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martedì 16 gennaio 2007

Francesco Biamonti merita altro

mar ligure
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Un mese fa, il 16 dicembre, si è svolta a Sanremo (villa Nobel) la cerimonia di premiazione della terza edizione del premio Grinzane-Francesco Biamonti. I premiati erano Giuseppe Conte e John Banville. A sgombrare il campo da ogni possibile equivoco dico subito che non vado nel merito dei premiati. Giuseppe Conte, che conosco di persona, lo ammiro come scrittore e lo stimo moltissimo come uomo. Di John Banville non posso dire niente, perché di lui purtroppo niente ho letto.

Quest'anno non è scoppiata la bagarre pubblica dell'anno scorso e che puoi vedere in questo post, ma nel backstage qualche pistolettata micidiale è partita.

In questo articolo Giovanni Choukhadarian parla dei vari personaggi presenti alla premiazione, titolo: "Parterre de roi al Premio Biamonti". Giovanni sarà anche un bravo critico letterario e un brillante presentatore di libri, ma come giornalista, almeno in questo caso, ha toppato di brutto. Perché? Semplice. Non si è accorto che nel "parterre" mancava il principe, ispiratore della manifestazione e presente alle due passate edizioni, Paolo Mauri. A quel che mi risulta non era a letto con la febbre a quaranta. Cosa è successo? Bisognerebbe chiederlo a lui stesso o al "roi" Giuliano Soria che del premio è il monarca. Disparità di vedute? Incrinato un rapporto? Che altro? E così Laura Guglielmi ha preso il posto del principe.

Mancava anche l'alfiere, un grande alfiere, Giorgio Bertone, che proprio l'anno scorso aveva pubblicato un pregevole libro su Biamonti. Defenestrato. Si possono fare critiche a un monarca? Sì, a proprio rischio e pericolo. E Bertone l'anno scorso aveva corso il rischio e sfidato il pericolo, le critiche le aveva fatte sul Secolo XIX (le potete vedere sul post che ho citato prima). E allora giù dalla finestra.

Poi era sparita un'entità, l'Associazione amici di Francesco Biamonti. Volatilizzata. Dopo che questa organizzazione alla vigilia della seconda edizione aveva stigmatizzato la mancanza di collegialità nella scelta dei premiati i contatti col Grinzane si erano interrotti. E allora, come fanno gli Stati che rompono i rapporti diplomatici e si parlano attraverso uno Stato terzo, così l'Associazione e il Grinzane si erano parlati attraverso un mediatore, la Provincia.
Associazione: proponiamo questo.
Grinzane: no.
Associazione: proponiamo quest'altro.
Grinzane: no e poi no.
Associazione: e allora noi non partecipiamo al premio.
Grinzane: chissenefrega, lo facciamo senza di voi.

E il caterpillar si è messo in moto.

Ma il caterpillar ha bisogno di benzina. Ora sul sito del Grinzane c'è scritto che MECENATI del premio sono la Provincia di Imperia, il Comune di Sanremo e quello di San Biagio. Mecenati? Mecenati saranno quelli che organizzano il premio Strega, il Nonino, il Campiello, gente che tira fuori il proprio portafogli. Mentre qui il portafogli è il nostro. Soldi pubblici. Il pieno di benzina è costato per l'esattezza: 25.000 euro alla Provincia, 15.000 euro al Comune di Sanremo, 5.000 euro al Comune di San Biagio.

E quindi l'affare è tutto politico. Da una parte c'è Giuliano Soria che fa il suo mestiere. Propone pacchetti culturali blindati, proibito modificarli perché eventuali cambiamenti potrebbero inficiare il telaio delicato che tesse rapporti, favori, privilegi. Dall'altra ci sono istituzioni pubbliche che supinamente accettano e pagano pronta cassa. Senza discutere, senza chiedersi un perché.

Come tutto questo possa servire a far conoscere e diffondere la letteratura sublime di Francesco Biamonti che dovrebbe essere il fine del premio è un arcano.
Giuseppe Conte e Nico Orengo
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Qui sopra Giuseppe Conte e Nico Orengo, vincitore della seconda edizione del premio. In mezzo il busto di Sir Hanbury.
Nella foto in alto, il mar Ligure fotografato dalla località Marra in val Nervia (IM).

