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domenica 15 aprile 2012

Ricordando Vik

Vik, Vittorio Arrigoni

A un anno dalla scomparsa.

Altri hanno preso il testimone. Oltre 1500 persone da tutto il mondo stanno cercando in queste ore di imbarcarsi negli aeroporti dei loro paesi per raggiungere Tel Aviv e manifestare la loro intenzione di entrare in Palestina, nell'ambito della missione di solidarietà internazionale Bienvenue en Palestine.

continua sul blog in aggiornamento di Ross.

23 commenti:

  1. Rispetto per i defunti.

    Ma non posso non sottolineare che l'articolo del Manifesto comincia con:

    "Un drone israeliano, un veivolo comandato a distanza responsabile dell'uccisione di donne e bambini in queste ultime ore nella Striscia... bla bla"

    E prosegue:

    "il 15 aprile di un anno fa, Vittorio Arrigoni veniva ucciso a Gaza per mano dei nemici dell’umanità e del popolo palestinese."

    E non si dice da nessuna parte che non è stato ucciso dai biechi israeliani nazifascisti ma da un gruppo jihadista salafita, il "Jahafil Al-Tawhid Wal-Jihad fi Filastin" cioè una roba tipo "l'esercito del monoteismo e della jihad in Palestina".

    Giusto per mettere i puntini sulle "i".

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  2. Maistretu15/4/12 19:13

    il povero Arrigoni non c'entra nulla, siamo alle solite, l'antigiudaismo ritorna ciclicamente e si manifesta nelle forme più varie, condito di fanatismo ed ignoranza. Non capisco come possa una cultura del diritto e della eguaglianza scendere a patti con organizzazioni le quali esprimono una cultura sessista e di totale disprezzo dei diritti umani. è così difficile scrollarsi di dosso questi retaggi antisemiti, sono penetrati in profondità, sono modelli culturali impressi nelle profondità dell'anima.. di volta in volta quella "banalità del male" emerge con forza e prepotenza, gli sporchi Giudei devono essere allontanati dalla terra dei Padri, quella terra che gli Arabi per primi e le monarchie Saudite per seconde, non vollero riconoscere ma che non permisero neanche al popolo Palestinese di avere uno Stato ed un Parlamento. i Palestinesi vennero schiacciati e messi nei campi profughi, la loro laicità faceva paura ed Hussein di Giordania ne internò oltre due milioni..
    Andate ad Amman a protestare o a Theeran o da Assad che ha assassinato migliaia di oppositori...invece si cerca la provocazione, tipica di un eterogeneo schieramento antisemita.
    Maistretu

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  3. Restiamo umani! Grazie per aver ricordato Vik e la sua lotta per la libertà!

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  4. Maistretu, mi segno la data sul calendario, sono grossomodo d'accordo con te.

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  5. Maistretu15/4/12 20:05

    Mazel tov Lorenzo!
    Maistretu

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  6. Il commento lasciato da Ross è stato "bruciato", non compare, proverò domani.

    Restare Umani...nella misura in cui lo sono con noi Alberto...sono stanca di essere "umana, civile, tollerante"...voglio solo rendere il 50% di quanti hanno/ci hanno fatto.

    Notte buona Amico ;-))

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    1. Tina, è probabile che il tuo commento sia andato a finire nello spam.

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  7. Restiamo umani per poter esistere, e vivere.
    Ci vuole.

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  8. A me non sembra diusto il comportamento di Israele nei confronti di quelle persone che desiderano andare in Palestina.

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  9. Non ho mai dimenticato Vittorio Arrigoni-
    Egill

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  10. Già un anno è passato??!!
    Grazie Alberto.

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  11. Non volevo disturbare con un commento inappropriato però quel codice io non
    l'ho mai inserito Da quando lo vedi?
    Eg

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  12. Sentivo ieri al tg un'amica di Vik dire che oggi quello che lui faceva possono essere altri a continuare a farlo, in Africa, in Sud America, oltre che in Medio Oriente; le possibilità, purtroppo - diceva - non mancano certo…
    In quanti posti del mondo i diritti umani vengono calpestati?

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  13. ... ciò che ricordo con tristezza è che nonostante il tributo internazionale e, se non ricordo male, anche dell'Onu per la morte di Arrigoni, ai suoi funerali non ci fu neanche l'ultimo dei più cenciosi dei politicanti italiani!

    Ciao Alberto e buona serata.

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  14. @il monticiano:
    Secondo me ci vuole buon senso nelle cose. Di tutto ha bisogno la situazione in Palestina (tra parentesi, nome romano per la "terra dei Filistei", quindi nè degli Ebrei nè degli Arabi) tranne che di iniziative provocatorie che aumentino la tensione.

    L'ultima volta che i "pacifisti" hanno avuto la brillante idea di mandare la "Gaza Freedom Flotilla", ci sono stati nove morti.

