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lunedì 7 maggio 2012

Milano, occupato un grattacielo (torre Galfa)


Torre Galfa occupata



"Si potrebbe anche pensare di volare" è scritto nello striscione di 50 metri che sabato un collettivo composito di artisti ha lasciato pendere di lassù dopo aver occupato il grattacielo. Sono i Lavoratori dell' Arte, che già a dicembre avevano occupato il Pac per chiedere luoghi per la creatività a Milano. Ma ai milanesi si sono anche aggiunti i lavoratori del teatro Valle di Roma (in autogestione dal giugno 2011), quelli del teatro Coppola di Catania, del Garibaldi di Palermo, del Sale Docks di Venezia e dell' Asilo della creatività di Napoli.

Danzatori, artisti, attori e creativi di tutte le età, accomunati dalla stessa condizione: la precarietà. Hanno deciso di occupare per rivolgersi non alle autorità, ma alla cittadinanza: vogliono creare uno spazio autogestito in cui realizzare laboratori, spettacoli e performance.

L'edificio, a quattro passi dal Pirellone, alle spalle delle stazione Centrale, è annoverato tra i beni culturali della Lombardia. Sono 31 piani per 109 metri di altezza. E, udite udite, è abbandonato dalla metà degli anni '90, cioè è desolatamente vuoto da quindici anni. E tanto per cambiare appartiene a una società di proprietà del solito Ligresti.

«Abbiamo scelto questo luogo - spiega Andrea, uno degli occupanti - perché simbolo di una società basata solo su economia e profitto. È per superare questo pensiero che vogliamo costruire Macao. Sarà un centro per l' arte, all'insegna della partecipazione dal basso».

L'amministrazione Pisapia è preoccupata perché forse teme il contagio, data la cronica penuria di spazi al di fuori dell'implacabile speculazione.

Ritorno su quello che ho già detto. Edificio vuoto da 15 anni. Ma vi sembra possibile tutto ciò in una città come Milano?


16 commenti:

  1. Hanno tutta la mia solidarietà.

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  2. Ben fatto! speriamo sia virale

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  3. Macao... meravigliao!
    Proprio poco fa stavo ascoltando un'intervista a Dario Fo che esprimeva il suo entusiasmo e dava qualche buona dritta a questi ragazzi.

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  4. bravissimi, speriamo riescano a gestirlo per bene

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  5. se funzionassero le motoseghe si potrebbe fare un pulmann.. e darci un bel taglio intanto non ributta più..anche se la luna è buona.
    Maistretu

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  6. Vuoto da 15 anni, non sarebbe concepibile in nessuna città! Spero che abbiano successo nel loro tentativo

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  7. 15 anni che è vuoto? Roba da matti, ben han fatto a occuparlo e spero che molti seguano il loro esempio con altri immobili "abbandonati".

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  8. Lo spreco di risorse esistenti è qualcosa di insopportabile.

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  9. Io dico che c'è da vergognarsi specialmente in una città come Milano.
    Non c'è però da meravigliarsi di questi politicastri in circolazione poiché l'arte e la cultura per loro non "si mangiano". Bestie!

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  10. Bravi! Questo governo e aggiungo questo presidente della Repubblica pensano ad altro nel frattempo il paese crolla...

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  11. ... credo che una cosa del genere, un edificio vuoto da 15 anni, sia inconcepibile in qualsiasi città di questo Paese. Ma, purtroppo, ci sono e ben vengano proteste come questa.

    Ciao Alberto e buon pomeriggio. Credo che una parte del Paese, seppur piccola, abbia cominciato a pensare che "si potrebbe volare" veramente. Basta guardare a quello che sta uscendo dalle elezioni di questi giorni, da quello che è stato il referendum in Sardegna, da quello che sta accadendo in Francia, Grecia, Serbia, Germania e, alla fine del mese, si presume anche in Irlanda.

    Tornare a volare... per sognare! E per sognare, servono anche danzatori, artisti, attori, creativi e la nostra partecipazione, attiva e forte. Per dire basta ad un modello di sviluppo che guarda solo al "profitto" e che, tra le tante cose negative fatte, ha mortificato la cultura di questo Paese.

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  12. Io non so ma almeno i vecchi comunisti si appellavano al marxismo-leninismo, che, pur essendo fallato alla base, una sua dignità ce l'aveva. E si parlava di roba serie, "conflitto di classe", "mezzi di produzione" e "plusvalore".

    Adesso il "pensiero debole" è cosi "debole" da essere diventato una nebbiolina in cui non si distingue il "lavoratore" come operaio della fonderia dal "lavoratore" come sedicente "artista". Sarei abbastanza curioso di intervistare i "lavoratori" delle fonderie con le loro rate a proposito del "pensare di volare".

    Ma sto facendo della retorica perché è da un bel pezzo che ho smesso di aspettarmi della coerenza.

    Comunque Alberto, dove abito io di edifici abbandonati e/o sfitti ce n'è quanti ne vuoi e di ogni tipo. Non è speculazione, è che hanno chiuso le aziende.

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  13. purtroppo non ci sono limiti all'impossibile , sperando che abbia anche una valenza positiva

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  14. Come non esprimere loro piena solidarietà?

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  15. E mentre ci sono palazzi vuoti da 15 anni, se ne costruiscono degli altri ancora più grossi e più alti, probabilmente per essere lasciati vuoti anch'essi e riempire le tasche degli appaltatori...

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