Sito di Francesco Biamonti

20 commenti:

  1. Ho letto l'ultimo libro di Mario Rigoni Stern, "Stagioni", nel quale c'è un sobriamente commosso (da montanaro, verrebbe da dire) cammeo che ricorda Biamonti. Ma lo scrittore dell'altopiano è da tempo estimatore di Francesco. Ecco, per esempio, due battute di un'intervista rilasciata nel novembre 2004 a Luigi Caricato:

    D: Che libri consiglierebbe ai lettori di “Teatro Naturale”?
    R: Ci sono tanti autori. Consiglierei un libro vecchio ma sempre nuovo: Le Georgiche di Virgilio.

    D: E tra i contemporanei?
    R: Penso a Francesco Biamonti, che ha scritto libri bellissimi.

    Credo che il premio Biamonti, per dare senso al proprio nome, debba seguire questa linea: individuare autori che, come Francesco o Rigoni Stern, siano misurati e schivi - pudichi, verrebbe da dire - nel rapporto con l'ufficialità, abbiano il senso favoloso dell'ambiente, della natura e del paesaggio, e sappiano ancora darci il respiro senza tempo dei rapporti umani autentici. Autori di grido (come gli stranieri finora scelti), di tendenza, di glamour, se non cannibali comunque più o meno inclini al repellente, al disgustoso e all'inquietante, e in ogni caso poco portati agli "amici silenzi" perché troppo attenti alla mondanità e all'immagine, invece, possono anche essere individuati dal premiificio di Re Giuliano, ma non saranno utili alla memoria di Biamonti. I loro lettori appartengono ad una famiglia diversa. Pazienza, dunque, per il premiificio, ma gli altri, soprattutto gli Enti Pubblici?

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  2. Non rieso a capire. L'Associazione amici di Francesco Biamonti è stata presa a pesci in faccia, però vedo, nella foto che correda l'articolo di Choukhadarian scattata durante il premio, Giancarlo Biamonti che è il vicepresidente dell'Associazione come si può leggere sul sito ufficiale. Cosa ci sta a fare lì. Forse Alberto nel suo articolo non ha detto tutto?

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  3. Di che ti stupisci Alberto? Giovanni Choukhadarian è un personaggio che si nutre delle briciole che il principe lascia cadere dalla propria mensa. Per stare nelle adiacenze del tavolo bisogna che il giullare usi lingua e violino, com'è noto.

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  4. Alberto, definisci l'Associazione amici di Francesco Biamonti un'entità. Ma ormai sta diventando un'entità schizofrenica. Mi sono letto tutto il post dell'anno scorso e ho visto che non eri stato per niente tenero con questa associazione. Adesso leggo su un commento precedente che il vicepresidente era presente a Sanremo. Sarebbe opportuno che chiarissero le loro posizioni.

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  5. Ho letto l'articolo di Choukadarian, che è un capolavoro di ammiccamenti ai personaggi citati e a quelli allusi (con ogni evidenza, qualche ragazza che ha suscitato il di lui interesse).
    Sembra un pezzo del Proust salottiero, o piuttosto di un Oscar Wilde postmoderno (con gusti diversi, per carità!). Vien persino in mente Arbasino (autore che, ahimé, non riesco proprio a leggere).
    Senza nulla voler togliere ai meriti del premiato Beppe Conte, dalla lettura dell'articolo si ricava la netta impressione che quella fosse una serata mondana di scrittori (o pseudo tali) e letterati ancor più mondani. Proprio ciò che a Francesco Biamonti stava sullo stomaco. "Ironie du sort", come direbbe Choukadarian (e anche Arbasino...), o ingiusta prevaricazione verso uno scrittore (vero) scomparso che non può più rivendicare le proprie idee?

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  6. Leggo l'inizio del libro di Henry Miller "Il tempo degli assassini" (saggio critico su Rimbaud):
    "Nello scorso ottobre sono scoccati cent'anni giusti dalla nascita di Rimbaud. In Francia, la ricorrenza è stata commemorata spettacolosamente. Celebri scrittori di tutto il mondo sono stati invitati in pellegrinaggio a Charleville, sua città natale. Un genere di cerimonie da ricorrenza nazionale. Quanto a Rimbaud, è probabile che si sia rivoltato nella tomba."
    La storia si ripete?

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  7. Del premio di quest'anno (ancor più di quello dell'anno scorso) non si è accorto praticamente nessuno: i media ne hanno fatto fugaci cenni, se li hanno fatti. Sul piano locale, un vero disastro: si era parlato di coinvolgere (in giuria?) i ragazzi delle scuole, gli amici di Biamonti, ecc. Nulla. Con la metà dei soldi stanziati dagli Enti Locali si poteva fare meglio e di più. Non sarebbe opportuno chiedere agli amministratori: "Siete sicuri di aver speso bene i soldi del contribuente?".
    PS per Flaubert. Ho avuto la sensazione che l'omaggio reso a Rimbaud fosse gigantesco ma anche sentito. Com'era giusto che fosse.

