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mercoledì 28 settembre 2011

Elephant Parade, elefanti per Milano

Elephant Parade, elefanti per Milano


Ce ne sono un centinaio in giro per Milano. Qualcuno sa dirmi a chi appartengono questi occhi? Come al solito non si vince niente, ma solo un link per il vincitore o i vincitori.

Dopo un po' di risposte metto le foto complete.

Elephant Parade, elefanti per Milano


Soluzione
Ha vinto Ross, complimenti. Devo dire che C.E.G Fausto Ernest avevano dato delle mezze soluzioni. Effettivamente per chi non abita a Milano era parecchio difficile. Cambio anche il titolo al post, che prima era "Occhi sì, ma di chi?".

Si tratta dunque della Elephant Parade, un numero imprecisato (50/80?, se qualcuno lo sa di preciso me lo dica) di elefantini, opere di artisti delle più varie tendenze, che adesso sono piazzati in vari luoghi della città. Quelli che vedete li ho fotografati a San Babila, corso Vittorio Emanuele, piazza Cordusio, piazzale Cadorna e piazza Della Scala.

Una speciale mostra open air volta a salvaguardare la sopravvivenza dell'elefante asiatico che purtroppo è a rischio di estinzione. L'iniziativa nasce quindi con l'intento di raccogliere fondi da devolvere all'Asian Foundation e prevede la possibilità di acquistare le singole statue al termine dell'esposizione. Il tutto tramite un'asta messa a punto da Christie's.

Prima di sbarcare in Italia, l'"Elephant Parade" si è già svolta con successo in altre città europee, Rotterdam, Anversa, Amsterdam e Londra.

Forse qualcuno si ricorderà di un'analoga iniziativa nel 2007, allora però erano vacche.

Elephant Parade, elefanti per Milano

Elephant Parade, elefanti per Milano

Elephant Parade, elefanti per Milano

Elephant Parade, elefanti per Milano

Elephant Parade, elefanti per Milano

Elephant Parade, elefanti per Milano

Elephant Parade, elefanti per Milano

Elephant Parade, elefanti per Milano









martedì 27 settembre 2011

Ma la bellezza è solo femmina?

La Venere del Botticelli


Fate salve le dovute eccezioni, nella storia dell'arte è sempre e solo la donna a rappresentare la bellezza. Più volte mi sono chiesto il perché.

Poi è successo che ho incontrato il libro "Le sante delle scandalo" di Erri De Luca e qualche risposta agli interrogativi me l'ha data...
[continua su ladri di bellezza]

lunedì 26 settembre 2011

Milano, parcheggi riservati alle streghe

Scope e streghe
Scope e streghe
Milano, largo Cairoli
foto scattate sabato, ieri l'altro

Quando sono passato qui davanti mi sono fermato e mi sono detto: se sono arrivate dovranno pur ripartire, magari per ritornare in quel paese d'origine in cui fui quest'estate. Così ho aspettato un po', ma niente. Forse se la stavano spassando, magari anche un po' brille o anche peggio, a qualche party in coda a una delle tante sfilate di moda, ché Milano in questi giorni è una continua passerella, anche a cielo aperto.

Vi vedo morire dalla curiosità, aspiranti streghe e anche no, di sapere come si fa a volare sul quel mezzo. Ma io non ve lo dico. E non perché sono un bastardinside, ma perché è un segreto che mi ha rivelato Libereso, e segreto deve rimanere. È bellissimo guardare il mondo da lassù a bordo di una scopa. Ce ne sono anche a due posti, ed è ancora più fantastico.

Scope e streghe


Chi volesse mandarmi la propria grafia come avevo proposto QUI ha ancora pochi giorni di tempo, poi pubblico il post.


sabato 24 settembre 2011

Roba da non credere, la Gelmini afferma che esiste un tunnel fra il Gran Sasso e il Cern di Ginevra

Quando ho visto in giro lo screenshot pensavo al solito scherzo, così sono andato sul sito della Pubblica Istruzione e c'è proprio quello che vedete anche voi. Metto il link alla pagina (fin che rimane).

