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giovedì 18 giugno 2009

L'Iran e le donne

Rivolta in Iran

Più di un anno fa pubblicai una notizia che mi aveva lasciato stupito. In Iran, uno Stato dove si lapidano ancora le adultere, il numero delle studentesse universitarie aveva superato di gran lunga quello dei loro colleghi maschi. Il 65 per cento. Erano il 37 per cento nel 1997, l'anno in cui fu eletto il presidente riformatore Khatami. È a lui che si deve l'inizio della liberalizzazione. Nelle varie analisi che ho sentito in questi giorni su quello che sta succedendo solo una volta ho sentito accennare, ed era una donna, all'importanza della componente femminile nella rivolta.

Mi autocito. Concludevo quel post,che vi consiglio di andare a vedere, così "Che il movimento femminista occidentale rimasto incompiuto, nonostante i roghi in piazza dei reggiseni e tutto il resto, venga riattizzato con altri approcci e altri metodi da donne in chador?" E aggiungo, anche da noi, con le ragazzine mussulmane che crescono assieme alle nostre e che difficilmente, diventate donne, si assoggetteranno alle regole arcaiche che hanno costretto le loro madri sempre in un angolo.

Rivolta in Iran
Foto da boston.com

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mercoledì 17 giugno 2009

Il saluto fascista del ministro Michela Brambilla



Quando era stato diffuso un fotogramma che la ritraeva col braccio teso nel saluto fascista alla recente festa dell'Arma dei Carabinieri la Michela Brambilla se n'era uscita «Fa ridere soffermarsi sull'angolazione del mio gomito».

Adesso, che è stato reso pubblico questo video dove il ministro di questa repubblica saluta romanamente in maniera inequivocabile, tace. E sono curioso di sapere quale giustificazione si darà.

martedì 16 giugno 2009

Immigrati, fuori dai giardinetti

È inammissibile che anche in alcune zone di Milano ci siano veri e propri assembramenti di cittadini stranieri che sostano nei giardini pubblici, a ogni ora del giorno e della notte, come avviene per esempio ormai da qualche giorno in piazza Oberdan.

Lo ha dichiarato oggi il capodelegazione della Lega Nord in giunta regionale lombarda, e assessore al Territorio, Davide Boni.


Dopo la "legge anti kebab" varata dal Pirellone, dopo la sortita del leghista Matteo Salvini, che chiedeva posti riservati per i milanesi sul metrò siamo arrivati adesso ai giardinetti riservati ai soli indigeni. Con quale mezzo verranno sciolti questi assembramenti? Interverranno le ronde? E poi una volta sciolti si metterà il filo spinato ai giardinetti onde evitare ulteriori invasioni?


lunedì 15 giugno 2009

Malva (Malva silvestris)

malva - Malva silvestris
Ogni anno è diverso. Dipende dalla temperatura, dipende dalle piogge abbondanti o scarse, mi piace anche pensare dipenda dagli astri. Ogni anno è diverso nelle varietà di piante selvatiche che dalla primavera cominciano a rianimare i prati, le radure e il sottobosco.

Lo sanno bene quelli che devono difendere dall'invasività della natura i terreni coltivati. Una volta prepondera la fastidiosa gramigna, un'altra la leggera avena folle (nel mio dialetto avenåsu), un'altra ancora l'appiccicaticcio Solananum nigrum (nel mio dialetto vareghin), e chi più ne ha, a seconda dei territori e dei terreni, più ne metta.

Questo pistolotto introduttivo per dire che quest'anno nel giardino della casa qui a Milano c'è una simpatica invasione di piante di malva (Malva silvestris, nel mio dialetto vårmå) mai viste prima, e ormai è una vita che abito qui. Arrivate chissà da dove sono fiorite tutte assieme, bei cespuglietti color... malva appunto (codice del background di questo post #E0B0FF). Quando parlai della vitalba dissi che era un bel nome da dare a una bambina e anche malva non sarebbe male a mio parere.