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  8. BENITO396117/1/07 10:08

    Non mi e' mai risultato che i soldi dei contribuenti vengano spesi bene....vengono spesi e basta! Perche' nessuno si ferma mai a riflettere su questo??? Francesco Biamonti rimane uno scrittore bravissimo e anche lassu' scommetto che sta scrivendo opere bellissime! "Rispetto" ..e' una parola che sta uscendo dai vocabolari del nostro secolo! Nobis

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  9. Che dire allora dell'orribile statua inaugurata l'anno scorso?

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  10. Per quanto riguarda la statua, so che era arrivata, in Comune a San Biagio, una lettera del Dr. Dino Molinari, di Alessandria, nella quale si consigliava di destinare il busto ad altre funzioni, o quantomeno, se non lo si voleva togliere dalla sala, di girarlo pudicamente con la faccia verso il muro: per rispetto a Francesco, al suo carattere e alla sua concezione dell'arte.
    Pare che in Municipio si siano incavolati non poco, soprattutto l'assessore alla cultura. Ma non ho trovato ancora un solo amico di Francesco cui la statua piaccia. Va bene che "a caval donato non si guarda in bocca", ma qui non si è trattato proprio di un dono, a quanto si dice...

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  11. Cormorano2918/1/07 13:28

    Ho condiviso molte battaglie, culturali e politiche, di Alberto, al quale del resto sono legato da sincera amicizia, ma questa volta non sono d’accordo con lui e non perché non esista il problema del Premio Biamonti, ma perché è stato da lui presentato in maniera non del tutto oggettiva.
    Il premio, del quale sono stato uno dei primi fautori e promotori, è nato in maniera sbagliata e si è trascinato anche peggio per una serie di errori, negligenze e omissioni che vanno equamente distribuite tra il Grinzane, l’Associazione Amici di Francesco Biamonti, Casa Biamonti e le varie Amministrazioni (Provincia e Comuni) che hanno finanziato il Premio.
    Ma procediamo con ordine: ancora oggi io sono fermamente convinto che solo il Grinzane, che dispone di una straordinaria ed efficientissima macchina organizzativa, e il cui presidente, Giuliano Soria, gode di molteplici appoggi politici, culturali e finanziari, avrebbe potuto organizzare in breve tempo e in un luogo (la Riviera di Ponente) in cui la vita culturale langue e scarsissime sono le manifestazioni di un certo rilievo, un Premio di risonanza nazionale e internazionale. Anche se il rischio che si corre (e infatti questo è successo) è quello che il Grinzane si serva del Premio Biamonti, per allargare il proprio dominio sul territorio e per accrescere il potere e il prestigio del suo Presidente, sempre alla ricerca di nuovi palcoscenici in Italia e all'estero(non è un caso che aveva proposto come sede del premio Montecarlo). Gli organizzatori, invece, avrebbero dovuto tenere maggiormente in conto la personalità di Biamonti, a cui è intitolato il premio, e le esigenze di quanti, parenti, amici e conoscenti, volevano perpetuarne la memoria. Ciò, tuttavia, non vuol dire che bisognava, come qualcuno ingenuamente sostiene, preservare lo spirito semplice ed essenziale dello scrittore di San Biagio e andare alla ricerca di epigoni che potessero rispolverare la sua prosa scarna, arida e lirica perché sarebbe stato difficile se non impossibile e comunque non sarebbe servito allo scopo del premio che è quello di promuovere la figura e l’opera di Biamonti in ambiti sempre più allargati e non quello di continuare a venerarlo come uno scrittore di nicchia e creare per lui un’esigua schiera di proseliti. L’Associazione e i familiari di Francesco avrebbero dovuto pretendere e ottenere più peso all’interno dell’organizzazione in modo da poter partecipare, con un loro rappresentante qualificato, alle decisioni e alle scelte della giuria o del comitato culturale; invece non hanno fatto nulla perché ciò accadesse e hanno scatenato un’inaccettabile polemica, che si è allargata a macchia d’olio fino a diventare una vera e propria bagarre, per forma, toni e contenuti, solo quando è stato premiato Nico Orengo, che non solo è il legittimo cantore della Riviera di Ponente, dei luoghi cioè in cui è vissuto e ha operato Biamonti, ma era anche un suo caro amico e sodale (non ci dimentichiamo che è stato Orengo a presentare ad Einaudi lo scrittore di San Biagio). Mancanza di tempismo, di misura e di gusto.
    Rimane da parlare delle Amministrazioni (Provincia e Comuni) alle quali si chiede di giustificare il denaro dato e di evitare sprechi finanziari, in quanto si tratta pur sempre di denaro dei contribuenti. Giustissimo, ma perché - mi chiedo io - pur sapendo che quello degli sprechi è un “vizio” di tutte le amministrazioni, periferiche o centrali, qualunque sia il colore politico delle stesse, ce ne ricordiamo solo quando i soldi vengono spesi per la cultura?