Gelmini, la tua ignoranza, ormai è dimostrato, ha superato ogni limite di in/decenza. E dove sono arrivate a 'sto punto le tue orecchie da somara doc?

visto anche qui e qui.

Aggiornamento, 24 settembre, ore 21.18
Il ministero si è svegliato e precisa, dandosi così una zappata sui piedi e (scusatemi, ma quando ci vuole ci vuole) sui coglioni
L’ufficio stampa del Ministero precisa che, ovviamente, il tunnel di cui si parla nel comunicato di ieri, non è per nessuna ragione intendibile come un tunnel che collega materialmente Ginevra con il Gran Sasso. Questo è di facile intuizione per tutti e la polemica è assolutamente strumentale. Il tunnel a cui si fa riferimento è quello nel quale circolano i protoni dalle cui collisioni ha origine il fascio di neutrini che attraversando la terra raggiunge il Gran Sasso. Alla costruzione di questo tunnel e delle infrastrutture collegate l’Italia ha contribuito con uno stanziamento oggi stimabile intorno ai 45 milioni di euro. Questa polemica è dunque destituita di fondamento ed è assolutamente ridicola.


Peccato che questi tirapiedi ignoranti avevano testualmente scritto:
"Alla costruzione del tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso, attraverso il quale si è svolto l'esperimento, l'Italia ha contribuito con uno stanziamento oggi stimabile intorno ai 45 milioni di euro. "

Quando questo sistema di potere cadrà anche per voi lacchè ci saranno le monetine, ma anche altro, statene certi.


venerdì 23 settembre 2011

Marco, l'eterno indeciso




Ricevuta ieri. Ora, anche se sono un po' qua e un po' là, ciò non giustifica il paperacchio dell'indirizzo che di sicuro avrà provocato maledizioni a qualche impiegato delle Poste. E chissà poi dirette a chi, se al mittente o al destinatario.

Non c'è niente da fare, Marco è fatto così. Prima di imboccare la via definitiva ha sempre mille dubbi sulle opzioni delle strade laterali che si potrebbero prendere.

Pubblico questa cosa minuscola della mia esistenza, parlo della cartolina, perché ne ricevo sempre meno. A parte l'amico, il caro amico in questione, me le manda sempre Silvano Littardi, che è spesso e volentieri in giro per profondi e densi viaggi culturali. E poi Chiara Gregoretti che di viaggi ne fa solo uno l'anno, ma lungo, e le varie tappe mi arrivano direttamente a casa in fotocolor. E anche Valentina Origgi che non manca mai di spedirmi qualche splendida riproduzione artistica dalle varie mostre per l'Europa.

Ne approfitto quindi per chiedervi se voi di cartoline ne ricevete ancora.



giovedì 22 settembre 2011

Tutti a timbrare banconote, forza



Sarebbe bello, e avrebbe anche l'atmosfera e il significato di una performance artistica, predisporre banchetti in giro dove la gente che passa si fa timbrare le banconote come quella che vedete.

La foto non è mia (io l'ho un po' ottimizzata) ma arriva da Google+, e le parole di Susanna che l'accompagnano sono queste:
"Non potete immaginare cosa mi è successo oggi! Faccio bancomat e... guardate che banconota mi è uscita!!! Ho troppa stima di questi 50€!"

Proposte?

mercoledì 21 settembre 2011

Polizia o carabinieri?

Milano, stazione Centrale

Mettiamo che scenda dal treno e mi rubino la valigia o il portafogli, sfiga poi delle sfighe, anche tutti e due gli effetti assieme, dove vado a far denuncia? Dalla polizia o dai carabinieri? Ditemi voi in base a cosa scelgo l'una o gli altri.

Fuori di scherzo, perché nell'ultima manovra non hanno per niente manovrato per eliminare doppioni, e tripploni e anche tettroni di uffici che spesso si pestano i calli a vicenda?
Faccio un solo esempio. E' mai possibile che esistano squadre di sommozzatori della polizia, dei carabinieri, della finanza, dei pompieri e forse anche dei forestali? E' mai possibile?