Chi tra le mie lettrici (e perché no, lettori) in questo periodo ha comprato qualche capo di abbigliamento di questo colore o tinte simili? QUI c'è la gamma dei malva.

La malva ha delle importanti proprietà terapeutiche e va raccolta in piena fioritura e perfettamente essiccata all'ombra. Fin dai tempi più antichi è molto diffuso l'unguento della foglia santa, come veniva comunemente chiamato.
Si prepara con tre parti di malva fresca che si fanno bollire con quattro parti di burro, finché l'acqua contenuta nella pianta non sia completamente evaporata. questo unguento viene applicato alla sera sul viso dopo che questo sia stato perfettamente pulito e cura egregiamente le prime rughe o la pelle troppo ruvida. Se invece la pelle è ricoperta di croste, se è infiammata da eruzioni, se è dolorante per qualche puntura di insetto od ustionata da qualche acido; se, ancora, si hanno dei dolorosi paterecci alle dita, se gli occhi sono infiammati dalla polvere o dal freddo, se si accusano ulceri in bocca, afte o le gengive dolgono per qualche dente cariato, ecco al servizio della nostra salute la modesta ma efficacissima malva.
Si usano tutte le parti, pianta, foglie e fiori, che si fanno bollire lungamente in acqua e si applicano sotto forma di un caldo cataplasma sulle parti dolenti. Ottimo anche l'infuso di malva che si prepara versando su di un pizzico abbondante di malva secca un bicchiere di acqua bollente.
Si beve due volte al giorno quando si è afflitti da tosse stizzosa, da catarro bronchiale, da infiammazioni all'intestino o da fastidiosi bruciori alle vie urinarie. Questo infuso, inoltre, può servire ottimamente per lavacri interni o per clisteri calmanti. Un rimedio molto efficace e completo contro tutti gli stati infiammatori sia dei bronchi, che dell'intestino, che delle vie urinarie lo si può trovare in una tisana dagli effetti emolienti e calmanti. Si prepara bollendo un pugno di malva e tre cucchiai di zucchero in un bicchiere d'acqua. Si cola e si spreme accuratamente, aggiungendo al liquido tiepido così ottenuto due cucchiai di succo di limone e un albume d'uovo sbattuto a neve. Di questa tisana se ne prende una tazzina più volte al giorno ed avrà degli effetti veramente miracolosi.

Da QUI
malva - Malva silvestris

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domenica 14 giugno 2009

Farse

Tra la continua farsa nostrana (inutile dire di chi) e la farsa che il colonnello Muammar Gheddafi ha inscenato in questi giorni su più palcoscenici della nostra capitale non saprei quale scegliere. E non saprei nemmeno dire quali delle due si merita di più questo nome di farsa appunto. Voi?

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Sandra Maria Cane

sandra caneHo ricevuto tre mail e due telefonate dove mi si chiedeva se Sandra Maria Cane, detta Sandy, italoamericana di colore militante della Lega e diventata sindaco di Viggiù, sì, proprio quello dei pompieri, fosse mia parente.

Rispondo pubblicamete. No, non è mia parente. Però sarebbe interessante sapere quali giri abbia fatto questo cognome abbastanza singolare per arrivare fino a lei. Non è detto che un giorno o l'altro le telefoni.

sabato 13 giugno 2009

La ballata della piccola piazza - Elio Lanteri

Perché ti allontani
dalla piccola piazza?…
Ed io andrò molto lontano,
oltre i monti, vicino alle stelle,
con il mio cuore antico di bambino,
maturo di leggende,
con il berretto di piume
e la sciabola di legno.

F. Garcia Lorca
Balada de la placeta (1919)

Ero un po' ansioso venerdì 29 maggio. Forse ansioso è esagerato ma un po' di formicolio l'avevo. E come si fa a rimanere calmi e impassibili quando sai che la sera rivedrai dopo più di vent'anni un amico con cui hai condiviso momenti molto importanti della tua vita? Che quell'amico, quando l'hai visto l'ultima volta, aveva già superato i sessanta e che quindi adesso è oltre gli ottanta. Che quell'amico lo rivedrai perché presenta un suo libro, a te parso bellissimo, che narra la tua terra (la vicenda si svolge a Dolceacqua) attraverso gli occhi nemmeno troppo ingenui di un bambino di sette anni durante la lotta partigiana che fa da tenue sfondo .

