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sabato 18 novembre 2006

Trompe l'oeil

trompe l'oeil
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Oggi ho fatto un salto in Svizzera dove a cadenze regolari mi incontro con vari hacker europei. Nella stazione Centrale di Milano non mi è sfuggita questa scena che ho registrato.

Ai colleghi milanesi grafici, fotografi, art director, web designer. Fatemi sapere chi ha progettato questo manifesto, via mail o nei commenti, grazie.

7 commenti:

  1. Ma gli "Hackers" sono i seguaci di Margherita Hack?

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  2. E' una bella ipotesi che non abbiamo mai preso in considerazione. Lei sarebbe contenta di avere così tanti seguaci nel mondo.

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  3. fighissima, però, questa immagine..... e si parla pure di teatro!!!!

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  4. Ciao al, sono la Vale dello "Studio alchemico", prova a chiedere al "Piccolo", vedrai che loro lo sanno chi ha progettato il manifesto. Provo un po' d'invidia. E' una bella idea.

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  5. Alberto, è merito della tua foto se il manifesto diventa un trompe l'oeil. Io l'ho visto in varie parti di Milano e non mi aveva fatto questo effetto.
    La Terry, te la ricordi la Terry?

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  6. Terry, mandami una mail. Cosa vuoi che ce la cantiamo e ce la suoniamo in pubblico? Questo blog sta scadendo. Scusatemi.

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  7. Al mio paese si dice: "Tieni da conto l'archetto, che la suonata è lunga".
    Leggevo, ieri sera, qualcosa riguardante il "trompe l'oeil" in una (bella) monografia su Edward Hopper (pittore che peraltro a me piace parecchio, sia per le "ambientazioni" che per il tema costante dell'incomunicabilità e della solitudine). Lo si traduceva "inganna l'occhio" e lo si definiva un tentativo di suggerire fittiziamente la profondità... E le lettere, dipinte sul fianco di un furgone dei traslochi, che "cercano con noncuranza di insinuarsi nella terza dimensione", delle quali parla Nabokov all'inizio del romanzo "Il dono"?

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