No, è meglio, per dirne una, diminuire i servizi sociali che toccare certi interessi costituiti.

domenica 18 settembre 2011

Un'associazione contro la chiusura del cinema Cristallo di Dolceacqua

cinema cristallo dolceacqua

cinema cristallo dolceacqua


Chi di voi, correggo chi di noi, non si ricorda di un cinemino che adesso non c'è più? Di un cinemino dove si andava con i primi amorazzi, dove forse si è dato il primo serio bacio?

Quasi tutti spariti, sia nei piccoli centri che nelle grandi città, fagocitati dalle multisala estranianti. Resistono qua e là, mosche bianche, questi locali un po' demodé testimoni di un passato recente. Come il Cristallo di Dolceacqua, che però a giugno di quest'anno sembrava anche lui avere i giorni contati.

Così una congrega di appassionati si è riunita in una associazione culturale, "Oltre il Cristallo" (attualmente siamo oltre 130), con lo scopo di continuare a far vivere quel cinema messo in piedi da don Nanni nel 1971. Non si è tanto ingenui da non sapere che non si può vivere di soli film, e quindi lo spazio dovrà essere multifunzionale racchiudendo in sé tutto ciò che è cultura, e anzi partire da qui per estendere avvenimenti anche sul territorio, come buona semenza.

Ecco intanto la prima manifestazione di riapertura, venerdì 23 settembre. Si tratta di una ricca serata incentrata su Jim Morrison e i Doors. Lettura di poesie e concerto del gruppo Insert Coin faranno da cornice alla proiezione del nuovo lungometraggio di DiCillo “When you’re strange”, presentato recentemente (luglio scorso) al pubblico – voce narrante Morgan. Inizio spettacolo ore 21,15. L’entrata è di 7€ (6€ per i soci dell’Associazione “Oltre il cristallo” ai quali verrà consegnata, nell’occasione, la tessera di socio).
Seguirà, nel week end, la programmazione commerciale per i più giovani con la proiezione di “Kung Fu Panda” . Orari: Sabato ore 15,00 – 16,30 – 21,15; Domenica ore 21,15

amicidelcristallo@rocketmail.com

cinema cristallo dolceacqua

cinema cristallo dolceacqua

Ringrazio Pierangelo Andrighetto che mi ha aperto le porte per scattare le foto.


cinema balbo dolceacqua
L'insegna storica del cinema Balbo a Dolceacqua

A Dolceacqua esisteva anche un altro cinema, lo storico Cinema Balbo, in funzione dal lontanissimo 1905, uno dei primi della provincia di Imperia, chiuso nel 1975.

Racconto una scenetta che mi è stata riferita
. Un tempo le pellicole che si ricevevano dal distributore erano in vari spezzoni (le pizze) che venivano poi riuniti per la proiezione. Qualche volta, qualche rara volta era successo che lo spezzone del finale era così rovinata da non essere proiettabile o addirittura mancante. E allora Ubaldo Balbo saliva sul palcoscenico e con la sua voce tonante "Adesso come va a finire ve lo racconto io". Altri tempi, altri tempi davvero.



Piccola grande storia
del Cinema Cristallo


I PRIMORDI
Prima del 1971 c'erano ben due sale di proiezione a Dolceacqua. L’insegna di una delle due, il cinema Balbo, è ancora visibile nella via principale. L'altra, che è confluita successivamente nel Cinema Cristallo, era curata da una figura già allora carismatica e piena di energia, quella di Don Angelo Nanni, parroco dalla lunghissima attività a Dolceacqua, ma anche artista, ceramista scultore, decoratore e vignaiolo, oltre che molto attento a coinvolgere i giovani intorno ad un divertimento davvero partecipato, curando eventi anche in vallata e oltre (proiezioni all'oratorio di Isolabona e nelle colonie sul mare, in particolare a Bordighera).
Il contesto, tutto sommato, era molto vicino a quello rappresentato nella prima parte del film "Nuovo Cinema Paradiso". In quell'epoca le televisioni erano ancora poche e spesso venivano viste collettivamente, come succede ora con gli eventi sportivi.