E poi l'ho visto Elio, e lui ha visto me, e l'abbraccio che ci ha stretto è di quelli che non si scordano più. E poi nella presentazione ha parlato di tutto e quasi niente del romanzo. Il tutto era il fertile mondo culturale che negli anni Sessanta nutriva le anime sensibili del Ponente Ligure e della contigua Francia. Raccontava Elio queste cose nel Centro Polivalente "Le Rose" a san Biagio della Cima e Francesco Biamonti faceva capolino a ogni paragrafo del discorso. Elio e Francesco del resto erano attorniati, occasione forse non più ripetibile, dalla ghenga di amici dello storico bar Irene di cui già raccontai.

Elio Lanteri e Marino Magliani
Elio Lanteri e Marino Magliani che ha curato l'editing del romanzo

Nicò amava la valle, per lui non c'era altro mondo. Mi diceva a volte passandomi il braccio attorno: «È benedetta questa valle, nell'antichità ci ha cagato un santo di passaggio, guarda, grandi abeti lassù, nei boschi di Furcuin, castagni e pascoli sulle pendici di Prearba, dalle cime scendono torrenti d'acqua per irrigare gli orti, guarda bene, c'è tutto nella nostra valle.»


Elio Lanteri, La ballata della piccola piazza

Elio Lanteri

La ballata della piccola piazza

Transeuropa



Qui potete scaricare il primo capitolo
(pdf, 94 KB)



venerdì 12 giugno 2009

Guardia nazionale italiana

stemma guardia nazionale italiana
Stemma della guardia nazionale italiana

Le ronde e parentado vario adesso hanno dei concorrenti. Guardate cosa dicono questi concorrenti sul loro sito ufficiale.
La Guardia Nazionale Italiana è un Ente non governativo di volontariato il quale a differenza della Guardia Nazionale Padana (braccio operativo della Lega Nord, che nasce ed opera in chiave secessionista e quindi contro la Costituzione della Repubblica, l'ordine costituito, la sicurezza pubblica e lo Stato) si adopera al fine della salvaguardia dell'integrità Nazionale e per la Sicurezza dello Stato, della Costituzione e del Popolo Italiano.


Fatevi un giro sul sito e poi riferite se volete. Il mondo va a rotoli, ma il Bel Paese rotola di più.

divisa guardia nazionale italiana
Divisa della guardia nazionale italiana

elmetti guardia nazionale italiana
Elmetto della guardia nazionale italiana


Aggiornamento ore 14.08

Le ronde neofasciste debuttano domani a Milano. Proclami contro la Lega.

Franco Pennello
Ronde contro ronde. Camicie nere contro camicie verdi. Questo lo scenario cui potrebbero diventare protagoniste le città del Nord Italia da domani. Il 13 giugno è, infatti, la data nella quale sarà presentata la Guardia nazionale italiana, l'organizzazione di volontari che si prefigge di pattugliare le strade delle città in applicazione del disegno di legge sulla sicurezza del governo Berlusconi, che per l'appunto prevede il concorso di "associazioni di cittadini non armati" al presidio del territorio.
Come ha anticipato ieri il sito Peace Reporter, la Guardia nazionale italiana ha un Comandante generale, il colonnello dei carabinieri in congedo Augusto Calzetta, e un Presidente nazionale, il giovane ex alpino Maurizio Correnti.