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  12. Caro Cormorano 29,
    permettimi di dissentire sull'efficienza che attribuisci al Grinzane, almeno per quanto ci riguarda. Gli ultimi due Biamonti, da questo punto di vista sono stati due fiaschi. L'Associazione aveva contattato l'ex addetto stampa di un'importante casa editrice che per 5000 euro avrebbe inondato dell'evento tutti i media possibili ed immaginabili, all'atto dell'indizione del premio e al momento della chiusura. Per 8 mila euro, invece, un'agenzia garantiva accoglienza, vitto, alloggio ecc. ai giornalisti, ai giurati, ai premiati, ecc. Insomma, con meno della metà dei soldi elargiti dagli Enti Locali si poteva fare la stessa cosa. (E il pubblico denaro va speso sempre e comunque con oculatezza, tra l'altro.) Restava il problema della giuria. Trovare dei giurati di prim'ordine in nome di Biamonti sarebbe stato un gioco da ragazzi. Del Grinzane, il Biamonti poteva e può fare benissimo a meno. Tanto più che star lontani da discutibili sistemi di gestione è cosa sana. Un'ultima osservazione. L'accoppiata Orengo-Biamonti mi pare inopportuna, vista la statura letteraria del secondo. Ma questa è evidentemente una discutibile opinione personale.
    Ciao.

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  13. Cormorano2918/1/07 21:41

    Caro Enzo, non è mia intenzione riaprire una polemica che potrebbe condurci lontano, senza giovare a nessuno, ma credo che siano doverose alcune precisazioni:
    1)sull’efficienza del Grinzane non penso si possano avanzare dubbi o riserve, visto il successo internazionale che il Grinzane riscuote in Francia, Spagna, Argentina, Russia, Repubblica Ceca, Danimarca, dove da tempo organizza, per la diffusione della letteratura italiana nel mondo, incontri, seminari, conferenze e manifestazioni, a cui, per il passato, ha partecipato lo stesso Biamonti che aveva sul Grinzane, a quel che sembra, un’opinione completamente diversa dalla tua. Del resto anche il fratello di Francesco, Giancarlo, vicepresidente per altro dell’Associazione, non solo ha presenziato alle due manifestazioni (Sanremo e San Biagio) ma ha anche premiato i vincitori.
    2)È più che probabile che con la metà dei soldi concessi dalla Provincia d’Imperia e dai Comuni di Sanremo e di San Biagio si sarebbe potuto allestire il Premio Biamonti, ma chi avrebbe potuto accedere ai finanziamenti pubblici? L’Associazione mi pare che abbia bussato alle porte della Provincia ma non ha ottenuto nulla, probabilmente non era in grado di fornire le necessarie garanzie, culturali e organizzative.
    3)I soldi pubblici vanno sempre spesi con oculatezza, ci mancherebbe altro! Non mi pare di aver detto il contrario, mi sono limitato ad osservare che ci si scandalizza solo quando vengono finanziate iniziative o manifestazioni culturali, mentre ci si dovrebbe scandalizzare molto più spesso perché gli sprechi di denaro pubblico sono all’ordine del giorno.
    4)Non capisco neanche la conclusione del tuo intervento dal momento che io non ho paragonato Orengo a Biamonti; io avrei voluto – e l’ho detto in più di un’occasione – che il premio andasse a giovani scrittori, italiani e francesi, alle loro prime prove narrative e non a scrittori già affermati, ma dal momento che è stato deciso diversamente ritengo che la scelta di Nico Orengo nel 2005 e di Giuseppe Conte nel 2006 fosse più che legittima per motivi di carattere tematico, geografico ed artistico, fermo restando che, per loro e nostra fortuna, sono tre scrittori completamente diversi e sotto il profilo umano e sotto il profilo stilistico. Ma, come dicevo nel precedente intervento, un Premio, qualunque esso sia (letterario, pittorico, musicale o cinematografico), non deve andare alla ricerca di un altro artista simile a quello di cui si vuole perpetuare la memoria, cosa del resto impossibile perché ogni individuo e a maggior ragione ogni artista è unico e irripetibile, e neppure deve premiare epigoni più o meno dichiarati. Già le strade della narrativa sono affollate dai tanti “nipotini” di Camilleri.