I LOCALI
Sul luogo dove oggi sorge il cinema c'era un orto parrocchiale. Don Nanni vendette alcune proprietà di famiglia per costruire l'immobile allo stato grezzo e vi dedicò, poi, con l'aiuto di molti volontari tra cui i giovanissimi fratelli Andrighetto, Nino Coco e Antonio Viscech, moltissime ore serali, anche fino a notte inoltrata, per arredarlo e rifinirlo.
Le sue doti artistiche gli permisero di dare più di un tocco di originalità, realizzando a mano le centinaia di formelle di ceramica della cornice alta, i bassorilievi della platea e della biglietteria, le lanterne di ferro battuto stile veneziano che contribuiscono all'atmosfera raccolta e il tronco d'albero (utilizzato anche come porta-manifesti) che caratterizza la biglietteria.
Si pensi che la facciata, interamente decorata in ceramica e mattoni, è vincolata dalla Sovrintendenza!

LA DOTAZIONE TECNICA
Sempre all'avanguardia. Il cinema Cristallo è tra le prime 100 sale in Italia a dotarsi del sistema Dolby. Il primo schermo fu sostituito dall’attuale, all'epoca tra i migliori e con alte prestazioni, aumentando, naturalmente il flusso degli attuali spettatori.

QUALCHE CENNO SULL’ATTIVITA'
L'attività nel nuovo locale, che conta 220 posti, inizia nel 1971. Alcuni dettagli sono ancora da sistemare, ma viene proiettato subito un film a colori: Robinson nell'isola dei corsari, film in tecnicolor degli anni ‘60 la cui locandina originale è esposta all'ingresso.
Da quel momento, le proiezioni sono quotidiane, a volte si arriva perfino a proiettare due film in un giorno e la partecipazione di pubblico è molto alta, tra le novanta e le cento persone a proiezione!
Già dopo due anni le prime difficoltà: il 16 mm (passo ridotto), di cui iniziano a mancare i film in catalogo, dopo molti anni di onorato servizio va in soffitta con l'introduzione del 35 mm. Nonostante l'immenso sforzo, si riesce con gli incassi del cinema, i contributi e i proventi dell'attività di ceramista di Don Nanni ad acquistare il nuovo proiettore, che permetterà quindi di mantenere la sala all'avanguardia. E' il 1972.
La citata attività di ceramista (il laboratorio è posto sopra al cinema) non è secondaria. Don Nanni è infatti il primo parroco autorizzato dal Vaticano a servire messa in calici di ceramica. Ne realizza uno di pregevole fattura e a Lourdes gliene ordineranno ben quattrocento, che saranno poi consacrati in una funzione da lui stesso officiata. Tale attività, quindi, insieme agli incassi del cinema e a qualche contributo ha sempre permesso l'equilibrio economico.
Ma torniamo alla vita del nostro cinema: i film devono essere contrattati in una prima fase a Genova, dove ci si reca personalmente ogni quaranta giorni per assicurarsi almeno tre titoli, ma non prime visioni! Nei primi tempi, infatti, si doveva attendere in media ben diciotto mesi per ottenere un film! Per fortuna la distribuzione migliora e i tempi scendono a tre - quattro mesi (rispetto agli attuali venti - trenta giorni).
1975 - Un piccolo grande scandalo. Una tempesta in un bicchier d'acqua: viene proiettato il film Romanzo Popolare con Ugo Tognazzi ed Ornella Muti. l "mal pensanti" dell'epoca gridano allo scandalo e la voce arriva fino in ambienti genovesi e ha risalto sul giornale scandalistico dell'epoca "Abc", per poi spegnersi velocemente, così come era nato .

L'ARCHIVIO FOTOGRAFICO
Sono in corso ricerche di archivio per documentare i primi quattro decenni di attività.