Pure l’aquila imperiale
Ma soprattutto ha una divisa che ricorda le squadracce fasciste: camicia grigia (inizialmente era prevista kaki) con cinturone e spallaccio neri, cravatta nera, pantaloni grigi con banda nera laterale nera, basco o kepì grigio con l'aquila imperiale romana simbolo della Gni. Il loro equipaggiamento completo prevede elmetto, anfibi neri, guanti di pelle e una grossa torcia elettrica di metallo nero. E al braccio portano una fascia nera con la "ruota solare" (comune a molte formazioni neonaziste), simbolo del Partito nazionalista italiano, il “nuovo” che sta dietro alla Guardia nazionale italiana.
I paramilitari del colonnello Calzetta e le camicie grigie del Pni debutteranno ufficialmente fra due giorni, il 13 giugno, a Milano, al numero 5 di via Chiaravalle, angolo via Larga, in occasione del congresso nazionale del Movimento sociale italiano - Destra Nazionale di Gaetano Saya, che nella sua pagina internet personale si dichiara "l'ispiratore politico" della Guardia nazionale italiana.

Saya estimatore di Silvio e nemico di Fini
Estimatore di Berlusconi e acerrimo nemico di Fini, Saya, che dopo il recente scioglimento di Alleanza nazionale è rimasto l'unico depositario del simbolo dell'Msi di Almirante, è il sedicente ex agente segreto della Nato e del Sismi, ex massone che già nel 2003 provò a creare un gruppo paramilitare di “camicie grigie”, e che nel 2005 venne arrestato per l'oscura vicenda dei “servizi paralleli”, nella quale Saya risultò avere rapporti con i vertici degli apparati di sicurezza dello Stato, in particolare con i servizi segreti militari.

Pena di morte per profittatori e politicanti
Il programma politico del Pni prevede, tra le tante cose, la pena di morte per "gli usurai, i profittatori e i politicanti", la lotta "contro il parlamentarismo corruttore", la creazione di "un forte potere centrale dello Stato" e di "camere sindacali e professionali", il diritto di cittadinanza e l'accesso alle cariche pubbliche "solo per chi è di sangue italiano", lo stop a "ogni nuova immigrazione di non-italiani", l'immediata espulsione forzata di "tutti i non-italiani che sono immigrati in Italia dopo il 31 dicembre 1977", il divieto di pubblicazione di "giornali che contrastano con l'interesse della comunità" e l'abolizione di tutte le organizzazioni e istituzioni "che esercitano un influsso disgregatore sulla nostra vita nazionale".

Chiamatemi come volete, ma non fascista
Intervistato da Peace Reporter, però, Saya non si definisce fascista: “La Guardia nazionale italiana non c'entra niente con il fascismo. Io stesso non sono fascista. Sono di destra, sono un conservatore, un nazionalista: chiamatemi come volete, ma non sono fascista. Io mi considero un cittadino fedele, un difensore della Costituzione del 1948, sulla quale ogni membro della Guardia nazionale italiana dovrà giurare”.

"Il vero pericolo sono i leghisti"
Anzi dice di non individuare negli immigrati il primo problema dell'Italia. Per Saya il vero pericolo per la nazione sono i leghisti di Umberto Bossi, le cosiddette camice verdi: “Gli immigrati sono l'ultimo dei problemi. Per noi il vero pericolo per l'Italia è rappresentato dai secessionisti della Lega Nord. Loro sì che sono contro la Costituzione!
Loro che vogliono distruggere la nostra unità nazionale, che offendono continuamente i simboli della nostra patria, che creano impunemente governi provvisori secessionisti e arruolano gente nella formazione anticostituzionale della Guardia nazionale padana. E' questa gente che dovrà fare i conti con la nostra Guardia nazionale italiana: se vedremo un leghista che brucia un tricolore lo faremo arrestare! Che la Lega stia attenta a dove va. È per contrastare la Lega nord che alle prossime elezioni ci presenteremo al Nord con il Partito Nazionalista Italiano”.
Ma il ministro degli Interni Maroni, gran promotore delle ronde, che ne pensa?

Ultimo aggiornamento: 12/06/09

da il salvagente


Un po' off topic ma non tanto
Il leader libico mostra una foto sulle vergogne storiche dell'Italia. La stessa linea di El Pais.
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