Perché non c’è niente
di più concreto
di un’astratta equazione.
Che cos’hanno in comune i fulmini, i broccoli e il mercato azionario? Perché Beckham ha scelto la maglia numero 23? Perché il più grande numero primo che sia mai stato scoperto fino a oggi – un numero di quasi tredici milioni di cifre – prende il nome da un monaco del XVII secolo? Nella Quinta di Beethoven c’è un messaggio in codice? Ma soprattutto: come mai il nostro pianeta non è una ciambella? Per rispondere a tutte queste domande, e a molte altre, non occorre essere un indovino o un tuttologo, ma un matematico. “Lo strumento più potente mai creato dagli esseri umani per orientarsi nel mondo selvaggio e complesso in cui viviamo è la matematica” scrive infatti Marcus du Sautoy. E, guidandoci con competenza e humour alla scoperta della regolarità che scandisce l’ordine della natura, ci dimostra che la vita è un’equazione: dai quadrati magici all’algebra da casinò, dai segreti dell’ISBN alla lettura crittografica del pensiero, dal corner di Wayne Rooney al metodo per falsificare un quadro di Pollock, dall’aritmetica dei chicchi di riso agli istinti assassini degli icosaedri. Questo libro raccoglie con un contagioso gusto dell’esplorazione curiosità, aneddoti e molti giochi ideati da Marcus du Sautoy per permettere al lettore di cimentarsi con le maggiori menti matematiche del passato. Perché anche dietro un piccolo rompicapo può celarsi un grande enigma come l’ipotesi di Riemann, il problema irrisolto che vale un milione di dollari. E perché “la matematica è il cuore di tutto ciò che vediamo e facciamo”.
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