ELEMENTI CHE HANNO DETERMINATO LA CRISI
Il moltiplicarsi delle possibilità di svago, la maggiore mobilità, la televisione tradizionale prima e quella digitale poi hanno portato un po' dappertutto al ridimensionamento del numero di cinema funzionanti.
Dal 1981, con la chiusura delle due sale, la città di Ventimiglia di 25.000 abitanti, rimane senza cinema per oltre 20 armi. La recente riapertura del Cinema- Teatro, avvenuta pochi anni fa, aumenta la concorrenza vicina.
Un complesso sistema di distribuzione, che privilegia le grandi sale, impedisce una programmazione di medio termine sul circuito commerciale e addirittura, per improvvisa modifica della disponibilità dei film più visti, a favore delle grandi città, si è costretti a riprogrammare, pur arrivando a proiettare le prime visioni dopo una - due settimane al massimo.
Anche la qualità di molti film commerciali, spesso provenienti dagli Stati Uniti, che si riduce progressivamente è probabilmente causa della progressiva disaffezione. Continuano tuttavia a suscitare interesse le commedie provenienti dagli Usa.
Ma la lenta discesa è inesorabile e non permette più di accantonare somme per interventi straordinari.
Una discesa a dir il vero non costante, con alcuni film anche italiani che riscuotono un discreto successo, o in occasione di colossal come Avatar di Cameron o la serie di Il signore degli anelli, preceduti da una grande promozione, o il riuscito esperimento di recenti e ben organizzate rassegne.
Bisogna risalire tuttavia alla proiezione del film Titanic per rivedere la sala davvero gremita, fino al limite delle sue capacità.
Nel 2009 si spegne il fondatore, che tuttavia ha continuato fino alla fine ad aprire il cinema e ad assicurare il servizio di biglietteria.
La necessità di modifiche all'impianto di riscaldamento, i costi stessi del gasolio, ma soprattutto l'affacciarsi della necessità di un rilevante investimento per passare al sistema digitale, ha posto una pesante ipoteca sul futuro del cinema. Attualmente, infatti, il 60% dei titoli è ormai distribuito su digitale e il tradizionale supporto a 35 mm sopravviverà non oltre la metà del 2013.
Due anni di tempo al massimo, quindi, per rilanciare la sala, far quadrare i conti,


UN’IPOTESI PER IL RILANCIO
Alcuni conguagli giunti ad appesantire i conti, l'impossibilità per la Curia e per gli Enti Pubblici oggi in forte difficoltà finanziaria e la scarsa risposta da parte dell'utenza, avevano di fatto già condannato il cinema. Qualcosa tuttavia è scattato. Nel corso di poche riunioni, l'ipotesi di chiudere per sempre un'avventura così significativa ha stimolato uno scatto d'orgoglio per garantire la possibilità per tantissime persone della vallata, turisti di passaggio e soprattutto per i cittadini di Dolceacqua di continuare a godere a chilometri zero di una serena serata di svago, magari preceduta o seguita da una piacevole sosta presso uno dei numerosi ristoratori vicini. Un risveglio di attenzione in ricordo del fondatore e per rispetto degli operatori da sempre non retribuiti, attenzione che non può andare perduta, ma che deve anzi essere rafforzata e consolidata in un soggetto completo (associazione, cineforum e circolo culturale) che rilanci attraverso le nuove tecnologie e le moderne possibilità di interagire attraverso la rete, un rinnovato interesse per tutte le proposte culturali, con un coinvolgimento dal basso. Il collegamento con le persone attive, con le altre associazioni e gli Enti e con tutta la vallata, per affiancare al canale tradizionale una serie di attività didattiche con le scuole e per diverse fasce di età, l'organizzazione di rassegne, dibattiti, proiezioni di documentari fino ad arrivare a film in lingua straniera permetterà quell'indispensabile e costante interesse senza il quale l'investimento finanziario, pur reperendone i fondi, non avrebbe senso. Solo la presenza di un pubblico darà senso all’introduzione del digitale e delle nuove opportunità che esso offre (allargamento ad altri canali di distribuzione, eventi sportivi e musicali di livello).Ma il progetto parte dal Cinema anche per tentare di andare oltre. Per la socialità, per lo stare insieme, per il confronto tra le persone, stimolati nel dibattito magari proprio dalla proiezione, per il superamento della solitudine dei Tempi Moderni ben rappresentati da Chaplin molto tempo fa, ma ancora attualissimi.

Associazione Amici del Cinema “Oltre il Cristallo”
amicidelcristallo@rocketmail.com