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  15. @Tina: non ho ricevuto nessun commento, nemmeno tra lo spam. Me lo vuoi riscrivere? Grazie.

    @Maistretu
    Punto primo. Opporsi alla politica di occupazione militare esercitata dallo stato di Israele sulla Striscia di Gaza e sulla Cisgiordania, denunciare i crimini, le violenze, le distruzione delle case, la privazione delle più elementari libertà, il terrosismo psicologico quotidianamente compiuto contro la popolazione palestinese e portare solidarietà è cosa ben diversa dall'essere antisemiti. Ti consiglio di chiarirti le idee cercando le motivazioni espresse della rete degli ebrei israeliani che si battono contro l'occupazione, o leggendo quello che scrive, ad esempio, Norman Finkelstein, ebreo figlio di una famiglia deportata e sterminata ad Auschwitz, che anche ed esattamente per la sua storia è un fermo e determinato antisionista e non accetta di assistere nell'indifferenza al massacro del popolo palestinese.

    Punto secondo. La provocazione.
    Ricapitoliamo: Israele ha stilato una lista di proscrizione di persone non desiserate all'interno dei suo confini (persone che, piccolo dettaglio, non avevano nemmeno intenzione di fermarsi in Israele, ma come apertamente dichiarato volevano proseguire a Betlemme, e che sono state costrette a passare per Tel Aviv perchè la Palestina non ha aeroporti e non è uno stato libero), senza riuscire a determinare con credibilità quale orribile pericolo esse rappresentassero per la sua "sicurezza". Ha esercitato minacce e ricatti sulle principali compagnie aeree europee, e impedito di viaggiare a passeggeri regolarmente in possesso di un biglietto e di un passaporto (ben 470 dei fermati alla partenza non avevano nemmeno niente a che fare con la missione Bienvenue en Palestine!). Chi è riuscito comunque ad atterrare a Tel Aviv è stato posto in stato di fermo, gli sono stati sequestrati i documenti, è stato malmenato, rinchiuso in un centro di detenzione per migranti o in carcere, in più di un caso senza avere la possibilità di incontrare un funzionario del proprio consolato nè un avvocato, poi è stato trascinato a forza sul primo volo di ritorno disponibile e rimpatriato contro la sua volontà. Senza che avesse fatto nulla. Attraverso un richiamo a una legge israeliana del 1952 che riguarda l'immigrazione dai territori palestinesi, ma che non tocca gli internazionali. In completa violazione del diritto internazionale.

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  16. Ancora: la settimana scorsa una turista svedese che stava rientrando in Israele dal valico di Eliat è stata costretta a firmare una sorta di contratto politico in cui doveva dichiarare di non essere coinvolta in associazioni o in qualsiasi tipo di attività pro-Palestina, pena l'espulsione immediata e l'interdizione dal paese per 10 anni. A un volontario danese dell'International Solidarity Movement sabato un soldato ha spaccato il mento con il calcio del fucile, perchè stava partecipando a una biciclettata a favore della Palestina nella Valle del Giordano. Sempre nei giorni scorsi due ragazzi italiani sono stati aggrediti e arrestati dalla polizia israeliana con l'accusa inventata di manifestazione non autorizzata (non era in corso proprio nessuna manifestazione) mentre tornavano dalla pausa pranzo verso la Conferenza Internazionale di Resistenza Popolare in corso a Bil'in.
    Ma logicamente in questo quadro sono gli attivisti armati solo di un cartello di benvenuto a provocare.

    Ultima cosa: ai solidali atterrati all'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv è stata consegnata una lettera di un'arroganza infinita, con la quale, proprio come hai pensato tu, si sono invitati i "cari attivisti" a occuparsi dei diritti negati sotto il regime siriano o iraniano, e a non immischiarsi nelle faccende dell'"unica democrazia del Medio Oriente". Proprio una radiosa democrazia, vero?

    P.S. E' disgustosa la pietà con la quale chiami "povero" Vittorio Arrigoni, alla luce di quello che hai scritto.

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  17. @Ross:
    Forse ti sfugge il fatto che Israele è una democrazia in guerra ininterrottamente dal giorno della sua fondazione.

    Anche senza i problemi che Israele deve gestire che derivano dall'essere sia una democrazia che uno Stato (quasi) confessionale è inevitabile che dopo 60 anni di mobilitazione ininterrotta certi meccanismi ed atteggiamenti siano "estremi" se visti con i nostri occhi. Ma basta pensare alla storia d'Italia del '900 per darsene una ragione.

    Gli "attivisti" prendono le manganellate anche in Italia e ogni tanto ci scappa anche il morto, vedi le vicende di Genova, senza che dietro ci sia tutto il portato della guerra permanente.

    Ribadisco il fatto che Arrigoni è stato rapito e ucciso da fondamentalisti islamici, in quanto italiano e non dagli Israeliani in quanto attivista pro-palestinese. Quindi personalmente fatico a capire esattamente di cosa sia diventato un simbolo.

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