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  14. Ricopio quello che ho scritto su questo blog nel dicembre 2005, commentando l'edizione del premio di quell'anno:
    - Non credo sia necessario (anzi, non credo sia proprio opportuno) essere epigoni di Biamonti per avere il premio Biamonti: si rischierebbe il manierismo in tono minore (anche tra i "relatori" di sabato se ne è avuta qualche prova...). Ma ci deve essere una qualche consonanza, dei "territori comuni". -
    Il "relatore di sabato" cui alludevo era un "litofago" il cui libro avevo letto e che mi era parso eccessivamente ed ingiustamente lodato proprio come epigono biamontiano.
    Dunque non va premiato chi "scrive alla" o "scrive come" Biamonti (secondo l'intelligente distinzione fatta da Erminio Ferrari, altro "epigono", ma, secondo me, di maggior valore proprio per il rispetto portato al "modello"), ma chi è situato in sintonia con Francesco nell'atteggiamento verso la letteratura (o l'arte in generale) e verso la natura. Per riprendere, condividendolo, un riferimento qui proposto da Flaubert, nessuno può dire che la scrittura di Rigoni Stern "somigli" a quella di Francesco, o che quella di Francesco "somigli" a quella di Rigoni Stern, ma è indubbio, al lettore di orecchio fine, che c'è una consonanza, un "comune sentire" tra i due, aldilà della sacrosanta differenza di stile e di personalità artistica.
    In quest'ottica della "consonanza" e del "comune sentire" andrebbero individuati gli autori da premiare: altrimenti si rischia, evangelicamente, di gettare perle ai porci. Perché, è inutile: non tutti gli scrittori sono uguali, e non lo sono neppure tutti i lettori. Ad ognuno i suoi: i "fan" di un autore dalle trame rocambolesche, e che per tali trame lo leggono, non caveranno nessun piacere (o ben scarso piacere) da un libro di Francesco, e se anche, per curiosità del premio, lo acquisteranno, lo lasceranno cadere poco dopo, senza finirlo. Mentre i lettori "veri" di Francesco non riusciranno mai ad appassionarsi ad uno scrittore il cui solo merito consista nell'inventare peripezie mozzafiato per i propri personaggi.
    O almeno, per me è così...

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  15. Caro Cormorano,
    neanche a me interessa aprire polemiche. Mi limito al problema affrontato da Alberto. Tu scrivi "È più che probabile che con la metà dei soldi concessi dalla Provincia d’Imperia e dai Comuni di Sanremo e di San Biagio si sarebbe potuto allestire il Premio Biamonti, ma chi avrebbe potuto accedere ai finanziamenti pubblici?". Quindi gli Enti Locali hanno speso la metà della somma stanziata, una ventina di migliaia di euro, per acquistare il nome Grinzane e non servizi. Fumo e non arrosto. Una storia edificante, non c'è che dire. Proprio una bella storia!
    www.enzobarnaba.it

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  16. C'ero anch'io perché sono amico di Marino Magliani e l'url del tuo blog me lo ha dato Achille Maccapani. Va a finire che almeno di vista conosco anche te.
    Io scrivo anche su Imperiaparla.it
    Un saluto e complimenti per il blog.
    Buona giornata.

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  17. Se mi mandi in privato la tua mail la inserisco nella lista, così sei avvisato quando c'è qualche notizia in rilievo sul blog
    ciao

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  18. Per caso sono finito qui...Cercandomi online (Francesco Conte è il mio nome). Divertente come navigazione autoreferenziale. E tanto per rimanere in tema invito voi a visitare la piazzetta virtuale dove mi sollazzo con passanti casuali come sono io ora, qui. E sono talmente faccia tosta da dirvi che ho appena pubblicato un libro che vorrei fosse letto da persone curiose e sensibili. Chiedo troppo? Offro poco?
    No, scusate l'amletismo.
    Buonanotte.
    (Mica mi dovete scusare davvero, eh!)

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  19. Sono d'accordo con cormorano,per fortuna vi è ancora qualcuno in grado di dire cose sensate,cormorano non ho la tua cultura ma ti ammiro tantissimo.....farfallina

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